quando il controllo delle nascite non sarà più un tabù....

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cammach
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Re: quando il controllo delle nascite non sarà più un tabù....

Messaggio da cammach »

furetto ha scritto:
cammach ha scritto:...chi ha letto i ultimi miei interventi sull'attuale sbarco di immigrati a Lampedusa (post di kitty71) avrà notato che ho espresso un'opinione "fuori dalle righe" (infatti nessuno mi ha replicato :)) , ovvero ho detto sostanzialmente che l'inarrestabile crescita demografica di tutto il continente nordafricano /vicino asiatico associata alla pretesa di benessere (legittima sia ben chiaro) di porzioni di popolazione sempre più ampie avrebbe reso vano un respingimento di queste masse alle nostre frontiere marittime, a prescindere dal fatto se sono clandestini, richiedenti asilo o profughi di guerra...... Vano perchè ? Bastano due domande a mio parere rivolte a un giovane egiziano, tunisino o libico. 1. domanda: quanti fratelli, sorelle hai ? ti risponderà che ne ha almeno 5,6 (nell'ipotesi più ottimistica 3,4)....2 domanda: quanti figli vorresti avere (sempre che non ne abbia) ? beh, penso che ti risponderà le stesse cifre della 1. risposta :)
Ora assodato che l'anelito di libertà (pur legittimo) di queste persone è intimamente legato a una pulsione irrefrenabile di filiare (non desiderabile), mi pare ovvio che tentare di mettere un argine a questa autentica bomba demografica è di veduta quanto meno corta. Faccio presente che l'Egitto 100 anni fa contava una popolazione di 20 milioni...ora sono più di 100 milioni !! :shock: L'Italia nel secondo dopoguerra si è data una calmata (grazie al cielo le donne si sono svegliate con i movimenti femministi ! ) dopo l'aumento esponenziale durante il fascismo, altrimenti ora saremmo intorno agli 80 milioni. Cio nonostante siamo ancora il Paese più densamente popolato in Europa, anche se in percentuale gli immigrati sono una quota irrisoria.
Quando questi argomenti, mi chiedo io, entreranno nelle agende di grandi organizzazioni come l'ONU e magari anchedei nostri politici, ? :roll: E' risaputo che le materie prime saranno sempre più scarse nei prossimi 50 anni, non certo in grado di garantire una vita decente e degna a 9 miliardi di persone in proiezione. Ma forse la prevenzione è un concetto troppo astratto per i più e non paga certo elettoralmente una politica del genere......eppure la Cina potrebbe fare scuola se solo ci svegliassimo un pò :roll:
:shock: :shock: :shock: ......azzzzzzz, c'hai ragione......castriamoli tutti!!! :|
no,no io salverei fino all'ultimo naufrago....vanno salvati tutti e certamente non castrati !! però accorderei loro non un permesso temporaneo, ma l'espulsione dopo il 3 figlio, non so voi, ma io la considero una misura di civiltà da XXI secolo :!:
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cristiano69
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Re: quando il controllo delle nascite non sarà più un tabù....

Messaggio da cristiano69 »

cammach ha scritto:
furetto ha scritto:
cammach ha scritto:...chi ha letto i ultimi miei interventi sull'attuale sbarco di immigrati a Lampedusa (post di kitty71) avrà notato che ho espresso un'opinione "fuori dalle righe" (infatti nessuno mi ha replicato :)) , ovvero ho detto sostanzialmente che l'inarrestabile crescita demografica di tutto il continente nordafricano /vicino asiatico associata alla pretesa di benessere (legittima sia ben chiaro) di porzioni di popolazione sempre più ampie avrebbe reso vano un respingimento di queste masse alle nostre frontiere marittime, a prescindere dal fatto se sono clandestini, richiedenti asilo o profughi di guerra...... Vano perchè ? Bastano due domande a mio parere rivolte a un giovane egiziano, tunisino o libico. 1. domanda: quanti fratelli, sorelle hai ? ti risponderà che ne ha almeno 5,6 (nell'ipotesi più ottimistica 3,4)....2 domanda: quanti figli vorresti avere (sempre che non ne abbia) ? beh, penso che ti risponderà le stesse cifre della 1. risposta :)
Ora assodato che l'anelito di libertà (pur legittimo) di queste persone è intimamente legato a una pulsione irrefrenabile di filiare (non desiderabile), mi pare ovvio che tentare di mettere un argine a questa autentica bomba demografica è di veduta quanto meno corta. Faccio presente che l'Egitto 100 anni fa contava una popolazione di 20 milioni...ora sono più di 100 milioni !! :shock: L'Italia nel secondo dopoguerra si è data una calmata (grazie al cielo le donne si sono svegliate con i movimenti femministi ! ) dopo l'aumento esponenziale durante il fascismo, altrimenti ora saremmo intorno agli 80 milioni. Cio nonostante siamo ancora il Paese più densamente popolato in Europa, anche se in percentuale gli immigrati sono una quota irrisoria.
Quando questi argomenti, mi chiedo io, entreranno nelle agende di grandi organizzazioni come l'ONU e magari anchedei nostri politici, ? :roll: E' risaputo che le materie prime saranno sempre più scarse nei prossimi 50 anni, non certo in grado di garantire una vita decente e degna a 9 miliardi di persone in proiezione. Ma forse la prevenzione è un concetto troppo astratto per i più e non paga certo elettoralmente una politica del genere......eppure la Cina potrebbe fare scuola se solo ci svegliassimo un pò :roll:
:shock: :shock: :shock: ......azzzzzzz, c'hai ragione......castriamoli tutti!!! :|
no,no io salverei fino all'ultimo naufrago....vanno salvati tutti e certamente non castrati !! però accorderei loro non un permesso temporaneo, ma l'espulsione dopo il 3 figlio, non so voi, ma io la considero una misura di civiltà da XXI secolo :!:
Ora hai davvero superato te stesso :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
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Cribbio
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Messaggio da Cribbio »

Cris, per favore, trattalo come fosse l'avatar di Giuliano :!:
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luca90
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Messaggio da luca90 »

Cribbio ha scritto:Cris, per favore, trattalo come fosse l'avatar di Giuliano :!:

ahahaha ma tu hai proprio un brutto rapporto con gli insetti!! :lol: :lol:
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furetto
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Messaggio da furetto »

no, no......castriamoli tutti :D :D
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Messaggio da ventomoderato »

il pianeta è saturo da tempo e non può ospitare 8 miliardi di individui. tanti problemi sono causa o conseguenza della sovrappopolazione
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airsnow
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Messaggio da airsnow »

ventomoderato ha scritto:il pianeta è saturo da tempo e non può ospitare 8 miliardi di individui. tanti problemi sono causa o conseguenza della sovrappopolazione
Concordo, però come detto da cammach è ancora un tabù pure nei paesi occidentali come il nostro figurati quelli in via di sviluppo.
ventomoderato
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Messaggio da ventomoderato »

airsnow ha scritto:
ventomoderato ha scritto:il pianeta è saturo da tempo e non può ospitare 8 miliardi di individui. tanti problemi sono causa o conseguenza della sovrappopolazione
Concordo, però come detto da cammach è ancora un tabù pure nei paesi occidentali come il nostro figurati quelli in via di sviluppo.
in italia la natalità è in calo. poi nella massa è ovvio che ci saranno famiglie che anche in futuro avranno 7 figli ma allo stesso tempo ci saranno tanti single o tante famiglie con un solo figlio.
in italia non si fanno più tanti figli per diversi motivi a mio avviso:

- livello di istruzione medio-alto. è vero abbiamo tanti analfabeti ma i diplomati e laureati sono comunque tanti e molti di più che in alcuni paesi dell'africa.
- incertezza economica quindi lavoro che scarseggia
- non si è più disposti a fare compromessi. quindi meno coppie, tanti single e la vedo difficile fare figli.
- numero crescente di eterni peter pan, eterne principesse, complessati, nerd, gay, lesbiche, femministe ecc tutte categorie che inevitabilmente portano ad un calo delle nascite
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Alessandro(Foiano)
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Messaggio da Alessandro(Foiano) »

ventomoderato ha scritto:il pianeta è saturo da tempo e non può ospitare 8 miliardi di individui. tanti problemi sono causa o conseguenza della sovrappopolazione
no, non concordo.
Gli esseri umani sono delle risorse, basta pensare a quante meno risorse della Terra utilizziamo oggi rispetto al passato.
Se pensiamo ai minerali, ad esempio, vediamo che nel XX secolo le riserve conosciute di tutti i minerali sono moltiplicate (e i costi diminuiti) in misura ben maggiore rispetto all’aumento della popolazione che, pure, nel giro di un secolo è quadruplicata. Solo tra il 1950 e il 1990 la disponibilità di bauxite è aumentata del 1.436%, il cromo del 500%, il rame del 250%, il ferro del 663%, e così via. Nello stesso periodo le riserve conosciute di petrolio sono aumentate dell'863%.

Si parla sempre di risorse consumate, mai si menziona il fatto che le risorse vengono anche prodotte. I modi sono diversi, uno di questi è la sostituzione e creazione dei materiali, sempre più efficienti e meno costosi. Ad esempio, l’introduzione dei metalli per costruire le navi ha salvato l’Europa dalla deforestazione; e ancora, la maggior parte dei vestiti che indossiamo oggi è preparata con fibre sintetiche costruite in laboratorio. E si potrebbe proseguire per parecchio...

La risorsa acqua:
le grandi innovazioni tecnologiche: impianti di potabilizzazione, il sistema di irrigazione a goccia (che rende possibile risparmi enormi nel consumo per l’agricoltura, responsabile del 70% del consumo globale di acqua), impianti di desalinizzazione; impianti di purificazione e riciclo delle acque.

A definire la risorsa non è la natura, ma l’uomo e la sua capacità e creatività di usare gli elementi della natura. L’unica vera risorsa è dunque l’uomo. E da temere sono soltanto quegli Stati o quelle entità sovranazionali che, per un motivo o l’altro, vogliono limitare la presenza dell’uomo o ingabbiare la sua creatività, vincolandola a leggi e regolamenti che hanno proprio lo scopo di dimostrare che è necessario limitare la presenza e l’attività dell’uomo. Esattamente come sta avvenendo con le leggi “ecologiste” e “contro i cambiamenti climatici”.

Il principale danno economico prodotto dall’ideologia ambientalista consiste nell’indurre a ridurre la natalità. Se impostiamo l’economia sui consumi individuali e prevalentemente voluttuari, una società senza figli, senza famiglia, fatta di individui asessuati o dalla sessualità polivalente che lavorano per consumare e consumano per lavorare è senz’altro attraente per gli operatori economici senza scrupoli. Ma se guardiano all’economia vera, vediamo che se non c’è la famiglia e se non si mettono al mondo figli il sistema in generale non regge. L’ideologia antifamilista e antinatalista è oggi tra le più perniciose. Giovanni Paolo II aveva ben messo in evidenza la fondamentale importanza economica della famiglia che è scuola di lavoro, motivo di risparmio, ammortizzatore sociale nelle crisi, capitale sociale, educazione alle virtù civiche, trasmissione delle conoscenze e delle competenze tra le generazioni.

La carenza di nuovi nati provoca mancanza di visione del futuro da parte di una società anziana, costi improduttivi, dipendenza dalle istituzioni politiche, stagnazione della creatività nel lavoro. L’ideologia antifamilista ed antinatalista vuole cambiare l’economia ma lo scopo è quello di creare una società antifamilista e antinatalista nei valori diffusi. Il suo scopo è negare la famiglia e la vita.
Ultima modifica di Alessandro(Foiano) il ven nov 20, 2020 8:16 pm, modificato 1 volta in totale.
ventomoderato
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Messaggio da ventomoderato »

Alessandro(Foiano) ha scritto:
ventomoderato ha scritto:il pianeta è saturo da tempo e non può ospitare 8 miliardi di individui. tanti problemi sono causa o conseguenza della sovrappopolazione
no, non concordo.
Gli esseri umani sono delle risorse, basta pensare a quante meno risorse della Terra utilizziamo oggi rispetto al passato.
Il principale danno economico prodotto dall’ideologia ambientalista consiste nell’indurre a ridurre la natalità. Se impostiamo l’economia sui consumi individuali e prevalentemente voluttuari, una società senza figli, senza famiglia, fatta di individui asessuati o dalla sessualità polivalente che lavorano per consumare e consumano per lavorare è senz’altro attraente per gli operatori economici senza scrupoli. Ma se guardiano all’economia vera, vediamo che se non c’è la famiglia e se non si mettono al mondo figli il sistema in generale non regge. L’ideologia antifamilista e antinatalista è oggi tra le più perniciose. Giovanni Paolo II aveva ben messo in evidenza la fondamentale importanza economica della famiglia che è scuola di lavoro, motivo di risparmio, ammortizzatore sociale nelle crisi, capitale sociale, educazione alle virtù civiche, trasmissione delle conoscenze e delle competenze tra le generazioni.

La carenza di nuovi nati provoca mancanza di visione del futuro da parte di una società anziana, costi improduttivi, dipendenza dalle istituzioni politiche, stagnazione della creatività nel lavoro. L’ideologia antifamilista ed antinatalista vuole cambiare l’economia ma lo scopo è quello di creare una società antifamilista e antinatalista nei valori diffusi. Il suo scopo è negare la famiglia e la vita.
Potremmo fare tanti figli se già non fossimo tanti, se economicamente ci fossero le possibilità e se ci fosse un'alta mortalità infantile.
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CalabriaSiberiana
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Messaggio da CalabriaSiberiana »

ventomoderato ha scritto:il pianeta è saturo da tempo e non può ospitare 8 miliardi di individui. tanti problemi sono causa o conseguenza della sovrappopolazione
Io sono dell'idea che ci deve essere una distribuzione uniforme della popolazione, mi spiego meglio: le città negli ultimi 200-300 anni sono state letteralmente prese d'assalto da parte della gente delle campagne per via dello sviluppo industriale, questo fenomeno non si è mai arrestato e ha fatto si sono formati dei veri e propri agglomerati urbani, mentre magari in altre zone ci stanno paesini che non arrivano neanche a 100 abitanti (La Cina è l'esempio più eclatante che mi viene da fare).
Una soluzione da parte dei Governi potrebbe essere la promozione dell'agricoltura
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Alessandro(Foiano)
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Messaggio da Alessandro(Foiano) »

Alessandro(Foiano) ha scritto:
ventomoderato ha scritto:il pianeta è saturo da tempo e non può ospitare 8 miliardi di individui. tanti problemi sono causa o conseguenza della sovrappopolazione
no, non concordo.
Gli esseri umani sono delle risorse, basta pensare a quante meno risorse della Terra utilizziamo oggi rispetto al passato.
Se pensiamo ai minerali, ad esempio, vediamo che nel XX secolo le riserve conosciute di tutti i minerali sono moltiplicate (e i costi diminuiti) in misura ben maggiore rispetto all’aumento della popolazione che, pure, nel giro di un secolo è quadruplicata. Solo tra il 1950 e il 1990 la disponibilità di bauxite è aumentata del 1.436%, il cromo del 500%, il rame del 250%, il ferro del 663%, e così via. Nello stesso periodo le riserve conosciute di petrolio sono aumentate dell'863%.

Si parla sempre di risorse consumate, mai si menziona il fatto che le risorse vengono anche prodotte. I modi sono diversi, uno di questi è la sostituzione e creazione dei materiali, sempre più efficienti e meno costosi. Ad esempio, l’introduzione dei metalli per costruire le navi ha salvato l’Europa dalla deforestazione; e ancora, la maggior parte dei vestiti che indossiamo oggi è preparata con fibre sintetiche costruite in laboratorio. E si potrebbe proseguire per parecchio...

La risorsa acqua:
le grandi innovazioni tecnologiche: impianti di potabilizzazione, il sistema di irrigazione a goccia (che rende possibile risparmi enormi nel consumo per l’agricoltura, responsabile del 70% del consumo globale di acqua), impianti di desalinizzazione; impianti di purificazione e riciclo delle acque.

A definire la risorsa non è la natura, ma l’uomo e la sua capacità e creatività di usare gli elementi della natura. L’unica vera risorsa è dunque l’uomo. E da temere sono soltanto quegli Stati o quelle entità sovranazionali che, per un motivo o l’altro, vogliono limitare la presenza dell’uomo o ingabbiare la sua creatività, vincolandola a leggi e regolamenti che hanno proprio lo scopo di dimostrare che è necessario limitare la presenza e l’attività dell’uomo. Esattamente come sta avvenendo con le leggi “ecologiste” e “contro i cambiamenti climatici”.

Il principale danno economico prodotto dall’ideologia ambientalista consiste nell’indurre a ridurre la natalità. Se impostiamo l’economia sui consumi individuali e prevalentemente voluttuari, una società senza figli, senza famiglia, fatta di individui asessuati o dalla sessualità polivalente che lavorano per consumare e consumano per lavorare è senz’altro attraente per gli operatori economici senza scrupoli. Ma se guardiano all’economia vera, vediamo che se non c’è la famiglia e se non si mettono al mondo figli il sistema in generale non regge. L’ideologia antifamilista e antinatalista è oggi tra le più perniciose. Giovanni Paolo II aveva ben messo in evidenza la fondamentale importanza economica della famiglia che è scuola di lavoro, motivo di risparmio, ammortizzatore sociale nelle crisi, capitale sociale, educazione alle virtù civiche, trasmissione delle conoscenze e delle competenze tra le generazioni.

La carenza di nuovi nati provoca mancanza di visione del futuro da parte di una società anziana, costi improduttivi, dipendenza dalle istituzioni politiche, stagnazione della creatività nel lavoro. L’ideologia antifamilista ed antinatalista vuole cambiare l’economia ma lo scopo è quello di creare una società antifamilista e antinatalista nei valori diffusi. Il suo scopo è negare la famiglia e la vita.
ventomoderato ha scritto:
Potremmo fare tanti figli se già non fossimo tanti, se economicamente ci fossero le possibilità e se ci fosse un'alta mortalità infantile.
Hai spiegato i motivi per cui ritieni che siamo in tanti?

Se fosse vero che da ormai tanti anni l’uomo vive ben oltre i limiti consentiti dalla finitezza della Terra, ci sarebbe da stupirsi del fatto che ci siamo ancora, e anche in buona forma.
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Messaggio da ventomoderato »

Alessandro(Foiano) ha scritto:
Alessandro(Foiano) ha scritto:
ventomoderato ha scritto:il pianeta è saturo da tempo e non può ospitare 8 miliardi di individui. tanti problemi sono causa o conseguenza della sovrappopolazione
no, non concordo.
Gli esseri umani sono delle risorse, basta pensare a quante meno risorse della Terra utilizziamo oggi rispetto al passato.
Se pensiamo ai minerali, ad esempio, vediamo che nel XX secolo le riserve conosciute di tutti i minerali sono moltiplicate (e i costi diminuiti) in misura ben maggiore rispetto all’aumento della popolazione che, pure, nel giro di un secolo è quadruplicata. Solo tra il 1950 e il 1990 la disponibilità di bauxite è aumentata del 1.436%, il cromo del 500%, il rame del 250%, il ferro del 663%, e così via. Nello stesso periodo le riserve conosciute di petrolio sono aumentate dell'863%.

Si parla sempre di risorse consumate, mai si menziona il fatto che le risorse vengono anche prodotte. I modi sono diversi, uno di questi è la sostituzione e creazione dei materiali, sempre più efficienti e meno costosi. Ad esempio, l’introduzione dei metalli per costruire le navi ha salvato l’Europa dalla deforestazione; e ancora, la maggior parte dei vestiti che indossiamo oggi è preparata con fibre sintetiche costruite in laboratorio. E si potrebbe proseguire per parecchio...

La risorsa acqua:
le grandi innovazioni tecnologiche: impianti di potabilizzazione, il sistema di irrigazione a goccia (che rende possibile risparmi enormi nel consumo per l’agricoltura, responsabile del 70% del consumo globale di acqua), impianti di desalinizzazione; impianti di purificazione e riciclo delle acque.

A definire la risorsa non è la natura, ma l’uomo e la sua capacità e creatività di usare gli elementi della natura. L’unica vera risorsa è dunque l’uomo. E da temere sono soltanto quegli Stati o quelle entità sovranazionali che, per un motivo o l’altro, vogliono limitare la presenza dell’uomo o ingabbiare la sua creatività, vincolandola a leggi e regolamenti che hanno proprio lo scopo di dimostrare che è necessario limitare la presenza e l’attività dell’uomo. Esattamente come sta avvenendo con le leggi “ecologiste” e “contro i cambiamenti climatici”.

Il principale danno economico prodotto dall’ideologia ambientalista consiste nell’indurre a ridurre la natalità. Se impostiamo l’economia sui consumi individuali e prevalentemente voluttuari, una società senza figli, senza famiglia, fatta di individui asessuati o dalla sessualità polivalente che lavorano per consumare e consumano per lavorare è senz’altro attraente per gli operatori economici senza scrupoli. Ma se guardiano all’economia vera, vediamo che se non c’è la famiglia e se non si mettono al mondo figli il sistema in generale non regge. L’ideologia antifamilista e antinatalista è oggi tra le più perniciose. Giovanni Paolo II aveva ben messo in evidenza la fondamentale importanza economica della famiglia che è scuola di lavoro, motivo di risparmio, ammortizzatore sociale nelle crisi, capitale sociale, educazione alle virtù civiche, trasmissione delle conoscenze e delle competenze tra le generazioni.

La carenza di nuovi nati provoca mancanza di visione del futuro da parte di una società anziana, costi improduttivi, dipendenza dalle istituzioni politiche, stagnazione della creatività nel lavoro. L’ideologia antifamilista ed antinatalista vuole cambiare l’economia ma lo scopo è quello di creare una società antifamilista e antinatalista nei valori diffusi. Il suo scopo è negare la famiglia e la vita.
ventomoderato ha scritto:
Potremmo fare tanti figli se già non fossimo tanti, se economicamente ci fossero le possibilità e se ci fosse un'alta mortalità infantile.
Hai spiegato i motivi per cui ritieni che siamo in tanti?

Se fosse vero che da ormai tanti anni l’uomo vive ben oltre i limiti consentiti dalla finitezza della Terra, ci sarebbe da stupirsi del fatto che ci siamo ancora, e anche in buona forma.
Ci sono tanti problemi nel mondo. Per uno che vive bene dieci non vivono affatto bene.
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Alessandro(Foiano)
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Messaggio da Alessandro(Foiano) »

ventomoderato ha scritto:
Alessandro(Foiano) ha scritto:
Alessandro(Foiano) ha scritto: no, non concordo.
Gli esseri umani sono delle risorse, basta pensare a quante meno risorse della Terra utilizziamo oggi rispetto al passato.
Se pensiamo ai minerali, ad esempio, vediamo che nel XX secolo le riserve conosciute di tutti i minerali sono moltiplicate (e i costi diminuiti) in misura ben maggiore rispetto all’aumento della popolazione che, pure, nel giro di un secolo è quadruplicata. Solo tra il 1950 e il 1990 la disponibilità di bauxite è aumentata del 1.436%, il cromo del 500%, il rame del 250%, il ferro del 663%, e così via. Nello stesso periodo le riserve conosciute di petrolio sono aumentate dell'863%.

Si parla sempre di risorse consumate, mai si menziona il fatto che le risorse vengono anche prodotte. I modi sono diversi, uno di questi è la sostituzione e creazione dei materiali, sempre più efficienti e meno costosi. Ad esempio, l’introduzione dei metalli per costruire le navi ha salvato l’Europa dalla deforestazione; e ancora, la maggior parte dei vestiti che indossiamo oggi è preparata con fibre sintetiche costruite in laboratorio. E si potrebbe proseguire per parecchio...

La risorsa acqua:
le grandi innovazioni tecnologiche: impianti di potabilizzazione, il sistema di irrigazione a goccia (che rende possibile risparmi enormi nel consumo per l’agricoltura, responsabile del 70% del consumo globale di acqua), impianti di desalinizzazione; impianti di purificazione e riciclo delle acque.

A definire la risorsa non è la natura, ma l’uomo e la sua capacità e creatività di usare gli elementi della natura. L’unica vera risorsa è dunque l’uomo. E da temere sono soltanto quegli Stati o quelle entità sovranazionali che, per un motivo o l’altro, vogliono limitare la presenza dell’uomo o ingabbiare la sua creatività, vincolandola a leggi e regolamenti che hanno proprio lo scopo di dimostrare che è necessario limitare la presenza e l’attività dell’uomo. Esattamente come sta avvenendo con le leggi “ecologiste” e “contro i cambiamenti climatici”.

Il principale danno economico prodotto dall’ideologia ambientalista consiste nell’indurre a ridurre la natalità. Se impostiamo l’economia sui consumi individuali e prevalentemente voluttuari, una società senza figli, senza famiglia, fatta di individui asessuati o dalla sessualità polivalente che lavorano per consumare e consumano per lavorare è senz’altro attraente per gli operatori economici senza scrupoli. Ma se guardiano all’economia vera, vediamo che se non c’è la famiglia e se non si mettono al mondo figli il sistema in generale non regge. L’ideologia antifamilista e antinatalista è oggi tra le più perniciose. Giovanni Paolo II aveva ben messo in evidenza la fondamentale importanza economica della famiglia che è scuola di lavoro, motivo di risparmio, ammortizzatore sociale nelle crisi, capitale sociale, educazione alle virtù civiche, trasmissione delle conoscenze e delle competenze tra le generazioni.

La carenza di nuovi nati provoca mancanza di visione del futuro da parte di una società anziana, costi improduttivi, dipendenza dalle istituzioni politiche, stagnazione della creatività nel lavoro. L’ideologia antifamilista ed antinatalista vuole cambiare l’economia ma lo scopo è quello di creare una società antifamilista e antinatalista nei valori diffusi. Il suo scopo è negare la famiglia e la vita.
ventomoderato ha scritto:
Potremmo fare tanti figli se già non fossimo tanti, se economicamente ci fossero le possibilità e se ci fosse un'alta mortalità infantile.
Hai spiegato i motivi per cui ritieni che siamo in tanti?

Se fosse vero che da ormai tanti anni l’uomo vive ben oltre i limiti consentiti dalla finitezza della Terra, ci sarebbe da stupirsi del fatto che ci siamo ancora, e anche in buona forma.
Ci sono tanti problemi nel mondo. Per uno che vive bene dieci non vivono affatto bene.
In base a cosa una persona vive bene e l'altra vive male?

Vivere bene? Cosa significa? perchè continui a non spiegarei i motivi per cui ritieni che siamo in tanti nel mondo?
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Alessandro(Foiano) ha scritto:
ventomoderato ha scritto:
Alessandro(Foiano) ha scritto: Hai spiegato i motivi per cui ritieni che siamo in tanti?

Se fosse vero che da ormai tanti anni l’uomo vive ben oltre i limiti consentiti dalla finitezza della Terra, ci sarebbe da stupirsi del fatto che ci siamo ancora, e anche in buona forma.
Ci sono tanti problemi nel mondo. Per uno che vive bene dieci non vivono affatto bene.
In base a cosa una persona vive bene e l'altra vive male?

Vivere bene? Cosa significa? perchè continui a non spiegarei i motivi per cui ritieni che siamo in tanti nel mondo?
Siamo tanti perché in certi paesi c è arretratezza economica, sociale e culturale che inevitabilmente portano ad un alto tasso di natalità. Non ci sono altre motivazioni a mio avviso.
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