Occasioni neve adriatica 2021/22
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Vedolaneve
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Ciao duca !ducaneve ha scritto:Guardando Icon con griglia a 7 km ha sempre visto la situazione uguale in quasi tutti i suoi run il grosso delle precipitazioni arriva Domenica prima ben poco.
Sicuramente il piatto importante è quello di sabato notte domenica mattina .
Attenzione anche a mercoledì
Per il brevissimo Affidiamoci a icon che aggiorna ogni 3 ore e alla finestra
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Vedolaneve
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Attenzione che può entrare in gioco l'effetto CAD... venti deboli da est con in caso di precipitazioni forti crea forte omotermia.ducaneve ha scritto:
Buongiorno, imbarazzante ecmwf toglie gran parte delle precipitazioni, le quali effettivamente vedeva solo lui e forse gem, detto questo migliora pure gfs e anche lui è imbarazzante perchè vedeva la scaldata fino a ieri, insomma gm in confusione, postando gli spaghi si può notare l'ottima situazione tra precipitazioni e termiche, affidiamoci ai gm ad alta risoluzione mi sa che è meglio.
Ciao, è una dinamica che non conosco bene.miki98 ha scritto:Attenzione che può entrare in gioco l'effetto CAD... venti deboli da est con in caso di precipitazioni forti crea forte omotermia.ducaneve ha scritto:
Buongiorno, imbarazzante ecmwf toglie gran parte delle precipitazioni, le quali effettivamente vedeva solo lui e forse gem, detto questo migliora pure gfs e anche lui è imbarazzante perchè vedeva la scaldata fino a ieri, insomma gm in confusione, postando gli spaghi si può notare l'ottima situazione tra precipitazioni e termiche, affidiamoci ai gm ad alta risoluzione mi sa che è meglio.
*** Effetto CAD ***
l'effetto CAD (Cold Air Damming) che cos'è ?
Andiamo a scoprirlo.....
Un aspetto meno conosciuto legato alla presenza della catena appenninica è l'effetto CAD (Cold Air Damming). Questo particolare e curioso effetto microclimatico interessa, in Italia, la zona compresa tra Rimini e Falconara e contrariamente al Garbino è un vento decisamente freddo che può favorire la neve fin sulla costa. Andiamo ad analizzare i dettagli. Contrariamente a quanto si pensi il vento di bora non è per le Marche il vento più freddo e associabile alla neve anche per la costa. Non può esserlo essenzialmente per due motivi: la bora analogamente al garbino è un vento catabatico di caduta: l'aria gelida di origine balcanica o russa incontrando le Alpi Dinariche è costretta dapprima a salire e successivamente a scendere diventando un vento di caduta. Così, per esempio, un'aria che ha in origine una temperatura di -10 °C a 925 hPa (circa 700 m s.l.m.) prima di impattare sulle Alpi dinariche diventa di +1°C alla stessa quota dopo averle superate e subito la compressione. In aggiunta l'aria dovrà attraversare il mare Adriatico, una superficie relativamente calda, con temperatura che in inverno si aggira sui 10-11 °C acquisendo quindi ulteriore calore fin quando raggiunge le nostre coste adriatiche. Per queste ragioni ecco che con un'irruzione fredda, correnti tese da est ed un'isoterma di -5 °C a 850 hPa (circa 1500 m) non può nevicare a bassa quota ma solo a quote superiori ai 300-400 m: non è sorprendende in questo caso registrare temperature di +4,+6 °C sulla costa. Affichè nevichi anche sulla costa con correnti al suolo da NE-E occorre che l'isoterma a 850 hPa sia almeno di -10 °C a meno che non intervenga l'effetto CAD. Il CAD è un fenomeno su mesoscala (circa 200 km di estensione) per il quale l'aria fredda è intrappolata nei bassi strati in genere ad est di una catena montuosa (emisfero nord).
Elementi che possono generare il Cold Air Damming:
- Presenza di una catena montuosa
- Correnti da EST deboli o al limite moderate
- Precipitazioni
- Raffreddamento adiabatico
l'effetto CAD (Cold Air Damming) che cos'è ?
Andiamo a scoprirlo.....
Un aspetto meno conosciuto legato alla presenza della catena appenninica è l'effetto CAD (Cold Air Damming). Questo particolare e curioso effetto microclimatico interessa, in Italia, la zona compresa tra Rimini e Falconara e contrariamente al Garbino è un vento decisamente freddo che può favorire la neve fin sulla costa. Andiamo ad analizzare i dettagli. Contrariamente a quanto si pensi il vento di bora non è per le Marche il vento più freddo e associabile alla neve anche per la costa. Non può esserlo essenzialmente per due motivi: la bora analogamente al garbino è un vento catabatico di caduta: l'aria gelida di origine balcanica o russa incontrando le Alpi Dinariche è costretta dapprima a salire e successivamente a scendere diventando un vento di caduta. Così, per esempio, un'aria che ha in origine una temperatura di -10 °C a 925 hPa (circa 700 m s.l.m.) prima di impattare sulle Alpi dinariche diventa di +1°C alla stessa quota dopo averle superate e subito la compressione. In aggiunta l'aria dovrà attraversare il mare Adriatico, una superficie relativamente calda, con temperatura che in inverno si aggira sui 10-11 °C acquisendo quindi ulteriore calore fin quando raggiunge le nostre coste adriatiche. Per queste ragioni ecco che con un'irruzione fredda, correnti tese da est ed un'isoterma di -5 °C a 850 hPa (circa 1500 m) non può nevicare a bassa quota ma solo a quote superiori ai 300-400 m: non è sorprendende in questo caso registrare temperature di +4,+6 °C sulla costa. Affichè nevichi anche sulla costa con correnti al suolo da NE-E occorre che l'isoterma a 850 hPa sia almeno di -10 °C a meno che non intervenga l'effetto CAD. Il CAD è un fenomeno su mesoscala (circa 200 km di estensione) per il quale l'aria fredda è intrappolata nei bassi strati in genere ad est di una catena montuosa (emisfero nord).
Elementi che possono generare il Cold Air Damming:
- Presenza di una catena montuosa
- Correnti da EST deboli o al limite moderate
- Precipitazioni
- Raffreddamento adiabatico
Se ti ricordi l'abbiamo sperimentato 2 annetti fa circa... ora provo a ritrovarlo.ducaneve ha scritto:*** Effetto CAD ***
l'effetto CAD (Cold Air Damming) che cos'è ?
Andiamo a scoprirlo.....
Un aspetto meno conosciuto legato alla presenza della catena appenninica è l'effetto CAD (Cold Air Damming). Questo particolare e curioso effetto microclimatico interessa, in Italia, la zona compresa tra Rimini e Falconara e contrariamente al Garbino è un vento decisamente freddo che può favorire la neve fin sulla costa. Andiamo ad analizzare i dettagli. Contrariamente a quanto si pensi il vento di bora non è per le Marche il vento più freddo e associabile alla neve anche per la costa. Non può esserlo essenzialmente per due motivi: la bora analogamente al garbino è un vento catabatico di caduta: l'aria gelida di origine balcanica o russa incontrando le Alpi Dinariche è costretta dapprima a salire e successivamente a scendere diventando un vento di caduta. Così, per esempio, un'aria che ha in origine una temperatura di -10 °C a 925 hPa (circa 700 m s.l.m.) prima di impattare sulle Alpi dinariche diventa di +1°C alla stessa quota dopo averle superate e subito la compressione. In aggiunta l'aria dovrà attraversare il mare Adriatico, una superficie relativamente calda, con temperatura che in inverno si aggira sui 10-11 °C acquisendo quindi ulteriore calore fin quando raggiunge le nostre coste adriatiche. Per queste ragioni ecco che con un'irruzione fredda, correnti tese da est ed un'isoterma di -5 °C a 850 hPa (circa 1500 m) non può nevicare a bassa quota ma solo a quote superiori ai 300-400 m: non è sorprendende in questo caso registrare temperature di +4,+6 °C sulla costa. Affichè nevichi anche sulla costa con correnti al suolo da NE-E occorre che l'isoterma a 850 hPa sia almeno di -10 °C a meno che non intervenga l'effetto CAD. Il CAD è un fenomeno su mesoscala (circa 200 km di estensione) per il quale l'aria fredda è intrappolata nei bassi strati in genere ad est di una catena montuosa (emisfero nord).
Elementi che possono generare il Cold Air Damming:
- Presenza di una catena montuosa
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Previ sito meteo Cingoli
Nevicate Sparse
C'e' un 60 percento di chance di NEVE Venerdì. Accumuli di NEVE previsti da about 2 centimetri.
C'e' un 70 percento di chance di NEVE Sabato. Accumuli di NEVE previsti da 2 to 4 centimetri.
C'e' un 80 percento di chance di NEVE Sabato notte. Accumuli di NEVE previsti da 20 to 30 centimetri.
C'e' un 80 percento di chance di NEVE Domenica. Accumuli di NEVE previsti da 8 to 12 centimetri.
C'e' un 80 percento di chance di NEVE Domenica notte. Accumuli di NEVE previsti da 6 to 10 centimetri.

Nevicate Sparse
C'e' un 60 percento di chance di NEVE Venerdì. Accumuli di NEVE previsti da about 2 centimetri.
C'e' un 70 percento di chance di NEVE Sabato. Accumuli di NEVE previsti da 2 to 4 centimetri.
C'e' un 80 percento di chance di NEVE Sabato notte. Accumuli di NEVE previsti da 20 to 30 centimetri.
C'e' un 80 percento di chance di NEVE Domenica. Accumuli di NEVE previsti da 8 to 12 centimetri.
C'e' un 80 percento di chance di NEVE Domenica notte. Accumuli di NEVE previsti da 6 to 10 centimetri.
Si era Dicembre 2018 forse il giorno 18miki98 ha scritto:Se ti ricordi l'abbiamo sperimentato 2 annetti fa circa... ora provo a ritrovarlo.ducaneve ha scritto:*** Effetto CAD ***
l'effetto CAD (Cold Air Damming) che cos'è ?
Andiamo a scoprirlo.....
Un aspetto meno conosciuto legato alla presenza della catena appenninica è l'effetto CAD (Cold Air Damming). Questo particolare e curioso effetto microclimatico interessa, in Italia, la zona compresa tra Rimini e Falconara e contrariamente al Garbino è un vento decisamente freddo che può favorire la neve fin sulla costa. Andiamo ad analizzare i dettagli. Contrariamente a quanto si pensi il vento di bora non è per le Marche il vento più freddo e associabile alla neve anche per la costa. Non può esserlo essenzialmente per due motivi: la bora analogamente al garbino è un vento catabatico di caduta: l'aria gelida di origine balcanica o russa incontrando le Alpi Dinariche è costretta dapprima a salire e successivamente a scendere diventando un vento di caduta. Così, per esempio, un'aria che ha in origine una temperatura di -10 °C a 925 hPa (circa 700 m s.l.m.) prima di impattare sulle Alpi dinariche diventa di +1°C alla stessa quota dopo averle superate e subito la compressione. In aggiunta l'aria dovrà attraversare il mare Adriatico, una superficie relativamente calda, con temperatura che in inverno si aggira sui 10-11 °C acquisendo quindi ulteriore calore fin quando raggiunge le nostre coste adriatiche. Per queste ragioni ecco che con un'irruzione fredda, correnti tese da est ed un'isoterma di -5 °C a 850 hPa (circa 1500 m) non può nevicare a bassa quota ma solo a quote superiori ai 300-400 m: non è sorprendende in questo caso registrare temperature di +4,+6 °C sulla costa. Affichè nevichi anche sulla costa con correnti al suolo da NE-E occorre che l'isoterma a 850 hPa sia almeno di -10 °C a meno che non intervenga l'effetto CAD. Il CAD è un fenomeno su mesoscala (circa 200 km di estensione) per il quale l'aria fredda è intrappolata nei bassi strati in genere ad est di una catena montuosa (emisfero nord).
Elementi che possono generare il Cold Air Damming:
- Presenza di una catena montuosa
- Correnti da EST deboli o al limite moderate
- Precipitazioni
- Raffreddamento adiabatico
"Il termine CAD è l'acronimo di Cold Air Damming:
Molto sinteticamente si tratta di un fenomeno indotto dalla presenza della catena appenninica ( ma è classico in generale delle catene montuose) in determinate situazioni sinottiche tipicamente invernali.
È in grado di modificare, talora anche sensibilmente, il profilo orizzontale del vento nei bassi strati fino alla linea di costa ed a volte anche oltre, specie sul comparto riminese-pesarese, ma in genere anche su costa ravennate meridionale.
A causa di questa particolare dinamica atmosferica si assiste al fenomeno di una corrente costiera che si orienta da WNW ad induzione orografica che si instaura dopo qualche tempo con correnti in genere orientate da est o direzioni fluttuanti intorno ad essa.
Esistono tre tipi di CAD: classico, locale ed ibrido;
I meccanismi che portano alla strutturazione del CAD nei bassi strati troposferici sono di tipo essenzialmente termo-dinamico: la presenza di precipitazioni in atto sui rilievi tende a raffreddare gli strati troposferici più bassi (raffreddamento che sarà tanto maggiore quanto minore sarà l'umidità relativa, quindi occhio al dew-point), quindi la massa d'aria diventa più pesante e provoca una decelazione del flusso orientale a mano a mano che ci si avvicina al rilievo (i venti incontrano una sorta di barriera invisibile dovuta ad aria più fredda e densa).
Ma se il flusso decelera diminuisce anche la forza di Coriolis, essendo essa proporzionale all'intensità del vento.
Si ha quindi uno sbilanciamento tra la forza di Coriolis e quella di gradiente a vantaggio di quest'ultima, pertanto la corrente viene deviata verso la propria sinistra (nel caso appenninico avremo che il flusso, inizialmente orientale, ruota da nord).
Ma aria più fredda e densa, unita all'iniziale accumulo di massa d'aria che spinge contro i rilievi, implica anche un aumento della pressione in loco, dando origine alla formazione di un promontorio anticiclonico a mesoscala proprio nelle adiacenze della catena montuosa, e la presenza di una piccola alta pressione, determina, in associazione ad un incremento del gradiente barico, una ulteriore spinta alla rotazione delle correnti addirittura da NW o da WNW. Infatti nelle alte pressioni l'aria diverge al suolo, quindi se si forma una piccola alta pressione appoggiata all'Appennino con assetto NW-SE, le correnti diverranno quasi parallele alla catena stessa, e se la situazione permane per qualche tempo, esse diverranno quasi occidentali, con pressione più bassa su costa e mare aperto e più elevata accanto all'Appennino, fermo restando che prosegue l'indebolimento della forza di Coriolis a vantaggio di quella di gradiente.
Insomma le due componenti (accumulo di aria fredda nei bassi strati e formazione di una mesoalta pressione), contribuiscono a far ruotare i venti fino a provenire da WNW.
Questo flusso, col passare del tempo, si estende sempre più lontano dai rilievi, pochè l'aria originata dal CAD è più fredda rispetto a quella presente su costa ed entroterra, per cui avanza comportandosi come un mesofronte freddo.
Se le correnti sinottiche sono deboli, il flusso appenninico arriva fino alla costa dopo qualche ora, specie laddove essa sia più vicina all'Appennino, quindi riminese e ravennate meridionale.
Per tale motivo, in particolari circostanze, non è infrequente avere nevicate sul riminese dopo qualche ora di pioggia, mentre sul comparto ravennate e ferrarese magari si prosegue in acqua (causa eccessiva lontananza dai rilievi), ed è il motivo principale per il quale i riminesi vedono ruotare i venti, in poco tempo, dai quadranti orientali a quelli nordoccidentali senza che la situazione sinottica al suolo abbia subito particolari cambiamenti (il primo esempio che mi viene in mente è il gennaio 2003, con neve a Rimini e pioggia su costa ravennate).
Ovvio che la correnti sinottiche non devono essere troppo intense e che la situazione non proprio all'ordine del giorno; anzi il CAD più spesso porta le neve nella fascia pedecollinare più adiacente i rilievi, vedi faentino, forlivese e cesenate.
Pardon per la lunghezza, ma sennò non si comprende appieno.
Preso da su internet anche questo.
Molto sinteticamente si tratta di un fenomeno indotto dalla presenza della catena appenninica ( ma è classico in generale delle catene montuose) in determinate situazioni sinottiche tipicamente invernali.
È in grado di modificare, talora anche sensibilmente, il profilo orizzontale del vento nei bassi strati fino alla linea di costa ed a volte anche oltre, specie sul comparto riminese-pesarese, ma in genere anche su costa ravennate meridionale.
A causa di questa particolare dinamica atmosferica si assiste al fenomeno di una corrente costiera che si orienta da WNW ad induzione orografica che si instaura dopo qualche tempo con correnti in genere orientate da est o direzioni fluttuanti intorno ad essa.
Esistono tre tipi di CAD: classico, locale ed ibrido;
I meccanismi che portano alla strutturazione del CAD nei bassi strati troposferici sono di tipo essenzialmente termo-dinamico: la presenza di precipitazioni in atto sui rilievi tende a raffreddare gli strati troposferici più bassi (raffreddamento che sarà tanto maggiore quanto minore sarà l'umidità relativa, quindi occhio al dew-point), quindi la massa d'aria diventa più pesante e provoca una decelazione del flusso orientale a mano a mano che ci si avvicina al rilievo (i venti incontrano una sorta di barriera invisibile dovuta ad aria più fredda e densa).
Ma se il flusso decelera diminuisce anche la forza di Coriolis, essendo essa proporzionale all'intensità del vento.
Si ha quindi uno sbilanciamento tra la forza di Coriolis e quella di gradiente a vantaggio di quest'ultima, pertanto la corrente viene deviata verso la propria sinistra (nel caso appenninico avremo che il flusso, inizialmente orientale, ruota da nord).
Ma aria più fredda e densa, unita all'iniziale accumulo di massa d'aria che spinge contro i rilievi, implica anche un aumento della pressione in loco, dando origine alla formazione di un promontorio anticiclonico a mesoscala proprio nelle adiacenze della catena montuosa, e la presenza di una piccola alta pressione, determina, in associazione ad un incremento del gradiente barico, una ulteriore spinta alla rotazione delle correnti addirittura da NW o da WNW. Infatti nelle alte pressioni l'aria diverge al suolo, quindi se si forma una piccola alta pressione appoggiata all'Appennino con assetto NW-SE, le correnti diverranno quasi parallele alla catena stessa, e se la situazione permane per qualche tempo, esse diverranno quasi occidentali, con pressione più bassa su costa e mare aperto e più elevata accanto all'Appennino, fermo restando che prosegue l'indebolimento della forza di Coriolis a vantaggio di quella di gradiente.
Insomma le due componenti (accumulo di aria fredda nei bassi strati e formazione di una mesoalta pressione), contribuiscono a far ruotare i venti fino a provenire da WNW.
Questo flusso, col passare del tempo, si estende sempre più lontano dai rilievi, pochè l'aria originata dal CAD è più fredda rispetto a quella presente su costa ed entroterra, per cui avanza comportandosi come un mesofronte freddo.
Se le correnti sinottiche sono deboli, il flusso appenninico arriva fino alla costa dopo qualche ora, specie laddove essa sia più vicina all'Appennino, quindi riminese e ravennate meridionale.
Per tale motivo, in particolari circostanze, non è infrequente avere nevicate sul riminese dopo qualche ora di pioggia, mentre sul comparto ravennate e ferrarese magari si prosegue in acqua (causa eccessiva lontananza dai rilievi), ed è il motivo principale per il quale i riminesi vedono ruotare i venti, in poco tempo, dai quadranti orientali a quelli nordoccidentali senza che la situazione sinottica al suolo abbia subito particolari cambiamenti (il primo esempio che mi viene in mente è il gennaio 2003, con neve a Rimini e pioggia su costa ravennate).
Ovvio che la correnti sinottiche non devono essere troppo intense e che la situazione non proprio all'ordine del giorno; anzi il CAD più spesso porta le neve nella fascia pedecollinare più adiacente i rilievi, vedi faentino, forlivese e cesenate.
Pardon per la lunghezza, ma sennò non si comprende appieno.
Preso da su internet anche questo.
Si in quota c'erano delle isoterme ridicole e nevicò fino alla costa, non so se sia questo il caso, ma credo che l'importante sia il fatto di avere venti da est continui e deboli sennò prevale il flusso dal mare contro il gradiente termico.miki98 ha scritto:Accumulo che qui in quel caso con una notte di precipitazioni ha raggiunto i 25 cm.
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Quota neve prevista da Meteolive
https://www.meteolive.it/news/Week-end/ ... mpo/88669/
https://www.meteolive.it/news/Week-end/ ... mpo/88669/
Si questo é più possibile da voi... ma anche qua accade.ducaneve ha scritto:"Il termine CAD è l'acronimo di Cold Air Damming:
Molto sinteticamente si tratta di un fenomeno indotto dalla presenza della catena appenninica ( ma è classico in generale delle catene montuose) in determinate situazioni sinottiche tipicamente invernali.
È in grado di modificare, talora anche sensibilmente, il profilo orizzontale del vento nei bassi strati fino alla linea di costa ed a volte anche oltre, specie sul comparto riminese-pesarese, ma in genere anche su costa ravennate meridionale.
A causa di questa particolare dinamica atmosferica si assiste al fenomeno di una corrente costiera che si orienta da WNW ad induzione orografica che si instaura dopo qualche tempo con correnti in genere orientate da est o direzioni fluttuanti intorno ad essa.
Esistono tre tipi di CAD: classico, locale ed ibrido;
I meccanismi che portano alla strutturazione del CAD nei bassi strati troposferici sono di tipo essenzialmente termo-dinamico: la presenza di precipitazioni in atto sui rilievi tende a raffreddare gli strati troposferici più bassi (raffreddamento che sarà tanto maggiore quanto minore sarà l'umidità relativa, quindi occhio al dew-point), quindi la massa d'aria diventa più pesante e provoca una decelazione del flusso orientale a mano a mano che ci si avvicina al rilievo (i venti incontrano una sorta di barriera invisibile dovuta ad aria più fredda e densa).
Ma se il flusso decelera diminuisce anche la forza di Coriolis, essendo essa proporzionale all'intensità del vento.
Si ha quindi uno sbilanciamento tra la forza di Coriolis e quella di gradiente a vantaggio di quest'ultima, pertanto la corrente viene deviata verso la propria sinistra (nel caso appenninico avremo che il flusso, inizialmente orientale, ruota da nord).
Ma aria più fredda e densa, unita all'iniziale accumulo di massa d'aria che spinge contro i rilievi, implica anche un aumento della pressione in loco, dando origine alla formazione di un promontorio anticiclonico a mesoscala proprio nelle adiacenze della catena montuosa, e la presenza di una piccola alta pressione, determina, in associazione ad un incremento del gradiente barico, una ulteriore spinta alla rotazione delle correnti addirittura da NW o da WNW. Infatti nelle alte pressioni l'aria diverge al suolo, quindi se si forma una piccola alta pressione appoggiata all'Appennino con assetto NW-SE, le correnti diverranno quasi parallele alla catena stessa, e se la situazione permane per qualche tempo, esse diverranno quasi occidentali, con pressione più bassa su costa e mare aperto e più elevata accanto all'Appennino, fermo restando che prosegue l'indebolimento della forza di Coriolis a vantaggio di quella di gradiente.
Insomma le due componenti (accumulo di aria fredda nei bassi strati e formazione di una mesoalta pressione), contribuiscono a far ruotare i venti fino a provenire da WNW.
Questo flusso, col passare del tempo, si estende sempre più lontano dai rilievi, pochè l'aria originata dal CAD è più fredda rispetto a quella presente su costa ed entroterra, per cui avanza comportandosi come un mesofronte freddo.
Se le correnti sinottiche sono deboli, il flusso appenninico arriva fino alla costa dopo qualche ora, specie laddove essa sia più vicina all'Appennino, quindi riminese e ravennate meridionale.
Per tale motivo, in particolari circostanze, non è infrequente avere nevicate sul riminese dopo qualche ora di pioggia, mentre sul comparto ravennate e ferrarese magari si prosegue in acqua (causa eccessiva lontananza dai rilievi), ed è il motivo principale per il quale i riminesi vedono ruotare i venti, in poco tempo, dai quadranti orientali a quelli nordoccidentali senza che la situazione sinottica al suolo abbia subito particolari cambiamenti (il primo esempio che mi viene in mente è il gennaio 2003, con neve a Rimini e pioggia su costa ravennate).
Ovvio che la correnti sinottiche non devono essere troppo intense e che la situazione non proprio all'ordine del giorno; anzi il CAD più spesso porta le neve nella fascia pedecollinare più adiacente i rilievi, vedi faentino, forlivese e cesenate.
Pardon per la lunghezza, ma sennò non si comprende appieno.
Preso da su internet anche questo.
Ricordo la sera notte del 16-17 dicembre... partiamo intorno alle 19 con temp. di 4° e qualche goccia.
Nel giro di mezz'ora iniziano precipitazioni forti e copiose che fanno crollare le temperature addirittura sottozero (minima -0.3 durante la notte con buferona in atto).
Successivamente dalla tarda mattinata l'ingresso freddo avanzante da NE scalzò il "cuscinetto appenninico" rialzando immediatamente la quota neve sopra i 600m salvo poi riscendere la sera ma con precipitazioni ormai terminate.


