Politica e nuove generazioni...
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- lastrucci2
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Politica e nuove generazioni...
la prima fa schifo. La seconda....
sentite qua che discorsi PRO CAMORRA ...per me il top e' al minuto 02:12...che stiaffi gli tireri a questa !!
http://tv.repubblica.it/piu-visti/setti ... 5227?video
Il futuro del paese......
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Il futuro del paese......
- FALCO
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Re: Politica e nuove generazioni...
Il brutto è proprio quello ,sono i giovani che ormai sono rovinati.lastrucci2 ha scritto: Il futuro del paese......
Tristissimo
- lastrucci2
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Re: Politica e nuove generazioni...
FALCO ha scritto:Il brutto è proprio quello ,sono i giovani che ormai sono rovinati.lastrucci2 ha scritto: Il futuro del paese......
Tristissimo
A loro la camorra piace , lasciamoli marcie con quella. Caxxi loro !
Pensano ai MOTORINI , CHI NON STA A POSTO CI VA SOTTO ( se li fermano la polizia ) .
Che schifo ! Omertosi !!!
- RG_sixtyseven
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Re: Politica e nuove generazioni...
Infatti il terreno fertile della Camorra è l'ignoranza della stragrande maggioranza dei giovani della Campania, a scuola dovrebbero studiare il libro di Saviano tutti i giorni, forse dopo un anno intero qualcuno di loro si renderebbe conto dello schifo di mondo in cui vive, grazie alla loro CAMORRA che LI FACEVA STARE TRANQUILLIlastrucci2 ha scritto:FALCO ha scritto:Il brutto è proprio quello ,sono i giovani che ormai sono rovinati.lastrucci2 ha scritto: Il futuro del paese......
Tristissimo
A loro la camorra piace , lasciamoli marcie con quella. Caxxi loro !
Pensano ai MOTORINI , CHI NON STA A POSTO CI VA SOTTO ( se li fermano la polizia ) .
Che schifo ! Omertosi !!!
Re: Politica e nuove generazioni...
Capite che parlare da Modena, dalla Lombardia o dagli Stati Uniti è veramente molto facile.. altro sarebbe parlare da Casal di Principe o da un altro posto della Campania o del sud Italia.
Ora vi spiego.
Mio padre è di Napoli, ho parenti a Napoli e Avellino, e posso parlare con cognizione di causa.
Lì ci sono, come è ovvio, tantissime persone oneste, come i miei parenti per esempio. Come i Saviano per esempio. Sono la stragrande maggioranza. Ma non tutti si comportano come Roberto Saviano. Perché? Tempo fa riempirono di mazzate una persona perché da volontario del 118 non aspettò che il guaglione appena giustiziato morisse, prima di prenderlo in ambulanza. Era il padre di Saviano. Entrarono in casa sua e lo bastonarono fino allo svenimento.
Come Saviano io ODIO i mafiosi, ma li odio da Roma, è facile così, la mattina esco e vado a fare colazione al bar e non c'è nessun pericolo di essere avvicinato dal guaglione ed essere sparato ad una gamba.
Provate a nascere a Casal di principe e a odiare i mafiosi.. Saviano è un eroe non perché ha denunciato la camorra, ma perché la fatto da casalese. Io sono sicuro che nessuno di noi 4 avrebbe mai denunciato la camorra se fosse nato a Casale de Principe. Semplicemente, da persone oneste quale siamo, e quali sono la maggioranza dei casalesi, avremmo avuto le nostre coscienze soffocate dal piombo, dal sangue, dalla paura e dal dolore.
Sentite cosa dice Saviano:
"Mio padre aveva fatto servizio nelle ambulanze, come giovane
medico, negli anni '80. Quattrocento morti l'anno. In zone dove si
ammazzavano anche cinque persone al giorno. Arrivava con
l'autoambulanza, quando però il ferito era per terra e la polizia non ancora
arrivata non si poteva caricarlo. Perché se la voce si spargeva, i killer
tornavano indietro, inseguivano l'autoambulanza, la bloccavano, entravano
nel veicolo e finivano di portare a termine il lavoro. Era capitato decine di
volte, e sia i medici che gli infermieri sapevano di dover star fermi dinanzi
a un ferito e attendere che i killer tornassero per finire l'operazione. Una
volta mio padre però arrivò a Giugliano, un paesone tra il napoletano e il
casertano, feudo dei Mallardo. Il ragazzo aveva diciotto anni, o forse
meno. Gli avevano sparato al torace, ma una costola aveva deviato il
colpo. L'autoambulanza arrivò subito. Era in zona. Il ragazzo rantolava,
urlava, perdeva sangue. Mio padre lo caricò. Gli infermieri erano
terrorizzati. Tentarono di dissuaderlo, era evidente che i killer avevano
sparato senza mirare e erano stati messi in fuga da qualche pattuglia, ma
sicuramente sarebbero ritornati. Gli infermieri provarono a rassicurare mio
padre: «Aspettiamo. Vengono, finiscono il servizio e ce lo portiamo».
Mio padre non ce la faceva. Insomma, anche la morte ha i suoi tempi. E
diciotto anni non gli sembrava il tempo per morire, neanche per un soldato
di camorra. Lo caricò, lo portò all'ospedale e fu salvato. La notte, andarono a casa sua i killer che non avevano centrato il bersaglio come si doveva. A casa di mio padre. Io non c'ero, abitavo con mia madre. Ma mi fu raccontata talmente tante volte questa storia, troncata sempre nel
medesimo punto, che io la ricordo come se a casa ci fossi stato anche io e
avessi assistito a tutto. Mio padre, credo, fu picchiato a sangue, per almeno due mesi non si fece vedere in giro. Per i successivi quattro non riuscì a guardare in faccia nessuno. Scegliere di salvare chi deve morire significa voler condividerne la sorte, perché qui con la volontà non si muta nulla.
Non è una decisione che riesce a portarti via da un problema, non è una
presa di coscienza, un pensiero, una scelta, che davvero riescono a darti la sensazione di star agendo nel migliore dei modi. Qualunque sia la cosa da fare, sarà quella sbagliata per qualche motivo. Questa è la vera solitudine."
Sentite me ora, la vera solitudine è nascere onesti a Casale, nascere onesti a Modena e a Prato non è la stessa cosa. Quando ero più piccolo e andavo a trovare i miei parenti a Napoli pensavo sempre che le forze dell'ordine, dal vigile al finanziere dovevano venire da fuori la Campania, lavorare per un mese a Napoli e poi tornarsene e venir sostituiti da altri non campani. Nel mio pensiero infantile trovavo questa la soluzione più semplice e più facile per eradicare la criminalità da Napoli. Un camorrista non ha potere se non può ricattarti.
Comunque quando giri per Napoli, se non sei in quartieri ultra degradati, ma residenziali come il Vomero, non ti accorgi della camorra. E' come se non esiste. Ti accorgi che esiste solo quando si sparano per le strade del tuo quartiere, ma nei quartieri non degradati succede di rado. Oppure te ne accorgi quando scopri che il tuo vicino è stato arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso, e lì cadi veramente dalle nuvole. Perché fino a quel momento avevi letto della camorra solo sulle pagine dei giornali. E il tuo vicino, come ogni napoletano era molto gentile, ti salutava sempre e si fermava a parlare con te del più o del meno ogni volta che ti vedeva.
La camorra vive anche della povertà e dell'ignoranza della gente. Per noi è normale, se vediamo un incidente con morti e feriti, di portare la nostra testimonianza. Lì no, perché non sai se chi ha avuto l'incidente e magari è colpevole è camorrista. E se lo è allora, se non vuoi finire come il padre di Saviano, è meglio che ti fai i cazzi tuoi. Ma i cazzi suoi un uomo di lì se si la fa anche per proteggere i proprio cari. Perché tu puoi decidere che la tua paura dei camorristi e meno forte del tuo odio verso di loro e gliela vuoi far pagare. Questo è il mio caso. Ma io non posso fare l'eroe sulle spalle dei miei famigliari, della mia donna, dei miei figli. Non sarei coraggioso ma infame.
Saviano infatti chiede scusa in continuazione ai famigliari di averli messi in quelle condizioni, persone oneste prigioniere perché i criminali non lo sono. E se ne fa un grande cruccio.
Comunque tutti quelli che possono, perché vivono in terre libere dalla camorra, dovrebbero appoggiare Saviano in ogni modo. Ad alta voce, urlando, facendo casino.
Cominciate da qui http://www.myspace.com/robertosaviano per esempio. Lasciate una testitomanzia. Scrivete direttamente a Saviano, al suo editore. Ha bisogno di non essere solo.
Fosse per me Saviano dovrebbe essere eletto presidente della repubblica italiana. Un segnale sia per i mafiosi che per i politici.
Ma capisco che si tratta solo dei deliri di un giovane italiano onesto.
Allora nel mio piccolo mi limiterò ad appoggiare Saviano per sempre.
Ora vi spiego.
Mio padre è di Napoli, ho parenti a Napoli e Avellino, e posso parlare con cognizione di causa.
Lì ci sono, come è ovvio, tantissime persone oneste, come i miei parenti per esempio. Come i Saviano per esempio. Sono la stragrande maggioranza. Ma non tutti si comportano come Roberto Saviano. Perché? Tempo fa riempirono di mazzate una persona perché da volontario del 118 non aspettò che il guaglione appena giustiziato morisse, prima di prenderlo in ambulanza. Era il padre di Saviano. Entrarono in casa sua e lo bastonarono fino allo svenimento.
Come Saviano io ODIO i mafiosi, ma li odio da Roma, è facile così, la mattina esco e vado a fare colazione al bar e non c'è nessun pericolo di essere avvicinato dal guaglione ed essere sparato ad una gamba.
Provate a nascere a Casal di principe e a odiare i mafiosi.. Saviano è un eroe non perché ha denunciato la camorra, ma perché la fatto da casalese. Io sono sicuro che nessuno di noi 4 avrebbe mai denunciato la camorra se fosse nato a Casale de Principe. Semplicemente, da persone oneste quale siamo, e quali sono la maggioranza dei casalesi, avremmo avuto le nostre coscienze soffocate dal piombo, dal sangue, dalla paura e dal dolore.
Sentite cosa dice Saviano:
"Mio padre aveva fatto servizio nelle ambulanze, come giovane
medico, negli anni '80. Quattrocento morti l'anno. In zone dove si
ammazzavano anche cinque persone al giorno. Arrivava con
l'autoambulanza, quando però il ferito era per terra e la polizia non ancora
arrivata non si poteva caricarlo. Perché se la voce si spargeva, i killer
tornavano indietro, inseguivano l'autoambulanza, la bloccavano, entravano
nel veicolo e finivano di portare a termine il lavoro. Era capitato decine di
volte, e sia i medici che gli infermieri sapevano di dover star fermi dinanzi
a un ferito e attendere che i killer tornassero per finire l'operazione. Una
volta mio padre però arrivò a Giugliano, un paesone tra il napoletano e il
casertano, feudo dei Mallardo. Il ragazzo aveva diciotto anni, o forse
meno. Gli avevano sparato al torace, ma una costola aveva deviato il
colpo. L'autoambulanza arrivò subito. Era in zona. Il ragazzo rantolava,
urlava, perdeva sangue. Mio padre lo caricò. Gli infermieri erano
terrorizzati. Tentarono di dissuaderlo, era evidente che i killer avevano
sparato senza mirare e erano stati messi in fuga da qualche pattuglia, ma
sicuramente sarebbero ritornati. Gli infermieri provarono a rassicurare mio
padre: «Aspettiamo. Vengono, finiscono il servizio e ce lo portiamo».
Mio padre non ce la faceva. Insomma, anche la morte ha i suoi tempi. E
diciotto anni non gli sembrava il tempo per morire, neanche per un soldato
di camorra. Lo caricò, lo portò all'ospedale e fu salvato. La notte, andarono a casa sua i killer che non avevano centrato il bersaglio come si doveva. A casa di mio padre. Io non c'ero, abitavo con mia madre. Ma mi fu raccontata talmente tante volte questa storia, troncata sempre nel
medesimo punto, che io la ricordo come se a casa ci fossi stato anche io e
avessi assistito a tutto. Mio padre, credo, fu picchiato a sangue, per almeno due mesi non si fece vedere in giro. Per i successivi quattro non riuscì a guardare in faccia nessuno. Scegliere di salvare chi deve morire significa voler condividerne la sorte, perché qui con la volontà non si muta nulla.
Non è una decisione che riesce a portarti via da un problema, non è una
presa di coscienza, un pensiero, una scelta, che davvero riescono a darti la sensazione di star agendo nel migliore dei modi. Qualunque sia la cosa da fare, sarà quella sbagliata per qualche motivo. Questa è la vera solitudine."
Sentite me ora, la vera solitudine è nascere onesti a Casale, nascere onesti a Modena e a Prato non è la stessa cosa. Quando ero più piccolo e andavo a trovare i miei parenti a Napoli pensavo sempre che le forze dell'ordine, dal vigile al finanziere dovevano venire da fuori la Campania, lavorare per un mese a Napoli e poi tornarsene e venir sostituiti da altri non campani. Nel mio pensiero infantile trovavo questa la soluzione più semplice e più facile per eradicare la criminalità da Napoli. Un camorrista non ha potere se non può ricattarti.
Comunque quando giri per Napoli, se non sei in quartieri ultra degradati, ma residenziali come il Vomero, non ti accorgi della camorra. E' come se non esiste. Ti accorgi che esiste solo quando si sparano per le strade del tuo quartiere, ma nei quartieri non degradati succede di rado. Oppure te ne accorgi quando scopri che il tuo vicino è stato arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso, e lì cadi veramente dalle nuvole. Perché fino a quel momento avevi letto della camorra solo sulle pagine dei giornali. E il tuo vicino, come ogni napoletano era molto gentile, ti salutava sempre e si fermava a parlare con te del più o del meno ogni volta che ti vedeva.
La camorra vive anche della povertà e dell'ignoranza della gente. Per noi è normale, se vediamo un incidente con morti e feriti, di portare la nostra testimonianza. Lì no, perché non sai se chi ha avuto l'incidente e magari è colpevole è camorrista. E se lo è allora, se non vuoi finire come il padre di Saviano, è meglio che ti fai i cazzi tuoi. Ma i cazzi suoi un uomo di lì se si la fa anche per proteggere i proprio cari. Perché tu puoi decidere che la tua paura dei camorristi e meno forte del tuo odio verso di loro e gliela vuoi far pagare. Questo è il mio caso. Ma io non posso fare l'eroe sulle spalle dei miei famigliari, della mia donna, dei miei figli. Non sarei coraggioso ma infame.
Saviano infatti chiede scusa in continuazione ai famigliari di averli messi in quelle condizioni, persone oneste prigioniere perché i criminali non lo sono. E se ne fa un grande cruccio.
Comunque tutti quelli che possono, perché vivono in terre libere dalla camorra, dovrebbero appoggiare Saviano in ogni modo. Ad alta voce, urlando, facendo casino.
Cominciate da qui http://www.myspace.com/robertosaviano per esempio. Lasciate una testitomanzia. Scrivete direttamente a Saviano, al suo editore. Ha bisogno di non essere solo.
Fosse per me Saviano dovrebbe essere eletto presidente della repubblica italiana. Un segnale sia per i mafiosi che per i politici.
Ma capisco che si tratta solo dei deliri di un giovane italiano onesto.
Allora nel mio piccolo mi limiterò ad appoggiare Saviano per sempre.
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Re: Politica e nuove generazioni...
Inutile dire che siamo(non è pluralis maiestatis,ma parlo anche per gli altri)perfettamente d'accordo ,però volevo fare una considerazione.adriano ha scritto:...Capite che parlare da Modena, dalla Lombardia o dagli Stati Uniti è veramente molto facile.. altro sarebbe parlare da Casal di Principe o da un altro posto della Campania o del sud Italia.
Possibile che l'intervistatrice abbia beccato solo camorristi in erba?
Non dico che gli onesti dovevano pubblicamente denunciare la camorra o difendere Saviano,ma potevano dire "non m'interessa".
Non c'e bisogno di inveire contro Saviano per non dargli ragione,sta zitto e basta .
E' questo che fà pensare ......
Ultima modifica di FALCO il mer ott 22, 2008 7:19 pm, modificato 1 volta in totale.
Re: Politica e nuove generazioni...
FALCO ha scritto:adriano ha scritto:...Capite che parlare da Modena, dalla Lombardia o dagli Stati Uniti è veramente molto facile.. altro sarebbe parlare da Casal di Principe o da un altro posto della Campania o del sud Italia.infatti a volte la pianta nasce nell ambiente piu ideale per essa.Inutile dire che siamo(non è pluralis maiestatis,ma parlo anche per gli altri)perfettamente d'accordo ,però volevo fare una considerazione.
Possibile che l'intervistatrice abbia beccato solo camorristi in erba?
Non dico che gli onesti dovevano pubblicamente denunciare la camorra o difendere Saviano,ma potevano dire "non m'interessa".
Non c'e bisogno di inveire contro Saviano per non dargli ragione,sta zitto e basta .
E' questo che fà pensare ......
anche se la maggior parte delle persone li sono brava gente, storicamente rappresentano caratteristiche sociali grazie alle quali la malavita è nata si è autoriprodotta fino a diventare uno stato a se.
Tali caratteristiche hanno radici lontane e i contemporanei di oggi credo non abbiano colpe di come vanno le cose li.A Modena, forse, la società ha avuto altre caratteristiche e semplicemente li o in altre parti d'Italia e del mondo la camorra non avrebbe avuto modo di proliferare...(poi infiltrazioni ci sono dapertutto,leggere oggi il messaggero di oggi...)
- RG_sixtyseven
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Re: Politica e nuove generazioni...
Sono d'accordo con te, parlare da fuori è facile, io sono rimasto schifato da quel video e ho espresso il mio dissenso, ma se abitassi a Casal di Principe non credo che sarei capace di essere un eroe.adriano ha scritto:Capite che parlare da Modena, dalla Lombardia o dagli Stati Uniti è veramente molto facile.. altro sarebbe parlare da Casal di Principe o da un altro posto della Campania o del sud Italia.