Dicembre 2022 analisi modelli (x esperti)
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Gabriele_2021
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Appunto: per GFS...picchio70 ha scritto:Il vps visto dal punto di vista termico e gpt anomaly
da condizioni di partenza sino ad oltre 10 gg
Per gfs non sembrano esserci a stretto giro condizioni da ese cold
ma una contrazione seppur forte.
Questo ovviamente sfavorisce qualsiasi velleità d'onda e rallentamento zonali
visto che sono in fase crescente per i prossimi giorni.
Quello che è duro da far digerire a coloro(longer...) che si applicano su studi, anche approfonditi, è che gli stessi seguono più da vicino vari indici climatici e non solo, allontanandosi un pò da quelle realtà più legate a svolazzi di farfalle che spesse volte modificano assetti che s'immagino cristallizzati e affermati. E' come se si seguissero "standard" passati che, a mio avviso, andrebbero rivisitati anche in virtù di un cambiamento climatico davvero importante. Alcuni parametri su cui si facevano( o si fanno) riferimento sono da considerare(forse è una esagerazione) alquanto obsoleti, o giù di li... Anche una certa velocità di cambiamento del clima deve portare, gioco-forza,ad un' aggiornamento che peraltro avrà bisogno di "collaudi" non certo brevi. Quindi ci sarebbe bisogno di tempo. Pertanto, il consiglio è quello che bisogna valutare i segnali che ci arrivano dall' "alto" senza pensare di prospettare ipotesi evolutive che vadano oltre certe tempistiche.
Certo, la passione meteorologica ci porta anche a cercare di vedere cosa ci prospetta il tempo oltre ad un range affidabile. Ma alla fine succede(quasi sempre, o addirittura: sempre) quello che abbiamo assistito l'anno scorso( e anche prima) che certi risultati si sono rivelati davvero scadenti.
Questo, è bene chiarirlo, non è da parte mia, una esortazione a "desistere" anzi! Il rischio di essere "vittime" di previsioni a lunga gittata è sempre maggiore rispetto agli anni decisamente passati. La passione non va ridimensionata. Va solo controllata.
Così facendo è probabile che anche le soddisfazioni(relativamente parlando) per chi si applica quotidianamente in questa materia così affascinante, saranno sempre più crescenti!!!
- picchio70
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Il problema sempre più ricorrente degli ultimi anni
a mio avviso è la mancanza d'energia del vortice troposferico.
Questo a prescindere da Nino/nina, pdo, setting ecc ecc,
parametri che indubbiamente sono indispensabili per provare
ad esaminare le dinamiche atmosferiche , oltre ad essere le uniche
indicazioni scaturite da studi scientifici, ma la domanda che mi pongo è:
Essendo gli studi datati e settati in condizioni di equilibrio atmosferico,
con la rapida accelerazione del riscaldamento globale, questo studi
mantengono ancora quella affidabilità?
Io noto che da una quindicina d'anni a questa parte stiamo
assistendo ad un raffreddamento e contrazione della stratosfera
e di contro un riscaldamento ed espansione troposferica .
Inoltre e conseguentemente, la tropo non riesce più ad innescare
quei meccanismi di disturbo , vedi flussi di momento e canalizzazione
ed ampiezza d'onda, capaci almeno di contrastare e lottare ad armi pari
con la strato.
Mancanza di energia, di vorticita' atte allo sviluppo di queste dinamiche,
sempre più monche e troppo a fasi di apri e chiudi, e non sarebbe un caso
che molte azioni troposferiche invernali siano nate in concomitanza
delle iniezioni di vorticita' e gelo indotte dal condizionamento s t o
tentativo d'esso.
Un po' come mostrato addietro negli esempi del 2008/9 o 2016/7 per fare
esempi già esaminati, dove le mpv hanno ripristinato il gradiente termico barico
orizzontale e verticale.
a mio avviso è la mancanza d'energia del vortice troposferico.
Questo a prescindere da Nino/nina, pdo, setting ecc ecc,
parametri che indubbiamente sono indispensabili per provare
ad esaminare le dinamiche atmosferiche , oltre ad essere le uniche
indicazioni scaturite da studi scientifici, ma la domanda che mi pongo è:
Essendo gli studi datati e settati in condizioni di equilibrio atmosferico,
con la rapida accelerazione del riscaldamento globale, questo studi
mantengono ancora quella affidabilità?
Io noto che da una quindicina d'anni a questa parte stiamo
assistendo ad un raffreddamento e contrazione della stratosfera
e di contro un riscaldamento ed espansione troposferica .
Inoltre e conseguentemente, la tropo non riesce più ad innescare
quei meccanismi di disturbo , vedi flussi di momento e canalizzazione
ed ampiezza d'onda, capaci almeno di contrastare e lottare ad armi pari
con la strato.
Mancanza di energia, di vorticita' atte allo sviluppo di queste dinamiche,
sempre più monche e troppo a fasi di apri e chiudi, e non sarebbe un caso
che molte azioni troposferiche invernali siano nate in concomitanza
delle iniezioni di vorticita' e gelo indotte dal condizionamento s t o
tentativo d'esso.
Un po' come mostrato addietro negli esempi del 2008/9 o 2016/7 per fare
esempi già esaminati, dove le mpv hanno ripristinato il gradiente termico barico
orizzontale e verticale.
- picchio70
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Sembra più una guerra ideologica il forum,
dove c'è una crescita di schieramenti verso una o l'altra condizione,
piuttosto che una sede di confronti in virtù di considerazioni diverse.
Infatti diminuiscono i sani confronti a modi e toni educati che
in modo o nell'altro non possono che aumentare il livello di discussione
offrendo spunti di riflessione, ampliamento della tematiche di cui tutti
possono avvantaggiarsene.
Al limite c'è ironia, puntini di sospensione, riferimenti allusivi con faccine e quant'altro,
c'è più necessità di difendere le proprie posizioni che aprire un dialogo costruttivo.
dove c'è una crescita di schieramenti verso una o l'altra condizione,
piuttosto che una sede di confronti in virtù di considerazioni diverse.
Infatti diminuiscono i sani confronti a modi e toni educati che
in modo o nell'altro non possono che aumentare il livello di discussione
offrendo spunti di riflessione, ampliamento della tematiche di cui tutti
possono avvantaggiarsene.
Al limite c'è ironia, puntini di sospensione, riferimenti allusivi con faccine e quant'altro,
c'è più necessità di difendere le proprie posizioni che aprire un dialogo costruttivo.
- gandalf il bianco
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Me lo stavo chiedendo giusto stamani, però all'opposto, nel senso..... e se il problema di fondo dovesse essere nei piani più alti dell'atmosfera?(stratosfera, mesosfera, termosfera) , da qualche parte avevo letto che gli ultimi anni son stati insolitamente freddi capaci di influenzare i piani bassi ad iniziare dalla strato....picchio70 ha scritto:Il problema sempre più ricorrente degli ultimi anni
a mio avviso è la mancanza d'energia del vortice troposferico.
Questo a prescindere da Nino/nina, pdo, setting ecc ecc,
parametri che indubbiamente sono indispensabili per provare
ad esaminare le dinamiche atmosferiche , oltre ad essere le uniche
indicazioni scaturite da studi scientifici, ma la domanda che mi pongo è:
Essendo gli studi datati e settati in condizioni di equilibrio atmosferico,
con la rapida accelerazione del riscaldamento globale, questo studi
mantengono ancora quella affidabilità?
Io noto che da una quindicina d'anni a questa parte stiamo
assistendo ad un raffreddamento e contrazione della stratosfera
e di contro un riscaldamento ed espansione troposferica .
Inoltre e conseguentemente, la tropo non riesce più ad innescare
quei meccanismi di disturbo , vedi flussi di momento e canalizzazione
ed ampiezza d'onda, capaci almeno di contrastare e lottare ad armi pari
con la strato.
Mancanza di energia, di vorticita' atte allo sviluppo di queste dinamiche,
sempre più monche e troppo a fasi di apri e chiudi, e non sarebbe un caso
che molte azioni troposferiche invernali siano nate in concomitanza
delle iniezioni di vorticita' e gelo indotte dal condizionamento s t o
tentativo d'esso.
Un po' come mostrato addietro negli esempi del 2008/9 o 2016/7 per fare
esempi già esaminati, dove le mpv hanno ripristinato il gradiente termico barico
orizzontale e verticale.
- picchio70
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Michele io ti ho capito, ma il risultato non cambia.
Non è che perché il long dei GM sia labile e spesso soggetto a variazioni
anche importanti, allora tutte le ipotesi siano giustificate.
Troppo facile .
Che credi che a me non farebbe piacere assistere ad una giornata nevosa?
Solo che non vedo le condizioni che possano portare ad un rallentamento
zonale che vada oltre un raffreddamento momentaneo, e non lo dico
perché mi sono alzato storto, ma corredo sempre con mappe e numeri
e continuo a non vedere le condizioni oltre il run di EC 00.
Non è che perché il long dei GM sia labile e spesso soggetto a variazioni
anche importanti, allora tutte le ipotesi siano giustificate.
Troppo facile .
Che credi che a me non farebbe piacere assistere ad una giornata nevosa?
Solo che non vedo le condizioni che possano portare ad un rallentamento
zonale che vada oltre un raffreddamento momentaneo, e non lo dico
perché mi sono alzato storto, ma corredo sempre con mappe e numeri
e continuo a non vedere le condizioni oltre il run di EC 00.
- picchio70
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Ma i disturbi partono e partivano sempre dal basso e la stratogandalf il bianco ha scritto:Me lo stavo chiedendo giusto stamani, però all'opposto, nel senso..... e se il problema di fondo dovesse essere nei piani più alti dell'atmosfera?(stratosfera, mesosfera, termosfera) , da qualche parte avevo letto che gli ultimi anni son stati insolitamente freddi capaci di influenzare i piani bassi ad iniziare dalla strato....picchio70 ha scritto:Il problema sempre più ricorrente degli ultimi anni
a mio avviso è la mancanza d'energia del vortice troposferico.
Questo a prescindere da Nino/nina, pdo, setting ecc ecc,
parametri che indubbiamente sono indispensabili per provare
ad esaminare le dinamiche atmosferiche , oltre ad essere le uniche
indicazioni scaturite da studi scientifici, ma la domanda che mi pongo è:
Essendo gli studi datati e settati in condizioni di equilibrio atmosferico,
con la rapida accelerazione del riscaldamento globale, questo studi
mantengono ancora quella affidabilità?
Io noto che da una quindicina d'anni a questa parte stiamo
assistendo ad un raffreddamento e contrazione della stratosfera
e di contro un riscaldamento ed espansione troposferica .
Inoltre e conseguentemente, la tropo non riesce più ad innescare
quei meccanismi di disturbo , vedi flussi di momento e canalizzazione
ed ampiezza d'onda, capaci almeno di contrastare e lottare ad armi pari
con la strato.
Mancanza di energia, di vorticita' atte allo sviluppo di queste dinamiche,
sempre più monche e troppo a fasi di apri e chiudi, e non sarebbe un caso
che molte azioni troposferiche invernali siano nate in concomitanza
delle iniezioni di vorticita' e gelo indotte dal condizionamento s t o
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Un po' come mostrato addietro negli esempi del 2008/9 o 2016/7 per fare
esempi già esaminati, dove le mpv hanno ripristinato il gradiente termico barico
orizzontale e verticale.
mantiene le sue caratteristiche seppur più fredda, la tropo no.
Poi certo che non possiamo segmentare la colonna come se fosse a cassetti,
essa è unica con densità diversa . È cambiato il bilancio di forze.
- gandalf il bianco
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- Iscritto il: mer gen 17, 2018 11:17 am
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Quello si certo, ma magari la strato reagisce in modo minore influenzata dall'alto nonostante i flussi di calore provengono dal basso, è solo una mia ipotesi che magari se la dovesse sentire un fisico dell'atmosfera si farà grasse risatepicchio70 ha scritto:Ma i disturbi partono e partivano sempre dal basso e la stratogandalf il bianco ha scritto:Me lo stavo chiedendo giusto stamani, però all'opposto, nel senso..... e se il problema di fondo dovesse essere nei piani più alti dell'atmosfera?(stratosfera, mesosfera, termosfera) , da qualche parte avevo letto che gli ultimi anni son stati insolitamente freddi capaci di influenzare i piani bassi ad iniziare dalla strato....picchio70 ha scritto:Il problema sempre più ricorrente degli ultimi anni
a mio avviso è la mancanza d'energia del vortice troposferico.
Questo a prescindere da Nino/nina, pdo, setting ecc ecc,
parametri che indubbiamente sono indispensabili per provare
ad esaminare le dinamiche atmosferiche , oltre ad essere le uniche
indicazioni scaturite da studi scientifici, ma la domanda che mi pongo è:
Essendo gli studi datati e settati in condizioni di equilibrio atmosferico,
con la rapida accelerazione del riscaldamento globale, questo studi
mantengono ancora quella affidabilità?
Io noto che da una quindicina d'anni a questa parte stiamo
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e di contro un riscaldamento ed espansione troposferica .
Inoltre e conseguentemente, la tropo non riesce più ad innescare
quei meccanismi di disturbo , vedi flussi di momento e canalizzazione
ed ampiezza d'onda, capaci almeno di contrastare e lottare ad armi pari
con la strato.
Mancanza di energia, di vorticita' atte allo sviluppo di queste dinamiche,
sempre più monche e troppo a fasi di apri e chiudi, e non sarebbe un caso
che molte azioni troposferiche invernali siano nate in concomitanza
delle iniezioni di vorticita' e gelo indotte dal condizionamento s t o
tentativo d'esso.
Un po' come mostrato addietro negli esempi del 2008/9 o 2016/7 per fare
esempi già esaminati, dove le mpv hanno ripristinato il gradiente termico barico
orizzontale e verticale.
mantiene le sue caratteristiche seppur più fredda, la tropo no.
Poi certo che non possiamo segmentare la colonna come se fosse a cassetti,
essa è unica con densità diversa . È cambiato il bilancio di forze.
- picchio70
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- Iscritto il: dom gen 26, 2014 7:25 pm
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Probabilegandalf il bianco ha scritto:Quello si certo, ma magari la strato reagisce in modo minore influenzata dall'alto nonostante i flussi di calore provengono dal basso, è solo una mia ipotesi che magari se la dovesse sentire un fisico dell'atmosfera si farà grasse risatepicchio70 ha scritto:Ma i disturbi partono e partivano sempre dal basso e la stratogandalf il bianco ha scritto: Me lo stavo chiedendo giusto stamani, però all'opposto, nel senso..... e se il problema di fondo dovesse essere nei piani più alti dell'atmosfera?(stratosfera, mesosfera, termosfera) , da qualche parte avevo letto che gli ultimi anni son stati insolitamente freddi capaci di influenzare i piani bassi ad iniziare dalla strato....
mantiene le sue caratteristiche seppur più fredda, la tropo no.
Poi certo che non possiamo segmentare la colonna come se fosse a cassetti,
essa è unica con densità diversa . È cambiato il bilancio di forze.
Gandalf, io ho espresso le mie supposizioni ma magari hai ragione tu, non saprei.
Fatto sta che se non si riesce, e parlo dei professionisti, a stilare linee comune
ed indiscutibili, figurati noi .
Beh picchio la giornata nevosa per alcuni settori potrebbe arrivare a prescindere anche in un raffreddamento momentaneo di 2 giornipicchio70 ha scritto:Michele io ti ho capito, ma il risultato non cambia.
Non è che perché il long dei GM sia labile e spesso soggetto a variazioni
anche importanti, allora tutte le ipotesi siano giustificate.
Troppo facile .
Che credi che a me non farebbe piacere assistere ad una giornata nevosa?
Solo che non vedo le condizioni che possano portare ad un rallentamento
zonale che vada oltre un raffreddamento momentaneo, e non lo dico
perché mi sono alzato storto, ma corredo sempre con mappe e numeri
e continuo a non vedere le condizioni oltre il run di EC 00.
- picchio70
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Certo, se accompagnato da un interessamento barico.Gelo Etna ha scritto:Beh picchio la giornata nevosa per alcuni settori potrebbe arrivare a prescindere anche in un raffreddamento momentaneo di 2 giornipicchio70 ha scritto:Michele io ti ho capito, ma il risultato non cambia.
Non è che perché il long dei GM sia labile e spesso soggetto a variazioni
anche importanti, allora tutte le ipotesi siano giustificate.
Troppo facile .
Che credi che a me non farebbe piacere assistere ad una giornata nevosa?
Solo che non vedo le condizioni che possano portare ad un rallentamento
zonale che vada oltre un raffreddamento momentaneo, e non lo dico
perché mi sono alzato storto, ma corredo sempre con mappe e numeri
e continuo a non vedere le condizioni oltre il run di EC 00.
Per esserci dovremmo assistere ad una frenata zonale importante
e che EC, oggi l'unico piu propositivo per così dire, stravolga le sue 144 ore.

-
manu73
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- Iscritto il: gio nov 29, 2012 2:46 pm
- Località: orobie val brembana
Credo sia abbastanza corretto quello che hai indicato, in qualsiasi condizione di partenza, dati, indici, etc il risultato è spesso lo stesso sull'Europa (specie centro-occidentale e mediterranea).picchio70 ha scritto:Il problema sempre più ricorrente degli ultimi anni
a mio avviso è la mancanza d'energia del vortice troposferico.
Questo a prescindere da Nino/nina, pdo, setting ecc ecc,
parametri che indubbiamente sono indispensabili per provare
ad esaminare le dinamiche atmosferiche , oltre ad essere le uniche
indicazioni scaturite da studi scientifici, ma la domanda che mi pongo è:
Essendo gli studi datati e settati in condizioni di equilibrio atmosferico,
con la rapida accelerazione del riscaldamento globale, questo studi
mantengono ancora quella affidabilità?
Io noto che da una quindicina d'anni a questa parte stiamo
assistendo ad un raffreddamento e contrazione della stratosfera
e di contro un riscaldamento ed espansione troposferica .
Inoltre e conseguentemente, la tropo non riesce più ad innescare
quei meccanismi di disturbo , vedi flussi di momento e canalizzazione
ed ampiezza d'onda, capaci almeno di contrastare e lottare ad armi pari
con la strato.
Mancanza di energia, di vorticita' atte allo sviluppo di queste dinamiche,
sempre più monche e troppo a fasi di apri e chiudi, e non sarebbe un caso
che molte azioni troposferiche invernali siano nate in concomitanza
delle iniezioni di vorticita' e gelo indotte dal condizionamento s t o
tentativo d'esso.
Un po' come mostrato addietro negli esempi del 2008/9 o 2016/7 per fare
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orizzontale e verticale.
Guardando le anomalie termiche dell'intero emisfero anche rispetto a medie recenti si nota però a mio avviso come le anomalie rosse siano sempre superiori sia per estensione che per intensità rispetto a quelle blu, sintomo che di "freddo" in troposfera e al suolo ce né sempre di meno (come ci dicono i dati di incremento temperatura media globale), viene spesso mitigato e assorbito dalla mitezza circostante che è maggioritaria etc etc...
In sostanza la forza e l'estensione del VPT in intensità ed estensione tende sempre più a ridursi, riducendo i suoi tentacoli di estensione verso sud anche causa delle maggiori resistenze pressorie da sud e cercando quindi pochi movimenti "compatti".... scegliendo spesso le corsie preferenziali di travaso "più facili e classiche" che sono sul settore Nord Americano e Siberia centro-orientale riducendo al minimo le dispersioni termiche "soft" Europee spesso rapidamente riassorbite dalle condizioni in essere.
Chiaro che una situazione di questo genere entra poi spesso in un loop ripetitivo che mantiene equilibrio e nelle aree non interessate porta a conseguenze evidenti….negli anni sono scomparse figure bariche invernali Europee e se ne sono sviluppate e amplificate altre con tutte le conseguenze del caso (parlo di circolazione dominante, eccezioni escluse).
Spero di essere riuscito a spiegare almeno a macrolinee quello che intendo dire.
-
Metropolis
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- Iscritto il: mar nov 29, 2016 9:13 pm
- Località: Brianza Nord-Milano
Io sono abbastanza ignorante in fatto di carte, ma mi sembra che, quantomeno rispetto agli ultimi inverni, la situazione barica in ATL ed europa occidentale, sia abbastanza diversa. Porterà gli stessi effetti? Peggiori? Boh. Però la situazione non mi pare la stessa.InvernoPerfetto ha scritto:firenze70 ha scritto:Sfera di cristallo?InvernoPerfetto ha scritto: Prima del 15 gennaio mettersi comodi.
Lo dicono tutte le reanalisi degli ultimi 25 inverni: quando si crea una configurazione barica di questo tipo, ci vuole quasi sempre almeno un mesetto per lo sblocco
Che banale ogni volta leggere " ma sfera di cristallo, sfera di cristallo?"
No, soltanto esperienza, statistica, analisi dei nuovi trend, capacità osservativa e studio delle reanalisi.
P.S. Non so voi, ma a me sta passando la voglia di aprire il forum, sopratutto da cellulare, il livello di pubblicità è arrivato a limiti dello stolkeraggio. Rende veramente deprimente l’uso del forum.






