Puntata di Matrix sui cambiamenti climatici............

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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twuister
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Messaggio da twuister »

FALCO ha scritto:....Qui ci sono tutte le risposte alle tue domande, con grafici e spiegazioni :wink: http://www.climatemonitor.it/Download/V ... 082008.pdf
Ciao Falco, mi sono letto tutto il lavoro di Guido Guidi e l'ho trovato davvero interessante, ottima la parte che denuncia la brutta abitudine di fare sempre e comunque allarmismo su ogni evento naturale che accade, vedi la frana di val fiscalina o il ghiacciao moreno in Cile.
Poi entrando nei contenuti, quello che viene contestato in sostanza all'IPCC è l'errore di metodo, ovvero l'aver accostato le misurazioni del secolo scorso (quelle strumentali) con i dati di prossimità, ovvero con i dati ricavati dagli anelli degli alberi, dai carotaggi nel ghiaccio e dai sedimenti marini e lacustri, dati comunque sempre riferiti a tempi moderni in modo da ottenere una stretta relazione. Questa stretta relazione, questa congiunzione in sostanza tra dati osservati e dati di prossimità, avrebbe determinato non solo l'anomalia termica dell'epoca moderna industriale, ma anche un appiattimento della curva della temperatura dei precedenti 2000 anni, come se in sostanza non fossero mai esistiti il periodo caldo medioevale e neppure la P.E.G. Vi prego correggetemi se sbaglio o se fraintendo il discorso.
Poi viene fatto riferimento a presunte manipolazioni di una curva che in realtà spingeva in direzione opposta, su questo proprio ci sono poco commenti da fare, se realmente è accaduto è una cosa gravissima.
Sul metodo io mi chiedo, possibile che il più alto consenso mondiale di esperti del clima abbia preso un simile abbaglio? Sulla relazione di causa effetto tra aumento di temperature e aumento di CO2 il maggiore non ha dubbi, la causa è sicuramente l'aumento TEMPERATURA e non viceversa. Ma allora, se escludiamo totalmente l'azione antropica, quale altra causa possiamo attribuire al GlobalWarming? Perchè sono certo che il sole da solo non può nei suoi cicli temporali aver prodotto il surplus di calore, cerchiamo allora di capire qual'è l'azione forzante, oppure, se tutto il riscaldamento globale è una bufala, cerchiamo di capire perchè le misurazioni strumentali, che dovrebbero assicurare la limpidezza e precisione dei dati rilevati, si sono dimostrate così inattendibili.
Sono qui per imparare, salutissimi
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nevoso
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Messaggio da nevoso »

nevoso ha scritto: X fisico: Su questo discorso ci ritorneremo tra qualche settimana...però mi sembra che tu leggendo il libro stai acquisendo una mentalità anti-negazionista proprio come il suo autore. Io da parte mia ancora mi devo fare un'idea precisa...comunque come scritto sopra ne torneremo a parlare presto.
Nel frattempo però, mi raccomando tu rimani sul forum, non scomparire come qualche altro utente che in passato ha scritto solo in un unico thread di un determinato argomento e poi è scomparso nel nulla.
Ciao :wink:
Ciao a tutti, sono tornato dalle ferie, apro il forum e trovo questa discussione con ben 15 pagine di post :shock: ... alla fine purtroppo i miei presentimenti riguardo questo Fisico si sono rivelati esatti e infatti dopo aver difeso fino allo strenuo le ipotesi di GW causato dall'uomo ha abbandonato indignitosamente il forum; a Fisico non piace la meteo ma, come scrivono anche adriano e *****, si è iscritto solo per diffondere le sue idee in questo thread, ora se ne è andato e alla luce di ciò credo che non sia stata una grande perdita per il forum :? .
ginghe

Messaggio da ginghe »

nevoso ha scritto:
nevoso ha scritto: X fisico: Su questo discorso ci ritorneremo tra qualche settimana...però mi sembra che tu leggendo il libro stai acquisendo una mentalità anti-negazionista proprio come il suo autore. Io da parte mia ancora mi devo fare un'idea precisa...comunque come scritto sopra ne torneremo a parlare presto.
Nel frattempo però, mi raccomando tu rimani sul forum, non scomparire come qualche altro utente che in passato ha scritto solo in un unico thread di un determinato argomento e poi è scomparso nel nulla.
Ciao :wink:
Ciao a tutti, sono tornato dalle ferie, apro il forum e trovo questa discussione con ben 15 pagine di post :shock: ....

che se poi le depuro bene bene, levando i messaggi che esulano dal contesto del topic, diventano si e no 5/6 pagine..... :-D

alcuni passaggi, però sono interessanti, anche se alla fine forse non si è giunti a nulla e non sono state chiarite alcune domande.

Fa nulla. :-)
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FALCO
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Messaggio da FALCO »

Twuister...Perchè sono certo che il sole da solo non può nei suoi cicli temporali aver prodotto il surplus di calore
Ciao ,ma perchè non credi sia possibile? non penso siano due coincidenze la PEG e l'OM relative ad un minimo solare ed ad un massimo.In oltre ,guarda caso, restando la co2 alta ,la T globale non sta crescendo più e siamo in un minimo di attività solare.
Sono convinto che la potenza del sole sia una cosa grandiosa .Ti allego uno scritto molto interessante sul sole (ti faccio leggere come un matto :lol: )
Sul fattore degli aggiustamenti grafici a scopo "sovvenzioni" c'è solo da piangere :cry:
Io poi sono convinto che abbiamo pochissimi dati ,rispetto alle ere geologiche per essere sicuri della verità ,con la sola differenza che i "è colpa dell'uomo"invece nè sono sicuri :shock:
Ciao ciao :wink:

..........
. . . . . . . . . .
Daniele Spadaro
L’irraggiamento solare
e le variazioni del
clima terrestre
Le fluttuazioni dell’irraggiamento
solare possono far variare la
temperatura sulla superficie
terrestre e conseguentemente
incidere sui cambiamenti climatici
Istituto Nazionale di Astrofisica
Osservatorio Astrofisico di Catania
1
L’irraggiamento solare
e le variazioni del
clima terrestre
Le fluttuazioni dell’irraggiamento solare
possono far variare la temperatura sulla
superficie terrestre e conseguentemente
incidere sui cambiamenti climatici
È ben noto che le condizioni della nostra atmosfera e la vita sulla Terra dipendono
criticamente dalla quantità di luce e calore ricevuta con continuità dal Sole, la stella a noi più
vicina. La quantità media di energia radiante solare per unità di tempo e di superficie che incide
sulla parte più esterna dell’atmosfera terrestre, attualmente pari a circa 1.366 W/m2, è definita
costante solare. La costante solare descrive l’irraggiamento solare a tutte le lunghezze
d’onda; tuttavia la regione spettrale compresa tra 300 e 1000 nanometri, cioè quella che va dal
vicino ultravioletto all’inizio dell’infrarosso, contiene il 99% della radiazione solare, con il
massimo intorno alle lunghezze d’onda visibili che penetrano facilmente fino agli strati più interni
dell’atmosfera. Circa il 30% della radiazione incidente viene riflessa o ridiffusa nello
spazio, ma il rimanente 70% è assorbito dagli oceani e dalle terre emerse. Questa continua
somministrazione di energia, differente per le regioni polari rispetto a quelle equatoriali, contribuisce
anche a determinare le caratteristiche del clima terrestre.
1. Influenza dell’attività solare sul clima
Il Sole, tuttavia, come tante altre stelle della stessa classe, presenta variazioni nel
tempo della sua luminosità, cioè dell’energia emessa per unità di tempo nello spazio circostante,
e questo implica variazioni nell’irraggiamento della Terra. Questo è confermato, per
esempio, dalle misure effettuate da strumenti (bolometri) collocati a bordo di satelliti orbitanti
al di fuori dell’atmosfera terrestre, che hanno monitorato l’irraggiamento totale solare della
Terra a partire dal 1978. Tali misure mostrano che tale irraggiamento aumenta e diminuisce
nel tempo per quantità dell’ordine dello 0,1%, su scale temporali che vanno dall’ora alla decina
d’anni. Più del 95% di questa radiazione variabile è a lunghezze d’onda che cadono nella
banda visibile e infrarossa dello spettro elettromagnetico e penetra pertanto fino alla troposfera
e alla superficie terrestre.
In particolare, le osservazioni da satellite mostrano che le variazioni sono direttamente
correlate al ciclo undecennale dell’attività magnetica solare, con un aumento
dell’irraggiamento della Terra dello 0,1% circa tra il minimo e il massimo di attività.
2
L’aumento dell’attività solare comporta un aumento nel numero delle macchie solari (vedi
Fig. 1), regioni più fredde e meno brillanti delle regioni fotosferiche circostanti, e delle facole
(vedi Fig. 2), strutture magnetiche localizzate più calde
e più brillanti delle regioni fotosferiche e cromosferiche
circostanti. Le facole sono caratterizzate in particolare
dall’intensificazione della radiazione in due
righe violette emesse dal calcio ionizzato (righe H e
K, con lunghezze d’onda di 396,85 e 393,37 nanometri,
rispettivamente). L’aumento di irraggiamento durante
il ciclo undecennale è attribuito alla maggiore
brillanza delle facole, mentre le diminuzioni su tempi
scala brevi (qualche giorno) sono riconducibili
alla presenza delle macchie
solari e all’evoluzione delle regioni attive
solari. Tuttavia, la diminuzione di
irraggiamento dovuto alle macchie solari
è più che compensata dall’aumento
dovuto alle facole e al generale aumento
della brillanza cromosferica, cosicché
in definitiva l’aumento dell’attività
magnetica determina l’aumento
dell’irraggiamento terrestre misurato
dagli strumenti spaziali.
Tali variazioni nell’attività
e nella brillanza del Sole possono essere
messe in correlazione con i cambiamenti
del clima terrestre che avvengono
su scale temporali decennali. Per
esempio, è stato dimostrato che la temperatura della superficie dei mari ha subito negli ultimi
130 anni variazioni ben correlate con il ciclo solare undecennale, aumentando e diminuendo
di circa 0,05 gradi centigradi durante i periodi di massimo e di minimo dell’attività magnetica
solare, rispettivamente1. Inoltre, la media annuale della temperatura al suolo nell’emisfero
settentrionale ha mostrato negli ultimi 130 anni aumenti e diminuzioni di circa 0,2 gradi centigradi,
ben sincronizzati con la durata del ciclo solare. Cicli brevi caratterizzano una più intensa
attività solare, che sembra produrre un globale riscaldamento, mentre cicli più lunghi
implicano una ridotta attività sul Sole e periodi più freddi sulla superficie della Terra.
Tuttavia è difficile comprendere come le deboli variazioni della brillanza del Sole
(0,1%) osservate sinora possano avere effetti così significativi sul clima della Terra. Infatti il
riscaldamento solare variabile associato al ciclo di attività non è in grado di determinare direttamente
gli aumenti di temperatura riportati: i calcoli prevedono che la quantità di calore in
più somministrata alla Terra produca un innalzamento di temperatura due o tre volte più basso
di quanto si misura.
Alcuni scienziati hanno pertanto ipotizzato un’influenza indiretta del ciclo di attività
solare sull’ambiente terrestre. Il campo magnetico medio del Sole aumenta (diminuisce)
durante i periodi di massima (minima) attività magnetica. Tale campo, espandendosi nel mezzo
interplanetario per effetto del vento solare, è in grado di modulare il flusso di raggi cosmici
1 REID, G.C. (1987): Influence of solar variability on global sea surface temperatures. Nature 329, 142-
143.
Fig. 1 – Immagine di una macchia solare
Fig. 2 – Immagine di una facola sovrastate una macchia solare
3
galattici che raggiunge l’atmosfera terrestre. Un campo magnetico più intenso scherma maggiormente
l’intera eliosfera dai raggi cosmici proveniente dall’ambiente galattico. Poiché un
maggiore flusso di raggi cosmici che penetrano negli strati più interni dell’atmosfera favorisce
la formazione delle nubi atmosferiche, che riflettono la radiazione solare, la riduzione della
quantità di nubi potrebbe spiegare perché la temperatura delle superficie della Terra aumenta
quando il Sole è più attivo. Infatti si è trovato che durante l’ultimo ciclo di attività undecennale
la nuvolosità su scala globale è diminuita all’aumentare dell’attività solare e al diminuire
del flusso di raggi cosmici penetranti nell’atmosfera.
Tutto ciò suggerisce che l’attività solare è almeno parzialmente responsabile
dell’aumento della temperatura al suolo globale media registrato nell’ultimo secolo (circa 0,6
gradi centigradi) e delle significative fluttuazioni riscontrate nel profilo di temperatura durante
tale intervallo temporale, anche se non sono tuttora ben chiari i meccanismi attraverso i quali
le variazioni della luminosità del Sole possono direttamente riscaldare e raffreddare la Terra.
La variabilità solare presenta infatti una ragionevole corrispondenza con molti dei dettagliati
su e giù nelle registrazioni di temperatura ottenute nell’ultimo secolo. Nonostante ciò, il riscaldamento
globale da parte dei gas serra prodotto dalle attività umane sembra aver preso attualmente
il sopravvento e controllare il termostato globale della Terra.
La crescita esponenziale nella concentrazione atmosferica dell’anidride carbonica
prodotta dal bruciamento di carbone, petrolio e gas naturali, è almeno in parte responsabile
dell’inusuale aumento di temperatura durante gli ultimi due decenni del ventesimo secolo. Il
biossido di carbonio ed altri gas quali il metano e l’ossido di azoto intrappolano la radiazione
termica infrarossa emessa dalla superficie del pianeta ed elevano la temperatura
dell’atmosfera in prossimità del suolo per il ben noto effetto serra.
Per comprendere meglio le complesse implicazioni di questi gas che intrappolano
il calore per il riscaldamento globale nel futuro, gli scienziati hanno iniziato ad esaminare i
dati che documentano le variazioni della luminosità del Sole nel passato. Poiché
l’irraggiamento totale del Sole è stato misurato con precisione dallo spazio solo a partire dal
1978, le precedenti variazioni di brillanza devono essere dedotte dalle registrazioni precedenti
del livello di attività solare e dall’osservazione di stelle di tipo solare. Questa ricostruzione in
due stadi del passato richiede l’uso delle osservazioni delle macchie solari nei secoli scorsi
per stimare la radiazione variabile dalle regioni solari attive ed estrapolazioni dalle variazioni
di brillanza osservate in altre stelle per descrivere la luminosità variabile del Sole quieto, inattivo.
La ricostruzione delle variazioni nell’irraggiamento solare della Terra, pubblicate
recentemente2, indicano che la brillanza variabile del Sole ha determinato il clima terrestre tra
il 1600 e il 1800, causando significative variazioni nella temperatura globale, mentre il raffreddamento
riscontrato nel diciannovesimo secolo va attribuito all’oscuramento prodotto dagli
aerosol emessi dalle eruzioni vulcaniche. Il Sole ha anche rivestito un ruolo significativo
nel riscaldamento del globo osservato dalla fine del diciannovesimo secolo fino al 1970, ma
l’intrappolamento del calore dovuto ai gas serra presenti nell’atmosfera terrestre ha iniziato ad
avere un effetto dominante dopo il 1970, provocando un innalzamento della temperatura senza
precedenti negli ultimi decenni.
D’altra parte, secondo la ricostruzione dei valori di temperatura registrati
nell’emisfero settentrionale negli ultimi mille anni, questo emisfero è stato apparentemente
più caldo nel XX° secolo che in ogni altro secolo precedente. Il netto aumento della temperatura
durante gli ultimi 100 anni è stato registrato in prossimità della superficie della Terra per
mezzo di termometri. Le fluttuazioni precedenti sono invece state ricostruite da evidenze indi-
2 LEAN, J., BEER, J., BRADLEY, R. (1995): Reconstruction of solar irradiance since 1610: Implication
for climate change. Geophysical Research Letters 22, 3195-3198.
4
rette del cambiamento climatico contenute negli anelli dei tronchi di alberi secolari, nei sedimenti
dei fondali di laghi ed oceani, in campioni di ghiaccio prelevati nelle calotte polari e
nelle barriere coralline.
Questi dati mostrano che l’ultimo millennio è stato caratterizzato da una successione
di periodi freddi e caldi, della durata approssimativa di un secolo ciascuno, che possono
essere associati con variazioni nel livello dell’attività solare. I periodi freddi di durata più cospicua,
con temperature estive tra 0,25 e 0,5 gradi centigradi al di sotto del valore medio a
lungo termine, sono stati tra il 1100 e il 1350, tra il 1400 e il 1800 (la Piccola Era Glaciale) e
tra il 1800 e il 1890. Queste trasformazioni nel clima possono essere state provocate dal Sole,
il cui livello passato di attività è registrato mediante le osservazioni delle macchie solari, gli
anelli degli alberi e i campioni di ghiaccio. Le variazioni di brillanza osservate in stelle di tipo
solare con massa, composizione chimica ed età simili a quelle del Sole confermano che considerevoli
alterazioni del livello dell’attività solare possono aver avuto luogo nel passato, dando
origine a riscaldamenti e raffreddamenti del globo, e che il Sole potrebbe ancora subire simili
drastici cambiamenti nel futuro.
Il periodo che va dal 1645 al 1715, ora noto come il minimo di Maunder, risulta
particolarmente interessante, in quanto l’attività delle macchie si è ridotta a livelli insolitamente
bassi (pochissime macchie sono state osservate durante quei settanta anni, anche utilizzando
i telescopi), e la Terra ha sperimentato simultaneamente uno dei più freddi periodi della
Piccola Era Glaciale in Europa. Diversi autori hanno proposto che una notevole riduzione
della luminosità solare abbia accompagnato la lunga diminuzione dell’attività delle macchie,
abbassando quindi la temperatura in tutto il globo. Sebbene nessuno abbia monitorato
l’irraggiamento solare della Terra in quel periodo, l’entità delle variazioni della luminosità del
Sole su lunghi intervalli di tempo può essere stimata dalle osservazioni di stelle di tipo solare.
Tali stelle presentano fasi con un più alto livello di attività magnetica, caratterizzate da una
maggiore emissione di radiazione, e fasi quiete, con un basso livello di attività, in cui la luminosità
della stella subisce una significativa diminuzione. Il Sole può essere correlato a queste
stelle usando l’emissione delle facole nelle righe H e K del calcio come indice della luminosità
stellare. Uguagliando l’attuale brillanza delle facole solari a quella di stelle nella loro fase
attiva, si può allora usare la brillanza più bassa delle altre stelle in fase quieta per stimare
l’irraggiamento solare durante il minimo di Maunder, privo di macchie solari, quando il Sole
si è probabilmente trovato nella sua fase quieta. In tal modo si può dedurre che il Sole ha subito
allora un abbassamento della luminosità di circa lo 0,25% rispetto ai valori riscontrati attualmente.
Tale riduzione può spiegare la diminuzione di circa 0,5 gradi Celsius stimata per la
temperatura media globale. D’altra parte, l’incremento della brillanza solare a partire dal minimo
di Maunder può giustificare la maggior parte del riscaldamento globale riscontrato negli
anni successivi, almeno fino al 1970.
Gli isotopi radioattivi permettono di registrare l’attività magnetica solare e i cambiamenti
climatici connessi andando ancora più indietro nel tempo. Durante i periodi di attività
più intensa del Sole, quando la Terra è stata presumibilmente più calda, i campi magnetici
presenti nel vento solare hanno avuto un maggiore effetto di schermatura dei raggi cosmici
galattici. Ciò ha impedito alle particelle energetiche di penetrare nell’atmosfera terrestre, producendo
isotopi radioattivi. Viceversa, alte quantità di elementi radioattivi sono state prodotte
quando il Sole è stato molto meno attivo e il clima di conseguenza più freddo.
Il carbonio 14, o radiocarbonio (14C), è il primo isotopo radioattivo ad essere usato
per ricostruire l’attività solare nel passato. E’ presente negli anelli dei tronchi di alberi secolari,
dove è stato via via depositato dopo essere stato assimilato mediante la fotosintesi, permettendo
così di ottenere informazioni sulla concentrazione relativa nell’atmosfera di tale radioisotopo,
e quindi del livello di attività solare, fino a 8000 anni addietro. L’analisi di tali dati
negli anni scorsi ha permesso di riscontrare prolungate diminuzioni ed incrementi nel livello
5
di radiocarbonio nell’atmosfera, corrispondenti a duraturi aumenti e riduzioni nell’attività solare,
che coincidono rispettivamente con intervalli di clima più caldo e più freddo.
Ulteriori esami dei dati sul radiocarbonio hanno permesso di individuare alcuni periodi
caratteristici nell’andamento della sua concentrazione nell’atmosfera in funzione del
tempo. Tali periodi, rispettivamente di 11, 88 e 208 anni, sono in gran parte dovuti alla modulazione
operata dal vento solare sulla produzione di 14C da parte dei raggi cosmici. La periodicità
di 11 anni corrisponde al ben noto ciclo dell’attività magnetica, quella di 88 anni al ciclo
di Gleissberg (dal nome dello scopritore che lo dedusse dall’andamento del numero delle
macchie solari e dalla frequenza delle aurore polari), quella di 208 anni è denominata ciclo di
Suess.
Si è anche scoperto che il minimo di Maunder, oltre ad essere un intervallo di tempo
con pochissime macchie sul Sole, è stato anche caratterizzato da un’accresciuta produzione
di radiocarbonio. Ciò ha rinforzato la connessione tra la scarsità di macchie solari ed una drastica
riduzione nel livello di attività solare. Inoltre, si è trovato che il minimo di Maunder non
è stato un incidente isolato; episodi di attività solare anomalmente bassa che durano alcuni
decenni sono un aspetto abbastanza comune nel comportamento del Sole negli ultimi duemila
anni.
Le calotte polari conservano tracce ben preservate della storia dell’ambiente terrestre
e i campioni di ghiaccio prelevati da esse integrano ed estendono l’evidenza dedotta dagli
anelli degli alberi sulle connessioni Sole-clima nel passato. I ghiacci contengono l’isotopo radioattivo
del berillio, 10Be, depositato dalle nevi. Come il radiocarbonio, il 10Be è prodotto
dalle reazioni nucleari che derivano dalla penetrazione dei raggi cosmici nell’atmosfera terrestre
e può essere quindi utilizzato per ottenere indicazioni sul livello dell’attività magnetica
del Sole nel passato. I dati relativi al radioberillio presente nei campioni di ghiaccio esaminati
generalmente confermano i risultati del radiocarbonio esposti in precedenza.
Si può quindi concludere che la variabilità del Sole ha drasticamente alterato le
condizioni climatiche per migliaia di anni. La Piccola Era Glaciale (1400-1800), per esempio,
comprende il minimo di Spörer (1400-1530) e il minimo di Maunder (1645-1715). Inoltre, un
esteso periodo di intensa attività solare, tra il 1100 e il 1250 circa, ha coinciso con il clima relativamente
caldo che sembra aver permesso le migrazioni dei Vichinghi verso la Groenlandia.
Analogamente, l’aumento del livello dell’attività solare successiva al minimo di Maunder
ha determinato in buona parte le caratteristiche del clima nell’ultimo secolo.
2. Influenza dell’orbita terrestre sul clima
L’irraggiamento solare del nostro globo dipende anche dalle modalità con cui la
Terra orbita intorno al Sole, alterando periodicamente la quantità e la distribuzione della radiazione
solare ricevuta dalla Terra su tempi scala di alcune decine di migliaia di anni.
L’orbita della Terra si allunga leggermente e varia la sua eccentricità, passando da
una forma più circolare ad una più ellittica, per poi tornare alla forma originale, con un periodo
di circa 100.000 anni. Se l’orbita diventa più eccentrica, la distanza della Terra dal Sole varia
di più nel corso dell’anno, rendendo più veementi le stagioni in un emisfero e moderandole
nell’altro.
Il moto di precessione dell’asse di rotazione terrestre cambia l’orientazione della
Terra nei confronti del Sole su un periodo di circa 23.000 anni. Inoltre il pianeta si inclina in
avanti e indietro, con variazioni periodiche dell’inclinazione dell’asse di rotazione, o obliquità,
ogni 41.000 anni. Se l’inclinazione è maggiore, le stagioni sono più intense in entrambi gli
emisferi, con estati più calde e inverni più freddi.
6
A partire dagli anni ’20 del secolo scorso è stato proposto che questi tre cicli astronomici
si combinano alterando sia gli angoli di incidenza della radiazione solare alle latitudini
più prossime ai poli che la distanza da cui questa raggiunge la Terra, determinando in tal modo
l’alternarsi delle ere glaciali con quelle interglaciali (teoria di Milankovitch). Se una minore
quantità di radiazione solare viene ricevuta alle latitudini più estreme, le temperature invernali
sono più basse in quelle regioni, ma lo sono anche le temperature estive. Ciò implica un
minore scioglimento del ghiaccio polare in estate, cosicché al passare degli anni le nevi invernali
si accumulano fino a formare sempre più ghiaccio, provocando l’estensione dei ghiacciai
alle latitudini più basse.
L’elegante teoria astronomica delle ere glaciali può essere verificata analizzando i
sedimenti accumulatisi in fondo agli oceani, per misurare le quantità relative degli isotopi più
pesanti e più leggeri dell’ossigeno che si trovano nei residui di conchiglie fossili estratti dai
fondali marini
Durante le glaciazioni, la maggior parte dell’acqua contenente l’isotopo più comune
e più leggero dell’ossigeno, 16O, viene intrappolata nel ghiaccio, dando luogo ad un aumento
della quantità relativa dell’isotopo raro e più pesante dell’ossigeno, 18O, nelle acque
dell’oceano e nelle conchiglie degli animali che in esso vivono. Quindi, il rapporto tra le
quantità dei due isotopi dell’ossigeno trovati nei loro resti può essere usato per stimare la frazione
di acqua sulla Terra congelata all’interno degli strati di ghiaccio glaciale, registrando in
tal modo l’avanzata e la ritirata dei ghiacciai polari.
Utilizzando questi metodi è stato mostrato che la quantità di ghiaccio è aumentata
e diminuita secondo tutti e tre i cicli astronomici descritti in precedenza durante gli ultimi
500.000 anni. Cambiamenti climatici più significativi si sono ripetuti ogni 41.000 e 100.000
anni, come previsto da Milankovitch. Il cambiamento maggiore da periodi freddi a caldi, e
quindi di nuovo a freddi, avviene approssimativamente ogni 100.000 anni e dura circa 10.000
anni
Simili conclusioni sono state ricavate anche dai campioni di ghiaccio estratti dalle
calotte polari. I vari strati di ghiaccio possono infatti essere utilizzati per contare gli anni così
come gli anelli dei tronchi degli alberi e nel caso dei campioni estratti alle maggiori profondità
è stato possibile ricostruire le variazioni della temperatura locale nell’atmosfera durante gli
ultimi 420.000 anni, coprendo quattro cicli glaciale-interglaciale. Il rapporto tra la quantità
dell’isotopo più raro e più pesante dell’idrogeno, il deuterio, e quella del normale idrogeno
funziona come un termometro fossile, che misura la temperatura nell’aria in cui si è formata
la neve e sulla superficie su cui questa si è depositata. Un rapporto elevato corrisponde a temperature
calde, mentre un valore basso indica un ambiente locale più freddo.
La ricostruzione della variazioni di temperatura registrate nei campioni di ghiaccio
conferma che il più grande cambiamento di temperatura è il passaggio periodico, ogni
100.000 anni, da un clima freddo glaciale ad uno caldo interglaciale, provocato dal differente
valore dell’eccentricità dell’orbita terrestre, con una variazione totale della temperatura in occasione
dell’ultimo cambiamento di circa 5 gradi centigradi.
Quindi i dati fin qui descritti avvalorano l’ipotesi che i cambiamenti nell’orbita
della Terra e nel suo asse di rotazione determinano variazioni nell’intensità e nella distribuzione
della radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre, le quali a loro volta innescano
i mutamenti naturali del clima e provocano il flusso e riflusso dei ghiacci.
Il clima terrestre a lungo termine appare così dominato da fredde ere glaciali, interrotte
ogni 100.000 anni circa da brevi intervalli insolitamente più caldi. Attualmente stiamo
vivendo in uno di questi caldi intervalli interglaciali, chiamato Olocene, in cui la civiltà umana
si è notevolmente sviluppata. L’Olocene, che dura ormai da quasi 11.000 anni, è il più lungo
periodo caldo registrato durante gli ultimi 500.000 anni, per cui ci si aspetta che possa con7
tinuare al massimo per qualche migliaio di anni, prima che la Terra entri nella prossima era
glaciale.
L’aria intrappolata nei campioni di ghiaccio polare costituisce un prezioso archivio
per ricostruire la relazione tra il clima e i gas serra nel passato. Microscopiche bolle d’aria sono
state catturate nella neve leggera e soffice prima che si trasformasse in ghiaccio ai poli,
preservando esempi incontaminati del gas atmosferico. L’aria intrappolata contiene gas serra
quali l’anidride carbonica e il metano, nonché tracce dell’isotopo pesante dell’ossigeno, 18O,
che riflette i cambiamenti nel volume globale dei ghiacci.
I campioni di ghiaccio prelevati fino alle profondità più estreme indicano che i
cambiamenti della temperatura dell’aria nelle calotte polari durante i 420.000 anni passati sono
associati a variazioni nella concentrazione dell’anidride carbonica e del metano atmosferici.
Essi dimostrano una notevole similitudine tra le variazioni temporali del clima locale, o
della temperatura, e quelle dei gas serra più importanti. La temperatura cresce ogni volta che
crescono i livelli di anidride carbonica e metano, e analogamente decresce quando decrescono
gli altri due.
Non c’è ancora accordo tra gli scienziati se l’aumento dei gas serra abbia preceduto
o seguito la risalita della temperatura. L’incertezza nella determinazione dei tempi in cui
sono iniziati i cambiamenti descritti è di almeno 1.000 anni, per cui si può solo concludere
che la temperatura e i gas serra crescano simultaneamente, entro questa incertezza.
Tuttavia è abbastanza assodato che il livello di anidride carbonica sia aumentato
contemporaneamente a quello del metano, con buon sincronismo tra l’emisfero settentrionale
e quello meridionale, indicando un’influenza globale e efficiente dei meccanismi in gioco.
L’aumento naturale dell’anidride carbonica può aiutare a risolvere la difficoltà di
spiegare l’alternarsi delle ere glaciali per mezzo dei cicli astronomici. Sebbene le maggiori
variazioni climatiche avvengano ogni 100.000 anni, il corrispondente stiramento ritmico
dell’orbita della Terra e le associate variazioni nella distribuzione e nella quantità di energia
ricevuta dall’atmosfera terrestre (fino al 30% per alcune latitudini) non sono in grado di alterare
significativamente il clima e causare direttamente i cambiamenti di temperatura osservati,
come mostrano i calcoli effettuati in merito. Quindi l’alterazione dell’orbita deve essere potenziata
da qualche altro fattore e una spiegazione plausibile, anche se non la sola, è che
l’incremento dei gas serra amplifichi gli effetti innescati e scanditi dal ritmo astronomico,
provocando un riscaldamento maggiore di quanto sarebbe altrimenti possibile. Lo scioglimento
dei grandi lastroni di ghiaccio nell’emisfero settentrionale potrebbe aver ridotto la quantità
di radiazione riflessa indietro nello spazio, intensificando ulteriormente il riscaldamento.
3. Clima e attività antropogeniche
I risultati che emergono da questi studi sui campioni di ghiaccio delle calotte polari
sono molto importanti anche per un altro aspetto: mostrano la notevole influenza delle attività
umane sul mondo naturale, compresa l’atmosfera della Terra.
Le concentrazioni di anidride carbonica e di metano nell’aria sono salite a livelli
senza precedenti, superando ampiamente quelli registrati durante gli ultimi 420.000 anni trascorsi.
Anche se le quantità di questi gas serra hanno subito fluttuazioni ogni 100.000 anni
circa, i cambiamenti sono sempre rimasti entro una stabile fascia di valori. Adesso il genere
umano sembra spingere il mondo ben oltre questi limiti, principalmente con la combustione di
carbone, petrolio e gas naturale.
Le quantità di anidride carbonica intrappolata nei ghiacci polari non hanno mai superato
le 300 ppmv (parti per milione in volume), e quelle del metano le 780 ppbv (parti per
miliardo in volume). I livelli preindustriali di circa 280 ppmv e 650 ppbv sono quindi entro i
8
valori estremi misurati per i precedenti periodi interglaciali. Invece, all’inizio del XXIº secolo
le concentrazioni misurate per questi due gas sono state rispettivamente di 360 ppmv e 1.700
ppbv. Questi aumenti sono considerevoli, in confronto ai cambiamenti naturali rilevati in precedenza.
Concentrazioni così elevate di questi gas sono rilevanti ai fini del continuo dibattito
sul futuro del clima sulla Terra., specialmente quando consideriamo che questi gas serra sembrano
aver contribuito significativamente ai recenti mutamenti climatici.
E’ stato infatti stimato che il contributo al riscaldamento del globo dovuto
all’incremento dei gas serra nell’intervallo temporale 1980-1986 è di circa 0,25 W/m2, mentre
il contributo dovuto all’aumento dell’irraggiamento solare tra il minimo e il massimo
dell’ultimo ciclo di attività (0,1%) è pari a 0,24 W/m2. Altri studi mostrano che il contributo
medio annuale dei gas serra al riscaldamento del pianeta, calcolato su un intervallo di tempo
che va dall’età pre-industriale ad oggi, è maggiore di tutti gli altri fattori e circa quattro volte
quello dovuto all’irraggiamento solare.
Se l’emissione di anidride carbonica e degli altri gas serra continua con il tasso attuale,
è probabile che la loro concentrazione raddoppi rispetto ai livelli pre-industriali già in
questo secolo. Molti esperti prevedono che in tal caso la temperatura media del globo crescerà
di circa 2 gradi Celsius, rendendo la Terra più calda di quanto sia stata negli ultimi milioni di
anni. Appare quindi opportuno che tali emissioni vengano ridotte, sia dai paesi industrializzati
che da quelli in via di sviluppo, in modo da evitare un danno irreversibile all’ambiente.
4. Conclusioni
Certamente sono molti e complessi i fattori, sia naturali che dovuti all’uomo, che
vanno presi in considerazione nello sviluppo dei modelli che prevedano l’evoluzione del clima
nei prossimi anni. L’irraggiamento solare, le cui fluttuazioni possono far crescere o diminuire
la temperatura sulla superficie della Terra, ha sicuramente un ruolo non indifferente,
come mostrano i risultati appena presentati. Ciò evidenzia l’aspetto profondamente relazionale
della natura, che si manifesta anche sulle scale spaziali e temporali tipiche dei fenomeni astronomici,
e che nel caso delle relazioni Sole-Terra risulta estremamente determinante per le
condizioni dell’ecosistema terrestre.
twuister
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Messaggio da twuister »

Falco perdonami, ma è lo stesso identico articolo (con qualche variante) riportato sulla rivista Nuovo Orione di cui menzionavo qualche giorno fa, ecco il Topic:

viewtopic.php?t=21997

Io l'ho letto tutto quello che mi hai postato, mi auguro che anche tu l'abbia fatto, visto che alla fine non aggiunge niente di nuovo, ecco i passi salienti:
FALCO ha scritto:Tuttavia è difficile comprendere come le deboli variazioni della brillanza del Sole
(0,1%) osservate sinora possano avere effetti così significativi sul clima della Terra. Infatti il
riscaldamento solare variabile associato al ciclo di attività non è in grado di determinare direttamente
gli aumenti di temperatura riportati: i calcoli prevedono che la quantità di calore in
più somministrata alla Terra produca un innalzamento di temperatura due o tre volte più basso
di quanto si misura..........
........La variabilità solare presenta infatti una ragionevole corrispondenza con molti dei dettagliati
su e giù nelle registrazioni di temperatura ottenute nell’ultimo secolo. Nonostante ciò, il riscaldamento
globale da parte dei gas serra prodotto dalle attività umane sembra aver preso attualmente
il sopravvento e controllare il termostato globale della Terra.
La crescita esponenziale nella concentrazione atmosferica dell’anidride carbonica
prodotta dal bruciamento di carbone, petrolio e gas naturali, è almeno in parte responsabile
dell’inusuale aumento di temperatura durante gli ultimi due decenni del ventesimo secolo. Il
biossido di carbonio ed altri gas quali il metano e l’ossido di azoto intrappolano la radiazione
termica infrarossa emessa dalla superficie del pianeta ed elevano la temperatura
dell’atmosfera in prossimità del suolo per il ben noto effetto serra.
........I risultati che emergono da questi studi sui campioni di ghiaccio delle calotte polari
sono molto importanti anche per un altro aspetto: mostrano la notevole influenza delle attività
umane sul mondo naturale, compresa l’atmosfera della Terra.
Le concentrazioni di anidride carbonica e di metano nell’aria sono salite a livelli
senza precedenti, superando ampiamente quelli registrati durante gli ultimi 420.000 anni trascorsi.
Anche se le quantità di questi gas serra hanno subito fluttuazioni ogni 100.000 anni
circa, i cambiamenti sono sempre rimasti entro una stabile fascia di valori. Adesso il genere
umano sembra spingere il mondo ben oltre questi limiti, principalmente con la combustione di
carbone, petrolio e gas naturale.
Le quantità di anidride carbonica intrappolata nei ghiacci polari non hanno mai superato
le 300 ppmv (parti per milione in volume), e quelle del metano le 780 ppbv (parti per
miliardo in volume). I livelli preindustriali di circa 280 ppmv e 650 ppbv sono quindi entro i
8
valori estremi misurati per i precedenti periodi interglaciali. Invece, all’inizio del XXIº secolo
le concentrazioni misurate per questi due gas sono state rispettivamente di 360 ppmv e 1.700
ppbv. Questi aumenti sono considerevoli, in confronto ai cambiamenti naturali rilevati in precedenza.
Concentrazioni così elevate di questi gas sono rilevanti ai fini del continuo dibattito
sul futuro del clima sulla Terra., specialmente quando consideriamo che questi gas serra sembrano
aver contribuito significativamente ai recenti mutamenti climatici.
E’ stato infatti stimato che il contributo al riscaldamento del globo dovuto
all’incremento dei gas serra nell’intervallo temporale 1980-1986 è di circa 0,25 W/m2, mentre
il contributo dovuto all’aumento dell’irraggiamento solare tra il minimo e il massimo
dell’ultimo ciclo di attività (0,1%) è pari a 0,24 W/m2. Altri studi mostrano che il contributo
medio annuale dei gas serra al riscaldamento del pianeta, calcolato su un intervallo di tempo
che va dall’età pre-industriale ad oggi, è maggiore di tutti gli altri fattori e circa quattro volte
quello dovuto all’irraggiamento solare.
Se l’emissione di anidride carbonica e degli altri gas serra continua con il tasso attuale,
è probabile che la loro concentrazione raddoppi rispetto ai livelli pre-industriali già in
questo secolo.
Da questi passi sembrerebbero avvallate addirittura le tesi serriste, insomma per semplificare enormemente il discorso, cerchiamo di riassumere obiettivamente il parere autorevole degli astronomi che da un lato riconoscono come in determinati periodi storici il sole abbia determinato variazioni climatiche importanti basandosi sui dati di prossimità (torniamo al discorso di Guidi), ma dall'altro riconsocono che dalle misurazioni moderne tramite satelliti l'attività solare non possa in alcun modo aver inciso sull'attuale riscaldamento globale, per cui ci deve essere una forzante. Questa forzante rappresenta una sfida per il mondo scientifico, e dobbiamo cercare di interpretarla senza pregiudizi, ovvero si tratta della maggiore anidride carbonica immessa in atmosfera dall'attività umana? Se si allora è giusta la teoria dell'effetto serra, se no allora significa che esistono altre forzanti, ma il surplus non può derivare dai semplici cicli undecennali del sole, questo mi sembra sia stato chiarito bene. Inoltre, le misurazioni moderne sono davvero attendibili? O dobbiamo fidarci solo dei dati di prossimità? Perchè nel momento in cui andiamo ad accostare questi ultimi con le misurazioni strumentali appunto, vengono fuori le anomalie.
Ormai mi sembro come il cane che si morde la coda :lol:
Saluti
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FALCO
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Messaggio da FALCO »

Chiedo scusa non avevo visto quel tuo intervento,però le conclusioni dicono
4. Conclusioni
Certamente sono molti e complessi i fattori, sia naturali che dovuti all’uomo, che
vanno presi in considerazione nello sviluppo dei modelli che prevedano l’evoluzione del clima
nei prossimi anni. L’irraggiamento solare, le cui fluttuazioni possono far crescere o diminuire
la temperatura sulla superficie della Terra, ha sicuramente un ruolo non indifferente,

come mostrano i risultati appena presentati. Ciò evidenzia l’aspetto profondamente relazionale
della natura, che si manifesta anche sulle scale spaziali e temporali tipiche dei fenomeni astronomici,
e che nel caso delle relazioni Sole-Terra risulta estremamente determinante per le
condizioni dell’ecosistema terrestre.
Poi domani nuove scoperte rivoluzionano tutto,l'unico dispiacere è non poter vedre da qui a 100 anni :wink:
twuister
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Messaggio da twuister »

FALCO ha scritto:Chiedo scusa non avevo visto quel tuo intervento,però le conclusioni dicono
4. Conclusioni
Certamente sono molti e complessi i fattori, sia naturali che dovuti all’uomo, che
vanno presi in considerazione nello sviluppo dei modelli che prevedano l’evoluzione del clima
nei prossimi anni. L’irraggiamento solare, le cui fluttuazioni possono far crescere o diminuire
la temperatura sulla superficie della Terra, ha sicuramente un ruolo non indifferente,

come mostrano i risultati appena presentati. Ciò evidenzia l’aspetto profondamente relazionale
della natura, che si manifesta anche sulle scale spaziali e temporali tipiche dei fenomeni astronomici,
e che nel caso delle relazioni Sole-Terra risulta estremamente determinante per le
condizioni dell’ecosistema terrestre.
Poi domani nuove scoperte rivoluzionano tutto,l'unico dispiacere è non poter vedre da qui a 100 anni :wink:
Non ti devi scusare, figurati, siamo tra persone educate :wink:
adriano
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Messaggio da adriano »

insomma ricapitolando:

la terra è un sistema che riceve energia in due modi: dal'esterno (il sole e altre radiazioni) e dall'interno (il calore della parte interna, in raffreddamento però)

la combinazione di questi due fattori provoca un mantenimento di una certa temperatura, ma anche grazie alla particolare struttura fisica della terra (tra tutte l'esistenza di una atmosfera e un'orbita stabile)
purtroppo però la terra è un sistema complesso

ciò significa che al flusso costante di energia non corrisponde un valore costante di temperatura diffuso e omogeneo dappertutto il pianeta

migliaia di meccanismi di varissimo tipo concorrono a stabilire i vari stati fisici (tra cui quello termico) delle varie zone del pianeta e la difficoltà della scienza attuale è di scoprire e di capire i meccanismi, specie i più determinanti

lo stato della scienza in questo campo è pionieristico attualmente poiché non esistono modelli che spiegano le fluttuazioni di temperatura che la terra ha subito nel corso della sua esistenza.
A dir la verità a volte non abbiamo neanche abbastanza dati al riguardo.
Si va quindi avanti a congetture.

Oggidì una congettura che va per la maggior è che, in seguito ad un continuo e massiccio squilibrio causato dall'uomo, consistente nella continua immissione nella atmosfera del gas co2, la temperatura del pianeta vada alzandosi e che questo trend non finirà finché non calerà il livello di co2 nell'atmosfera.
La congettura però non spiega la correlazione tra temperatura e co2 nel corso dell'esistenza della terra e quindi non è attendibile per spiegare incrementi di temperatura passati.
Tuttavia, molte persone, anche influenti, sono convinte che al di là di queste incongruenze l'innalzamento di temperatura che è stato registrato negli ultimi anni, sia in QUESTO caso (e non nei casi passati), indubbiamente legato all'aumento di co2 nell'atmosfera.
Per questo motivo spingono i politici a prendere provvedimenti per scongiurare un cambiamento dell'equilibrio biologico e geopolitico.
Questi cambiamenti costano moltissimo in termini di soldi e in ultima analisi in termini di costi pro capite.
Chi fa notare che si farebbe una grandissima operazione economica in base ad una congettura viene tacciato di epiteti terribili.
La congettura è vera, questo ci dicono i loro fautori. Tutto il resto è negazionismo.
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Anxameteo
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Messaggio da Anxameteo »

***** ha scritto:
Ciao a tutti!
Mi chiamo Angelo e sono una Matricola del forum... Ho visto la puntata di Matrix sul Clima e mi dispiace molto che non sia stato invitato il Prof. Guido Visconti, climatologo, ordinario di Fisica dell'Atmosfera e dell'Oceano presso il Dipartimento di Fisica dell'Ateneo aquilano e attualmente delegato prorettore alla Ricerca Scientifica. A tal proposito vi invito a leggere il suo libro "Clima Estremo" - Boroli Editore, un' introduzione al Tempo che ci aspetta...

Buona giornata a tutti.
BENVENUTO!

mi auguro che il tuo intervento non sia solo limitato alla segnalazione del libro di Visconti (che personalmente apprezzo per alcune cose, meno per altre, per esempio, visto la sua caratura eviterei certe affermazioni, come quella dell'altro giorno, al tg4)

saluti
***** ha scritto:
Ciao a tutti!
Mi chiamo Angelo e sono una Matricola del forum... Ho visto la puntata di Matrix sul Clima e mi dispiace molto che non sia stato invitato il Prof. Guido Visconti, climatologo, ordinario di Fisica dell'Atmosfera e dell'Oceano presso il Dipartimento di Fisica dell'Ateneo aquilano e attualmente delegato prorettore alla Ricerca Scientifica. A tal proposito vi invito a leggere il suo libro "Clima Estremo" - Boroli Editore, un' introduzione al Tempo che ci aspetta...

Buona giornata a tutti.
BENVENUTO!

mi auguro che il tuo intervento non sia solo limitato alla segnalazione del libro di Visconti (che personalmente apprezzo per alcune cose, meno per altre, per esempio, visto la sua caratura eviterei certe affermazioni, come quella dell'altro giorno, al tg4)

saluti
FALCO ha scritto:
La mia idea sul riscaldamento è abbastanza chiara ;per me è solo un cavo od un picco d'onda (a seconda dei gusti)senza che ne sia responsabile l'uomo .Tradotto :l'inquinmento fa male a noi ma non al clima.


Premesso che sono il meno informato di tutti voi, in questi giorni ho dato uno sguardo alle varie teorie. La domanda è sempre la stessa: esiste un collegamento certo tra i gas 'serra' e l'aumento della temperatura terrestre? Pare di sì... La conferma arriva dalla maggior parte degli istituti di ricerca mondiali. Ipcc compreso. Dati e cifre mostrano la correlazione tra l'aumento delle emissioni di questi gas e l'aumento della temperatura media della Terra. Dal 1860 - all'inizio della rivoluzione industriale - a oggi, la temperatura della Terra si è alzata tra 0,3 e 0,6 gradi centigradi. Da quando sono iniziate le misurazioni, gli anni Novanta sono stati nel complesso il decennio più caldo, e il 1998 è stato l'anno più caldo mai registrato in assoluto. Nonostante questo, le lobby interessate al settore dei Paesi industrializzati sostengono invece che questo legame non è dimostrato e sottolineano il fatto che il processo di riscaldamento non è stato uguale ovunque e che ci sono zone in cui quest'aumento non c'è stato o non è stato significativo.

Ambiente Italia, l'Istituto di Ricerche di Legambiente, ha provato a proiettarsi alla fine del XXI secolo per vedere cosa potrebbe succedere in Sicilia per effetto del caldo e della desertificazione. Ebbene per il 2100 è previsto un aumento del "caldo" compreso tra i 2 ed i 3,2 gradi centigradi che - pur in presenza di una crescita delle precipitazioni del 16% a causa dell'incremento dell'evapotraspirazione – farà diminuire la disponibilità idrica teorica annua dagli attuali 6,3 miliardi di metri cubi a 5,1 miliardi. Sempre a causa dell'innalzamento della temperatura in alcune
zone costiere l'agrumicoltura sarà messa in crisi dalla salinizzazione delle falde idriche; molte aree cerearicole dovranno essere abbandonate per via della riduzione delle precipitazioni primaverili; potranno estendersi processi di desertificazione che attualmente sono solo in fase iniziale; mentre molte specie animali che non hanno la capacità di spostarsi verso zone più elevate rischiano l'estinzione. La simulazione di Ambiente Italia di Legambiente prevede poi, nella peggiore delle ipotesi, un innalzamento del livello del mare di circa un metro: 17 km quadrati di territorio saranno interamente sommersi mentre 193 Km di costa antropizzata dovranno essere protetti dalle acque. Infine, l'aumento dei consumi energetici dovuti al caldo ed in particolare quelli per il condizionamento: è stato stimato che - nei prossimi 30 anni - solo per climatizzare uffici e abitazioni i consumi complessivi in Sicilia potrebbero crescere del 15%.

Da parte di altri esperti verrebbe incentivato, invece, il ruolo dei sink, pozzi di assorbimento di Co2 che di fatto sono i polmoni verdi del nostro pianeta: le foreste. Il principio è molto semplice: un Paese può inquinare 5 e possedere o piantare alberi in qualsiasi parte del mondo (tanto il problema dell’inquinamento è globale) in grado di assorbire 5. E il debito, voilà, è risanato, senza aver minimamente ritoccato il proprio parco industriale.

Ma se fosse così facile, perchè allora non cominciamo tutti a piantare nei nostri giardini, attorno alle nostre città alberi su alberi??

In conclusione, io sono molto d'accordo con FALCO (quando afferma che l'inquinamento fa male a noi e non al clima) e con tutti coloro che non sono catastrofisti (Guido Visconti compreso).

Angelo
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ponente
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Messaggio da ponente »

twuister ha scritto:Falco perdonami, ma è lo stesso identico articolo (con qualche variante) riportato sulla rivista Nuovo Orione di cui menzionavo qualche giorno fa, ecco il Topic:

viewtopic.php?t=21997

Io l'ho letto tutto quello che mi hai postato, mi auguro che anche tu l'abbia fatto, visto che alla fine non aggiunge niente di nuovo, ecco i passi salienti:


Da questi passi sembrerebbero avvallate addirittura le tesi serriste, insomma per semplificare enormemente il discorso, cerchiamo di riassumere obiettivamente il parere autorevole degli astronomi che da un lato riconoscono come in determinati periodi storici il sole abbia determinato variazioni climatiche importanti basandosi sui dati di prossimità (torniamo al discorso di Guidi), ma dall'altro riconsocono che dalle misurazioni moderne tramite satelliti l'attività solare non possa in alcun modo aver inciso sull'attuale riscaldamento globale, per cui ci deve essere una forzante. Questa forzante rappresenta una sfida per il mondo scientifico, e dobbiamo cercare di interpretarla senza pregiudizi, ovvero si tratta della maggiore anidride carbonica immessa in atmosfera dall'attività umana? Se si allora è giusta la teoria dell'effetto serra, se no allora significa che esistono altre forzanti, ma il surplus non può derivare dai semplici cicli undecennali del sole, questo mi sembra sia stato chiarito bene. Inoltre, le misurazioni moderne sono davvero attendibili? O dobbiamo fidarci solo dei dati di prossimità? Perchè nel momento in cui andiamo ad accostare questi ultimi con le misurazioni strumentali appunto, vengono fuori le anomalie.
Ormai mi sembro come il cane che si morde la coda :lol:
Saluti
:lol:

Se si parla di ciclo undecennale regolare, con massimo e minimo (e poi credo ne esistano altri più o meno importanti)...non ci sono dubbi , che la sua influenza sia regolare...ma il punto è, che chi non crede alla teoria del GW antropico la esclude perchè mi sembra di capire, che ritiene ci siano altre forzanti naturali tra cui il solee vari altri fattori. Ma se escludiamo il sole che potrebbe essere realmente il vero motore del clima, e altre forzanti catastrofiche naturali....il resto( gas serra derivanti da attività umane) non si può escludere che non siano una forzante non naturale che influisce su tutto quello che riguarda il sistema clima Terra....e nel suo piccolo, lo fà in maniera molto rapida.

Saluti
adriano
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Messaggio da adriano »

per ponente e anxameteo:

riducete tutto a troppe semplicistiche cose: "dal 1860", "solo il sole e i gas serra" etcetera

domanda: qualcuno mi sa dare spiegazioni riguardo le fortissime variazioni climatiche che la terra ha passato nel corso della sua esistenza, magari con un bel modello che contempla anche questo famigerato riscaldamento globale causato dall'uomo?

oppure

ne sappiamo quanto i macachi?

la risposta è scontata: ne sappiamo quanto i macachi

ce lo vogliamo mettere in testa o no!?!??!
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ponente
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Messaggio da ponente »

Ma...come vuoi. Per me non siamo proprio come i macachi, anche se la ricerca è sempre aperta e và avanti...per forza!

il Sole è una stella di mezzà età , nel senso che è a metà del suo lunghissimo cammino, prima di diventare una gigante rossa. Quindi nel pieno della sua vità!! W IL SOLE :D :D

:wink:
adriano
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Messaggio da adriano »

ponente ha scritto:Ma...come vuoi. Per me non siamo proprio come i macachi, anche se la ricerca è sempre aperta e và avanti...per forza!
anche per me non siamo come i macachi. Ne sappiamo quanto i macachi era una iperbole per dire che non sappiamo quasi nulla sui meccanismi che fanno aumentare e diminuire così tanto la temperatura in un pianeta soggetto ad uno stabile flusso di energia (o perlomeno molto più stabile della temperatura di questo pianeta)
e sono anche d'accordo che la ricerca è aperta, infatti si sta.. cercando di capire i meccanismi summenzionati. Se si sapesse come sono in relazione tra loro la temperatura, il sole, i gas serra, il calore geofisico etcetera in un modo tale da poter fare assunzioni verificabili con i dati delle ere passate allora saremmo in una scienza matura (in altre parole ho un modello che mi dice che dal 1060 al 1560 la temperatura avrebbe dovuto essere questa in base a quantità di gas serra, flusso solare e vari altri indici? vado a vedere i dati di allora e faccio un confronto: quanto ci ho azzeccato? poco o nulla? modello da rifare, molto o moltissimo? il modello è buono e devo continuare a perfezionarlo)
cosa che non è successa finora..
ponente ha scritto:il Sole è una stella di mezzà età , nel senso che è a metà del suo lunghissimo cammino, prima di diventare una gigante rossa. Quindi nel pieno della sua vità!! W IL SOLE :D :D

:wink:
ehm non ho ben capito, comunque il sole è l'unico elemento maggiormente lineare in questa faccenda, è la terra, o meglio la sua atmosfera, col suo comportamento non lineare che fatichiamo a comprendere.
Perché se il flusso solare è costante abbiamo oscillazioni tali di temperature nel corso della storia terreste? Glaciazioni, assenza di ghiacci in tutto il globo, snow-ball earth: perché è successo e succede?
La risposta è: non riusciamo a capirlo, ci stiamo lavorando.

Chi dice che ha capito la correlazione tra co2 e temperatura perché non dice che questa comprensione non è applicabile alla storia del pianeta?
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Messaggio da ponente »

Beh.... lineare si, ma in passato ha già avuto dei periodi dove il flusso che giunge verso di noi è stato assai blando e..vedi PEG e altre ere dove il clima era particolarmente rigido e ben diverso da oggi. Bisogna anche vedere se questi periodi prolungati di maggior freddo siano solo e sempre da attribuire al Sole o ad altre cause
pubblico

Messaggio da pubblico »

adriano ha scritto:insomma ricapitolando:

la terra è un sistema che riceve energia in due modi: dal'esterno (il sole e altre radiazioni) e dall'interno (il calore della parte interna, in raffreddamento però)

la combinazione di questi due fattori provoca un mantenimento di una certa temperatura, ma anche grazie alla particolare struttura fisica della terra (tra tutte l'esistenza di una atmosfera e un'orbita stabile)
purtroppo però la terra è un sistema complesso

ciò significa che al flusso costante di energia non corrisponde un valore costante di temperatura diffuso e omogeneo dappertutto il pianeta

migliaia di meccanismi di varissimo tipo concorrono a stabilire i vari stati fisici (tra cui quello termico) delle varie zone del pianeta e la difficoltà della scienza attuale è di scoprire e di capire i meccanismi, specie i più determinanti

lo stato della scienza in questo campo è pionieristico attualmente poiché non esistono modelli che spiegano le fluttuazioni di temperatura che la terra ha subito nel corso della sua esistenza.
A dir la verità a volte non abbiamo neanche abbastanza dati al riguardo.
Si va quindi avanti a congetture.

Oggidì una congettura che va per la maggior è che, in seguito ad un continuo e massiccio squilibrio causato dall'uomo, consistente nella continua immissione nella atmosfera del gas co2, la temperatura del pianeta vada alzandosi e che questo trend non finirà finché non calerà il livello di co2 nell'atmosfera.
La congettura però non spiega la correlazione tra temperatura e co2 nel corso dell'esistenza della terra e quindi non è attendibile per spiegare incrementi di temperatura passati.
Tuttavia, molte persone, anche influenti, sono convinte che al di là di queste incongruenze l'innalzamento di temperatura che è stato registrato negli ultimi anni, sia in QUESTO caso (e non nei casi passati), indubbiamente legato all'aumento di co2 nell'atmosfera.
Per questo motivo spingono i politici a prendere provvedimenti per scongiurare un cambiamento dell'equilibrio biologico e geopolitico.
Questi cambiamenti costano moltissimo in termini di soldi e in ultima analisi in termini di costi pro capite.
Chi fa notare che si farebbe una grandissima operazione economica in base ad una congettura viene tacciato di epiteti terribili.
La congettura è vera, questo ci dicono i loro fautori. Tutto il resto è negazionismo.
La parte in grassetto è erronea, la terra riceve energia solo ed esclusivamente dal sole, l'energia interna. è quella del sole trattenuta da un effetto chiamato serra.

Il cui 77% è attribuito alle nubi, il restante 23 % appartiene teoricamente alla co2

Molto ma molto poco per dare ragione hai signori presenti in questa discussione.... :?
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