CLIMA: Barroso "bacchetta" l'Italia
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CLIMA: Barroso "bacchetta" l'Italia
"Nessuna flessibilità sugli obiettivi"
Gli obiettivi di lotta al cambiamento climatico per i quali non è possibile "alcuna flessibilità", vanno mantenuti. Questo il messaggio lanciato dal presidente della commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, interpellato sulla posizione dell'Italia che ritiene insostenibili gli oneri per l'industria e l'economia. "Nessuna flessibilità per gli obiettivi, ma solo per centrare gli obiettivi", ha detto Barroso.
"Non possiamo permetterci il lusso di dire che salvare il pianeta è come bersi un digestivo. Il cambiamento climatico non muta solo perché adesso c'è una crisi finanziaria", ha spiegato Barroso che inoltre aggiunge che "naturalmente dobbiamo convincere anche altri, olte all'Ue, a muoversi lungo la stessa linea, perché si tratta di una minaccia globale e richiede una risposta globale, dobbiamo fare più sforzi".
"I leader si devono impegnare a rispettare gli obiettivi da loro stessi decisi - ha sottolineato Barroso -. Non dobbiamo diluire le nostre ambizioni". L'augurio di Barroso è che ci possa essere un accordo finale sul pacchetto clima "entro dicembre" e che al prossimo vertice Ue dei capi di Stato e di governo si possa fare "qualche progresso".
fonte TGCOM http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/arti ... 0057.shtml
Gli obiettivi di lotta al cambiamento climatico per i quali non è possibile "alcuna flessibilità", vanno mantenuti. Questo il messaggio lanciato dal presidente della commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, interpellato sulla posizione dell'Italia che ritiene insostenibili gli oneri per l'industria e l'economia. "Nessuna flessibilità per gli obiettivi, ma solo per centrare gli obiettivi", ha detto Barroso.
"Non possiamo permetterci il lusso di dire che salvare il pianeta è come bersi un digestivo. Il cambiamento climatico non muta solo perché adesso c'è una crisi finanziaria", ha spiegato Barroso che inoltre aggiunge che "naturalmente dobbiamo convincere anche altri, olte all'Ue, a muoversi lungo la stessa linea, perché si tratta di una minaccia globale e richiede una risposta globale, dobbiamo fare più sforzi".
"I leader si devono impegnare a rispettare gli obiettivi da loro stessi decisi - ha sottolineato Barroso -. Non dobbiamo diluire le nostre ambizioni". L'augurio di Barroso è che ci possa essere un accordo finale sul pacchetto clima "entro dicembre" e che al prossimo vertice Ue dei capi di Stato e di governo si possa fare "qualche progresso".
fonte TGCOM http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/arti ... 0057.shtml
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ginghe
fiumi d'inchiostro ne abbiamo sprecati anche qui al riguardo....
viewtopic.php?t=21767&highlight=matrix
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il problema è sempre il solito: vale la pena sostenere tutti i costi per abbassare i gas serra di una misera percentuale (sempre che i gas serra siano gli unici responsabili dei cambi climatici) quando ci sono paesi, nel mondo, che annullano all'ennesima potenza, con le loro immissioni, i ns sforzi?.........................interpellato sulla posizione dell'Italia che ritiene insostenibili gli oneri per l'industria e l'economia
- ponente
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Si, ma così non si inizierà mai nullo di buono....e se non è detto che serva a riguardo di quello che si dice, almeno si inquina di meno...che non fà schifo...via.
Iniziamo in UE ( che mi sembra quella messa peggio in termini di influenza di surriscaldamento globale)...poi chissà. Se no è come dire....ah io le cartaccie le butto atterra, tanto è inutile che le butti dovevanno messe, perchè la gente fa il contrario...oppure gli inerti....la gente li butta nelle campagne o nelle strade isolate...allora lo faccio anch'io...ecc.ecc. 
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ginghe
ponente ha scritto:Si, ma così non si inizierà mai nullo di buono....e se non è detto che serva a riguardo di quello che si dice, almeno si inquina di meno...che non fà schifo...via.Iniziamo in UE ( che mi sembra quella messa peggio in termini di influenza di surriscaldamento globale)...poi chissà. Se no è come dire....ah io le cartaccie le butto atterra, tanto è inutile che le butti dovevanno messe, perchè la gente fa il contrario...oppure gli inerti....la gente li butta nelle campagne o nelle strade isolate...allora lo faccio anch'io...ecc.ecc.
Aspetta: sull'inquinamento son d'accordo.
Sulle cartacce, inerti ecc ecc è pure una questione di educazione, per carità.....qui è difficile essere contrari
io parlavo principalmente sul co2 (che sembra sia uno dei maggiori responsabili come gas serra) e non mi pare sia un inquinante.
ciao
- ponente
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La co2 credo di no... ma se si potesse fare qualcosa non sarebbe sbagliato(anche se mi pare difficile) ....iniziare acambiare***** ha scritto:ponente ha scritto:Si, ma così non si inizierà mai nullo di buono....e se non è detto che serva a riguardo di quello che si dice, almeno si inquina di meno...che non fà schifo...via.Iniziamo in UE ( che mi sembra quella messa peggio in termini di influenza di surriscaldamento globale)...poi chissà. Se no è come dire....ah io le cartaccie le butto atterra, tanto è inutile che le butti dovevanno messe, perchè la gente fa il contrario...oppure gli inerti....la gente li butta nelle campagne o nelle strade isolate...allora lo faccio anch'io...ecc.ecc.
Aspetta: sull'inquinamento son d'accordo.
Sulle cartacce, inerti ecc ecc è pure una questione di educazione, per carità.....qui è difficile essere contrari
io parlavo principalmente sul co2 (che sembra sia uno dei maggiori responsabili come gas serra) e non mi pare sia un inquinante.
ciao
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il problema è sempre il solito: vale la pena sostenere tutti i costi per abbassare i gas serra di una misera percentuale (sempre che i gas serra siano gli unici responsabili dei cambi climatici) quando ci sono paesi, nel mondo, che annullano all'ennesima potenza, con le loro immissioni, i ns sforzi?[/quote]
*****, citazione più eloquente non la potevi fare
E' quello che da molto tempo sto portando avanti nelle varie riunioni e tavole rotonde che mi devo sobbarcare a causa del tipo di lavoro che faccio. Le regole ci devono essere ma non così ferree da costringere le aziende a gravosi impegni fisici e soprattutto finanziari, che portano inesorabilmente ad uno squilibrio della competitività economica. Tutto questo come dici tu "solo per misere percentuali". L'importante in questo processo è far sedere al tavolo i principali stati (oltre agli altri), vale a dire Cina, India, Russia, Stati Uniti, Europa (una rappresentanza di tutti gli stati europei) e da qui iniziare a tracciare una linea comune che inizialmente non comporti stravolgimenti in quei paesi dove fino adesso hanno vissuto in totale anarchia ambientale o quasi, dopodichè dare una scadenza nel tempo in maniera da farli gradualmente adeguare. Quella data dovrà essere un riferimento per tutti e nel frattempo anche noi paesi cosiddetti occidentali avremo meno "fiato sul collo" e la consapevolezza che alla fine le regole saranno le stesse.
*****, citazione più eloquente non la potevi fare
E' quello che da molto tempo sto portando avanti nelle varie riunioni e tavole rotonde che mi devo sobbarcare a causa del tipo di lavoro che faccio. Le regole ci devono essere ma non così ferree da costringere le aziende a gravosi impegni fisici e soprattutto finanziari, che portano inesorabilmente ad uno squilibrio della competitività economica. Tutto questo come dici tu "solo per misere percentuali". L'importante in questo processo è far sedere al tavolo i principali stati (oltre agli altri), vale a dire Cina, India, Russia, Stati Uniti, Europa (una rappresentanza di tutti gli stati europei) e da qui iniziare a tracciare una linea comune che inizialmente non comporti stravolgimenti in quei paesi dove fino adesso hanno vissuto in totale anarchia ambientale o quasi, dopodichè dare una scadenza nel tempo in maniera da farli gradualmente adeguare. Quella data dovrà essere un riferimento per tutti e nel frattempo anche noi paesi cosiddetti occidentali avremo meno "fiato sul collo" e la consapevolezza che alla fine le regole saranno le stesse.
Ultima modifica di ciampinoi il mar ott 14, 2008 3:49 pm, modificato 1 volta in totale.
ciampinoi ha scritto:il problema è sempre il solito: vale la pena sostenere tutti i costi per abbassare i gas serra di una misera percentuale (sempre che i gas serra siano gli unici responsabili dei cambi climatici) quando ci sono paesi, nel mondo, che annullano all'ennesima potenza, con le loro immissioni, i ns sforzi?
Giustissimo alla fine se è solo l'europa ad impegnarsi per l'eliminazione dei gas serra e inquinanti vari rischiamo di prendercela nel sedere 2 volte.ciampinoi
*****, citazione più eloquente non la potevi fare![]()
E' quello che da molto tempo sto portando avanti nelle varie riunioni e tavole rotonde che mi devo sobbarcare a causa del tipo di lavoro che faccio. Le regole ci devono essere ma non così ferree da costringere le aziende a gravosi impegni fisici e soprattutto finanziari, che portano inesorabilmente ad uno squilibrio della competitività economica. Tutto questo come dici tu "solo per misere percentuali". L'importante in questo processo è far sedere al tavolo i principali stati (oltre agli altri), vale a dire Cina, India, Russia, Stati Uniti, Europa (e non tutti gli stati europei) e da qui iniziare a tracciare una linea comune che inizialmente non comporti stravolgimenti in quei paesi dove fino adesso hanno vissuto in totale anarchia ambientale o quasi, dopodichè dare una scadenza nel tempo in maniera da farli gradualmente adeguare. Quella data dovrà essere un riferimento per tutti e nel frattempo anche noi paesi cosiddetti occidentali avremo meno "fiato sul collo" e la consapevolezza che alla fine le regole saranno le stesse.
Primo perchè tutti i nostri sforzi vengono vanificati da chi continua a inquinare tipo cina india e Stati Uniti.
Secondo perchè immolandoci solo noi per salvare il mondo perdiamo in competitività con chi non rispetta le regole.
- ponente
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Beh....tutto vero, almeno ne guadagneremo in qualità dell'aria....forse..Frozen ha scritto:ciampinoi ha scritto:il problema è sempre il solito: vale la pena sostenere tutti i costi per abbassare i gas serra di una misera percentuale (sempre che i gas serra siano gli unici responsabili dei cambi climatici) quando ci sono paesi, nel mondo, che annullano all'ennesima potenza, con le loro immissioni, i ns sforzi?Giustissimo alla fine se è solo l'europa ad impegnarsi per l'eliminazione dei gas serra e inquinanti vari rischiamo di prendercela nel sedere 2 volte.ciampinoi
*****, citazione più eloquente non la potevi fare![]()
E' quello che da molto tempo sto portando avanti nelle varie riunioni e tavole rotonde che mi devo sobbarcare a causa del tipo di lavoro che faccio. Le regole ci devono essere ma non così ferree da costringere le aziende a gravosi impegni fisici e soprattutto finanziari, che portano inesorabilmente ad uno squilibrio della competitività economica. Tutto questo come dici tu "solo per misere percentuali". L'importante in questo processo è far sedere al tavolo i principali stati (oltre agli altri), vale a dire Cina, India, Russia, Stati Uniti, Europa (e non tutti gli stati europei) e da qui iniziare a tracciare una linea comune che inizialmente non comporti stravolgimenti in quei paesi dove fino adesso hanno vissuto in totale anarchia ambientale o quasi, dopodichè dare una scadenza nel tempo in maniera da farli gradualmente adeguare. Quella data dovrà essere un riferimento per tutti e nel frattempo anche noi paesi cosiddetti occidentali avremo meno "fiato sul collo" e la consapevolezza che alla fine le regole saranno le stesse.
Primo perchè tutti i nostri sforzi vengono vanificati da chi continua a inquinare tipo cina india e Stati Uniti.
Secondo perchè immolandoci solo noi per salvare il mondo perdiamo in competitività con chi non rispetta le regole.
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stefano75
il vero problema è che pur volendo rispettare l'ambizioso obiettivo, ammesso che sia utile, l'unico modo per farlo è realizzare una marea di impianti nuovi a fonti rinnovabili nonchè convertire quasi tutto il fossile in nucleare.
Ho molti dubbi che ciò sia possibile in una nazione dove anche per fare un tombino ci vogliono anni.
ciao
Ho molti dubbi che ciò sia possibile in una nazione dove anche per fare un tombino ci vogliono anni.
ciao
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ginghe
Ecco cosa scrive Giorgio (dalla stanza OT), visto che rientra in questo argomento.
una nota a Giorgio: la Co2 non è certo un inquinante.......
Citazione:
BRUXELLES, 15 OTT - L'Italia e' pronta a mettere il veto in sede europea sul pacchetto energia contro il cambiamento climatico, ha detto Berlusconi. Il premier si e' riferito alla borsa delle emissioni di C02 per regolare il 'diritto a inquinare' delle aziende. 'E' una clausola ridicola', ha detto. Sull'applicazione del pacchetto clima, come finora disegnata, Berlusconi ha poi affermato che avrebbe costi insostenibili per le aziende italiane alla luce della crisi economica. ----UNA SOLA PAROLA : VERGOGNA !!! Chi distrugge quanto creato da Nostro Signore, ne risponderà davanti a Lui. Chi ha portafogli al posto di cuore e cervello, non merita di essere considerato figlio di Dio. Magari qualcuno all'interno di questo sito sarà contento, visto che leggevo negli anni passati, tante critiche nei confronti dei Verdi e di chi parlava di fare qualcosa in tema di tutela ambientale. Adesso queste persone saranno contente di poter continuare a vivere nella monnezza da loro stessi creata !
una nota a Giorgio: la Co2 non è certo un inquinante.......
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ginghe
un pezzo dell'articolo sul quotidiano "libero" dei gg scorsi (oggi rincara la dose, ma non posso riportare, mi si vorrebbe troppo tempo...)
l'articolo è tagliato.
saluti
l'articolo è tagliato.
Il crac porta consiglio Le eco-follie vanno in soffitta
| Primo Piano | Ezio Bussoletti *
Pubblicato il giorno: 08/10/08
Commento
Ricordate il Protocollo di Kyoto? Questa icona dell’ambientalismo che impone per il 2012 il raggiungimento di precise soglie di riduzione dei gas serra per ogni paese? Ci si avvia alla sua scadenza con pochi successi e molti ripensamenti soprattutto dovuti alle rigidità intrinseche all’accordo. Per preparare il “dopo 2012”, nel marzo 2007 i leaders Europei, senza che nessuno lo chiedesse, ma colpiti dalla sindrome di Pierino, hanno deciso di volere la primazia mondiale nell’ambiente. Nacque così il piano 20:20:20 che comporta, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990, uno sviluppo per le energie rinnovabili ed un miglioramento dell’efficienza energetica del 20%. Tutti applaudirono felici complimentandosi a vicenda per la geniale scelta, inclusi gli italiani: finalmente si faceva qualcosa di serio nel settore e, finalmente, gli europei erano i primi a muoversi. Nessuno si pose però due semplici domande: quanto sarebbe venuta a costare questa scelta e, soprattutto, perché delle altre economie mondiali più importanti nessuna li avesse seguiti. Finire al verdeper fare i verdi Gli Usa non hanno mai ratificato il Protocollo di Kyoto chiarendo che per loro la politica ambientale deve essere prima di tutto economicamente sostenibile e rappresentare un impulso alla crescita economica senza dover sottostare a vincoli fissi ed irraggiungibili; la Russia ha ratificato ma ponendo una serie di condizioni che riducono i vincoli e che favoriscono l’economia del (continua)...
saluti
- ponente
- Forumista senior
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- Iscritto il: dom nov 11, 2007 6:29 pm
- Località: Pontedassio (IM) 80 mt.
Grande...parole saggie
va bene ***** la co2 direttamente no, ma cmq è uno tra i maggiori gas serra che ristagnano nell'atmosfera
Ase...
co2 = biossido di carbonio:
Un'atmosfera che contiene oltre il 5% di biossido di carbonio è tossica per gli esseri umani e per gli animali....
non è H2o = vapore acqueo = secondo gas serra in ordine di importanza dopo la co2
Ciao
va bene ***** la co2 direttamente no, ma cmq è uno tra i maggiori gas serra che ristagnano nell'atmosfera
Ase...
co2 = biossido di carbonio:
Un'atmosfera che contiene oltre il 5% di biossido di carbonio è tossica per gli esseri umani e per gli animali....
non è H2o = vapore acqueo = secondo gas serra in ordine di importanza dopo la co2
Ciao
- zerotermico
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obbiettivi su rinnovabili e strategie energetiche
Scusate ragazzi, ci terrei ad inserirmi, su alcune cose che ancora (almeno su questo topic) non sono state dette.
1 - Gli obiettivi europei non sono troppo ambiziosi, ma si tratta di obiettivi minimi, ed è un male che altri non se li pongano. Occorre iniziare. Il discorso "è troppo poco, allora meglio nulla" non regge, perchè appunto occorre iniziare. Ogni inizio sarà comunque sempre "troppo poco".
2 - Investire nelle rinnovabili non è un peso ma una OPPORTUNITA', e crea occasioni per lo sviluppo di nuove industrie e nuove imprese. E' un bene che almeno in qualche settore industria ed impresa non siano sinonimo di inquinamento ma del suo contrario.
3 - Tra 15 o 20 anni saremo COSTRETTI comunque a cambiare totalmente rotta sulle tipologie di fonti energetiche (petrolio sempre più scarso, sempre più costoso, sempre più richiesto, ed in gran parte disponibile in aree a grossa instabilità politica). Dunque è NECESSARIO iniziare ORA, e chi non lo capisce si troverà domani in gravissima difficoltà. Notare che non faccio alcun cenno ai cambiamenti climatici, ma a serie problematiche di economia concreta
4 - Grazie alle ultime tecnologie di efficienza energetica e di produzione rinnovabile è già adesso possibile costruire realtà urbane a ZERO EMISSIONE, esistono già esempi concreti di interi quartieri progettati in questo modo. Idem per il sistema dei trasporti. Dunque partire il prima possibile significherà che prima si arriverà al consolidamento dei processi industriali e commerciali che garantiranno la realizzazione della grande trasformazione a costi sostenibili. Ovvero innescare un CIRCOLO VIRTUOSO (ad oggi siamo prigionieri di un circolo vizioso).
Insomma, la tecnica è pronta: l'industria quasi, si deve muovere la politica. Ecco perchè essere ora teneri con le incertezze della politica è come decidere di spegnere l'innesco di un processo virtuoso di cui timidamente e recentemente era stato deciso l'avvio.
Ed ogni anno perso significherà rendere più ripida la salita che comunque ci attende.
1 - Gli obiettivi europei non sono troppo ambiziosi, ma si tratta di obiettivi minimi, ed è un male che altri non se li pongano. Occorre iniziare. Il discorso "è troppo poco, allora meglio nulla" non regge, perchè appunto occorre iniziare. Ogni inizio sarà comunque sempre "troppo poco".
2 - Investire nelle rinnovabili non è un peso ma una OPPORTUNITA', e crea occasioni per lo sviluppo di nuove industrie e nuove imprese. E' un bene che almeno in qualche settore industria ed impresa non siano sinonimo di inquinamento ma del suo contrario.
3 - Tra 15 o 20 anni saremo COSTRETTI comunque a cambiare totalmente rotta sulle tipologie di fonti energetiche (petrolio sempre più scarso, sempre più costoso, sempre più richiesto, ed in gran parte disponibile in aree a grossa instabilità politica). Dunque è NECESSARIO iniziare ORA, e chi non lo capisce si troverà domani in gravissima difficoltà. Notare che non faccio alcun cenno ai cambiamenti climatici, ma a serie problematiche di economia concreta
4 - Grazie alle ultime tecnologie di efficienza energetica e di produzione rinnovabile è già adesso possibile costruire realtà urbane a ZERO EMISSIONE, esistono già esempi concreti di interi quartieri progettati in questo modo. Idem per il sistema dei trasporti. Dunque partire il prima possibile significherà che prima si arriverà al consolidamento dei processi industriali e commerciali che garantiranno la realizzazione della grande trasformazione a costi sostenibili. Ovvero innescare un CIRCOLO VIRTUOSO (ad oggi siamo prigionieri di un circolo vizioso).
Insomma, la tecnica è pronta: l'industria quasi, si deve muovere la politica. Ecco perchè essere ora teneri con le incertezze della politica è come decidere di spegnere l'innesco di un processo virtuoso di cui timidamente e recentemente era stato deciso l'avvio.
Ed ogni anno perso significherà rendere più ripida la salita che comunque ci attende.