Sopra leggo di dolce decadimento stagionale poi vedo le anomalie per lo stesso periodo e mi sorge il dubbio di non capirci nulla...gemi65 ha scritto:Anomalie termiche a 850 hpa rispetto alla medie in essere, previste da EC 00 di oggi fino a fine agosto (ore 02 am)
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veramente si intende un decadimento in ambito anomalo, ormai la normalità è un lusso.vignaiolo ha scritto:Sopra leggo di dolce decadimento stagionale poi vedo le anomalie per lo stesso periodo e mi sorge il dubbio di non capirci nulla...gemi65 ha scritto:Anomalie termiche a 850 hpa rispetto alla medie in essere, previste da EC 00 di oggi fino a fine agosto (ore 02 am)
Ultima modifica di Lake Effect Snow il mar ago 23, 2022 11:01 am, modificato 1 volta in totale.
Non conosco che superficialmente le criticità del Piemonte e i dati ufficiali.Serenovariabile ha scritto:Eppure c'è qualcosa che non mi torna. Non capisco se si sta portando agli estremi una situazione davvero così estrema, oppure la situazione è davvero cos' estrema.vignaiolo ha scritto:Io aspetto con ansia un periodo fresco e piovoso VERO e non un temporalino di 1 oretta con al pomeriggio 33 gradi e tutto seccopicchio70 ha scritto: La realtà è sempre diversa, figurati quella a 200 ore.
Quello è un quadro che potrebbe avere risvolti positivi per te
ma hai preferito quotare ed evidenziare il sopramedia.
Vediamo al prossimo ingresso freddo, visto che hai rimarcato il quadro termico,
dove si porrà l'accento.
Vedremo dove poni l'accento tu magari solo nelle zone in cui le cose sono andate come dicevi tacendo dove invece le previsioni non sono state rispettate??
Per togliermi ogni dubbio, sono andato a vedere i dati ufficiali di Arpa Piemonte che analizza bene la situazione su tutto il territorio regionale. E sono rimasto un po' sorpreso. O sono io che leggo male la tabella sotto.
Perchè la situazione non pare così drammatica come la dipingono alcuni: quasi da deserto di Atacama.
E con mia sorpresa, pare che nel luglio il deficit pioggia sul Piemonte sia di appena il 23%; e quello dell'anno idrologico di appena il 26%.
Bho, non capisco. Forse sono io che interpreto male i dati.
http://www.arpa.piemonte.it/export/boll ... ensile.pdf
qui in Lombardia invece, molte zone viaggiano ancora a -50%
Dal mio punto di vista, per una corretta valutazione della siccità, vanno considerati due aspetti: la serie storica entro cui si inserisce la rilevazione e la distribuzione temporale delle precipitazioni.
In linea di massima posso dirti che un deficit mensile, per quanto non eclatatante come il 23%, va interpretato insieme all'andamento dei mesi precedenti. Tanti deficit contenuti, mettiamo sul 20%, creano comunque un grande problema. Se prendiamo un singolo mese, magari non ci allarmiamo, ma è la serie dei mesi a restituirci la fotografia più aderente alla realtà.
Stesso discorso per quanto riguarda gli anni; un singolo anno può non farci tremare i polsi, solo il 26% in meno, ma se a questo deficit sommiamo quello modesto del 2021, -18%, e un 2020 in pratica normale, -5%, la situazione diventa di facile lettura.
Ricordiamoci che bastano un paio di anni di deficit, magari modesto, o addirittura quasi in media, per "annullare" annate precedenti particolarmente ricche di precipitazioni. Questo per due motivi.
1) Temperature più alte si traducono in pioggia (l'elemento più volatile delle precipitazioni) e sempre meno in neve (vero serbatoio e "assicurazione" sul futuro), per cui avere tanta pioggia in un determinato periodo non significa avere tanta disponibilità di acqua nei mesi successivi. La pioggia è l'uovo, la neve è la gallina, per intendersi.
2) Lo sfruttamento antropico dell'acqua continua a crescere in modo esponenziale. Se in passato cicli di siccità venivano assorbiti in qualche modo, oggi bastano 2-3 anni di precipitazioni inferiori alla media, anche di pochissimo, o come ho già detto addirittura in media, per mandare in crisi il sistema. Per capirlo meglio, tornare al punto 1): in quella "media" quanta parte ha la pioggia e quanta la neve?
Insomma, la pressione antropica è ormai eccessiva per i meccanismi naturali di compensazione.
In ultimo aggiungo un cenno alla distribuzione temporale delle precipitazioni. Purtroppo le rilevazioni annuali hanno il difetto di fotografare un periodo convenzionale. Non si può fare altrimenti, d'altra parte.
Se un anno cadono, mettiamo, 750 mm in una località la cui media è 800 mm, si potrebbe dire che non ci sono problemi. Ma se poco meno di 600 cadono nei primi 6 mesi e i restanti 150 circa nei 6 mesi successivi, alla fine dell'anno sei ridotto con la sabbia, anche se la rilevazione ufficiale riporta 750 mm.
Scusate il lungo "pippone", come diciamo a Roma
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gemi65
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OT pippone o no, sei ot come pure SerenoOttobre ha scritto:Non conosco che superficialmente le criticità del Piemonte e i dati ufficiali.Serenovariabile ha scritto:Eppure c'è qualcosa che non mi torna. Non capisco se si sta portando agli estremi una situazione davvero così estrema, oppure la situazione è davvero cos' estrema.vignaiolo ha scritto: Io aspetto con ansia un periodo fresco e piovoso VERO e non un temporalino di 1 oretta con al pomeriggio 33 gradi e tutto secco
Vedremo dove poni l'accento tu magari solo nelle zone in cui le cose sono andate come dicevi tacendo dove invece le previsioni non sono state rispettate??
Per togliermi ogni dubbio, sono andato a vedere i dati ufficiali di Arpa Piemonte che analizza bene la situazione su tutto il territorio regionale. E sono rimasto un po' sorpreso. O sono io che leggo male la tabella sotto.
Perchè la situazione non pare così drammatica come la dipingono alcuni: quasi da deserto di Atacama.
E con mia sorpresa, pare che nel luglio il deficit pioggia sul Piemonte sia di appena il 23%; e quello dell'anno idrologico di appena il 26%.
Bho, non capisco. Forse sono io che interpreto male i dati.
http://www.arpa.piemonte.it/export/boll ... ensile.pdf
qui in Lombardia invece, molte zone viaggiano ancora a -50%
Dal mio punto di vista, per una corretta valutazione della siccità, vanno considerati due aspetti: la serie storica entro cui si inserisce la rilevazione e la distribuzione temporale delle precipitazioni.
In linea di massima posso dirti che un deficit mensile, per quanto non eclatatante come il 23%, va interpretato insieme all'andamento dei mesi precedenti. Tanti deficit contenuti, mettiamo sul 20%, creano comunque un grande problema. Se prendiamo un singolo mese, magari non ci allarmiamo, ma è la serie dei mesi a restituirci la fotografia più aderente alla realtà.
Stesso discorso per quanto riguarda gli anni; un singolo anno può non farci tremare i polsi, solo il 26% in meno, ma se a questo deficit sommiamo quello modesto del 2021, -18%, e un 2020 in pratica normale, -5%, la situazione diventa di facile lettura.
Ricordiamoci che bastano un paio di anni di deficit, magari modesto, o addirittura quasi in media, per "annullare" annate precedenti particolarmente ricche di precipitazioni. Questo per due motivi.
1) Temperature più alte si traducono in pioggia (l'elemento più volatile delle precipitazioni) e sempre meno in neve (vero serbatoio e "assicurazione" sul futuro), per cui avere tanta pioggia in un determinato periodo non significa avere tanta disponibilità di acqua nei mesi successivi. La pioggia è l'uovo, la neve è la gallina, per intendersi.
2) Lo sfruttamento antropico dell'acqua continua a crescere in modo esponenziale. Se in passato cicli di siccità venivano assorbiti in qualche modo, oggi bastano 2-3 anni di precipitazioni inferiori alla media, anche di pochissimo, o come ho già detto addirittura in media, per mandare in crisi il sistema. Per capirlo meglio, tornare al punto 1): in quella "media" quanta parte ha la pioggia e quanta la neve?
Insomma, la pressione antropica è ormai eccessiva per i meccanismi naturali di compensazione.
In ultimo aggiungo un cenno alla distribuzione temporale delle precipitazioni. Purtroppo le rilevazioni annuali hanno il difetto di fotografare un periodo convenzionale. Non si può fare altrimenti, d'altra parte.
Se un anno cadono, mettiamo, 750 mm in una località la cui media è 800 mm, si potrebbe dire che non ci sono problemi. Ma se poco meno di 600 cadono nei primi 6 mesi e i restanti 150 circa nei 6 mesi successivi, alla fine dell'anno sei ridotto con la sabbia, anche se la rilevazione ufficiale riporta 750 mm.
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Buongiorno ragazzi,
nulla da aggiungere.
Arrivano conferme per una disposizione barica che vede il progressivo
allentamento dei massimi a nord est a scapito di un rafforzamento di quello
a nord ovest. Tutto questo contribuisce ad avere una circolazione
che tende a meridianizzare in un contesto di ao-.


Ritengo sempre probabili due step instabili, uno verso fine mese, magari più blando,
ed un altro a ruota di 8/10 giorni probabilmente più corposo.
Del quadro termico ne ho già discusso e ritengo che possa essere catalogato
come normale, specificando che al suolo non mancheranno picchi over 30°
Spaghi nord e centro


Chiaro come in quelli del nord da fine mese il pluvio tende ad animarsi,
poi ognuno porra' l'accento dove meglio crede, sulla necessità di piogge
o sulle eventuali anomalie termiche , basta capire quale è la priorità.
nulla da aggiungere.
Arrivano conferme per una disposizione barica che vede il progressivo
allentamento dei massimi a nord est a scapito di un rafforzamento di quello
a nord ovest. Tutto questo contribuisce ad avere una circolazione
che tende a meridianizzare in un contesto di ao-.


Ritengo sempre probabili due step instabili, uno verso fine mese, magari più blando,
ed un altro a ruota di 8/10 giorni probabilmente più corposo.
Del quadro termico ne ho già discusso e ritengo che possa essere catalogato
come normale, specificando che al suolo non mancheranno picchi over 30°
Spaghi nord e centro


Chiaro come in quelli del nord da fine mese il pluvio tende ad animarsi,
poi ognuno porra' l'accento dove meglio crede, sulla necessità di piogge
o sulle eventuali anomalie termiche , basta capire quale è la priorità.
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vignaiolo
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Anche se ot come subito fa notare il nuovo moderatore gemi65 si tratta di un ottima spiegazionegemi65 ha scritto:OT pippone o no, sei ot come pure SerenoOttobre ha scritto:Non conosco che superficialmente le criticità del Piemonte e i dati ufficiali.Serenovariabile ha scritto: Eppure c'è qualcosa che non mi torna. Non capisco se si sta portando agli estremi una situazione davvero così estrema, oppure la situazione è davvero cos' estrema.
Per togliermi ogni dubbio, sono andato a vedere i dati ufficiali di Arpa Piemonte che analizza bene la situazione su tutto il territorio regionale. E sono rimasto un po' sorpreso. O sono io che leggo male la tabella sotto.
Perchè la situazione non pare così drammatica come la dipingono alcuni: quasi da deserto di Atacama.
E con mia sorpresa, pare che nel luglio il deficit pioggia sul Piemonte sia di appena il 23%; e quello dell'anno idrologico di appena il 26%.
Bho, non capisco. Forse sono io che interpreto male i dati.
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Dal mio punto di vista, per una corretta valutazione della siccità, vanno considerati due aspetti: la serie storica entro cui si inserisce la rilevazione e la distribuzione temporale delle precipitazioni.
In linea di massima posso dirti che un deficit mensile, per quanto non eclatatante come il 23%, va interpretato insieme all'andamento dei mesi precedenti. Tanti deficit contenuti, mettiamo sul 20%, creano comunque un grande problema. Se prendiamo un singolo mese, magari non ci allarmiamo, ma è la serie dei mesi a restituirci la fotografia più aderente alla realtà.
Stesso discorso per quanto riguarda gli anni; un singolo anno può non farci tremare i polsi, solo il 26% in meno, ma se a questo deficit sommiamo quello modesto del 2021, -18%, e un 2020 in pratica normale, -5%, la situazione diventa di facile lettura.
Ricordiamoci che bastano un paio di anni di deficit, magari modesto, o addirittura quasi in media, per "annullare" annate precedenti particolarmente ricche di precipitazioni. Questo per due motivi.
1) Temperature più alte si traducono in pioggia (l'elemento più volatile delle precipitazioni) e sempre meno in neve (vero serbatoio e "assicurazione" sul futuro), per cui avere tanta pioggia in un determinato periodo non significa avere tanta disponibilità di acqua nei mesi successivi. La pioggia è l'uovo, la neve è la gallina, per intendersi.
2) Lo sfruttamento antropico dell'acqua continua a crescere in modo esponenziale. Se in passato cicli di siccità venivano assorbiti in qualche modo, oggi bastano 2-3 anni di precipitazioni inferiori alla media, anche di pochissimo, o come ho già detto addirittura in media, per mandare in crisi il sistema. Per capirlo meglio, tornare al punto 1): in quella "media" quanta parte ha la pioggia e quanta la neve?
Insomma, la pressione antropica è ormai eccessiva per i meccanismi naturali di compensazione.
In ultimo aggiungo un cenno alla distribuzione temporale delle precipitazioni. Purtroppo le rilevazioni annuali hanno il difetto di fotografare un periodo convenzionale. Non si può fare altrimenti, d'altra parte.
Se un anno cadono, mettiamo, 750 mm in una località la cui media è 800 mm, si potrebbe dire che non ci sono problemi. Ma se poco meno di 600 cadono nei primi 6 mesi e i restanti 150 circa nei 6 mesi successivi, alla fine dell'anno sei ridotto con la sabbia, anche se la rilevazione ufficiale riporta 750 mm.
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Ottobre ha scritto:Non conosco che superficialmente le criticità del Piemonte e i dati ufficiali.Serenovariabile ha scritto:Eppure c'è qualcosa che non mi torna. Non capisco se si sta portando agli estremi una situazione davvero così estrema, oppure la situazione è davvero cos' estrema.vignaiolo ha scritto: Io aspetto con ansia un periodo fresco e piovoso VERO e non un temporalino di 1 oretta con al pomeriggio 33 gradi e tutto secco
Vedremo dove poni l'accento tu magari solo nelle zone in cui le cose sono andate come dicevi tacendo dove invece le previsioni non sono state rispettate??
Per togliermi ogni dubbio, sono andato a vedere i dati ufficiali di Arpa Piemonte che analizza bene la situazione su tutto il territorio regionale. E sono rimasto un po' sorpreso. O sono io che leggo male la tabella sotto.
Perchè la situazione non pare così drammatica come la dipingono alcuni: quasi da deserto di Atacama.
E con mia sorpresa, pare che nel luglio il deficit pioggia sul Piemonte sia di appena il 23%; e quello dell'anno idrologico di appena il 26%.
Bho, non capisco. Forse sono io che interpreto male i dati.
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Dal mio punto di vista, per una corretta valutazione della siccità, vanno considerati due aspetti: la serie storica entro cui si inserisce la rilevazione e la distribuzione temporale delle precipitazioni.
In linea di massima posso dirti che un deficit mensile, per quanto non eclatatante come il 23%, va interpretato insieme all'andamento dei mesi precedenti. Tanti deficit contenuti, mettiamo sul 20%, creano comunque un grande problema. Se prendiamo un singolo mese, magari non ci allarmiamo, ma è la serie dei mesi a restituirci la fotografia più aderente alla realtà.
Stesso discorso per quanto riguarda gli anni; un singolo anno può non farci tremare i polsi, solo il 26% in meno, ma se a questo deficit sommiamo quello modesto del 2021, -18%, e un 2020 in pratica normale, -5%, la situazione diventa di facile lettura.
Ricordiamoci che bastano un paio di anni di deficit, magari modesto, o addirittura quasi in media, per "annullare" annate precedenti particolarmente ricche di precipitazioni. Questo per due motivi.
1) Temperature più alte si traducono in pioggia (l'elemento più volatile delle precipitazioni) e sempre meno in neve (vero serbatoio e "assicurazione" sul futuro), per cui avere tanta pioggia in un determinato periodo non significa avere tanta disponibilità di acqua nei mesi successivi. La pioggia è l'uovo, la neve è la gallina, per intendersi.
2) Lo sfruttamento antropico dell'acqua continua a crescere in modo esponenziale. Se in passato cicli di siccità venivano assorbiti in qualche modo, oggi bastano 2-3 anni di precipitazioni inferiori alla media, anche di pochissimo, o come ho già detto addirittura in media, per mandare in crisi il sistema. Per capirlo meglio, tornare al punto 1): in quella "media" quanta parte ha la pioggia e quanta la neve?
Insomma, la pressione antropica è ormai eccessiva per i meccanismi naturali di compensazione.
In ultimo aggiungo un cenno alla distribuzione temporale delle precipitazioni. Purtroppo le rilevazioni annuali hanno il difetto di fotografare un periodo convenzionale. Non si può fare altrimenti, d'altra parte.
Se un anno cadono, mettiamo, 750 mm in una località la cui media è 800 mm, si potrebbe dire che non ci sono problemi. Ma se poco meno di 600 cadono nei primi 6 mesi e i restanti 150 circa nei 6 mesi successivi, alla fine dell'anno sei ridotto con la sabbia, anche se la rilevazione ufficiale riporta 750 mm.
Scusate il lungo "pippone", come diciamo a Roma
Ottima spiegazione Ottobre, ma farei notare all'utente che avrebbe ridimensionato i problemi idrici del Piemonte che la realtà è ben più grave:
"Secondo le analisi del CNR-ISAC di Bologna, la quantità d'acqua cumulata a livello nazionale dal 1° gennaio al 31 luglio è inferiore del 47% alla media del nuovo trentennio di riferimento 1991-2020 (-52% al Settentrione), e per ora il 2022 - relativamente ai primi sette mesi - risulta l'anno più secco nella serie storica italiana con inizio nel 1800. Svariate località dal Torinese, alla bassa emiliana, alla Toscana non hanno ricevuto nemmeno 200 mm d'acqua da inizio anno.
Torino è una città tra le più colpite dall'anomalia negativa di precipitazioni: dal 1° dicembre 2021 al 31 luglio 2022 si sono raccolti appena 147 mm di pioggia e neve fusa al pluviometro ARPA Piemonte di via della Consolata, riferimento per la serie storica del centro-città, 39% della media 1991-2020 e minimo per il periodo dicembre-luglio nella serie dal 1802"
Altro che -20%: alcune zone di pianura del torinese, astigiano, alessandrino occidentale e basso vercellese stanno viaggiando a -60% da inizio anno, e la scomparsa di molti ruscelli di montagna, seccati come fossimo nella sicilia continentale, e la penosa situazione del Po, oltre che la situazione del fogliame rinsecchito e già parzialmente perso come fossimo a metà ottobre, ci dicono tutto







