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ag
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Messaggio da ag »

stamattina, come succede quasi sempre, mi sono alzata di buon' ora
lascio le serrande un po' su e quindi appena viene chiaro mi sveglio
la cosa che mi piace al sabato (e anche alla domenica) mattina è che c'è un silenzio spettacolare
durante la chiusura del locdaun il silenzio si era esteso a tutta la giornata
adesso, in settimana, è un dinuovo un incessante andirivieni di auto, camion, moto, mezzi motorizzati di ogni genere;
nel il giorno, a turno, i vicini rasano il praticello e ci sono lavori rumorosi di vario genere;
io patisco moltissimo i rumori molesti e, comunque, sento la necessità di avere almeno qualche pezzetto di giornata libero dal fracasso;
in natura perlopiù i rumori sono musica :P
è anche per questo che, quando posso, scappo a farmi un giro nei boschi dove passano solo i caprioli e qualche altro abitante silenzioso
vi auguro un buon we, possibilmente con buoni pensieri e su bellissimi sentieri, col silenzio che ben fa apprezzare le voci della natura :P
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ag
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Messaggio da ag »

con questa intermittenza di pioggia e sole, ovunque il verde diventa davvero esuberante
io sono più attratta dalle piante che dagli animali, non so perchè
me lo sono già chiesto tante volte, forse è una questione di posizione nella catena alimentare
le uniche piante che non mi piacciono, infatti, sono quelle parassite, che oltretutto fanno morire l' ospite, tipo la vitalba e certi funghi;
quando mi capita per le mani qualche seme, non riesco a metterlo nella pattumiera e se mi capita di trovare qualche vaso di pianta abbandonato, cerco di recuperare la piantina
mi hanno empre ringraziata abbondantemente: i gerani trovatelli fanno un botto di fiori e il nespolo che è cresciuto dal seme che ho piantato qualche anno fa, quest' anno, per la prima volta, mi ha fatto addirittura 6 nespole buonissime
che magia le piante :P
eccovi due fotine :D
una relativa a due gerani trovatelli e l' altra delle ultime due nespole che mi assaporo oggi, visto che sono già belle mature (slurp!)

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ag
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Messaggio da ag »

se voglio proprio cercare e trovare del buono nel periodo passato di chiusura totale, faccio un po' fatica, comunque qualcosa -ne sono sicura- c'è stato
esprimo solo due cose per non annoiare ;)
per esempio il mio vicino dirimpettaio (e come lui molte altre persone), che se doveva fare un metro prendeva l' auto, da quando c' è stato il blocco, ha incominciato a farsi ogni giorno una camminata nel suo giardino: mi dice che ne ha ricevuto grande beneficio; prima teneva bene il giardino solo per una questione estetica e non se lo godeva; adesso lo utilizza e in più il movimento ora per lui è diventato una esigenza a cui non vuole rinunciare; come lui tanti altri hanno iniziato a fare lunghe passeggiate all' aperto, magari con la famiglia, e questo spero voglia dire anche un maggiore rispetto verso la natura in generale :P
per me invece è stato il motivo di godermi, nonostante già conosca molto bene il territorio qui intorno, molti angoli che ancora non avevo mai "vissuto";
ho anche ripreso l' abitudine di partire da casa con mezzi rigorosamente muscolari (pedibus o bici) o pubblici, per fare l' attività che mi soddisfa maggiormente anima-corpo, che è quella di fare un bel girone lungo attraversando paesaggi defferenti, stare seduta su un pietrone su una cima e guardare lontano per un po' per poi tornare, rinfrancata alle mie attività solite;
non nego di avere un po' di invidia ognitanto leggendo le relazioni di chi sale oltre i 4000, ma c'è un tempo per tutto, anche per ciò che uno pensa riguardo all' impatto delle proprie azioni sull' ambiente...
buon vagabondaggio a tutti quelli che, come me, amano girovagare alla moda di volpi, caprioli camosci, marmotte e compagnia, benedicendo madre natura per tutte le bellezze che ci dispensa in abbondanza :P
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la notte, qui da noi a dronero, per fortuna dà il tempo all' aria di rinfrescarsi e così al mattino, già solo respirando, uno si sente (abbastanza) pronto per fare le mille cose che si presentano
una scappatoia contro il caldo è appunto alzarmi presto; l' ho imparato dai contadini: quando ero bambina abitavo in un paese di pianura, in campagna
i tempi erano scanditi, oltre che dalle stagioni, anche dal sole e dalla luna
gli abitanti erano quasi tutti contadini; chi non lavorava la terra, faceva mestieri per i contadini del paese: panettieri, barbieri, fabbri, muratori...
i contadini, in particolare, avevano la giornata scandita dal sole: levataccia prestissimo, in estate anche alle 4, appena chiaro
lavoro intenso, dopo una robusta colazione, fino a mezzogiorno in punto
pranzo con successiva pausa fino a che il sole si metteva basso;
in questo tempo tutto era un "meriggiare pallido e assorto" : cani, gatti mucche, tutto fermo; anche le mosche non si muovevano, appiccicate ai muri
ricordo bene il casale vicino: Giors e Angelin, seduti insonnacchiati sulla sedia sotto il portico, mentre la tenda davanti alla porta di casa alitava appena per quel filo d' aria che, davanti a casa circolava sempre
poi, quando i raggi non erano più a picco, riprendeva tutto, con pausa per una merenda su una tavola imbandita con ogni bendiddio, perlopiù di produzione propria
e quindi lavoro ininterrotto fino a tarda sera
cena e, a nanna, per essere pronti per il mattino dopo... svegliati dal gallo, dall' acqua e l' aria fresca
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Messaggio da ag »

avete mai provato a cambiare la cinghia di una tapparella?
io l' ho fatto oggi
che scomodità!!! non so chi ha inventato sto meccanismo, ma veramente, ho sudato sette camicie
bisogna aprire il cassetto in alto, togliere la vecchia cinghia tutta un casino; poi, con le mani tutte storte e senza poter vedere bene, infilare la cinghia nuova in una feritoia, annodare, arrotolare attorno a un disco tutta la cinghia facendo ben attenzione che non si attorcigli, poi dinuovo farla passare in un' altra feritoia e farla uscire dall'altra parte; poi bisogna tirare su e giù la tapparella per vedere se la lunghezza è a posto; poi c'è da sistemare la parte sotto con la molla, che non sto a raccontare perchè sennò viene domani
mi ha molto ricordato certe manovre di corde quando arrampicavo, specialmente quando ne usavamo due, su certi terrazzini piccoli come la piattaforma della scaletta su cui sono salita per fare il bricolage oggi;
menomale che stamattina me ne sono andata sul cornet: in bici fino a s. anna di roccabruna e poi pedibus
non c' era nessun umano
vicino alla cima c' erano cinque o sei mucche con altrettanti vitellini belli vispi e due torelli
e così ho fatto la provvista di calma e pazienza da esercitare oggi con la tapparella :D
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indovinate cosa sto preparando
tutta roba del mio giardino :P


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airsnow
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Messaggio da airsnow »

ag ha scritto:indovinate cosa sto preparando
tutta roba del mio giardino :P


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Che cosa prepari ? Pomodori secchi ?
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Messaggio da ag »

ma nooo!
bacche di rosa canina
confettura con miele
slurp :D
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Messaggio da ag »

mi stupisco spesso di come le parole possano rappresentare i nostri pensieri, le nostre sensazioni, le nostre idee
che meccanismo spettacolare
hanno avuto una importanza straordinaria nello sviluppo della società
nel bene e nel male, dipende da come vengono usate: possono raccontare, consigliare, spiegare, offendere...
se poi uno le scrive, sono lì, dei pensieri per sempre
alcune persone sono più capaci ad esprimersi con le parole, sanno sempre usare quelle giuste, mentre per altri, la cosa è un po' più difficile
è anche questione di esercizio, ultimamente, purtroppo, un po' trascurato: ci si esprime spesso solo con mezze frasi, in fretta e furia, per messaggio
pur nella loro grande importanza, però, ci sono anche momenti in cui le parole, le frasi, non sono assolutamente necessarie
anzi, in certe situazioni è meglio proprio chiudere questo canale e lasciare che l' anima si esprima con il suo linguaggio immediato e semplice, quello che accomuna tutti gli esseri che partecipano alla vita
a me succede, per esempio, di ritrovarmi analfabeta quando girovago tra i monti, quando sono di fronte a un panorama bello da togliere il fiato
ma sono sicura che ognuno di noi ha ben chiari gli infiniti momenti in cui le parole avrebbero solo potuto distruggere l' incanto
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ci stiamo preparando all' autunno;
nella parte finale dell' estate quasi tutte le piante sono impegnatissime a produrre frutti e semi
quindi pochi fiori: quelli "sbagliati" che hanno preso l' autunno per la primavera,- un po' come fanno certi bimbi che prendono il giorno per la notte :D -, e quelli rosa pallido del colchico, che così fanno i frutti per primi nell' anno successivo
le stagioni si susseguono con ritmicità costante ma sono spettacolari nel presentarsi sempre differenti nelle loro espressioni
per esempio quest' anno ci sono stati moltissimi frutti
parlo ovviamente per le piante spontanee, o comunque di quelle non seguite dalla mano dell' uomo, che con potature e concimazioni regola il flusso per avere raccolti regolari, senza sorprese
anche i noccioli dei boschi, che non avevo mai visto produrre, offrono con generosità le loro nocciole ai passanti, ai ghiri, agli scoiattoli e anche alla sottoscritta
i sorbi sono carichi di fruttini belli arancioni che le volpi si slurpano, posandolipoi lontano dalla pianta, come ringraziamento per il sostentamento ricevuto
il mio acero è stracarico; ha fatto uno sforzo esagerato quest' anno: si vede dalle foglie che adesso sono striminzite perchè hanno dato tutto il nutrimento possibile alle eliche che adesso sono lì appese in bella mostra
anche gli animali si stanno preparando: le marmotte sono belle ciccione, quando le vedo che mentre scappano hanno la ciccia che si sposta di qua e di là, mi strappano sempre un sorriso :P
anche noi, probabilmente subiamo qualche cambiamento, ma è poca cosa; tutte le trasformazioni in natura producono quel malessere che spinge agli sforzi di adattamento (pensiamo per esempio alla sensazione dei primi caldi o dei primi freddi): negli animali in natura questa sofferenza porta impegnarsi e a trasformare se stessi per sopravvivere;
per gli umani vuol dire invece trovare delle scappatoie comode (es climatizzazione) e a imporre cambiamenti sull' ambiente circostante, che offrono un confort e un benessere indiscutibile, ma non permettono al corpo di adattarsi in modo adeguato al fluire delle stagioni

ecco il mio acero colmo di samare dette "bicarpellari", o disàmare, poichè costituite da due samare affiancate



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stamattina presto sono andata ad allenarmi nei boschi qui intorno
sono andata talmente piano che...

:D
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negli ultimi giorni mi sono dedicata, come avevo già accennato tempo fa, alle attività pedi-bici-bus
che significa usare il più possibile mezzi che non aumentino il traffico e, di conseguenza l' inquinamento dell' aria, acustico e visivo
poichè ovunque ci sono auto e ce ne sono una esagerazione, della serie "comincio da me", ho deciso di provare a vedere quante sgambate si possono fare senza l' uso del proprio mezzo a motore
in val maira ho potuto constatare che è abbastanza semplice realizzare la cosa in quanto gli orari dei bus sono convenienti: in settimana sulla tratta verso cuneo ci sono bus ogni mezz' ora e sono discretamente puntuali; in valle il primo che va su, parte da dronero alle 7, 20 circa e poi l' ultimo che viene giù da acceglio è alle 18,10
di domenica gli orari variano e sono meno confacenti, comunque i bus ci sono;
qualche giorno fa, tanto per fare un esempio, finalmente, ho realizzato una idea che avevo in mente da tempo
questo il percorso: bus da dronero fino al bivio di chialvetta, poi pedi-senza-bus toccando chialvetta, pratorotondo, viviere, colle della gardetta, rif gardetta, rif meja, colle margherina, colle di ancoccia, colle del mulo, colle della valletta (ricalcando il sentiero gino gertosio),grangia selvest, preit, canosio, ponte marmora
devo confessare che per gli ultimi (circa) 3 km, ho ceduto ad un passaggio in auto che mi ha permesso di beccare al brucio il bus di ritorno delle 15,50 evitando di aspettare fino alle 17 e rotti quello successivo;
a dirla tutta è un giro che è l' ideale per la bici, ma io avevo in testa di farlo a piedi;
ho anche percorso più volte i sentieri che ci sono sopra macra e camoglieres; anche qui si possono organizzare giri di varia lunghezza, sempre tenendo presente gli orari dei bus e... l' allenamento
per quanto riguarda l' uso della bici, posso dire che è molto comodo averla appresso perchè si possono effettuare molti più giri, ma è un po' più scomodo metterla sul bus
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uno degli aspetti che apprezzo di più in natura, e che mi spinge ad immergermi di frequente negli ambienti dove l' uomo non ha messo mano, è che tutto fluisce, ogni cosa si trasforma;
non esiste la "pattumiera" come nel nostro mondo, dove gli oggetti (sempre più di frequente) finiscono la vita e non ne hanno più un' altra, se non quella di finire sotto forma di imbarazzante rifiuto;
quando esco in strada al mattino e vedo i sacchi della raccolta differenziata (e meno male che c' è), provo sempre un senso di angoscia: oltre al fatto di pensare al problema della quantità di rifiuti che ogni giorno produciamo e a tutto quanto ne consegue, mi viene addosso una tristezza che non so bene da dove deriva; forse è perché mi viene evidente la caducità della vita, la fine e... basta;
questo non mi succede quando sono in natura: se la morte deve comunque fare paura a tutti gli esseri per una questione di conservazione della vita, quello che si respira negli ambienti incontaminati è differente
le vecchie foglie che cadono in autunno spariscono per fornire nuova linfa a quelle nuove, in primavera
se qualcuno muore, molto presto riappare sotto altre vesti, per continuare l' avventura;
e così, la tristezza, dura meno di un minuto
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ag
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ultimamente ho sempre cercato di scappare tutti i giorni, a volte anche a fatica, per rintanarmi nelle mie « zone franche »
lì posso liberarmi delle mie paure, delle mie paturnie e posso ragionare più tranquillamente, cercando di mettere un po’ di ordine tra le cose
ne ho bisogno più che mai in questi ultimi tempi: che confusione!
oltretutto, con la ridotta vita di relazione, devo sopperire alla mancanza del calore che deriva dalle uscite con gli amici che, volendo o no, si sono molto ridotte
per esempio ieri, che avevo poco tempo a disposizione, sono sgattaiolata e sono salita fin sul colle della ciabra: questa è la sgambata che faccio in meno tempo, rispetto alla lunghezza
prima parte in bici sulla asfaltata che porta verso s anna
posteggio alla partenza del sentiero, poco dopo il bivio per roccabruna parrocchia e poi su, a s anna e al colle
sul percorso nessuno, neanche i caprioli
ma dove sono andati i caprioli? non ne ho più visti in giro
in alto, uno sguardo alla pianura, come quello che danno gli astronauti alla terra, vista da lontano…e poi giù alla svelta
di pensieri ne ho fatti tanti: ad ogni passo, ho lasciato indietro quelli brutti, quelli pesanti, quelli indegni, quelli stupidi
arrivata al colle il fardello era molto più leggero :P
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Telecuscino
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Che gruppo è :D?
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