Perchè quella grande nevicata dell'Epifania non era quella scorsa, quindi l'Epifania 2010, ma quella precedente, l'Epifania 2009.
Il clima di Torino
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Riprendo questo vecchio 3D..
Come siamo messi 11 anni dopo?
Ecco un riassunto Andrea Vuolo, metereologo della Regione Piemonte
A TORINO IL RISCALDAMENTO DELL'ATMOSFERA VIAGGIA A VELOCITÀ DOPPIA RISPETTO ALL'AUMENTO TERMICO GLOBALE
Sì avete letto bene.
A Torino l'aumento delle temperature, negli ultimi decenni, sta viaggiando al doppio della "velocità" rispetto all'aumento termico medio dell'intero Pianeta. Il nostro Capoluogo dispone di una serie termometrica plurisecolare (gestita e curata dai ricercatori della Società Meteorologica Italiana - NIMBUS) che permette ai climatologi di studiare in maniera molto approfondita le statistiche meteo-climatiche del territorio cittadino. Pensate che a Torino, l'ultimo decennio, è stato più caldo di +2.5°C rispetto al periodo 1850-1900, mentre a livello globale di +1.1°C, sempre confrontando gli ultimi 50 anni del XIX secolo.
Si può inoltre andare ad analizzare l'ultimo decennio 2011-2020, ovvero il più rovente dell'intera serie di misure, rapportandolo poi al già caldissimo trentennio 1991-2020 e al trentennio 1961-1990 (quest'ultimo molto usato in statistica climatologica, insieme al trentennio 1971-2000, per i confronti pre-Global Warming).
Ma cosa emerge, per Torino, da queste statistiche? Ecco un breve riassunto 
▶ La temperatura media del trimestre estivo è passata da +22.6°C del periodo 1961-1990 a +24.4°C nel trentennio 1991-2020, fino a +24.9°C nel decennio 2011-2020.
▶ I giorni con una temperatura massima superiore a +30°C erano 25 nel periodo 1961-1990, pressoché rilevati sempre tra giugno e agosto (con rari casi alla fine di maggio e all'inizio di settembre). Nel trentennio 1991-2020 sono però saliti a 41, fino ad arrivare a ben 51, soltanto in dieci anni, nell'ultimo rovente decennio 2011-2020 (dove la soglia dei +30°C, per la prima volta in due secoli e mezzo, è stata superata anche in aprile e in ottobre).
▶ I giorni con una temperatura massima superiore a +35°C, nel periodo 1961-1990, si registravano in media 2 volte ogni 3 anni. Nel periodo 1990-2020 invece siamo passati direttamente a 3 giorni all'anno (e non più 2 OGNI 3 anni!), ma nell'ultimo decennio 2011-2020 addirittura quasi 6 volte l'anno.
▶ Le temperature minime superiori ai 20°C (le cosiddette notti tropicali) sono pressoché raddoppiate in cinquant'anni, passando da 24 all'anno del periodo 1961-1990, a 46 nel periodo 2011-2020. Ma le minime sopra i 24°C sono aumentate di BEN 6 volte, passando da 0.76 casi all'anno nel periodo 1961-1990 a 4.8 nel periodo 2011-2020, come accaduto per esempio nella notte del 7 luglio 2015 con una minima notturna da record, con +26.8°C in pieno centro cittadino.
▶ I giorni di gelo, ovvero con una temperatura minima inferiore alla soglia di 0°C, sono passati da 43 all'anno del periodo 1961-1990 a 27 del trentennio 1991-2020, ma riducendosi in maniera ulteriormente più drastica fino a circa 18 nell'ultimo decennio 2011-2020. Ma per il freddo, la statistica ancor più allarmante, è la riduzione dei giorni di ghiaccio, ovvero quei giorni dove la temperatura massima giornaliera non è mai salita al di sopra dello 0°C: se nel trentennio 1961-1990 questo avveniva, in media, 3 volte l'anno, nell'ultimo decennio 2011-2020 se ne sono registrati soltanto 9. E pensate un po'? Tutte e 9 durante l'ondata di gelo del febbraio 2012. Da quel periodo, a Torino centro, la temperatura, anche in pieno Inverno durante le ormai rare nevicate, ha sempre superato la soglia degli 0°C.
▶ A proposito di neve: nel trentennio 1961-1990 in centro città cadevano in media 27 centimetri di neve all'anno, mentre nell'ultimo decennio soltanto 14. In dieci anni le nevicate si sono dimezzate. La media plurisecolare sfiorava il mezzo metro.
▶ Il quantitativo di pioggia è invece aumentato nel'ultimo decennio, arrivando a 975 millimetri, contro gli 891 millimetri del periodo 1961-1990 e 896 millimetri del 1991-2020. In particolare sono aumentate le precipitazioni del trimestre estivo, spesso sotto forma di temporali molto intensi, autorigeneranti e grandinigeni, ma con una lunga alternanza di periodo molto secchi, specie verso l'Inverno, dove si registra anche un lieve calo della quantità di pioggia nel trimestre freddo.
Come siamo messi 11 anni dopo?
Ecco un riassunto Andrea Vuolo, metereologo della Regione Piemonte
A TORINO IL RISCALDAMENTO DELL'ATMOSFERA VIAGGIA A VELOCITÀ DOPPIA RISPETTO ALL'AUMENTO TERMICO GLOBALE
Sì avete letto bene.
▶ La temperatura media del trimestre estivo è passata da +22.6°C del periodo 1961-1990 a +24.4°C nel trentennio 1991-2020, fino a +24.9°C nel decennio 2011-2020.
▶ I giorni con una temperatura massima superiore a +30°C erano 25 nel periodo 1961-1990, pressoché rilevati sempre tra giugno e agosto (con rari casi alla fine di maggio e all'inizio di settembre). Nel trentennio 1991-2020 sono però saliti a 41, fino ad arrivare a ben 51, soltanto in dieci anni, nell'ultimo rovente decennio 2011-2020 (dove la soglia dei +30°C, per la prima volta in due secoli e mezzo, è stata superata anche in aprile e in ottobre).
▶ I giorni con una temperatura massima superiore a +35°C, nel periodo 1961-1990, si registravano in media 2 volte ogni 3 anni. Nel periodo 1990-2020 invece siamo passati direttamente a 3 giorni all'anno (e non più 2 OGNI 3 anni!), ma nell'ultimo decennio 2011-2020 addirittura quasi 6 volte l'anno.
▶ Le temperature minime superiori ai 20°C (le cosiddette notti tropicali) sono pressoché raddoppiate in cinquant'anni, passando da 24 all'anno del periodo 1961-1990, a 46 nel periodo 2011-2020. Ma le minime sopra i 24°C sono aumentate di BEN 6 volte, passando da 0.76 casi all'anno nel periodo 1961-1990 a 4.8 nel periodo 2011-2020, come accaduto per esempio nella notte del 7 luglio 2015 con una minima notturna da record, con +26.8°C in pieno centro cittadino.
▶ I giorni di gelo, ovvero con una temperatura minima inferiore alla soglia di 0°C, sono passati da 43 all'anno del periodo 1961-1990 a 27 del trentennio 1991-2020, ma riducendosi in maniera ulteriormente più drastica fino a circa 18 nell'ultimo decennio 2011-2020. Ma per il freddo, la statistica ancor più allarmante, è la riduzione dei giorni di ghiaccio, ovvero quei giorni dove la temperatura massima giornaliera non è mai salita al di sopra dello 0°C: se nel trentennio 1961-1990 questo avveniva, in media, 3 volte l'anno, nell'ultimo decennio 2011-2020 se ne sono registrati soltanto 9. E pensate un po'? Tutte e 9 durante l'ondata di gelo del febbraio 2012. Da quel periodo, a Torino centro, la temperatura, anche in pieno Inverno durante le ormai rare nevicate, ha sempre superato la soglia degli 0°C.
▶ A proposito di neve: nel trentennio 1961-1990 in centro città cadevano in media 27 centimetri di neve all'anno, mentre nell'ultimo decennio soltanto 14. In dieci anni le nevicate si sono dimezzate. La media plurisecolare sfiorava il mezzo metro.
▶ Il quantitativo di pioggia è invece aumentato nel'ultimo decennio, arrivando a 975 millimetri, contro gli 891 millimetri del periodo 1961-1990 e 896 millimetri del 1991-2020. In particolare sono aumentate le precipitazioni del trimestre estivo, spesso sotto forma di temporali molto intensi, autorigeneranti e grandinigeni, ma con una lunga alternanza di periodo molto secchi, specie verso l'Inverno, dove si registra anche un lieve calo della quantità di pioggia nel trimestre freddo.
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InvernoPerfetto
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- Località: Torino
Io ve lo raccontavo continuamente, ma non di rado raccoglievo scetticismo e ironie ( non da voi, ovviamente) anche da parte di qualche concittadino o corregionale un pò troppo riduzionista se non proprio negazionista qui presente.airsnow ha scritto:11 anni dopo sembra di leggere un td vecchio di almeno 30 anni o più, veramente incredibile la velocità del riscaldamento soprattutto in aree come la nostra. Ormai a Torino credo che le poche prp invernali a differenza di 11 anni sono per lo più piovose e le nevicate faticano a superare pochi cm.
La velocità con cui al nw il clima è mutato nell' ultimo decennio, soprattutto area Piemonte, sta divenendo un caso studio.
Altro che " esagerazioni da clima nostalgico e sopravvalutato", come scrive ogni tanto qualcuno, anche bravo
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Lupo Silano
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Ciao, zone come Torino, al di là dei cambiamenti durante tutto l’anno, mostrano evidenti cambiamenti specie in inverno.InvernoPerfetto ha scritto:Io ve lo raccontavo continuamente, ma non di rado raccoglievo scetticismo e ironie ( non da voi, ovviamente) anche da parte di qualche concittadino o corregionale un pò troppo riduzionista se non proprio negazionista qui presente.airsnow ha scritto:11 anni dopo sembra di leggere un td vecchio di almeno 30 anni o più, veramente incredibile la velocità del riscaldamento soprattutto in aree come la nostra. Ormai a Torino credo che le poche prp invernali a differenza di 11 anni sono per lo più piovose e le nevicate faticano a superare pochi cm.
La velocità con cui al nw il clima è mutato nell' ultimo decennio, soprattutto area Piemonte, sta divenendo un caso studio.
Altro che " esagerazioni da clima nostalgico e sopravvalutato", come scrive ogni tanto qualcuno, anche bravo
Infatti, spesso nevicava con temperature intorno allo zero, grazie al cuscino freddo, mentre ora piove con temperature diciamo intorno ai 2 gradi.
Ne deriva che grazie all’effetto albedo le temperature si mantenevano molto basse per albedo/irraggiamento, mentre ora schizzano tranquillamente intorno ai 10 gradi di massima. E c’è una bella differenza tra avere una massima di 3 gradi piuttosto che di 9 gradi, a parità di configurazione e linee isotermiche. A presto
- Uomo di Langa
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Io avevo spesso fatto notare questa cosa in passato,parlandone anche più volte con ventomoderato,ricevendo,in risposta,rassicurazioni,perché Torino,a dire suo,in inverno é una città tuttora fredda,ma i dati mi sembra dicano altro.
Una cosa da non sottovalutare,nel periodo invernale,é la sua notevole esposizione al foen,che fa alzare non di poco le temperature,soprattutto nella parte ovest e nord della città,quindi centraline di Alenia e Reiss Romoli,che spesso segnalano valori ben più alti di Vallere,al confine con Moncalieri.
Una cosa da non sottovalutare,nel periodo invernale,é la sua notevole esposizione al foen,che fa alzare non di poco le temperature,soprattutto nella parte ovest e nord della città,quindi centraline di Alenia e Reiss Romoli,che spesso segnalano valori ben più alti di Vallere,al confine con Moncalieri.
- Uomo di Langa
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Alba é un po' più bassa di Torino,ma non é raro che là piova,per l'appunto,con 2°C e da me nevichi con 0/-1°C.Lupo Silano ha scritto:Ciao, zone come Torino, al di là dei cambiamenti durante tutto l’anno, mostrano evidenti cambiamenti specie in inverno.InvernoPerfetto ha scritto:Io ve lo raccontavo continuamente, ma non di rado raccoglievo scetticismo e ironie ( non da voi, ovviamente) anche da parte di qualche concittadino o corregionale un pò troppo riduzionista se non proprio negazionista qui presente.airsnow ha scritto:11 anni dopo sembra di leggere un td vecchio di almeno 30 anni o più, veramente incredibile la velocità del riscaldamento soprattutto in aree come la nostra. Ormai a Torino credo che le poche prp invernali a differenza di 11 anni sono per lo più piovose e le nevicate faticano a superare pochi cm.
La velocità con cui al nw il clima è mutato nell' ultimo decennio, soprattutto area Piemonte, sta divenendo un caso studio.
Altro che " esagerazioni da clima nostalgico e sopravvalutato", come scrive ogni tanto qualcuno, anche bravo
Infatti, spesso nevicava con temperature intorno allo zero, grazie al cuscino freddo, mentre ora piove con temperature diciamo intorno ai 2 gradi.
Ne deriva che grazie all’effetto albedo le temperature si mantenevano molto basse per albedo/irraggiamento, mentre ora schizzano tranquillamente intorno ai 10 gradi di massima. E c’è una bella differenza tra avere una massima di 3 gradi piuttosto che di 9 gradi, a parità di configurazione e linee isotermiche. A presto
L'isola di calore che essa forma é notevolissima.
- lities
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Non faceva proprio testo perchè andava a sensazioni tra maglia e cappellinoUomo di Langa ha scritto:Io avevo spesso fatto notare questa cosa in passato,parlandone anche più volte con ventomoderato,ricevendo,in risposta,rassicurazioni,perché Torino,a dire suo,in inverno é una città tuttora fredda,ma i dati mi sembra dicano altro.
Una cosa da non sottovalutare,nel periodo invernale,é la sua notevole esposizione al foen,che fa alzare non di poco le temperature,soprattutto nella parte ovest e nord della città,quindi centraline di Alenia e Reiss Romoli,che spesso segnalano valori ben più alti di Vallere,al confine con Moncalieri.
Sono i dati a parlare.
- Uomo di Langa
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Certo,é ovvio.lities ha scritto:Non faceva proprio testo perchè andava a sensazioni tra maglia e cappellinoUomo di Langa ha scritto:Io avevo spesso fatto notare questa cosa in passato,parlandone anche più volte con ventomoderato,ricevendo,in risposta,rassicurazioni,perché Torino,a dire suo,in inverno é una città tuttora fredda,ma i dati mi sembra dicano altro.
Una cosa da non sottovalutare,nel periodo invernale,é la sua notevole esposizione al foen,che fa alzare non di poco le temperature,soprattutto nella parte ovest e nord della città,quindi centraline di Alenia e Reiss Romoli,che spesso segnalano valori ben più alti di Vallere,al confine con Moncalieri.
Sono i dati a parlare.
Nei nostri tempi avere minime sotto lo zero(di qualche grado,non -0,1) in centro é diventato un evento abbastanza raro (a Milano,ad esempio,in zona Brera-San Babila-Navigli...non capita ormai quasi più),così come registrare qualche cm. di accumulo nevoso.
Permettimi Uomo di Langa, i dato non dicono che Torino non sia una città fredda in inverno ma che c'è stato un aumento della temperatura, ma resta sempre una città dove le minime medie invernali si attestano sugli 0° e le massime sui 7/8°, se per te questo è avere un clima temperato non so cosa dire. Poi che ventomoderato normalizzi il tutto è cosa nota. Per il resto Lities mi ricordo un convegno di Mercalli al quale ho assistito nel 2019 al pian della Mussa e dove forse eri presente anche te, nel quale il noto climatologo in sostanza disse queste previsioni:lities ha scritto:Non faceva proprio testo perchè andava a sensazioni tra maglia e cappellinoUomo di Langa ha scritto:Io avevo spesso fatto notare questa cosa in passato,parlandone anche più volte con ventomoderato,ricevendo,in risposta,rassicurazioni,perché Torino,a dire suo,in inverno é una città tuttora fredda,ma i dati mi sembra dicano altro.
Una cosa da non sottovalutare,nel periodo invernale,é la sua notevole esposizione al foen,che fa alzare non di poco le temperature,soprattutto nella parte ovest e nord della città,quindi centraline di Alenia e Reiss Romoli,che spesso segnalano valori ben più alti di Vallere,al confine con Moncalieri.
Sono i dati a parlare.
• Aumento di 2,5° della temperatura media terrestre entro il 2050
• Aumento di 5° della temperatura media terrestre entro il 2100
• L’area europea dove questi cambiamenti saranno più evidenti sarà la pianura padana per ragioni orografiche e nella fattispecie il Piemonte e la Lombardia
• Il clima di quest’area diverrà molto più simile a quello del Pakistan che non a quello europeo continentale come oggi, con estati lunghe e torride ed inverni corti, freddi e secchi
• Periodi siccitosi intervallati da eventi alluvionali
• La temperatura media estiva si attesterà attorno ai 35°
• Le coltivazioni oggi tipiche delle Langhe e del Monferrato si sposterranno sulle alpi fin verso i 1500 metri
• Le nevicate a Torino e Milano diverranno evento raro al pari di quelle odierne su Napoli e Palermo
• Il limite dei ghiacciai si attesterà sui 4000 metri con la scomparsa di tutti quelli alle quote inferiori
Mercalli auspicava che lo stato italiano cominci a prendere in considerazione queste previsioni ricordando che la comunità scientifica negli anni 90 prevedeva entro il 2020 un aumento di 1,5° cosa che si è avverata, ed inizi ad incentivare lo spostamento dalle pianure verso le zone montane, le uniche che in un futuro prossimo garantiranno un adeguato clima vivibile, portando l’esempio del governo francese che già sta facendo questo.
Adesso io non ho le basi per contestare o per essere d’accordo su quello che prevede il climatologo torinese (si sa che Mercalli è tra i più pessimisti ma è comunque ultra preparato), ma resta il fatto che le previsioni di due decenni fa si sono puntualmente avverate …per il resto non ci resta che aspettare.
- Uomo di Langa
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- Uomo di Langa
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Io ho sottolineato come la città si sia scaldata nel corso del tempo,specialmente in inverno,questo anche per via dell'isola di calore urbana,non diventando certamente mite,ma nemmeno restando fredda come decenni fa.ghito ha scritto:Be' sei te che hai scritto che i dati dimostrano il contrarioUomo di Langa ha scritto:@ghito:Torino non é una città mite in inverno,anzi,ma é meno fredda di Asti ed Alessandria,ad esempio.
Sul resto,Mercalli secondo me non é pessimista,ma realista,il riscaldamento globale galoppa più che mai.
Sul totale delle grandi città settentrionali,resta comunque una delle più fredde.
Su questo non concordo totalmente, o meglio è un discorso che potrebbe valere più per Torino(paradossale rispetto anche solo a 10 anni fa) ormai che per Milano. Questo perché vero che Milano ha temperature medie più alte di Torino, ma almeno non soffre di particolari ombre pluviometriche e con qualche combinazione può ancora vedere belle nevicate(ovviamente la neve non resterà molto al suolo nella città) come quella del 28 dicembre scorso.Uomo di Langa ha scritto:così come registrare qualche cm. di accumulo nevoso.
- GiulianoPhoto
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Assolutamente vero.airsnow ha scritto:Su questo non concordo totalmente, o meglio è un discorso che potrebbe valere più per Torino(paradossale rispetto anche solo a 10 anni fa) ormai che per Milano. Questo perché vero che Milano ha temperature medie più alte di Torino, ma almeno non soffre di particolari ombre pluviometriche e con qualche combinazione può ancora vedere belle nevicate(ovviamente la neve non resterà molto al suolo nella città) come quella del 28 dicembre scorso.Uomo di Langa ha scritto:così come registrare qualche cm. di accumulo nevoso.
Milano ormai surclassa Torino nettamente come nevicate, un trend iniziato già da anni mentre fino agli anni 90 era l'esatto contrario o comunque Torino aveva il vantaggio di una maggior resistenza al suolo e di un totale annuo maggiore.
Anzi, spesso in tutto l'inverno a Torino ogni perturbazione almeno nel suo inizio era quasi sempre neve.
Il problema del capoluogo sabaudo è ormai della mancanza totale di scirocco invernale, soppiantato dal perenne libeccio e dall'aumento fatale della temperatura media.