Modelli Live Ottobre 2022
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InvernoPerfetto
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Ed è qui che sbagli, e che sbagliate tutti voi minimalisti ( non credo tu sia negazionista, ma minimalista sì).Gio79 ha scritto:Be dai, per quanto la situazione sia preoccupante e non mi fa stare affatto sereno, nessuno di noi può sapere come evolverà. Nessuno può avere la certezza che questo trend proseguirà e che peggiorerà nei prossimi decenni. Purtroppo non c’è da essere ottimisti, ma certezze non se ne hanno.gemi65 ha scritto:Leggendo questo messaggio ho svoltato e mi è tornato il sorriso.iniestas ha scritto:Buonasera
La natura prova sempre a riequilibrare, ma il clima non è’ una bilancia e sono troppe le variabili per cui L essere umano si deve rassegnare che il sistema climatico rimane qualcosa di più grande di lui
Certo siamo dentro un trend di aumento della temperatura ma nessuno di noi potrà mai sapere quale trend ci sarà tra 100 o 1000 anni e questo va accettato serenamente
Nel frattempo almeno qui in Italia ci stiamo adattando a un clima più caldo, ma senza particolari psicodrammi, si va avanti lo stesso, anzi in questo momento il sopra media fa risparmiare sul riscaldamento
Prima o poi pioverà e quindi avremo cambiamenti anche sui processi siccitosi
Un po' di sano ottimismo domenicale
Menomale che lo scrivente si limita a brevi comparsate su questo TD con queste chicche di saggezza.
Non si hanno certezze totali sulla velocità e sull'estensione del cambiamento, ma si hanno CERTEZZE ASSOLUTE ( se poi il 95% della comunità scientifica concorde non ti basta, allora alzo bandiera bianca perchè al 100 % non ci è mai arrivato nessuno nella storia dell'umanità in nessun campo, basta vedere che esistano ancora terrapiattisti o negazionisti dell'Olocausto, ed ho detto tutto), SI HANNO CERTEZZE ASSOLUTE sul fatto che il processo di riscaldamento, iniziato per vie naturali dalla seconda metà dell'Ottocento ma costretto a un'impennata drammatica (documentata da centinaia di migliaia di dati, articoli, osservazioni, pubblicazioni, monitoraggi ) per ragioni antropiche, non solo non può arrestarsi per via dell'inerzia del feedback planetario ( salvo impatto di meteoriti giganti o plurime - ma comunque temporanee - eruzione massive vulcaniche) che determina tempi lunghissimi per ritrovare l'equilibrio precedente, ma c'è il rischio concreto che l'effetto domino esasperi ulteriormente la velocità del processo.
Ed è altamente insensato dire che non sapremo che clima ci sarà tra 1000 o 2000 anni, perchè l'essere umano - e noi di NOI stiamo parlando, non del futuro geologico del Pianeta che seguirà il suo corso - ha tempi molto inferiori e del fatto che tra un migliaio di anni ( ma anche tra qualche secolo) possa tornare a fare molto più freddo non scalfisce minimamente il dramma attuale,
perchè il dramma attuale ci racconta che il riscaldamento inferocito dall'invasività umana non ha più - scientificamente - il tempo di arrestarsi o regredire in tempi associabili a numerose generazioni future.
Possiamo solo tentare di rallentarlo, non più fermarlo
Abbiate pazienza ma non date ad Iniestas pretesti per aprire la solita querelle sul clima, che è l’espediente con il quale nasconde quanto sia impreparato a livelli imbarazzanti in tema di politiche energetiche, sulle quali ha scritto negli anni su queste pagine una marea di EMERITE SCIOCCHEZZE.InvernoPerfetto ha scritto:Ed è qui che sbagli, e che sbagliate tutti voi minimalisti ( non credo tu sia negazionista, ma minimalista sì).Gio79 ha scritto:Be dai, per quanto la situazione sia preoccupante e non mi fa stare affatto sereno, nessuno di noi può sapere come evolverà. Nessuno può avere la certezza che questo trend proseguirà e che peggiorerà nei prossimi decenni. Purtroppo non c’è da essere ottimisti, ma certezze non se ne hanno.gemi65 ha scritto: Leggendo questo messaggio ho svoltato e mi è tornato il sorriso.
Un po' di sano ottimismo domenicale
Menomale che lo scrivente si limita a brevi comparsate su questo TD con queste chicche di saggezza.
Non si hanno certezze totali sulla velocità e sull'estensione del cambiamento, ma si hanno CERTEZZE ASSOLUTE ( se poi il 95% della comunità scientifica concorde non ti basta, allora alzo bandiera bianca perchè al 100 % non ci è mai arrivato nessuno nella storia dell'umanità in nessun campo, basta vedere che esistano ancora terrapiattisti o negazionisti dell'Olocausto, ed ho detto tutto), SI HANNO CERTEZZE ASSOLUTE sul fatto che il processo di riscaldamento, iniziato per vie naturali dalla seconda metà dell'Ottocento ma costretto a un'impennata drammatica (documentata da centinaia di migliaia di dati, articoli, osservazioni, pubblicazioni, monitoraggi ) per ragioni antropiche, non solo non può arrestarsi per via dell'inerzia del feedback planetario ( salvo impatto di meteoriti giganti o plurime - ma comunque temporanee - eruzione massive vulcaniche) che determina tempi lunghissimi per ritrovare l'equilibrio precedente, ma c'è il rischio concreto che l'effetto domino esasperi ulteriormente la velocità del processo.
Ed è altamente insensato dire che non sapremo che clima ci sarà tra 1000 o 2000 anni, perchè l'essere umano - e noi di NOI stiamo parlando, non del futuro geologico del Pianeta che seguirà il suo corso - ha tempi molto inferiori e del fatto che tra un migliaio di anni ( ma anche tra qualche secolo) possa tornare a fare molto più freddo non scalfisce minimamente il dramma attuale,
perchè il dramma attuale ci racconta che il riscaldamento inferocito dall'invasività umana non ha più - scientificamente - il tempo di arrestarsi o regredire in tempi associabili a numerose generazioni future.
Possiamo solo tentare di rallentarlo, non più fermarlo
La realtà è che mentre Iniestas ed altri cianciavano di gretini, catastrofismo ingiustificato e quant’altro con il solito benaltrismo che li caratterizza, nell’ultima decade l’avanzamento tecnologico ha portato ad enormi miglioramenti di efficenza e rendimento delle rinnovabili, per non parlare dei sistemi di accumulo dell’energia prodotta (sabbia, Co2 etc).
Cose che non dico io, ma gente che sta roba la studia da una vita e che può spiegare in poche parole che se avessimo investito in rinnovabili per l’appunto negli ultimi dieci anni lo scotto energetico da pagare OGGI non sarebbe stato questo, a prescindere dalle pulsioni ambientaliste e fermo restando che il riscaldamento globale non lo fermi certo così.
Per questo parlavo di fortunata eterogenesi dei fini, ed è un dato di fatto che le analisi (se tali le possiamo definire) di Iniestas & co degli anni scorsi si sono rivelate una cantonata pazzesca.
La realtà è che mettendo prima i soldi su ricerca e sviluppo si sarebbe potuta fare la differenza anche in Italia, ma ora arriveremo come al solito ultimi su tutto appresso a USA, Cina etc
Scusate l’OT reiterato ma questi sono i fatti e vanno detti
Quello che ho sempre sostenuto, concordo.Gio79 ha scritto:Be dai, per quanto la situazione sia preoccupante e non mi fa stare affatto sereno, nessuno di noi può sapere come evolverà. Nessuno può avere la certezza che questo trend proseguirà e che peggiorerà nei prossimi decenni. Purtroppo non c’è da essere ottimisti, ma certezze non se ne hanno.
Ed in ogni caso c'è ben poco da fare purtroppo.
- picchio70
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Premesso che sono in accordo su quanto esposto da Inverno e sordatino,Gio79 ha scritto:
Be dai, per quanto la situazione sia preoccupante e non mi fa stare affatto sereno, nessuno di noi può sapere come evolverà. Nessuno può avere la certezza che questo trend proseguirà e che peggiorerà nei prossimi decenni. Purtroppo non c’è da essere ottimisti, ma certezze non se ne hanno.
anzi a dire il vero sono anche più pessimista perché già escludo una via di ritorno
nonostante si applichino nuove tecnologie, risorse, ecc, ma ti invito a riflettere.
Qui non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, ma di constatare e soprattutto
comprovare, che quanto si espone abbia valenza scientifica.
Ci vogliono numeri, dati e spiegazioni accettabili affinché si capisca
in che modo, attraverso quali maccanismi e modifiche, l'atmosfera sia capace
di riequilibrarsi in un tempo accettabile, diciamo 1.000 anni.
Il " non sapere cosa realmente accadrà tra x anni" non è una tesi accettabile,
non ha basi scientifiche, non si regge su leggi fisiche che ad oggi possono
solo amplificare il problema. Ti ricordo che quantunque dovessimo
miracolosamente cessare di inquinare, ed intendo chiudere all'unisono
tutte le cause di emissione di CO2, occorrerebbero secoli per tornare
in uno stato di equilibrio, ed altri per iniziare l'inversione di tendenza.
Hai presente quanta energia occorra per smaltire questo?

Ora, io sono completamente aperto al dialogo ed anche predisposto a cambiare idea,
ma dovete fornirmi dati reali, soluzioni che abbiamo riscontri scientifici, non
credo, penso o quant'altro.
Le uniche certezze sono che già la terra ha attraversato fasi climatiche come queste
e che poi i cicli hanno fatto in modo di riequilibrare il sistema, ma, ma.
Partiamo oggi da una base di partenza sfalsata e non è detto che il ripristino
sia rispettato essendoci nell'equazione nuove variabili, inoltre, semmai fosse,
parleremo di segmenti temporali estremamente lunghi ed in linea
con i parametri che in passato hanno contribuito al ripristino.
Orbita, asse terrestre, correnti oceaniche, attrazione gravitazionale lunare, processi
che hanno tempi di ritorno da 80.000 anni a 800.000 anni, ripeto, al netto
di condizioni iniziali di partenza.
Quindi se mi esponi , oltre al credo e penso, come effettivamente si possa
perlomeno rallentare , non dico tornare indietro, questo processo ben saldo
ed avviato, allora possiamo confrontarci serenamente e soprattutto scientificamente.
Perdonate l'OT.
Leggo che non c'è da essere ottimisti, anche se certezze non ne abbiamo e che possiamo fare ben poco.
Numeri alla mano è vero: non possiamo essere ottimisti, certezze non ci sono e si può fare poco. Però tra fare poco e fare niente c'è differenza.
Mi rendo conto che a livello individuale possiamo soltanto adottare una serie di comportamenti che, attraverso l'esempio e la trasmissione generazionale, vanno a incidere sulle abitudini. A seconda di quanto si diffondono poi le abitudini si crea un radicamento e un cambio culturale.
Non è abbastanza, non è sufficiente ma non è poco, perché è necessario affinché le pressioni dal basso orientino le scelte di chi si trova al livello decisionale.
Tornando al pessimismo e alla mancanza di certezze, proviamo a immaginare una metafora, che non è figlia della fantasia paranoica ma di dati, misurazioni, evidenze scientifiche.
Siamo su un'auto che sta andando a 180 Km/h e a meno di 200 metri c'è un muro. A bordo dell'auto si discute se usare i freni o meno.
C'è da essere ottimisti sul fatto che eviteremo lo schianto? No, perché la velocità è quella, la distanza anche e ci sono discussioni sul da farsi.
Abbiamo la certezza che ci schianteremo? No, è soltanto quasi sicuro ma no, non è certo, perché il muro può sprofondare all'improvviso oppure possiamo scoprire una deviazione che ancora non riusciamo a vedere.
(Ovviamente ho forzato una logica probabilistica degli eventi in una dimensione "macro", tralasciando interventi divini che rientrano nel pensiero magico).
In una situazione del genere qual è il comportamento più razionale?
Frenare. Si può discutere se lo spazio di frenata sia sufficiente per evitare l'impatto, ok. Secondo molti, me compreso, non lo è. Tuttavia è meglio schiantarsi a velocità ridotta e decrescente, facendosi molto probabilmente male, che schiantarsi a tutta velocità, rimanendo molto probabilmente uccisi.
È razionalità, quella che ci fa agire, senza sperare in muri che spariscono, strade nuove che appaiono o interventi divini.
Leggo che non c'è da essere ottimisti, anche se certezze non ne abbiamo e che possiamo fare ben poco.
Numeri alla mano è vero: non possiamo essere ottimisti, certezze non ci sono e si può fare poco. Però tra fare poco e fare niente c'è differenza.
Mi rendo conto che a livello individuale possiamo soltanto adottare una serie di comportamenti che, attraverso l'esempio e la trasmissione generazionale, vanno a incidere sulle abitudini. A seconda di quanto si diffondono poi le abitudini si crea un radicamento e un cambio culturale.
Non è abbastanza, non è sufficiente ma non è poco, perché è necessario affinché le pressioni dal basso orientino le scelte di chi si trova al livello decisionale.
Tornando al pessimismo e alla mancanza di certezze, proviamo a immaginare una metafora, che non è figlia della fantasia paranoica ma di dati, misurazioni, evidenze scientifiche.
Siamo su un'auto che sta andando a 180 Km/h e a meno di 200 metri c'è un muro. A bordo dell'auto si discute se usare i freni o meno.
C'è da essere ottimisti sul fatto che eviteremo lo schianto? No, perché la velocità è quella, la distanza anche e ci sono discussioni sul da farsi.
Abbiamo la certezza che ci schianteremo? No, è soltanto quasi sicuro ma no, non è certo, perché il muro può sprofondare all'improvviso oppure possiamo scoprire una deviazione che ancora non riusciamo a vedere.
(Ovviamente ho forzato una logica probabilistica degli eventi in una dimensione "macro", tralasciando interventi divini che rientrano nel pensiero magico).
In una situazione del genere qual è il comportamento più razionale?
Frenare. Si può discutere se lo spazio di frenata sia sufficiente per evitare l'impatto, ok. Secondo molti, me compreso, non lo è. Tuttavia è meglio schiantarsi a velocità ridotta e decrescente, facendosi molto probabilmente male, che schiantarsi a tutta velocità, rimanendo molto probabilmente uccisi.
È razionalità, quella che ci fa agire, senza sperare in muri che spariscono, strade nuove che appaiono o interventi divini.
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Già in precedenti interventi ho sottolineato come l'agire sia comunqueOttobre ha scritto:Perdonate l'OT.
Leggo che non c'è da essere ottimisti, anche se certezze non ne abbiamo e che possiamo fare ben poco.
Numeri alla mano è vero: non possiamo essere ottimisti, certezze non ci sono e si può fare poco. Però tra fare poco e fare niente c'è differenza.
Mi rendo conto che a livello individuale possiamo soltanto adottare una serie di comportamenti che, attraverso l'esempio e la trasmissione generazionale, vanno a incidere sulle abitudini. A seconda di quanto si diffondono poi le abitudini si crea un radicamento e un cambio culturale.
Non è abbastanza, non è sufficiente ma non è poco, perché è necessario affinché le pressioni dal basso orientino le scelte di chi si trova al livello decisionale.
Tornando al pessimismo e alla mancanza di certezze, proviamo a immaginare una metafora, che non è figlia della fantasia paranoica ma di dati, misurazioni, evidenze scientifiche.
Siamo su un'auto che sta andando a 180 Km/h e a meno di 200 metri c'è un muro. A bordo dell'auto si discute se usare i freni o meno.
C'è da essere ottimisti sul fatto che eviteremo lo schianto? No, perché la velocità è quella, la distanza anche e ci sono discussioni sul da farsi.
Abbiamo la certezza che ci schianteremo? No, è soltanto quasi sicuro ma no, non è certo, perché il muro può sprofondare all'improvviso oppure possiamo scoprire una deviazione che ancora non riusciamo a vedere.
(Ovviamente ho forzato una logica probabilistica degli eventi in una dimensione "macro", tralasciando interventi divini che rientrano nel pensiero magico).
In una situazione del genere qual è il comportamento più razionale?
Frenare. Si può discutere se lo spazio di frenata sia sufficiente per evitare l'impatto, ok. Secondo molti, me compreso, non lo è. Tuttavia è meglio schiantarsi a velocità ridotta e decrescente, facendosi molto probabilmente male, che schiantarsi a tutta velocità, rimanendo molto probabilmente uccisi.
È razionalità, quella che ci fa agire, senza sperare in muri che spariscono, strade nuove che appaiono o interventi divini.
l'unica via da seguire, lungi da me far emergere il pensiero che siccome
oramai la frittata è fatta allora chissenefrega. No, non penso questo, quindi
mi allineo a quanto da te correttamente, a mio giudizio, esposto.
- Supergelo
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Sinceramente parlando non penso che dovremmo lamentarci, anzi dovremmo essere grati di questo periodo mite vista la situazione, luce gas e rincari, le temperature di questi giorni consentono alla famiglie di risparmiare denaro che sarà poi necessario quando il freddo arriveràOttobre ha scritto:
2 novembre, una carta coerente con l'aggiunta dell'autunno all'elenco dei morti.
- FabriPhotoNature
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- Iscritto il: mar mar 31, 2020 9:39 am
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Essere grati?? Sei serio?? Dai su...evitiamo di dire fesserieSupergelo ha scritto:Sinceramente parlando non penso che dovremmo lamentarci, anzi dovremmo essere grati di questo periodo mite vista la situazione, luce gas e rincari, le temperature di questi giorni consentono alla famiglie di risparmiare denaro che sarà poi necessario quando il freddo arriveràOttobre ha scritto:
2 novembre, una carta coerente con l'aggiunta dell'autunno all'elenco dei morti.
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gnocchetti_2007
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Posso capire che qualcuno può preoccuparsi del gas, però se questo periodo non fosse anomalo (quindi temperature in media e piogge abbondanti su tutto il paese) comunque non servirebbe ancora sprecare gas, se non nelle località alpine più in alta quota.Supergelo ha scritto:Sinceramente parlando non penso che dovremmo lamentarci, anzi dovremmo essere grati di questo periodo mite vista la situazione, luce gas e rincari, le temperature di questi giorni consentono alla famiglie di risparmiare denaro che sarà poi necessario quando il freddo arriveràOttobre ha scritto:
2 novembre, una carta coerente con l'aggiunta dell'autunno all'elenco dei morti.


