Economia:correnti e soluzioni all'attuale situazione
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Economia:correnti e soluzioni all'attuale situazione
Ho deciso di aprire questo TD per avere una discussione
pacifica e costruttiva, per quanto riguarda una materia, a mio avviso affascinante, ma allo stesso tempo ignorata dalla maggiorate della popolazione, un'altra cosa che mi ha incitivato ad aprire questa discussione è l'attuale situazione economica, sia a livello locale che mondiale.
Oltre a questo sarebbe bello anche discutere delle varie correnti di pensiero, ed è anche questo il motivo per cui questo TD è stato aperto nei toni forti e accesi, tuttavia questa non deve essere una scusa per insultare a caso chi non la pensa allo stesso modo, bensì per aprire un confronto costruttivo e sopratutto didattico
pacifica e costruttiva, per quanto riguarda una materia, a mio avviso affascinante, ma allo stesso tempo ignorata dalla maggiorate della popolazione, un'altra cosa che mi ha incitivato ad aprire questa discussione è l'attuale situazione economica, sia a livello locale che mondiale.
Oltre a questo sarebbe bello anche discutere delle varie correnti di pensiero, ed è anche questo il motivo per cui questo TD è stato aperto nei toni forti e accesi, tuttavia questa non deve essere una scusa per insultare a caso chi non la pensa allo stesso modo, bensì per aprire un confronto costruttivo e sopratutto didattico
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ventomoderato
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Ciao Vento, secondo me bisognerebbe iniziare adventomoderato ha scritto:ecco il mio pensiero:
- redistribuire le risorse economiche per diminuire la differenza tra ricchi e poveri sia intesi come singoli che come nazioni
- dare soldi a imprese e famiglie
- politiche in favore di giovani, imprese e puntare sul lavoro
investire anche sulle fonti rinnovabili e cercare di convertire alcune zone industriali, per evitare che la gente perda il lavoro, ovviamente ci vogliono i soldi,
vediamo come saranno spesi quelli del recovery found.
- Alessandro(Foiano)
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Pochi se ne sono accorti, specie fra i non addetti ai lavori. Ma venerdì 8 gennaio scorso abbiamo rischiato di rimanere tutti al buio. Per “tutti”, in questo caso, si intende in tutta l’Europa continentale. Ci siamo salvati soprattutto grazie all'intervento di tante centrali nucleari e termiche. Quelle che l'Ue vorrebbe eliminare a favore delle rinnovabili.
https://www.firstonline.info/terna-ha-e ... 0n7_1X0gac
Abbiamo rischiato un gravissimo blackout generalizzato che avrebbe reso la nostra vita ancor più difficile, in un periodo già critico, con milioni di pazienti che dipendono, negli ospedali, dalla continua alimentazione elettrica.
Se si investe sulle rinnovabili in caso di futuri blackout, ci saranno meno centrali convenzionali e nucleari pronte a intervenire per immettere energia extra nella rete per stabilizzarla. In secondo luogo lo stesso inserimento nella rete di tante nuove fonti rinnovabili, instabili per definizione (dovendo dipendere da elementi naturali) potrebbe essere in sé una fonte di futuri blackout.
https://www.firstonline.info/terna-ha-e ... 0n7_1X0gac
Abbiamo rischiato un gravissimo blackout generalizzato che avrebbe reso la nostra vita ancor più difficile, in un periodo già critico, con milioni di pazienti che dipendono, negli ospedali, dalla continua alimentazione elettrica.
Se si investe sulle rinnovabili in caso di futuri blackout, ci saranno meno centrali convenzionali e nucleari pronte a intervenire per immettere energia extra nella rete per stabilizzarla. In secondo luogo lo stesso inserimento nella rete di tante nuove fonti rinnovabili, instabili per definizione (dovendo dipendere da elementi naturali) potrebbe essere in sé una fonte di futuri blackout.
- Alessandro(Foiano)
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Fonti rinnovabili:
le turbine eoliche non è facile riciclarle, la maggioranza vengono interrate in discariche create per il "rinnovabile"
evitando così che inquinino e accumulando quantità enormi di rifiuti non biodegradabili. Alcuni in Europa bruciano le pale in fornaci, ma bruciare fibre di vetro inquina.
Gli Stati Uniti prevedono di doverne rinnovare circa 8.000 all’anno nei prossimi quattro anni, l’Europa circa 3.800 all’anno e, dopo il 2022, molte di più. In tutto il mondo si tratta di smaltirne decine di migliaia e il problema non può che aggravarsi.
Auto elettrica:
molti pensano che la Tesla Model 3, totalmente elettrica, sia un’auto davvero “green”, amica dell’ambiente perché produce poca CO2. Invece il suo impatto ambientale, della sua batteria e della ricarica, soprattutto dove questa viene fatta usando lignite come ad esempio in Germania, forse non è poi così “amichevole”. Nel 2019 un autorevole centro studi tedesco, il CEsifo, ha realizzato uno studio che ha messo a confronto le sue emissioni con quelle di un Mercedes diesel di ultima generazione scoprendo che, mentre la Tesla immette nell’ambiente tra 155 e 180 grammi di CO2 per chilometro, il Mercedes ne immette solo 141.
le turbine eoliche non è facile riciclarle, la maggioranza vengono interrate in discariche create per il "rinnovabile"
Gli Stati Uniti prevedono di doverne rinnovare circa 8.000 all’anno nei prossimi quattro anni, l’Europa circa 3.800 all’anno e, dopo il 2022, molte di più. In tutto il mondo si tratta di smaltirne decine di migliaia e il problema non può che aggravarsi.
Auto elettrica:
molti pensano che la Tesla Model 3, totalmente elettrica, sia un’auto davvero “green”, amica dell’ambiente perché produce poca CO2. Invece il suo impatto ambientale, della sua batteria e della ricarica, soprattutto dove questa viene fatta usando lignite come ad esempio in Germania, forse non è poi così “amichevole”. Nel 2019 un autorevole centro studi tedesco, il CEsifo, ha realizzato uno studio che ha messo a confronto le sue emissioni con quelle di un Mercedes diesel di ultima generazione scoprendo che, mentre la Tesla immette nell’ambiente tra 155 e 180 grammi di CO2 per chilometro, il Mercedes ne immette solo 141.
Alessandro(Foiano) ha scritto:Pochi se ne sono accorti, specie fra i non addetti ai lavori. Ma venerdì 8 gennaio scorso abbiamo rischiato di rimanere tutti al buio. Per “tutti”, in questo caso, si intende in tutta l’Europa continentale. Ci siamo salvati soprattutto grazie all'intervento di tante centrali nucleari e termiche. Quelle che l'Ue vorrebbe eliminare a favore delle rinnovabili.
https://www.firstonline.info/terna-ha-e ... 0n7_1X0gac
Abbiamo rischiato un gravissimo blackout generalizzato che avrebbe reso la nostra vita ancor più difficile, in un periodo già critico, con milioni di pazienti che dipendono, negli ospedali, dalla continua alimentazione elettrica.
Se si investe sulle rinnovabili in caso di futuri blackout, ci saranno meno centrali convenzionali e nucleari pronte a intervenire per immettere energia extra nella rete per stabilizzarla. In secondo luogo lo stesso inserimento nella rete di tante nuove fonti rinnovabili, instabili per definizione (dovendo dipendere da elementi naturali) potrebbe essere in sé una fonte di futuri blackout.
Ciao Alessandro, ma nell'articolo non trovo il punto dove dice che ci siamo salvati grazie all'intervento di centrali termiche e nucleari, ma questo:
"Scendendo nei dettagli, Terna “ha attivato il primo livello di protezione del sistema staccando dalla rete circa 400 MW di consumi di clienti industriali cosiddetti interrompibili. Un’azione coordinata con le altre iniziative dei gestori di rete europei che ha permesso di riequilibrare la frequenza elettrica continentale evitando possibili disalimentazioni e interruzioni di elettricità diffuse"
Sostanzialmente per diminuire il carico sulla rete hanno staccato i clienti industriali energivori, quelli che prestano il consenso (credo che per questo ricevano anche un incentivo in bolletta).
- Alessandro(Foiano)
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l'ho dedotto visto che la riequilibratura della frequenza della rete elettrica non poteva essere fatta da una fonte instabile come la rinnovabile.Tein80 ha scritto: Ciao Alessandro, ma nell'articolo non trovo il punto dove dice che ci siamo salvati grazie all'intervento di centrali termiche e nucleari, ma questo:
Deduzione sbagliata; ma se manca energia e serve evitare un black out (quindi serve energia disponibile immediatamente) lo sai quanto ci vorrebbe ad accendere una centrale a carbone o perfino nucleare? Pensa invece che quando ci sono cali improvvisi usano proprio le fonti rinnovabili, l'idroelettrico nella fattispecie. Il motivo è semplice: aprono le paratoie, passa l'acqua e l'energia viene prodotta praticamente immediatamente.Alessandro(Foiano) ha scritto:l'ho dedotto visto che la riequilibratura della frequenza della rete elettrica non poteva essere fatta da una fonte instabile come la rinnovabile.Tein80 ha scritto: Ciao Alessandro, ma nell'articolo non trovo il punto dove dice che ci siamo salvati grazie all'intervento di centrali termiche e nucleari, ma questo:
Comunque in questo caso tagliano l'erogazione ai clienti energivori che aderiscono, ripeto con un ritorno economico. Se questo non basta viene attivato il piano PESSE, che prevede tagli di corrente mirati in certe zone d'Italia a rotazione
- Alessandro(Foiano)
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non è vero quello che scrivi. La possibilità che descrivi la si fa con centrali programmabili e non programmabili, non col tipo di fonte come erroneamente riporti, cioè solo l'idroelettrico. Non credo di doverti spiegare che la produzione di una centrale può regolare la propria produzione.Non è come scrivi solo prerogativa dell'idroelettrico.Tein80 ha scritto:Deduzione sbagliata; ma se manca energia e serve evitare un black out (quindi serve energia disponibile immediatamente) lo sai quanto ci vorrebbe ad accendere una centrale a carbone o perfino nucleare? Pensa invece che quando ci sono cali improvvisi usano proprio le fonti rinnovabili, l'idroelettrico nella fattispecie. Il motivo è semplice: aprono le paratoie, passa l'acqua e l'energia viene prodotta praticamente immediatamente.Alessandro(Foiano) ha scritto:l'ho dedotto visto che la riequilibratura della frequenza della rete elettrica non poteva essere fatta da una fonte instabile come la rinnovabile.Tein80 ha scritto: Ciao Alessandro, ma nell'articolo non trovo il punto dove dice che ci siamo salvati grazie all'intervento di centrali termiche e nucleari, ma questo:
Appunto la deduzione è corretta, perchè gli enormi consumi interrotti da pochi soggetti è possibile grazie alla maggiore produzione di energia tramite termoelettrico in Italia,stessa cosa con l'aggiunta del nucleare in Europa.Tein80 ha scritto: Comunque in questo caso tagliano l'erogazione ai clienti energivori che aderiscono, ripeto con un ritorno economico. Se questo non basta viene attivato il piano PESSE, che prevede tagli di corrente mirati in certe zone d'Italia a rotazione
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da anni si sta investendo sull'energia solare e sull'energia eolica. i risultati sono discreti ma non sufficienti ancora. e dipende anche dalle condizioni climatiche.CalabriaSiberiana ha scritto:Ciao Vento, secondo me bisognerebbe iniziare adventomoderato ha scritto:ecco il mio pensiero:
- redistribuire le risorse economiche per diminuire la differenza tra ricchi e poveri sia intesi come singoli che come nazioni
- dare soldi a imprese e famiglie
- politiche in favore di giovani, imprese e puntare sul lavoro
investire anche sulle fonti rinnovabili e cercare di convertire alcune zone industriali, per evitare che la gente perda il lavoro, ovviamente ci vogliono i soldi,
vediamo come saranno spesi quelli del recovery found.
Alessandro(Foiano) ha scritto: non è vero quello che scrivi. La possibilità che descrivi la si fa con centrali programmabili e non programmabili, non col tipo di fonte come erroneamente riporti, cioè solo l'idroelettrico. Non credo di doverti spiegare che la produzione di una centrale può regolare la propria produzione.Non è come scrivi solo prerogativa dell'idroelettrico.
E invece è proprio vero; cosa vuol dire centrale programmabile o non programmabile? (Lo sai intendo?)
Certo che una centrale termoelettrica o nucleare regolano la produzione, ma sai quanto tempo ci vuole per incrementarla in caso di bisogno? Quando c'è necessità urgente ci vuole qualcosa che sia disponibile nel giro di minuti e non ore.
La deduzione "Ci siamo salvati soprattutto grazie all'intervento di tante centrali nucleari e termiche." è totalmente sbagliata. Ci siamo salvati perché in tutta Europa, Italia compresa, c'è un piano che prevede cosa fare in questa situazione, ovvero in primis tagliare la fornitura ai clienti energivori e se non basta tagliare anche la corrente alle utenze civili.Alessandro(Foiano) ha scritto: Appunto la deduzione è corretta, perchè gli enormi consumi interrotti da pochi soggetti è possibile grazie alla maggiore produzione di energia tramite termoelettrico in Italia,stessa cosa con l'aggiunta del nucleare in Europa.
Gli ospedali hanno tutti un loro generatore, figurati se in caso di black out salta la corrente con tutti i malati dentro.
- Alessandro(Foiano)
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Basta che ti informi su cosa è una centrale elettrica non programmabile(il problema delle rinnovabili)Tein80 ha scritto:Alessandro(Foiano) ha scritto: non è vero quello che scrivi. La possibilità che descrivi la si fa con centrali programmabili e non programmabili, non col tipo di fonte come erroneamente riporti, cioè solo l'idroelettrico. Non credo di doverti spiegare che la produzione di una centrale può regolare la propria produzione.Non è come scrivi solo prerogativa dell'idroelettrico.
E invece è proprio vero; cosa vuol dire centrale programmabile o non programmabile? (Lo sai intendo?)
Certo che una centrale termoelettrica o nucleare regolano la produzione, ma sai quanto tempo ci vuole per incrementarla in caso di bisogno? Quando c'è necessità urgente ci vuole qualcosa che sia disponibile nel giro di minuti e non ore.

Devono essere naturalmente previsti opportuni margini di potenza, disponibile in tempi certi, da assegnare a ciascun livello del sistema di regolazione della frequenza.
Se certi opportuni margini di potenza non esistessero non potresti riuscire aregolare la frequenza e purtroppo ancora le rinnovabili programmabili non sono sufficienti. Chiaro che per soddisfare certi carichi abbiamo bisogno attualmente delle termoelettriche e certi carichi soddisfatti dalle centrali termolelettriche hanno permesso di riequilibrare la frequenza.Tein80 ha scritto:La deduzione "Ci siamo salvati soprattutto grazie all'intervento di tante centrali nucleari e termiche." è totalmente sbagliata.Alessandro(Foiano) ha scritto: Appunto la deduzione è corretta, perchè gli enormi consumi interrotti da pochi soggetti è possibile grazie alla maggiore produzione di energia tramite termoelettrico in Italia,stessa cosa con l'aggiunta del nucleare in Europa.
Mi sa che quello che si deve informare sei tu, di nuovo, entri in un campo dove purtroppo per te sono molto preparato.Alessandro(Foiano) ha scritto: Basta che ti informi su cosa è una centrale elettrica non programmabile(il problema delle rinnovabili)
Devono essere naturalmente previsti opportuni margini di potenza, disponibile in tempi certi, da assegnare a ciascun livello del sistema di regolazione della frequenza.
Hai pestato un'altra m....
Le centrali non programmabili sono quelle legate al solare e all'eolico, l'idroelettico è invece programmabile.
Come invece sono programmabili ovviamente le centrali termiche, i cogenerazioni e il nucleare che comunque in Italia non c'è.
Se c'è un problema di rischio black out non sono le centrali termiche e nucleari ad intervenire, punto; rigira il discorso come vuoi, ma questa è una ca..ata.
Il sistema è quello di togliere l'energia alla utenze, partendo ovviamente dalle più grosse; per salvaguardarci dai black out le centrali termiche e nucleari non c'entrano nulla, fattene una ragione.
Poi che la maggior parte dell'energia che utilizziamo derivi da queste fonti è un altro discorso, ma questo non c'entra nulla con quello che hai detto.
https://tariffe.segugio.it/guide-e-stru ... pesse.aspx
- Alessandro(Foiano)
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Ho scritto questo? Ho scritto che programmabili sono anche le termoelettriche, non solo droelettriche , rileggi meglio ciò che ho scritto, vedo che continui a fraintendere. Ma a che pro?Tein80 ha scritto:Mi sa che quello che si deve informare sei tu, di nuovo, entri in un campo dove purtroppo per te sono molto preparato.Alessandro(Foiano) ha scritto: Basta che ti informi su cosa è una centrale elettrica non programmabile(il problema delle rinnovabili)
Devono essere naturalmente previsti opportuni margini di potenza, disponibile in tempi certi, da assegnare a ciascun livello del sistema di regolazione della frequenza.
Hai pestato un'altra m....
Le centrali non programmabili sono quelle legate al solare e all'eolico, l'idroelettico è invece programmabile.
La realtà è che quelle utenze con carico enorme non esisterebbero in Italia con la sola energia idroelettrica...come fai a togliere un'enorme quantità di energia, se l'enegia fosse solo quella idroelettrica? bohTein80 ha scritto: Come invece sono programmabili ovviamente le centrali termiche, i cogenerazioni e il nucleare che comunque in Italia non c'è.
Se c'è un problema di rischio black out non sono le centrali termiche e nucleari ad intervenire, punto; rigira il discorso come vuoi, ma questa è una ca..ata.
Il sistema è quello di togliere l'energia alla utenze, partendo ovviamente dalle più grosse; per salvaguardarci dai black out le centrali termiche e nucleari non c'entrano nulla, fattene una ragione.
Poi che la maggior parte dell'energia che utilizziamo derivi da queste fonti è un altro discorso, ma questo non c'entra nulla con quello che hai detto.
https://tariffe.segugio.it/guide-e-stru ... pesse.aspx
é lo stesso discorso non è un altro discorso...poi che nel 2100 forse sarà possibile quel discorso è il tuo discorso che fai in prspettiva...la notizia è di quest'anno non del 2100
"Basta che ti informi su cosa è una centrale elettrica non programmabile(il problema delle rinnovabili)"Alessandro(Foiano) ha scritto: Ho scritto questo? Ho scritto che programmabili sono anche le termoelettriche, non solo droelettriche , rileggi meglio ciò che ho scritto, vedo che continui a fraintendere. Ma a che pro?
L'idroelettrico è una fonte rinnovabile per tua informazione.
Alessandro(Foiano) ha scritto: La realtà è che quelle utenze con carico enorme non esisterebbero in Italia con la sola energia idroelettrica...come fai a togliere un'enorme quantità di energia, se l'enegia fosse solo quella idroelettrica? boh
é lo stesso discorso non è un altro discorso...poi che nel 2100 forse sarà possibile quel discorso è il tuo discorso che fai in prspettiva...la notizia è di quest'anno non del 2100
Io ti ho contestato solo la frase dove hai detto che il black out è stato scongiurato grazie alle centrali termiche e al nucleare. Il resto lo hai fatto tu.
E comunque il 40% dell'energia prodotta in italia proviene da fonte rinnovabile. Poi bisognerebbe capire bene cosa si intende fonte rinnovabile..
https://www.cedis.info/wp-content/uploa ... 8-2019.pdf