Ho avviato una coltivazione di zafferano
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
- Supergelo
- Forumista senior
- Messaggi: 7359
- Iscritto il: sab gen 18, 2020 11:25 am
- Località: Forte dei marmi ( lu ) 2m
Ho avviato una coltivazione di zafferano
Se avete delle dritte e dei consigli da darmi ben vengano, ho deciso di iniziare con 100 bulbi, vedremo il risultato, se sarà buono ( 2/5 g ovvero dai 70 / 180 euro ) l'anno prossimo investirò molto di più
-
ventomoderato
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 34375
- Iscritto il: ven ago 19, 2016 9:27 pm
- Località: Venaria
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
Ecco alcune dritte:Supergelo ha scritto:Se avete delle dritte e dei consigli da darmi ben vengano, ho deciso di iniziare con 100 bulbi, vedremo il risultato, se sarà buono ( 2/5 g ovvero dai 70 / 180 euro ) l'anno prossimo investirò molto di più
- contattare le attività facenti parte della lista che ti ho inviato.
- puntare su attività bio e del territorio piemontese.
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
Vicino a Novara conosco delle persone che hanno una cascina e coltivano zafferano. Ti allego il link: https://www.google.it/amp/s/www.lastamp ... 80496/amp/ventomoderato ha scritto:Ecco alcune dritte:Supergelo ha scritto:Se avete delle dritte e dei consigli da darmi ben vengano, ho deciso di iniziare con 100 bulbi, vedremo il risultato, se sarà buono ( 2/5 g ovvero dai 70 / 180 euro ) l'anno prossimo investirò molto di più
- contattare le attività facenti parte della lista che ti ho inviato.
- puntare su attività bio e del territorio piemontese.
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
Ti consiglio comunque di coltivare su scala abbastanza larga, se vuoi ricavarci, direi che serve il supporto di qualche agricoltore con i mezzi adatti.airsnow ha scritto:Vicino a Novara conosco delle persone che hanno una cascina e coltivano zafferano. Ti allego il link: https://www.google.it/amp/s/www.lastamp ... 80496/amp/ventomoderato ha scritto:Ecco alcune dritte:Supergelo ha scritto:Se avete delle dritte e dei consigli da darmi ben vengano, ho deciso di iniziare con 100 bulbi, vedremo il risultato, se sarà buono ( 2/5 g ovvero dai 70 / 180 euro ) l'anno prossimo investirò molto di più
- contattare le attività facenti parte della lista che ti ho inviato.
- puntare su attività bio e del territorio piemontese.
- Alessandro(Foiano)
- Forumista senior
- Messaggi: 6162
- Iscritto il: ven apr 10, 2020 11:42 am
- Località: Valdichiana
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
Per fare una cosadel genere non serve chissà quali mezzi, basta fare una balautura del terreno come per le patate.airsnow ha scritto: Ti consiglio comunque di coltivare su scala abbastanza larga, se vuoi ricavarci, direi che serve il supporto di qualche agricoltore con i mezzi adatti.
Per la semina di 10000 bulbi per esempio la mano è il mezzo più adatto, perchè la macchina difficilmente riconosce la parte superiore del bulbo che deve guardare in alto rispetto alla parte inferiore che deve stare in basso
Non lo so, ma a me risulta che per raccogliere lo zafferano esistano solo le mani.
La pianta può rimanere lì per qualche anno, io consiglio di trapiantarlo prima del terzo anno di produzione. Per essiccare lo stigma rosso basta una stufa, un calorifero o un semplice forno a 50°C per circa 20 minuti.
Come tutte le coltivazioni se si inizia ad assegnare un lavoro con un mezzo a terzi si aumentano le spese e si diminuiscono i ricavi. In questo caso la manopera per la raccolta può rappresentare un costo elevato e va effettuata nelle prime ore del mattino a fiore chiuso.
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
Ti volevo chiedere, hai un azienda agricola(con anche le stalle) o coltivi soltanto ? E quali tecniche usi per le tue colture e cosa coltivi.Alessandro(Foiano) ha scritto:Per fare una cosadel genere non serve chissà quali mezzi, basta fare una balautura del terreno come per le patate.airsnow ha scritto: Ti consiglio comunque di coltivare su scala abbastanza larga, se vuoi ricavarci, direi che serve il supporto di qualche agricoltore con i mezzi adatti.
Per la semina di 10000 bulbi per esempio la mano è il mezzo più adatto, perchè la macchina difficilmente riconosce la parte superiore del bulbo che deve guardare in alto rispetto alla parte inferiore che deve stare in basso
Non lo so, ma a me risulta che per raccogliere lo zafferano esistano solo le mani.
La pianta può rimanere lì per qualche anno, io consiglio di trapiantarlo prima del terzo anno di produzione. Per essiccare lo stigma rosso basta una stufa, un calorifero o un semplice forno a 50°C per circa 20 minuti.
Come tutte le coltivazioni se si inizia ad assegnare un lavoro con un mezzo a terzi si aumentano le spese e si diminuiscono i ricavi. In questo caso la manopera per la raccolta può rappresentare un costo elevato e va effettuata nelle prime ore del mattino a fiore chiuso.
- Alessandro(Foiano)
- Forumista senior
- Messaggi: 6162
- Iscritto il: ven apr 10, 2020 11:42 am
- Località: Valdichiana
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
si ho una mia azienda agricola.airsnow ha scritto: Ti volevo chiedere, hai un azienda agricola(con anche le stalle) o coltivi soltanto ? E quali tecniche usi per le tue colture e cosa coltivi.
Non ho operai e non ho forze in famiglia come ha avuto mio nonnetto e quindi non ho una stalla come aveva lui.
La tecnica è quella tramandata dalla mia famiglia, non so cosa intendi per tecnica .Una rotazione colturale tra cereali e piante industriali(colza girasole).
Poi coltivo aglione e zafferano per quanto posso, perchè non ho operai e non aspiro ad averli visto che per me sono solo spese.
In più ho un vigneto e mi autoroduco il vino bianco e rosso che bevo ,biologico senza solfiti e ho anche un piccolo oliveto a filare moderno per consumo proprio.
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
Interessante, ho sempre sentito dire che il bio è molto difficile da fare per i vigneti(soprattutto per chi è alle prime armi).L’aglione è tipico toscano, volevo provare a coltivarlo anche io però alla fine ho optato per il classico aglio visto che avevo quello disponibile. Anche a me comunque piace l’agricoltura, da mio nonnetto ho fatto un piccolo filare di viti(3), e ho fatto anche un filare di more e lamponi e ho piantato 3 piante da frutto(caco,melo,pero). Oltre che avere un orto abbastanza grande, l’anno prossimo vorrei acquistare anche delle galline.Alessandro(Foiano) ha scritto:si ho una mia azienda agricola.airsnow ha scritto: Ti volevo chiedere, hai un azienda agricola(con anche le stalle) o coltivi soltanto ? E quali tecniche usi per le tue colture e cosa coltivi.
Non ho operai e non ho forze in famiglia come ha avuto mio nonnetto e quindi non ho una stalla come aveva lui.
La tecnica è quella tramandata dalla mia famiglia, non so cosa intendi per tecnica .Una rotazione colturale tra cereali e piante industriali(colza girasole).
Poi coltivo aglione e zafferano per quanto posso, perchè non ho operai e non aspiro ad averli visto che per me sono solo spese.
In più ho un vigneto e mi autoroduco il vino bianco e rosso che bevo ,biologico senza solfiti e ho anche un piccolo oliveto a filare moderno per consumo proprio.
- Alessandro(Foiano)
- Forumista senior
- Messaggi: 6162
- Iscritto il: ven apr 10, 2020 11:42 am
- Località: Valdichiana
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
Oggi il bio ufficiale in tutte le coltivazioni richiede che un azienda agricola abbia un certificato che può produrre bio e queste aziende fanno uso di agrofarmaci permessi in coltivazione bio.airsnow ha scritto: Interessante, ho sempre sentito dire che il bio è molto difficile da fare per i vigneti(soprattutto per chi è alle prime armi).
Cioè praticamente se utilizzi certi agrofarmaci il tuo prodotto è bio e la difficoltà sta nel rispettare tante regole burocratiche e sottostare a determinate regole di coltivazione.
In pratica alla fine non è l'agricoltore che elabora e innova la propria tecnica di coltivazione, ma bensì deve sottostare a tutta una serie di regole dettate dall'essere riconosciuta un'azienda certificata.
Qualunque prodotto ritenuto biologico alla fine può essere chimicamente e fisicamente uguale al prodotto del'azienda che coltiva prodotti ritenuti convenzionali.
Soltanto che chi adempie al "diktat" bio ha molte più spese aziendali, spesso meno rese in termini di raccolto e meno potere decisionale all'interno dell'azienda.
Le ritengo tutte ottime cose da implementare per rendersi in parte autonomo. C'è da lavorare, ma se ne guadagna in benessere, sopratutto per il fatto che si lavora per sè stessi e all'aperto.airsnow ha scritto: L’aglione è tipico toscano, volevo provare a coltivarlo anche io però alla fine ho optato per il classico aglio visto che avevo quello disponibile. Anche a me comunque piace l’agricoltura, da mio nonnetto ho fatto un piccolo filare di viti(3), e ho fatto anche un filare di more e lamponi e ho piantato 3 piante da frutto(caco,melo,pero). Oltre che avere un orto abbastanza grande, l’anno prossimo vorrei acquistare anche delle galline.
io, anzi i miei famigliari, hanno avuto fino a questa primavera una azienda bio
abbiamo prodotto frutta e ortaggi
in particolare l' agio cosiddetto di caraglio che ha un disciplinare tutto suo
se uno segue delle coltivazioni dedicando cure e attenzioni specifiche ottiene quasi sempre (tempo e parassiti permettendo
) un prodotto remunerativo sia per la natura che per il reddito
comunque ci sono regole e spese in più (per esempio lo smaltimento dei contenitori dei fitofarmaci anche se bio deve essere fatto da una azienda specializzata alla modica cifra di...), si devono tenere dei registri e la programmazione delle colture è molto rigida; la semente deve essere biologica, ecc ecc
anche dalle nostre parti si coltiva lo zafferano e forse se avessimo continuato nell' attività l' avremmo piantato anche noi
qui sulle montagne adesso c' è quello selvatico; mi era venuta voglia di raccoglierlo, ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati
abbiamo prodotto frutta e ortaggi
in particolare l' agio cosiddetto di caraglio che ha un disciplinare tutto suo
se uno segue delle coltivazioni dedicando cure e attenzioni specifiche ottiene quasi sempre (tempo e parassiti permettendo
comunque ci sono regole e spese in più (per esempio lo smaltimento dei contenitori dei fitofarmaci anche se bio deve essere fatto da una azienda specializzata alla modica cifra di...), si devono tenere dei registri e la programmazione delle colture è molto rigida; la semente deve essere biologica, ecc ecc
anche dalle nostre parti si coltiva lo zafferano e forse se avessimo continuato nell' attività l' avremmo piantato anche noi
qui sulle montagne adesso c' è quello selvatico; mi era venuta voglia di raccoglierlo, ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati
- Alessandro(Foiano)
- Forumista senior
- Messaggi: 6162
- Iscritto il: ven apr 10, 2020 11:42 am
- Località: Valdichiana
lo potevi addomesticare estraendo il bulbo dal terreno, si sarebbe riprodotto volentieri più in un campo incolto che i un prato dove le infestanti gli avranno dato un bel da fare lì intorno...ag ha scritto:ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati
Io per esempio sono custode di un grano antico tenero degli anni'30, l'ho raccolto e ne ho abbastanza per riseminarlo in più di un ettaro, ma non lo seminerò perchè nessuno ha interesse a comprare il raccolto.
Tutta propaganda quella del ritorno al consumo dei grani antichi, perchè nella realtà dei fatti manca la domanda del mercato.
Come del resto è propaganda quella che discrimina il raccolto derivato da pratiche convenzionali rispetto ad altre ritenute le sole biologiche.
Un vino con i solfiti non è biologico, però tutti lo bevono e lo acquistano senza aver mai assaggiato una spremuta di uva senza conservanti.
Si perde veramente il filo logico della salubrità di un prodotto rispetto ad un altro, affermando che chi lo produce ha un certificato aziendale, mentre altri non lo sono solo perchè manca un certificato e tante spese inutili burocratiche da sostenere.
Per ritenere biologico un prodotto basterebbe che al conferimento del prodotto si facesse distinzione rispetto a delle caratteristche fisico-chimiche del prodotto, senza far gravare enormi spese sul produttore agricolo. Il produttore agricolo produce acquistando prodotti legali e tutto ciò che acquista deve solo riuscire a raccoglierlo a proprie spese conferendolo. Chi poi lo trasforma dovrebbe dimostrare che il prodotto acquistato dal contadino è manomesso effettuando controlli e multando il produttore in caso di illegalità del prodotto.
-
vignaiolo
- Forumista senior
- Messaggi: 6176
- Iscritto il: ven mag 07, 2010 9:37 pm
- Località: OTTIGLIO (AL)
Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano
quoto ogni parola essendo anche io agricoltoreAlessandro(Foiano) ha scritto:Oggi il bio ufficiale in tutte le coltivazioni richiede che un azienda agricola abbia un certificato che può produrre bio e queste aziende fanno uso di agrofarmaci permessi in coltivazione bio.airsnow ha scritto: Interessante, ho sempre sentito dire che il bio è molto difficile da fare per i vigneti(soprattutto per chi è alle prime armi).
Cioè praticamente se utilizzi certi agrofarmaci il tuo prodotto è bio e la difficoltà sta nel rispettare tante regole burocratiche e sottostare a determinate regole di coltivazione.
In pratica alla fine non è l'agricoltore che elabora e innova la propria tecnica di coltivazione, ma bensì deve sottostare a tutta una serie di regole dettate dall'essere riconosciuta un'azienda certificata.
Qualunque prodotto ritenuto biologico alla fine può essere chimicamente e fisicamente uguale al prodotto del'azienda che coltiva prodotti ritenuti convenzionali.
Soltanto che chi adempie al "diktat" bio ha molte più spese aziendali, spesso meno rese in termini di raccolto e meno potere decisionale all'interno dell'azienda.Le ritengo tutte ottime cose da implementare per rendersi in parte autonomo. C'è da lavorare, ma se ne guadagna in benessere, sopratutto per il fatto che si lavora per sè stessi e all'aperto.airsnow ha scritto: L’aglione è tipico toscano, volevo provare a coltivarlo anche io però alla fine ho optato per il classico aglio visto che avevo quello disponibile. Anche a me comunque piace l’agricoltura, da mio nonnetto ho fatto un piccolo filare di viti(3), e ho fatto anche un filare di more e lamponi e ho piantato 3 piante da frutto(caco,melo,pero). Oltre che avere un orto abbastanza grande, l’anno prossimo vorrei acquistare anche delle galline.
-
vignaiolo
- Forumista senior
- Messaggi: 6176
- Iscritto il: ven mag 07, 2010 9:37 pm
- Località: OTTIGLIO (AL)
quoto ogni singola parolaAlessandro(Foiano) ha scritto:lo potevi addomesticare estraendo il bulbo dal terreno, si sarebbe riprodotto volentieri più in un campo incolto che i un prato dove le infestanti gli avranno dato un bel da fare lì intorno...ag ha scritto:ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati
Io per esempio sono custode di un grano antico tenero degli anni'30, l'ho raccolto e ne ho abbastanza per riseminarlo in più di un ettaro, ma non lo seminerò perchè nessuno ha interesse a comprare il raccolto.
Tutta propaganda quella del ritorno al consumo dei grani antichi, perchè nella realtà dei fatti manca la domanda del mercato.
Come del resto è propaganda quella che discrimina il raccolto derivato da pratiche convenzionali rispetto ad altre ritenute le sole biologiche.
Un vino con i solfiti non è biologico, però tutti lo bevono e lo acquistano senza aver mai assaggiato una spremuta di uva senza conservanti.
Si perde veramente il filo logico della salubrità di un prodotto rispetto ad un altro, affermando che chi lo produce ha un certificato aziendale, mentre altri non lo sono solo perchè manca un certificato e tante spese inutili burocratiche da sostenere.
Per ritenere biologico un prodotto basterebbe che al conferimento del prodotto si facesse distinzione rispetto a delle caratteristche fisico-chimiche del prodotto, senza far gravare enormi spese sul produttore agricolo. Il produttore agricolo produce acquistando prodotti legali e tutto ciò che acquista deve solo riuscire a raccoglierlo a proprie spese conferendolo. Chi poi lo trasforma dovrebbe dimostrare che il prodotto acquistato dal contadino è manomesso effettuando controlli e multando il produttore in caso di illegalità del prodotto.
l'aglione che differenze ha rispetto al comune aglio??
Da quel che ne so, lo conoscerà certamente meglio Foiano, è una varietà antica della Toscana. Che a differenza dell’aglio comune non puzza ed è facilmente digeribile, oltre che ad essere più grande come dice la parola stessa. Oltre all’uso alimentare viene utilizzato anche in cosmesi per la sua delicatezza.vignaiolo ha scritto:quoto ogni singola parolaAlessandro(Foiano) ha scritto:lo potevi addomesticare estraendo il bulbo dal terreno, si sarebbe riprodotto volentieri più in un campo incolto che i un prato dove le infestanti gli avranno dato un bel da fare lì intorno...ag ha scritto:ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati
Io per esempio sono custode di un grano antico tenero degli anni'30, l'ho raccolto e ne ho abbastanza per riseminarlo in più di un ettaro, ma non lo seminerò perchè nessuno ha interesse a comprare il raccolto.
Tutta propaganda quella del ritorno al consumo dei grani antichi, perchè nella realtà dei fatti manca la domanda del mercato.
Come del resto è propaganda quella che discrimina il raccolto derivato da pratiche convenzionali rispetto ad altre ritenute le sole biologiche.
Un vino con i solfiti non è biologico, però tutti lo bevono e lo acquistano senza aver mai assaggiato una spremuta di uva senza conservanti.
Si perde veramente il filo logico della salubrità di un prodotto rispetto ad un altro, affermando che chi lo produce ha un certificato aziendale, mentre altri non lo sono solo perchè manca un certificato e tante spese inutili burocratiche da sostenere.
Per ritenere biologico un prodotto basterebbe che al conferimento del prodotto si facesse distinzione rispetto a delle caratteristche fisico-chimiche del prodotto, senza far gravare enormi spese sul produttore agricolo. Il produttore agricolo produce acquistando prodotti legali e tutto ciò che acquista deve solo riuscire a raccoglierlo a proprie spese conferendolo. Chi poi lo trasforma dovrebbe dimostrare che il prodotto acquistato dal contadino è manomesso effettuando controlli e multando il produttore in caso di illegalità del prodotto.
l'aglione che differenze ha rispetto al comune aglio??
-
vignaiolo
- Forumista senior
- Messaggi: 6176
- Iscritto il: ven mag 07, 2010 9:37 pm
- Località: OTTIGLIO (AL)
penso di aver capito com'è ha lo spicchio circa il doppio dell'aglio normale e ogni pianta va in fiore dai semi nascono le piantine diventando quasi infestanteairsnow ha scritto:Da quel che ne so, lo conoscerà certamente meglio Foiano, è una varietà antica della Toscana. Che a differenza dell’aglio comune non puzza ed è facilmente digeribile, oltre che ad essere più grande come dice la parola stessa. Oltre all’uso alimentare viene utilizzato anche in cosmesi per la sua delicatezza.vignaiolo ha scritto:quoto ogni singola parolaAlessandro(Foiano) ha scritto: lo potevi addomesticare estraendo il bulbo dal terreno, si sarebbe riprodotto volentieri più in un campo incolto che i un prato dove le infestanti gli avranno dato un bel da fare lì intorno...
Io per esempio sono custode di un grano antico tenero degli anni'30, l'ho raccolto e ne ho abbastanza per riseminarlo in più di un ettaro, ma non lo seminerò perchè nessuno ha interesse a comprare il raccolto.
Tutta propaganda quella del ritorno al consumo dei grani antichi, perchè nella realtà dei fatti manca la domanda del mercato.
Come del resto è propaganda quella che discrimina il raccolto derivato da pratiche convenzionali rispetto ad altre ritenute le sole biologiche.
Un vino con i solfiti non è biologico, però tutti lo bevono e lo acquistano senza aver mai assaggiato una spremuta di uva senza conservanti.
Si perde veramente il filo logico della salubrità di un prodotto rispetto ad un altro, affermando che chi lo produce ha un certificato aziendale, mentre altri non lo sono solo perchè manca un certificato e tante spese inutili burocratiche da sostenere.
Per ritenere biologico un prodotto basterebbe che al conferimento del prodotto si facesse distinzione rispetto a delle caratteristche fisico-chimiche del prodotto, senza far gravare enormi spese sul produttore agricolo. Il produttore agricolo produce acquistando prodotti legali e tutto ciò che acquista deve solo riuscire a raccoglierlo a proprie spese conferendolo. Chi poi lo trasforma dovrebbe dimostrare che il prodotto acquistato dal contadino è manomesso effettuando controlli e multando il produttore in caso di illegalità del prodotto.
l'aglione che differenze ha rispetto al comune aglio??
un signore lo mette nellp'orto e lo una x la bagna caoda perchè più leggero