Punta Spiriti (SO), quasi 3500 m, -4,9°/+1,6°
Pizzo Coca (BG), 3050 m, -0,4°/6,9°
Livigno Palipert (SO), 2800 m, +0,4°/6,2°
Bormio Cimino (SO), 2600 m, +1,6°/6,7°
Zero termico che quindi è raramente sceso di poco sotto i 3000 m e solo sui settori livignaschi (a nord dello spartiacque alpino), mentre nel suo massimo ha toccato i 4000 m sopra quelli orobici.
Limita i danni Livigno Paese, a quasi 1900 m, grazie alla posizione in conca più favorevole alle inversioni termiche, con estremi -8,7°/+4,9°.
Un blando effetto favonico ha riportato le temperature oltre i +15° e sino a +18/19° anche sui fondovalle e aree pedemontane esposte, sfondati i 20° in Valtellina intorno ai 600 m, la località più calda della Lombardia è stata Castionetto di Chiuro (SO) con 20,6°, mentre la poco lontana Caiolo, sul versante "in ombra" non è salita oltre +1,2°, quasi 22° di differenza
Molti valori di 16/18° tra 800 e 1300 m.
In pianura l'arretramento delle nebbie ha portato valori piuttosto alti per la stagione (anche se mai paragonabili a quelli di colline e montagne), a nord della linea della risorgive, con valori in generale da 9° a 13° andando dalle risorgive verso nord, altro mondo a sud, dove si entra nel "regno della Scighèra", con valori compresi tra 5/6° del pavese e circa 4° di cremonese, basso bresciano e mantovano, le più fredde Gonzaga e Cesole (MN) con max +3.3°.
Il caldo record in quota si commenta da solo, ma un altro record a mio avviso è questa dicotomia quasi "manichea" con la pianura, che a differenza di altre occasioni è stata risparmiata dal favonio, che si è limitato a interessare a tratti le aree pedemontane e che viceversa è rimasta in larga parte protetta dalla nebbia, soprattutto a sud delle risorgive, ma anche sulla medio-alta fascia, a parte le massime miti di oggi, l'interessamento alla calura è stato minimo, inoltre su questi settori la minor presenza di nebbia ha favorito la persistenza di gelate e in locali situazioni di galaverna.




