è biologico. L uomo ha il testosterone, ha un bisogno innato di fare sesso e fecondare una donna. La donna da quel punto di vista è decisamente meno a fare sesso. È più passiva.Alessandro(Foiano) ha scritto:perfetto, ecco svelato perchè si sono mascolinizzate.ventomoderato ha scritto: Diciamo che nella società italiana odierna il sesso non è una priorità e un bisogno soprattutto dal lato femminile.
quando il controllo delle nascite non sarà più un tabù....
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magari lo facevano inconsapevolmente. Non si rendevano conto della situazione. Che vita facevano? Rischiavano di morire in età infantile per svariate malattie, lavoravano a 6 anni facendo lavori pesanti nei campi o nelle industrie. Vivevano spesso in povertà e a 15 anni altro giro altra giostra. Si sposavano e facevano figli. Alla fine il 90% delle persone conduceva una vita modesta fatta di stenti. Casa e lavoro. Bella prospettiva....Alessandro(Foiano) ha scritto:detta così sembra che i nostri nonni mandavano allo sbaraglio i propri figli...ma che stai a dire?ventomoderato ha scritto:esatto. I figli non sono passatempi o trofei da esibire. E nemmeno gente da mandare allo sbaraglio..CalabriaSiberiana ha scritto: Ecco, così come una donna che vuole fare 5 figli li può fare, ma secondo me in questo periodo fare dei figli è da egoisti perchè cresceranno in una società che porterà gli strascichi delle crisi economica che il covid sta creando e creerà
Quindi fare dei figli per poi non farli crescere in una situazione difficile e mandarli a lavorare per 4 spicci nei campi a 9 anni non è il massimo...
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esatto. Figuriamoci secoli fa. Oggi non conviene fare figli per tanti motivi. Poi se uno ha tanti soldi o la vocazione per diventare genitore ben venga. Certo poi non lamentiamoci che siamo tanti in questo mondo...CalabriaSiberiana ha scritto:Erano altri tempi e parliamo dell'Italia del dopoguerra, sarò sempre grato ai nostri nonni per quello che hanno fatto, dato che fino agli anni 80' siamo stati un paese in continua crescita, ma la situazione sociale che c'è oggi è completamente diversaAlessandro(Foiano) ha scritto:detta così sembra che i nostri nonni mandavano allo sbaraglio i propri figli...ma che stai a dire?ventomoderato ha scritto: esatto. I figli non sono passatempi o trofei da esibire. E nemmeno gente da mandare allo sbaraglio..
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donne che intraprendono la vita come se fossero uomini e contro la loro stessa natura: l'esempio lampante è che vogliono ricoprire le stesse cariche che hanno ricoperto gli uomini e quindi sono in conflitto perenne col mondo maschile...anche se il mondo maschile non è in conflitto con loro, lo dimostra il fatto che oggi molte importanti cariche imprenditoriali e comunque di spicco vengono lasciate ricoprire da "donne".ventomoderato ha scritto: è biologico. L uomo ha il testosterone, ha un bisogno innato di fare sesso e fecondare una donna. La donna da quel punto di vista è decisamente meno a fare sesso. È più passiva.
Un figlio nasce solitamente da un uomo e una donna...il fatto che siano in conflitto i due mondi (quello maschile e femminile) in Occidente, fa conseguire meno l'unione tra due persone di diverso sesso...l'unione non può venire da un eterno conflitto e competitività.
Le due figure non hanno più un tratto che li contraddistingue e si crea una confusione di ruoli...confusione che poi viene trasmessa agli eventuali figli.
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non è un discorso moralista, per me è la realtà.CalabriaSiberiana ha scritto:Dire che la donna ha perso la sua femminilità non è un discorso moralista?Alessandro(Foiano) ha scritto:Chi dice che non debbano fare ciò che vogliono della propria vita?CalabriaSiberiana ha scritto: Ma qual è il problema?
Ognuno della propria vita fa quello che vuole,
il moralismo ed il proibizionismo hanno fallito
Si parla di femminilità persa, non di quei paroloni che scrivi che vengono utilizzati solo per strumentalizzare e giustificare una situazione.
Cos'è la femminilità?
Stare a casa a fare faccende domestiche e a fare figli?
La donna per natura sua vuole soddisfare il desiderio di maternità, ma a mio avviso questa continua imitazione dell'uomo va contro questo loro desiderio...immaginatevi qualunque lavoro pieno di stress mentale o fisico che sia..mal si concilia con la salute per una donna.
Questo capovolgere la natura stessa è comportarsi e vivere tutti insieme come se il genere femminile sia sinonimo di forza fisica e mentale...la realtà è un'altra..
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...non è che non si rendevano conto...facevano anche loro ciò che si potevano permettere...detta così sembra che qualcuno abbia scritto che dovremmo ritornare ai lavori pesanti pure con la tecnologia di oggi..ma cosa scrivi? Si rischia anche oggi di morire meno di malattie, ma di più solamente per andare in strada al lavoro o in vacanza...vi state lamentando che non avete soldi per i figli, loro che ne avevano meno di rcchezza la hanno risparmiata per i figli..casa e lavoro è la vita che si fa anche oggi a meno che tu non abbia bisogno di lavorare..ma non mi pare il caso perchè stavate lamentandovi dell'aspetto economico dei nostri tempi per mantenere un figlio.ventomoderato ha scritto:magari lo facevano inconsapevolmente. Non si rendevano conto della situazione. Che vita facevano? Rischiavano di morire in età infantile per svariate malattie, lavoravano a 6 anni facendo lavori pesanti nei campi o nelle industrie. Vivevano spesso in povertà e a 15 anni altro giro altra giostra. Si sposavano e facevano figli. Alla fine il 90% delle persone conduceva una vita modesta fatta di stenti. Casa e lavoro. Bella prospettiva....Alessandro(Foiano) ha scritto:detta così sembra che i nostri nonni mandavano allo sbaraglio i propri figli...ma che stai a dire?ventomoderato ha scritto: esatto. I figli non sono passatempi o trofei da esibire. E nemmeno gente da mandare allo sbaraglio..
Come sia una vita e come viene vissuta se modesta o meno fallo affermare da chi la ha vissuta in quei tempi...è facile con altri mezzi giudicare altre situazioni nemmeno paragonabili a quelle di oggi...sicuramente anche negli nni'50 facevano gli stessi discorsi in confronto con chi aveva vissuto i primi anni del Novecento...
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io mi riferivo ad altro comunque. Era più un discorso biologico che sociale e culturale.Alessandro(Foiano) ha scritto:donne che intraprendono la vita come se fossero uomini e contro la loro stessa natura: l'esempio lampante è che vogliono ricoprire le stesse cariche che hanno ricoperto gli uomini e quindi sono in conflitto perenne col mondo maschile...anche se il mondo maschile non è in conflitto con loro, lo dimostra il fatto che oggi molte importanti cariche imprenditoriali e comunque di spicco vengono lasciate ricoprire da "donne".ventomoderato ha scritto: è biologico. L uomo ha il testosterone, ha un bisogno innato di fare sesso e fecondare una donna. La donna da quel punto di vista è decisamente meno a fare sesso. È più passiva.
Un figlio nasce solitamente da un uomo e una donna...il fatto che siano in conflitto i due mondi (quello maschile e femminile) in Occidente, fa conseguire meno l'unione tra due persone di diverso sesso...l'unione non può venire da un eterno conflitto e competitività.
Le due figure non hanno più un tratto che li contraddistingue e si crea una confusione di ruoli...confusione che poi viene trasmessa agli eventuali figli.
La donna è in competizione con le altre donne e anche con gli uomini. In questo caso credo per riscattarsi da una situazione di inferiorità portata avanti per secoli. Trovo inopportuno che una donna debba ricoprire cariche e ruoli importanti solo per il fatto di essere donna e non per competenze. Le quote rosa ad esempio sono una grande cavolata che dimostrano invece la scarsa considerazione nei confronti del genere femminile. Si da un contentino.
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io non ho giudicato nessuno. È oggettivo che gran parte della popolazione italiana e non decenni e secoli fa conducesse una vita modesta spesso ai limiti della povertà. Oggi anche un contadino o un operaio comunque ha un discreto standard di vita. Ha un cellulare, ha una casa anche solo in affitto, ha un'auto (una panda certo non la mercedes) e ha tanti beni materiali che prima non avrebbe avuto. Una volta si era poveri e lo si era per davvero. Senza contare che non esistevano forme di welfare.Alessandro(Foiano) ha scritto:...non è che non si rendevano conto...facevano anche loro ciò che si potevano permettere...detta così sembra che qualcuno abbia scritto che dovremmo ritornare ai lavori pesanti pure con la tecnologia di oggi..ma cosa scrivi? Si rischia anche oggi di morire meno di malattie, ma di più solamente per andare in strada al lavoro o in vacanza...vi state lamentando che non avete soldi per i figli, loro che ne avevano meno di rcchezza la hanno risparmiata per i figli..casa e lavoro è la vita che si fa anche oggi a meno che tu non abbia bisogno di lavorare..ma non mi pare il caso perchè stavate lamentandovi dell'aspetto economico dei nostri tempi per mantenere un figlio.ventomoderato ha scritto:magari lo facevano inconsapevolmente. Non si rendevano conto della situazione. Che vita facevano? Rischiavano di morire in età infantile per svariate malattie, lavoravano a 6 anni facendo lavori pesanti nei campi o nelle industrie. Vivevano spesso in povertà e a 15 anni altro giro altra giostra. Si sposavano e facevano figli. Alla fine il 90% delle persone conduceva una vita modesta fatta di stenti. Casa e lavoro. Bella prospettiva....Alessandro(Foiano) ha scritto: detta così sembra che i nostri nonni mandavano allo sbaraglio i propri figli...ma che stai a dire?
Come sia una vita e come viene vissuta se modesta o meno fallo affermare da chi la ha vissuta in quei tempi...è facile con altri mezzi giudicare altre situazioni nemmeno paragonabili a quelle di oggi...sicuramente anche negli nni'50 facevano gli stessi discorsi in confronto con chi aveva vissuto i primi anni del Novecento...
Si facevano tanti figli perché non si era consapevoli, si era ignoranti su tanti temi compreso il sesso. Nessuno usava i profilattici.
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Nessuno ha parlato di competenze, per me se sono capaci le donne possono fre tutto. La situazione di inferiorità nel passato del genere femminile è tutta propaganda di oggi, in realtà la funzione della donna è sempre stata ritenuta fondamentale nella società,oggi però si ritengono importanti altre cose, ma non quella di mettere alla vita un figlio..ventomoderato ha scritto:io mi riferivo ad altro comunque. Era più un discorso biologico che sociale e culturale.Alessandro(Foiano) ha scritto:donne che intraprendono la vita come se fossero uomini e contro la loro stessa natura: l'esempio lampante è che vogliono ricoprire le stesse cariche che hanno ricoperto gli uomini e quindi sono in conflitto perenne col mondo maschile...anche se il mondo maschile non è in conflitto con loro, lo dimostra il fatto che oggi molte importanti cariche imprenditoriali e comunque di spicco vengono lasciate ricoprire da "donne".ventomoderato ha scritto: è biologico. L uomo ha il testosterone, ha un bisogno innato di fare sesso e fecondare una donna. La donna da quel punto di vista è decisamente meno a fare sesso. È più passiva.
Un figlio nasce solitamente da un uomo e una donna...il fatto che siano in conflitto i due mondi (quello maschile e femminile) in Occidente, fa conseguire meno l'unione tra due persone di diverso sesso...l'unione non può venire da un eterno conflitto e competitività.
Le due figure non hanno più un tratto che li contraddistingue e si crea una confusione di ruoli...confusione che poi viene trasmessa agli eventuali figli.
La donna è in competizione con le altre donne e anche con gli uomini. In questo caso credo per riscattarsi da una situazione di inferiorità portata avanti per secoli. Trovo inopportuno che una donna debba ricoprire cariche e ruoli importanti solo per il fatto di essere donna e non per competenze. Le quote rosa ad esempio sono una grande cavolata che dimostrano invece la scarsa considerazione nei confronti del genere femminile. Si da un contentino.
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te lo già detto quelli che vissero gli anni'50 avrebbero fatto lo stesso discorso con quelli di 50 anni prima.ventomoderato ha scritto: io non ho giudicato nessuno. È oggettivo che gran parte della popolazione italiana e non decenni e secoli fa conducesse una vita modesta spesso ai limiti della povertà. Oggi anche un contadino o un operaio comunque ha un discreto standard di vita. Ha un cellulare, ha una casa anche solo in affitto, ha un'auto (una panda certo non la mercedes) e ha tanti beni materiali che prima non avrebbe avuto. Una volta si era poveri e lo si era per davvero. Senza contare che non esistevano forme di welfare.
Si facevano tanti figli perché non si era consapevoli, si era ignoranti su tanti temi compreso il sesso. Nessuno usava i profilattici.
I beni materiali non rappresentano lo standard di una vita non modesta.
Una volta si era ricchi dentro e si era consapevoli che un figlio avrebbe aiutato la comunità, in primis quella familiare...
Non usare un profilattico è causa di ignoranza? Loro conoscevano molte cose e non avevano bisogno dei soldi per comprarsi del cibo, io non li ritengo ignoranti, anzi sapevano campare senz supermerato e beni materiali di oggi...per me avevano un'altra ricchezza che oggi non si ha, quella interiore.
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la donna è fondamentale per la nascita di un essere umano ma questo non è da attribuire alla società. è una funzione dettata dalla natura. solo le donne partoriscono. anche i sumeri e i babilonesi da quel punto di vista erano consapevoli e attribuivano una funzione alla donna. il problema nasce quando viene vista inferiore per tante cose e adatta solo a ricoprire il ruolo di madre e moglie o se vogliamo essere cattivi servaAlessandro(Foiano) ha scritto:Nessuno ha parlato di competenze, per me se sono capaci le donne possono fre tutto. La situazione di inferiorità nel passato del genere femminile è tutta propaganda di oggi, in realtà la funzione della donna è sempre stata ritenuta fondamentale nella società,oggi però si ritengono importanti altre cose, ma non quella di mettere alla vita un figlio..ventomoderato ha scritto:io mi riferivo ad altro comunque. Era più un discorso biologico che sociale e culturale.Alessandro(Foiano) ha scritto: donne che intraprendono la vita come se fossero uomini e contro la loro stessa natura: l'esempio lampante è che vogliono ricoprire le stesse cariche che hanno ricoperto gli uomini e quindi sono in conflitto perenne col mondo maschile...anche se il mondo maschile non è in conflitto con loro, lo dimostra il fatto che oggi molte importanti cariche imprenditoriali e comunque di spicco vengono lasciate ricoprire da "donne".
Un figlio nasce solitamente da un uomo e una donna...il fatto che siano in conflitto i due mondi (quello maschile e femminile) in Occidente, fa conseguire meno l'unione tra due persone di diverso sesso...l'unione non può venire da un eterno conflitto e competitività.
Le due figure non hanno più un tratto che li contraddistingue e si crea una confusione di ruoli...confusione che poi viene trasmessa agli eventuali figli.
La donna è in competizione con le altre donne e anche con gli uomini. In questo caso credo per riscattarsi da una situazione di inferiorità portata avanti per secoli. Trovo inopportuno che una donna debba ricoprire cariche e ruoli importanti solo per il fatto di essere donna e non per competenze. Le quote rosa ad esempio sono una grande cavolata che dimostrano invece la scarsa considerazione nei confronti del genere femminile. Si da un contentino.
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che sapessero campare ci credo e non lo metto in dubbio. ma semplicemente perchè tanti oggetti e servizi mancavano e non mi riferisco solo a beni secondari tipo l'ultimo iphone o l'abbonamento in palestra. mancavano cure adeguate in caso di un mal di denti, per fare 100 km ci mettevi 5 giorni ecc, in caso di un inverno gelido rischiavi di non mangiare. io non penso che una volta la gente fosse contenta di tale vita. poi che ci si accontentava di più questo è vero ma non mancavano solo i vizi e i beni superflui. spesso mancava il cibo, i vestiti, le cure mediche eccAlessandro(Foiano) ha scritto:te lo già detto quelli che vissero gli anni'50 avrebbero fatto lo stesso discorso con quelli di 50 anni prima.ventomoderato ha scritto: io non ho giudicato nessuno. È oggettivo che gran parte della popolazione italiana e non decenni e secoli fa conducesse una vita modesta spesso ai limiti della povertà. Oggi anche un contadino o un operaio comunque ha un discreto standard di vita. Ha un cellulare, ha una casa anche solo in affitto, ha un'auto (una panda certo non la mercedes) e ha tanti beni materiali che prima non avrebbe avuto. Una volta si era poveri e lo si era per davvero. Senza contare che non esistevano forme di welfare.
Si facevano tanti figli perché non si era consapevoli, si era ignoranti su tanti temi compreso il sesso. Nessuno usava i profilattici.
I beni materiali non rappresentano lo standard di una vita non modesta.
Una volta si era ricchi dentro e si era consapevoli che un figlio avrebbe aiutato la comunità, in primis quella familiare...
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se in determinate condizioni non usi il profilattico sei ignorante/stupido. se poi hai i mezzi per comprendere e valutare la situazione e non lo usi sei anche un mezzo criminaleAlessandro(Foiano) ha scritto:te lo già detto quelli che vissero gli anni'50 avrebbero fatto lo stesso discorso con quelli di 50 anni prima.ventomoderato ha scritto: io non ho giudicato nessuno. È oggettivo che gran parte della popolazione italiana e non decenni e secoli fa conducesse una vita modesta spesso ai limiti della povertà. Oggi anche un contadino o un operaio comunque ha un discreto standard di vita. Ha un cellulare, ha una casa anche solo in affitto, ha un'auto (una panda certo non la mercedes) e ha tanti beni materiali che prima non avrebbe avuto. Una volta si era poveri e lo si era per davvero. Senza contare che non esistevano forme di welfare.
Si facevano tanti figli perché non si era consapevoli, si era ignoranti su tanti temi compreso il sesso. Nessuno usava i profilattici.
I beni materiali non rappresentano lo standard di una vita non modesta.
Una volta si era ricchi dentro e si era consapevoli che un figlio avrebbe aiutato la comunità, in primis quella familiare...
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anche l'uomo di neanderthal sapeva campare da quel punto di vista. teoricamente l'evoluzione umana può essere portata avanti anche vivendo nelle caverne e cacciando i bisonti. ma oggi tutto ciò sarebbe possibile? la tecnologia non ha aiutato il progredire della razza umana? e naturalmente tanti altri fattoriAlessandro(Foiano) ha scritto:te lo già detto quelli che vissero gli anni'50 avrebbero fatto lo stesso discorso con quelli di 50 anni prima.ventomoderato ha scritto: io non ho giudicato nessuno. È oggettivo che gran parte della popolazione italiana e non decenni e secoli fa conducesse una vita modesta spesso ai limiti della povertà. Oggi anche un contadino o un operaio comunque ha un discreto standard di vita. Ha un cellulare, ha una casa anche solo in affitto, ha un'auto (una panda certo non la mercedes) e ha tanti beni materiali che prima non avrebbe avuto. Una volta si era poveri e lo si era per davvero. Senza contare che non esistevano forme di welfare.
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Non usare un profilattico è causa di ignoranza? Loro conoscevano molte cose e non avevano bisogno dei soldi per comprarsi del cibo, io non li ritengo ignoranti, anzi sapevano campare senz supermerato e beni materiali di oggi...per me avevano un'altra ricchezza che oggi non si ha, quella interiore.
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le competenze invece contano soprattutto se una donna viene posta ai vertici della società o di un determinato settore. in italia hanno introdotto la pagliacciata delle quote rosa come se la donna fosse una categoria a parte a cui spetta una certa quota di posti di lavori e ruoli istituzionali. un parlamento tutto di maschi o tutto di femmine a te urta? a me sinceramente no. se quelle persone sono lì per merito il loro sesso non incide per nulla.Alessandro(Foiano) ha scritto:Nessuno ha parlato di competenze, per me se sono capaci le donne possono fre tutto. La situazione di inferiorità nel passato del genere femminile è tutta propaganda di oggi, in realtà la funzione della donna è sempre stata ritenuta fondamentale nella società,oggi però si ritengono importanti altre cose, ma non quella di mettere alla vita un figlio..ventomoderato ha scritto:io mi riferivo ad altro comunque. Era più un discorso biologico che sociale e culturale.Alessandro(Foiano) ha scritto: donne che intraprendono la vita come se fossero uomini e contro la loro stessa natura: l'esempio lampante è che vogliono ricoprire le stesse cariche che hanno ricoperto gli uomini e quindi sono in conflitto perenne col mondo maschile...anche se il mondo maschile non è in conflitto con loro, lo dimostra il fatto che oggi molte importanti cariche imprenditoriali e comunque di spicco vengono lasciate ricoprire da "donne".
Un figlio nasce solitamente da un uomo e una donna...il fatto che siano in conflitto i due mondi (quello maschile e femminile) in Occidente, fa conseguire meno l'unione tra due persone di diverso sesso...l'unione non può venire da un eterno conflitto e competitività.
Le due figure non hanno più un tratto che li contraddistingue e si crea una confusione di ruoli...confusione che poi viene trasmessa agli eventuali figli.
La donna è in competizione con le altre donne e anche con gli uomini. In questo caso credo per riscattarsi da una situazione di inferiorità portata avanti per secoli. Trovo inopportuno che una donna debba ricoprire cariche e ruoli importanti solo per il fatto di essere donna e non per competenze. Le quote rosa ad esempio sono una grande cavolata che dimostrano invece la scarsa considerazione nei confronti del genere femminile. Si da un contentino.
il vero problema è che in italia la donna in alcuni settori non arriva in alto per meriti personali ma per raccomandazione, per una relazione con un superiore, per la sua bellezza ecc.
ed è una cosa che effettivamente può avere senso solo in certi settori tipo miss italia, il mondo del porno