Ho avviato una coltivazione di zafferano

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Supergelo
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Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da Supergelo »

Se avete delle dritte e dei consigli da darmi ben vengano, ho deciso di iniziare con 100 bulbi, vedremo il risultato, se sarà buono ( 2/5 g ovvero dai 70 / 180 euro ) l'anno prossimo investirò molto di più
ventomoderato
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da ventomoderato »

Supergelo ha scritto:Se avete delle dritte e dei consigli da darmi ben vengano, ho deciso di iniziare con 100 bulbi, vedremo il risultato, se sarà buono ( 2/5 g ovvero dai 70 / 180 euro ) l'anno prossimo investirò molto di più
Ecco alcune dritte:

- contattare le attività facenti parte della lista che ti ho inviato.
- puntare su attività bio e del territorio piemontese.
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airsnow
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da airsnow »

ventomoderato ha scritto:
Supergelo ha scritto:Se avete delle dritte e dei consigli da darmi ben vengano, ho deciso di iniziare con 100 bulbi, vedremo il risultato, se sarà buono ( 2/5 g ovvero dai 70 / 180 euro ) l'anno prossimo investirò molto di più
Ecco alcune dritte:

- contattare le attività facenti parte della lista che ti ho inviato.
- puntare su attività bio e del territorio piemontese.
Vicino a Novara conosco delle persone che hanno una cascina e coltivano zafferano. Ti allego il link: https://www.google.it/amp/s/www.lastamp ... 80496/amp/
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airsnow
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da airsnow »

airsnow ha scritto:
ventomoderato ha scritto:
Supergelo ha scritto:Se avete delle dritte e dei consigli da darmi ben vengano, ho deciso di iniziare con 100 bulbi, vedremo il risultato, se sarà buono ( 2/5 g ovvero dai 70 / 180 euro ) l'anno prossimo investirò molto di più
Ecco alcune dritte:

- contattare le attività facenti parte della lista che ti ho inviato.
- puntare su attività bio e del territorio piemontese.
Vicino a Novara conosco delle persone che hanno una cascina e coltivano zafferano. Ti allego il link: https://www.google.it/amp/s/www.lastamp ... 80496/amp/
Ti consiglio comunque di coltivare su scala abbastanza larga, se vuoi ricavarci, direi che serve il supporto di qualche agricoltore con i mezzi adatti.
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Alessandro(Foiano)
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da Alessandro(Foiano) »

airsnow ha scritto: Ti consiglio comunque di coltivare su scala abbastanza larga, se vuoi ricavarci, direi che serve il supporto di qualche agricoltore con i mezzi adatti.
Per fare una cosadel genere non serve chissà quali mezzi, basta fare una balautura del terreno come per le patate.
Per la semina di 10000 bulbi per esempio la mano è il mezzo più adatto, perchè la macchina difficilmente riconosce la parte superiore del bulbo che deve guardare in alto rispetto alla parte inferiore che deve stare in basso
Non lo so, ma a me risulta che per raccogliere lo zafferano esistano solo le mani.
La pianta può rimanere lì per qualche anno, io consiglio di trapiantarlo prima del terzo anno di produzione. Per essiccare lo stigma rosso basta una stufa, un calorifero o un semplice forno a 50°C per circa 20 minuti.

Come tutte le coltivazioni se si inizia ad assegnare un lavoro con un mezzo a terzi si aumentano le spese e si diminuiscono i ricavi. In questo caso la manopera per la raccolta può rappresentare un costo elevato e va effettuata nelle prime ore del mattino a fiore chiuso.
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airsnow
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da airsnow »

Alessandro(Foiano) ha scritto:
airsnow ha scritto: Ti consiglio comunque di coltivare su scala abbastanza larga, se vuoi ricavarci, direi che serve il supporto di qualche agricoltore con i mezzi adatti.
Per fare una cosadel genere non serve chissà quali mezzi, basta fare una balautura del terreno come per le patate.
Per la semina di 10000 bulbi per esempio la mano è il mezzo più adatto, perchè la macchina difficilmente riconosce la parte superiore del bulbo che deve guardare in alto rispetto alla parte inferiore che deve stare in basso
Non lo so, ma a me risulta che per raccogliere lo zafferano esistano solo le mani.
La pianta può rimanere lì per qualche anno, io consiglio di trapiantarlo prima del terzo anno di produzione. Per essiccare lo stigma rosso basta una stufa, un calorifero o un semplice forno a 50°C per circa 20 minuti.

Come tutte le coltivazioni se si inizia ad assegnare un lavoro con un mezzo a terzi si aumentano le spese e si diminuiscono i ricavi. In questo caso la manopera per la raccolta può rappresentare un costo elevato e va effettuata nelle prime ore del mattino a fiore chiuso.
Ti volevo chiedere, hai un azienda agricola(con anche le stalle) o coltivi soltanto ? E quali tecniche usi per le tue colture e cosa coltivi.
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Alessandro(Foiano)
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da Alessandro(Foiano) »

airsnow ha scritto: Ti volevo chiedere, hai un azienda agricola(con anche le stalle) o coltivi soltanto ? E quali tecniche usi per le tue colture e cosa coltivi.
si ho una mia azienda agricola.
Non ho operai e non ho forze in famiglia come ha avuto mio nonnetto e quindi non ho una stalla come aveva lui.
La tecnica è quella tramandata dalla mia famiglia, non so cosa intendi per tecnica .Una rotazione colturale tra cereali e piante industriali(colza girasole).
Poi coltivo aglione e zafferano per quanto posso, perchè non ho operai e non aspiro ad averli visto che per me sono solo spese.
In più ho un vigneto e mi autoroduco il vino bianco e rosso che bevo ,biologico senza solfiti e ho anche un piccolo oliveto a filare moderno per consumo proprio.
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airsnow
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da airsnow »

Alessandro(Foiano) ha scritto:
airsnow ha scritto: Ti volevo chiedere, hai un azienda agricola(con anche le stalle) o coltivi soltanto ? E quali tecniche usi per le tue colture e cosa coltivi.
si ho una mia azienda agricola.
Non ho operai e non ho forze in famiglia come ha avuto mio nonnetto e quindi non ho una stalla come aveva lui.
La tecnica è quella tramandata dalla mia famiglia, non so cosa intendi per tecnica .Una rotazione colturale tra cereali e piante industriali(colza girasole).
Poi coltivo aglione e zafferano per quanto posso, perchè non ho operai e non aspiro ad averli visto che per me sono solo spese.
In più ho un vigneto e mi autoroduco il vino bianco e rosso che bevo ,biologico senza solfiti e ho anche un piccolo oliveto a filare moderno per consumo proprio.
Interessante, ho sempre sentito dire che il bio è molto difficile da fare per i vigneti(soprattutto per chi è alle prime armi).L’aglione è tipico toscano, volevo provare a coltivarlo anche io però alla fine ho optato per il classico aglio visto che avevo quello disponibile. Anche a me comunque piace l’agricoltura, da mio nonnetto ho fatto un piccolo filare di viti(3), e ho fatto anche un filare di more e lamponi e ho piantato 3 piante da frutto(caco,melo,pero). Oltre che avere un orto abbastanza grande, l’anno prossimo vorrei acquistare anche delle galline.
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Alessandro(Foiano)
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da Alessandro(Foiano) »

airsnow ha scritto: Interessante, ho sempre sentito dire che il bio è molto difficile da fare per i vigneti(soprattutto per chi è alle prime armi).
Oggi il bio ufficiale in tutte le coltivazioni richiede che un azienda agricola abbia un certificato che può produrre bio e queste aziende fanno uso di agrofarmaci permessi in coltivazione bio.
Cioè praticamente se utilizzi certi agrofarmaci il tuo prodotto è bio e la difficoltà sta nel rispettare tante regole burocratiche e sottostare a determinate regole di coltivazione.
In pratica alla fine non è l'agricoltore che elabora e innova la propria tecnica di coltivazione, ma bensì deve sottostare a tutta una serie di regole dettate dall'essere riconosciuta un'azienda certificata.

Qualunque prodotto ritenuto biologico alla fine può essere chimicamente e fisicamente uguale al prodotto del'azienda che coltiva prodotti ritenuti convenzionali.
Soltanto che chi adempie al "diktat" bio ha molte più spese aziendali, spesso meno rese in termini di raccolto e meno potere decisionale all'interno dell'azienda.
airsnow ha scritto: L’aglione è tipico toscano, volevo provare a coltivarlo anche io però alla fine ho optato per il classico aglio visto che avevo quello disponibile. Anche a me comunque piace l’agricoltura, da mio nonnetto ho fatto un piccolo filare di viti(3), e ho fatto anche un filare di more e lamponi e ho piantato 3 piante da frutto(caco,melo,pero). Oltre che avere un orto abbastanza grande, l’anno prossimo vorrei acquistare anche delle galline.
Le ritengo tutte ottime cose da implementare per rendersi in parte autonomo. C'è da lavorare, ma se ne guadagna in benessere, sopratutto per il fatto che si lavora per sè stessi e all'aperto.
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ag
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Messaggio da ag »

io, anzi i miei famigliari, hanno avuto fino a questa primavera una azienda bio
abbiamo prodotto frutta e ortaggi
in particolare l' agio cosiddetto di caraglio che ha un disciplinare tutto suo
se uno segue delle coltivazioni dedicando cure e attenzioni specifiche ottiene quasi sempre (tempo e parassiti permettendo :wink:) un prodotto remunerativo sia per la natura che per il reddito :P
comunque ci sono regole e spese in più (per esempio lo smaltimento dei contenitori dei fitofarmaci anche se bio deve essere fatto da una azienda specializzata alla modica cifra di...), si devono tenere dei registri e la programmazione delle colture è molto rigida; la semente deve essere biologica, ecc ecc
anche dalle nostre parti si coltiva lo zafferano e forse se avessimo continuato nell' attività l' avremmo piantato anche noi
qui sulle montagne adesso c' è quello selvatico; mi era venuta voglia di raccoglierlo, ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati :P
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Alessandro(Foiano)
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Messaggio da Alessandro(Foiano) »

ag ha scritto:ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati :P
lo potevi addomesticare estraendo il bulbo dal terreno, si sarebbe riprodotto volentieri più in un campo incolto che i un prato dove le infestanti gli avranno dato un bel da fare lì intorno...

Io per esempio sono custode di un grano antico tenero degli anni'30, l'ho raccolto e ne ho abbastanza per riseminarlo in più di un ettaro, ma non lo seminerò perchè nessuno ha interesse a comprare il raccolto.

Tutta propaganda quella del ritorno al consumo dei grani antichi, perchè nella realtà dei fatti manca la domanda del mercato.
Come del resto è propaganda quella che discrimina il raccolto derivato da pratiche convenzionali rispetto ad altre ritenute le sole biologiche.
Un vino con i solfiti non è biologico, però tutti lo bevono e lo acquistano senza aver mai assaggiato una spremuta di uva senza conservanti.

Si perde veramente il filo logico della salubrità di un prodotto rispetto ad un altro, affermando che chi lo produce ha un certificato aziendale, mentre altri non lo sono solo perchè manca un certificato e tante spese inutili burocratiche da sostenere.

Per ritenere biologico un prodotto basterebbe che al conferimento del prodotto si facesse distinzione rispetto a delle caratteristche fisico-chimiche del prodotto, senza far gravare enormi spese sul produttore agricolo. Il produttore agricolo produce acquistando prodotti legali e tutto ciò che acquista deve solo riuscire a raccoglierlo a proprie spese conferendolo. Chi poi lo trasforma dovrebbe dimostrare che il prodotto acquistato dal contadino è manomesso effettuando controlli e multando il produttore in caso di illegalità del prodotto.
vignaiolo
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Re: Ho avviato una coltivazione di zafferano

Messaggio da vignaiolo »

Alessandro(Foiano) ha scritto:
airsnow ha scritto: Interessante, ho sempre sentito dire che il bio è molto difficile da fare per i vigneti(soprattutto per chi è alle prime armi).
Oggi il bio ufficiale in tutte le coltivazioni richiede che un azienda agricola abbia un certificato che può produrre bio e queste aziende fanno uso di agrofarmaci permessi in coltivazione bio.
Cioè praticamente se utilizzi certi agrofarmaci il tuo prodotto è bio e la difficoltà sta nel rispettare tante regole burocratiche e sottostare a determinate regole di coltivazione.
In pratica alla fine non è l'agricoltore che elabora e innova la propria tecnica di coltivazione, ma bensì deve sottostare a tutta una serie di regole dettate dall'essere riconosciuta un'azienda certificata.

Qualunque prodotto ritenuto biologico alla fine può essere chimicamente e fisicamente uguale al prodotto del'azienda che coltiva prodotti ritenuti convenzionali.
Soltanto che chi adempie al "diktat" bio ha molte più spese aziendali, spesso meno rese in termini di raccolto e meno potere decisionale all'interno dell'azienda.
airsnow ha scritto: L’aglione è tipico toscano, volevo provare a coltivarlo anche io però alla fine ho optato per il classico aglio visto che avevo quello disponibile. Anche a me comunque piace l’agricoltura, da mio nonnetto ho fatto un piccolo filare di viti(3), e ho fatto anche un filare di more e lamponi e ho piantato 3 piante da frutto(caco,melo,pero). Oltre che avere un orto abbastanza grande, l’anno prossimo vorrei acquistare anche delle galline.
Le ritengo tutte ottime cose da implementare per rendersi in parte autonomo. C'è da lavorare, ma se ne guadagna in benessere, sopratutto per il fatto che si lavora per sè stessi e all'aperto.
quoto ogni parola essendo anche io agricoltore
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Messaggio da vignaiolo »

Alessandro(Foiano) ha scritto:
ag ha scritto:ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati :P
lo potevi addomesticare estraendo il bulbo dal terreno, si sarebbe riprodotto volentieri più in un campo incolto che i un prato dove le infestanti gli avranno dato un bel da fare lì intorno...

Io per esempio sono custode di un grano antico tenero degli anni'30, l'ho raccolto e ne ho abbastanza per riseminarlo in più di un ettaro, ma non lo seminerò perchè nessuno ha interesse a comprare il raccolto.

Tutta propaganda quella del ritorno al consumo dei grani antichi, perchè nella realtà dei fatti manca la domanda del mercato.
Come del resto è propaganda quella che discrimina il raccolto derivato da pratiche convenzionali rispetto ad altre ritenute le sole biologiche.
Un vino con i solfiti non è biologico, però tutti lo bevono e lo acquistano senza aver mai assaggiato una spremuta di uva senza conservanti.

Si perde veramente il filo logico della salubrità di un prodotto rispetto ad un altro, affermando che chi lo produce ha un certificato aziendale, mentre altri non lo sono solo perchè manca un certificato e tante spese inutili burocratiche da sostenere.

Per ritenere biologico un prodotto basterebbe che al conferimento del prodotto si facesse distinzione rispetto a delle caratteristche fisico-chimiche del prodotto, senza far gravare enormi spese sul produttore agricolo. Il produttore agricolo produce acquistando prodotti legali e tutto ciò che acquista deve solo riuscire a raccoglierlo a proprie spese conferendolo. Chi poi lo trasforma dovrebbe dimostrare che il prodotto acquistato dal contadino è manomesso effettuando controlli e multando il produttore in caso di illegalità del prodotto.
quoto ogni singola parola

l'aglione che differenze ha rispetto al comune aglio??
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airsnow
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Messaggio da airsnow »

vignaiolo ha scritto:
Alessandro(Foiano) ha scritto:
ag ha scritto:ma poi i fiorellini sono talmente belli che, ho preferito mangiarmi un riso bianco e lasciarli nei prati :P
lo potevi addomesticare estraendo il bulbo dal terreno, si sarebbe riprodotto volentieri più in un campo incolto che i un prato dove le infestanti gli avranno dato un bel da fare lì intorno...

Io per esempio sono custode di un grano antico tenero degli anni'30, l'ho raccolto e ne ho abbastanza per riseminarlo in più di un ettaro, ma non lo seminerò perchè nessuno ha interesse a comprare il raccolto.

Tutta propaganda quella del ritorno al consumo dei grani antichi, perchè nella realtà dei fatti manca la domanda del mercato.
Come del resto è propaganda quella che discrimina il raccolto derivato da pratiche convenzionali rispetto ad altre ritenute le sole biologiche.
Un vino con i solfiti non è biologico, però tutti lo bevono e lo acquistano senza aver mai assaggiato una spremuta di uva senza conservanti.

Si perde veramente il filo logico della salubrità di un prodotto rispetto ad un altro, affermando che chi lo produce ha un certificato aziendale, mentre altri non lo sono solo perchè manca un certificato e tante spese inutili burocratiche da sostenere.

Per ritenere biologico un prodotto basterebbe che al conferimento del prodotto si facesse distinzione rispetto a delle caratteristche fisico-chimiche del prodotto, senza far gravare enormi spese sul produttore agricolo. Il produttore agricolo produce acquistando prodotti legali e tutto ciò che acquista deve solo riuscire a raccoglierlo a proprie spese conferendolo. Chi poi lo trasforma dovrebbe dimostrare che il prodotto acquistato dal contadino è manomesso effettuando controlli e multando il produttore in caso di illegalità del prodotto.
quoto ogni singola parola

l'aglione che differenze ha rispetto al comune aglio??
Da quel che ne so, lo conoscerà certamente meglio Foiano, è una varietà antica della Toscana. Che a differenza dell’aglio comune non puzza ed è facilmente digeribile, oltre che ad essere più grande come dice la parola stessa. Oltre all’uso alimentare viene utilizzato anche in cosmesi per la sua delicatezza.
vignaiolo
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vignaiolo ha scritto:
Alessandro(Foiano) ha scritto: lo potevi addomesticare estraendo il bulbo dal terreno, si sarebbe riprodotto volentieri più in un campo incolto che i un prato dove le infestanti gli avranno dato un bel da fare lì intorno...

Io per esempio sono custode di un grano antico tenero degli anni'30, l'ho raccolto e ne ho abbastanza per riseminarlo in più di un ettaro, ma non lo seminerò perchè nessuno ha interesse a comprare il raccolto.

Tutta propaganda quella del ritorno al consumo dei grani antichi, perchè nella realtà dei fatti manca la domanda del mercato.
Come del resto è propaganda quella che discrimina il raccolto derivato da pratiche convenzionali rispetto ad altre ritenute le sole biologiche.
Un vino con i solfiti non è biologico, però tutti lo bevono e lo acquistano senza aver mai assaggiato una spremuta di uva senza conservanti.

Si perde veramente il filo logico della salubrità di un prodotto rispetto ad un altro, affermando che chi lo produce ha un certificato aziendale, mentre altri non lo sono solo perchè manca un certificato e tante spese inutili burocratiche da sostenere.

Per ritenere biologico un prodotto basterebbe che al conferimento del prodotto si facesse distinzione rispetto a delle caratteristche fisico-chimiche del prodotto, senza far gravare enormi spese sul produttore agricolo. Il produttore agricolo produce acquistando prodotti legali e tutto ciò che acquista deve solo riuscire a raccoglierlo a proprie spese conferendolo. Chi poi lo trasforma dovrebbe dimostrare che il prodotto acquistato dal contadino è manomesso effettuando controlli e multando il produttore in caso di illegalità del prodotto.
quoto ogni singola parola

l'aglione che differenze ha rispetto al comune aglio??
Da quel che ne so, lo conoscerà certamente meglio Foiano, è una varietà antica della Toscana. Che a differenza dell’aglio comune non puzza ed è facilmente digeribile, oltre che ad essere più grande come dice la parola stessa. Oltre all’uso alimentare viene utilizzato anche in cosmesi per la sua delicatezza.
penso di aver capito com'è ha lo spicchio circa il doppio dell'aglio normale e ogni pianta va in fiore dai semi nascono le piantine diventando quasi infestante
un signore lo mette nellp'orto e lo una x la bagna caoda perchè più leggero
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