Ponente .....era ironicopubblico ha scritto:Perche non hai capito la battuta....ponente ha scritto:Certo che dire brucieremo nella co2 ...mah?! Tempo al tempo che le nespole maturano
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Brucieremo per colpa dell effetto serra e del riscaldamento globale
Ovviamente affumicati dalla Co2 per colpa della sua elevata quantità
Puntata di Matrix sui cambiamenti climatici............
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Ciao a tutti!Fisico ha scritto:Dunque, Giuliacci non è climatologo bensì meteorologo, per giunta operativo, mentre il professore di fisica dell'atmosfera non lo fa certo a tempo pieno, ma come docente a contratto. Ciò gli da lustro, ci mancherebbe, ma non lo fa un esperto del settore.
Cascioli, invece, Cascioli... è un giornalista, bravo quanto si vuole, ma un giornalista. Questo non per sminuirlo, ma semplicemente per farvi notare che le sue ricerche le fa con i mezzi che non sono quelli decisivi della scienza.
A fronte di ciò, avendo visto la puntata di Matrix, come possiamo paragonare le loro idee (quelle di Giuliacci per altro più pacate e condivisibili di quelle di Cascioli) con quelle di decine e decine di ricercatori del clima che hanno pubblicato articoli su articoli?
Beh, se io fossi all'oscuro di tutto e volessi iniziare a comprendere i problemi dei cambiamenti climatici inizierei a leggere quello che scrivono coloro che studiano h24 il tema, non credete? Poi certamente vorrei ascoltare chi dice cose opposte, aspettandomi però che siano almeno sensate.
Due cose per tutte:
- i ghiacci dell'artico da decenni si stanno sciogliendo. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire.
- la teoria di Cascioli per cui l'IPCC è manovrato politicamente e c'è un complotto - questo si globale - per portare avanti le tesi catastrofiste che porterebbero consenso... beh questa è fantascienza!
Vi faccio notare una cosa che in parte ci riallaccia ai recentissimi fatti di politica internazionale: ricordate qualche mese fa la disputa del polo nord da parte di Russia ed altri paesi confinanti? Ricordate il sottomarino russo che arriva a piantare la bandiera tricolore sul fondo dell'oceano artico? Mi piacerebbe sentire qualche tentativo di spiegazione da parte dei negazionisti. A casa mia si dice che neanche il cane mena la coda per niente, ma forse loro diranno che i russi lo hanno fatto perchè vogliono rifare i giochi senza frontiere...
Termino (e scusate la prolissità) osservando che bollare Caserini come catastrofista è perlomeno ingiusto. Il suo libro piuttosto mi pare una dettagliata disamina di vari argomenti negazionisti (chissà perchè quasi tutti provenienti da articoli di giornali oppure libri, che come si sa non hanno il contraddittorio) che vengono messi a confronto con gli articoli scientifici dei più famosi climatologici. E' da qui che trae le sue posizioni, tutte ben lontane dal catastrofismo.
Non scambiamo sempre il cavallo col traino: non è che sempre si sostiene quello chi è deciso a priori di sostenere; talvolta si arriva a sostenere quello che sembra più logico e razionale dopo attente ricerca.
Mi chiamo Angelo e sono una Matricola del forum... Ho visto la puntata di Matrix sul Clima e mi dispiace molto che non sia stato invitato il Prof. Guido Visconti, climatologo, ordinario di Fisica dell'Atmosfera e dell'Oceano presso il Dipartimento di Fisica dell'Ateneo aquilano e attualmente delegato prorettore alla Ricerca Scientifica. A tal proposito vi invito a leggere il suo libro "Clima Estremo" - Boroli Editore, un' introduzione al Tempo che ci aspetta...
Buona giornata a tutti.
-
ginghe
BENVENUTO!Ciao a tutti!
Mi chiamo Angelo e sono una Matricola del forum... Ho visto la puntata di Matrix sul Clima e mi dispiace molto che non sia stato invitato il Prof. Guido Visconti, climatologo, ordinario di Fisica dell'Atmosfera e dell'Oceano presso il Dipartimento di Fisica dell'Ateneo aquilano e attualmente delegato prorettore alla Ricerca Scientifica. A tal proposito vi invito a leggere il suo libro "Clima Estremo" - Boroli Editore, un' introduzione al Tempo che ci aspetta...
Buona giornata a tutti.
mi auguro che il tuo intervento non sia solo limitato alla segnalazione del libro di Visconti (che personalmente apprezzo per alcune cose, meno per altre, per esempio, visto la sua caratura eviterei certe affermazioni, come quella dell'altro giorno, al tg4)
saluti
Dopo essermi letto 14 pagine dei contenuti di questo topic, vorrei ripartire da questo:
Mi sono sempre chiesto in che relazione di causa effetto si ponessero l'aumento di gas serra e l'aumento di temperature globali, e nessuno prima d'ora mi aveva dato una risposta con cognizione di causa, questa davvero mi sorprende nella sua immediata semplicità ed inconfutabilità, ovvero una forzante lineare produce un andamento caotico sulle variabili su cui agisce, se ci pensate non può accadere mai il contrario, per cui la forzante lineare, in questo caso i gas serra, devono per forza essere la causa e non l'effetto.
Detto questo pregherei davvero Fisico di tornare in Topic, riprendendo da questo argomento, a cui voglio aggiungere il mio contributo:
1° Come ho riportato nel Topic sulla descrizione della nuova cosmoclimatologia, l'attività solare produce variaizoni periodiche troppo piccole per spiegare l'andamento delle temperature globali. Infatti il monitoraggio dell’emissione solare, iniziato alla fine degli anni 70 del secolo scorso con strumenti sistemati a bordo delle sonde spaziali, ha permesso di quantificare oscillazioni intorno allo 0,08% nel corso del ciclo un decennale. Variazioni così modeste, per la Terra corrispondono a circa 1,1 W/m2, possono spiegare ripercussioni sulla temperatura media di appena un decimo di grado centigrado: un valore decisamente inferiore a quelli effettivamente misurati. Occorre identificare, pertanto quale meccanismo sia capace di amplificare le modeste variazioni di energia emessa dal sole, e qui andiamo al punto2;
2° Gli astronomi sono davver molto cauti sugli studi dei raggi cosmici come causa forzante del riscaldamento globale;
3° Gli astronomi accettano con cognizione di causa che la forzante sia dovuta proprio all'effetto serra e qui arriviamo al discorso di Fisico, che è stato trattato da molti a pesci in faccia.
Ma al di là della teoria dell'effetto serra e della sua eccessiva strumentalizzazione (ma questo è altro discorso), ora pongo a tutti voi alcune semplici domande;
Come pensate che possa reagire il sistema terra atmosfera al rilascio nel giro solo di un secolo e mezzo di tanta anidride carbonica ed anche altri gas che sono stati accumulati nei sedimenti del sottosuolo durante innumerevoli ere geologiche?
Come pensate di spiegare l'impennata delle temperature globali registrata negli ultimi 50 anni e stimata nell'ordine di 1° 1,5°? Guardate che stiamo parlando di un' impennata talmente rapida e veloce che non si può spiegare con nessun fenomeno naturale e che non è mai accaduta, a meno di accettare quello che modelli matematici e studi di serie storiche di dati climatici stanno cercando di rappresentare attraverso i tanto contestati rapporti dell'IPCC. In ultima analisi io direi che la questione fondamentale non è tanto se l'attività umana influenza o meno il clima terrestre, quanto se questa influenza possa essere del tutto trascurabile o insignificante e quindi possa essere assorbita dal sistema terra atmosfera senza troppi effetti collaterlai.
Stefano75, tu sei un valido esperto della materia, sono convinto che con Fisico ci siano stati dei fraintendimenti, apro un altro Topic per discutere sugli effetti positivi o negativi del riscaldamento.
Salutissimi
A parte che a questo intervento è stata data davvero una rispostaccia, e mi dispiace che i moderatori non l'abbiano fatto notare. Se lo rileggete, contiene in sè aspetti davvero interessantissimi e che io non conoscevo affatto.Fisico ha scritto:Rieccomi, scusandomi dell'assenza ma anche augurandomi di non ricadere nella polemica steriel, sennò è davvero tempo perso.
Ho perso qualche post e potrei riallacciarmi a qualche punto toccato nell'articolo di Guidi che ho letto attentamente oppure al post di pubblico.
@pubblico: inizi dicendo che GW esiste, ma mi sembra termini mettendolo in dubbio. Ok non abbiamo la certezza del 100%, ma per fare un ragionamento dobbiamo necessariamente avere dei capisaldi di rifeirmento, no? Secondo me, la probabilità del 95% contenuta nell'ultimo rapporto iPCC che il GW è in atto dovrebbe essere accettata da tutti, sbaglio?
Ciò premesso, il grafico che posti mostra un incremento lineare di co2 con sottofondo delle temperature in crescita caotica. Premesso che occorrerebbe citare la fonte per capire di che grafico stiamo parlando ed anche a che periodo si riferiscono le anomalie, dico la mia: il fatto che da una parte ci sia un aumento (quasi) lineare e dall'altra un aumento caotico appunto è indizio (fermandoci al grafico è solo indizio) che la CO2 sia la forzante "esterna" al sistema e la temperatura la variabile che risponde a questa variazione esterna. Non sarebbe consueto, in un sistema fisico, che ad un andamento caotico ci sia una risposta lineare, ovvero che nel caso specifico sia la temperatura a far aumentare la co2 con una damento tipo quello mostrato nel grafico sarebbe poco verosimile.
Mi sono sempre chiesto in che relazione di causa effetto si ponessero l'aumento di gas serra e l'aumento di temperature globali, e nessuno prima d'ora mi aveva dato una risposta con cognizione di causa, questa davvero mi sorprende nella sua immediata semplicità ed inconfutabilità, ovvero una forzante lineare produce un andamento caotico sulle variabili su cui agisce, se ci pensate non può accadere mai il contrario, per cui la forzante lineare, in questo caso i gas serra, devono per forza essere la causa e non l'effetto.
Detto questo pregherei davvero Fisico di tornare in Topic, riprendendo da questo argomento, a cui voglio aggiungere il mio contributo:
1° Come ho riportato nel Topic sulla descrizione della nuova cosmoclimatologia, l'attività solare produce variaizoni periodiche troppo piccole per spiegare l'andamento delle temperature globali. Infatti il monitoraggio dell’emissione solare, iniziato alla fine degli anni 70 del secolo scorso con strumenti sistemati a bordo delle sonde spaziali, ha permesso di quantificare oscillazioni intorno allo 0,08% nel corso del ciclo un decennale. Variazioni così modeste, per la Terra corrispondono a circa 1,1 W/m2, possono spiegare ripercussioni sulla temperatura media di appena un decimo di grado centigrado: un valore decisamente inferiore a quelli effettivamente misurati. Occorre identificare, pertanto quale meccanismo sia capace di amplificare le modeste variazioni di energia emessa dal sole, e qui andiamo al punto2;
2° Gli astronomi sono davver molto cauti sugli studi dei raggi cosmici come causa forzante del riscaldamento globale;
3° Gli astronomi accettano con cognizione di causa che la forzante sia dovuta proprio all'effetto serra e qui arriviamo al discorso di Fisico, che è stato trattato da molti a pesci in faccia.
Ma al di là della teoria dell'effetto serra e della sua eccessiva strumentalizzazione (ma questo è altro discorso), ora pongo a tutti voi alcune semplici domande;
Come pensate che possa reagire il sistema terra atmosfera al rilascio nel giro solo di un secolo e mezzo di tanta anidride carbonica ed anche altri gas che sono stati accumulati nei sedimenti del sottosuolo durante innumerevoli ere geologiche?
Come pensate di spiegare l'impennata delle temperature globali registrata negli ultimi 50 anni e stimata nell'ordine di 1° 1,5°? Guardate che stiamo parlando di un' impennata talmente rapida e veloce che non si può spiegare con nessun fenomeno naturale e che non è mai accaduta, a meno di accettare quello che modelli matematici e studi di serie storiche di dati climatici stanno cercando di rappresentare attraverso i tanto contestati rapporti dell'IPCC. In ultima analisi io direi che la questione fondamentale non è tanto se l'attività umana influenza o meno il clima terrestre, quanto se questa influenza possa essere del tutto trascurabile o insignificante e quindi possa essere assorbita dal sistema terra atmosfera senza troppi effetti collaterlai.
Stefano75, tu sei un valido esperto della materia, sono convinto che con Fisico ci siano stati dei fraintendimenti, apro un altro Topic per discutere sugli effetti positivi o negativi del riscaldamento.
Salutissimi
-
ginghe
Li ho letti tutti *****, però è davvero un peccato se Fisico se nè andato, mi dispiace solo questo, avverto come la sensazione che appena qualcuno si dimostra a favore delle teorie serriste (peraltro qui c'erano davvero contenuti di qualità) si leva un sottofondo di critiche e disapprezzamenti più o meno velati verso la persona in questione, ma probabilmente mi sto sbagliando***** ha scritto:.............................mi dispiace che i moderatori non l'abbiano fatto notare
NE sei così sicuro?
hai letto tutti i passaggi?
-
ginghe
twuister ha scritto:Li ho letti tutti *****, però è davvero un peccato se Fisico se nè andato, mi dispiace solo questo, avverto come la sensazione che appena qualcuno si dimostra a favore delle teorie serriste (peraltro qui c'erano davvero contenuti di qualità) si leva un sottofondo di critiche e disapprezzamenti più o meno velati verso la persona in questione, ma probabilmente mi sto sbagliando***** ha scritto:.............................mi dispiace che i moderatori non l'abbiano fatto notare
NE sei così sicuro?
hai letto tutti i passaggi?
Probabilemente hai ragione, c'è stato qualche intervento sopra le righe......ma io ho richiamato all'ordine un paio di volte minimo.
Comunque anche questo Fisico non mi è sembrato immune da pecche.
Fra l'altro (parere personale e non da Moderatore) mi è parso uno interessato solo e unicamente a questo argomento, quasi come se si fosse iscritto apposta.
Il forum è fatto di tanti altri argomenti.
Ma forse sto sbagliando.
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Inviato: Sat Sep 06, 2008 6:08 pm Oggetto:
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Fisico ha scritto:
Confusione sovrana!
1. o si parla di oscillazioni o si parla di trend (= tendenze), trend oscillatori vorrei proprio capire cosa siano...
2. forse non ci capiamo: io mi riferisco agli andamenti puntuali delle temperature nei grafici, cioè quelli che indicano i valori veri, NON le curve polinomiali che ci sono disegnati sopra e che non corrispondono alle osservazioni, ma servono per mostrare possibili andamenti a lungo termine... possibili andamenti che puoi tracciare su blocchi di dati e che se consideri blocchi temporali di dati non vanno più bene. Insomma, il clima è un sistema CAOTICO, almeno questo smettila di contestarlo, sennò potremmo anche discutere degli asini che volano.
3. stratosfera: grazie per la lezione di meteorologia. Ma anche qui fuori tema. Non stiamo discutendo se e come il sole scalda l'aria (anche qui tutte cose assodate), ma della entità della forzante solare sul sistema climatico, ok? Se, come molti sostengono, il sole e le oscillazioni della sua attività (macchie, raggi cosmici, capisci il contesto?) sono la causa preponderante del riscaldamento (climatico, neh, quello "global"), allora, proprio per come funziona la stratosfera (cosa che vedo conosci bene), la tendenza e la risposta al GW dovrebbe essere maggiore nella stato che nella tropo. Ebbene succede esattamente il contrario. Morale: l'attività solare influisce, ma non così tanto come altri fattori che ci sono nella tropo e non nella strato... quiz: quale fattore c'è a terra e non nella strato?
4. non sono un ingegnere
PUBBLICO risponde...
E no caro mio,
non puoi parlare dei valori presi singolarmente, i quali sono influiti da fattori che possono essere un NINO strong eccetera,
Si deve sempre prendere come riferimento un trend un decennio almeno, e nell'ultimo decennio non si può non notare la frenata del GW che non ha niente a che vedere con le oscillazioni climatiche Annuali.
Visto che ne vuoi sapere di più ssu come il sole influisce sulla stratosfera ti inserisco la parte finale dell'articolo di Campello MTV
Analizzando l’ozono stratosferico nelle regioni polari, pare chiaro come questo gas abbia un vero e proprio ciclo stagionale, determinato da continue variazioni quantitative dipendenti dalla radiazione solare. Infatti il sole è responsabile della dissociazione dell’ozono, come della sua formazione. La quantità di ozono tende quindi a mantenersi costante in una sorta di equilibrio dinamico.
Già nella seconda parte dell’inverno la radiazione solare comincia ad aumentare, ne consegue un vortice polare disturbato, in quanto la chimica della stratosfera riguardante la quantità di ozono viene cambiata. Con l’avanzare della stagione estiva l’assorbimento delle radiazione da parte dell’ozono, riscalda la massa d’aria creando un anticiclone emisferico.
Discorso opposto quando il deficit di irradiazione solare comincia a diminuire. Ad inizio settembre si riscontra un minimo termico e di geopotenziale, con l’instaurarsi di correnti occidentali. L’ulteriore calo di radiazione apporta maggior vigore al Vortice Polare, il cui picco si registra a dicembre e gennaio. In questo periodo il VP è talmente forte da inibire disturbi provenienti dalla troposfera influenzando gli indici NAO e PNA.
La fluttuazione delle quantità di ozono è fondamentale per il clima nel nostro emisfero in inverno, in quanto determina raffreddamenti o riscaldamenti improvvisi nella stratosfera Polare. Basti pensare a l’inverno 2006/2007, quando uno stratcooling ha condizionato buona parte della stagione, consentendo al VPS di raggiungere una notevole potenza e apportando di conseguenza un clima anticiclonico alle nostre latitudini.
L’importanza della QBO e dei cicli solari nella distribuzione dell’ozono
Climatologia : DINAMICHE STRATOSFERICHE : L’importanza dell’ozono
il 3/3/2007 17:40:00 (2127 letture)
DINAMICHE STRATOSFERICHE : L’importanza dell’ozono
a cura di Daniele Campello (Climate Prediction Staff di ***)
La circolazione atmosferica è una gigantesca macchina termica che ha come scopo quello di bilanciare il surplus energetico tra zona equatoriale e poli. Partendo da questa considerazione, ho iniziato ad occuparmi nelle mie precedenti ricerche del sole, fonte primaria di energia che guida tutti i processi atmosferici.
Studiando la variazione solare ho notato forti legami tra indici teleconnettivi e cicli solari, che mi hanno spinto ad approfondire i meccanismi che generano le dinamiche atmosferiche, in particolare le interazioni tra stratosfera e troposfera.
La mia intenzione ora è approfondire alcuni concetti fondamentali delle dinamiche stratosferiche, concentrandomi sui meccanismi che generano tali variazioni. Per fare questo è utile chiarire alcuni concetti riguardanti la stratosfera e la sua composizione.
Stratosfera e ozono
La stratosfera è un livello dell’atmosfera terrestre che si trova sopra la troposfera e che si estende fino a circa 50 km di altezza. Le caratteristiche principali sono: elevata stratificazione delle masse d’aria, aumento della temperatura con la quota (inversione termica), quindi assenza di moti convettivi.
Il fatto che nella stratosfera, contrariamente alla troposfera, il gradiente termico verticale sia positivo, è dovuto allo strato di OZONO O3 (un gas costituito da tre atomi di ossigeno) che filtra gli UV solari. La sua presenza è determinante, e in un certo senso si potrebbe dire che tale strato è il responsabile primario dell’esistenza della stratosfera.
Senza entrare nello specifico, le principali reazioni chimiche che provocano un aumento della temperatura stratosferica sono:
a) Fotodissociazione dell’ossigeno
b) Fotodissociazione dell’ozono
c) Reazione a 3 corpi.
Le radiazioni solari aventi una determinata lunghezza d’onda inducono la sintesi di ozono, dissociando l'ossigeno molecolare in ossigeno atomico che tende a combinarsi con le molecole di O2
originando ozono.
O + O2 -> O3.
Visto che la formazione di ozono è dipendente dalla irradiazione solare, si potrebbe pensare che una concentrazione maggiore sia presente nella zona equatoriale, mentre una bassa quantità ai poli, dove la radiazione e minore. Invece, succede l’esatto contrario, in quanto questo gas è trasportato dai venti.
Per capire questi processi di distribuzione, dobbiamo fare riferimento alla circolazione stratosferica denominata Brewer-Dobson (BDC). Essa è assimilabile ad una enorme cella di Hadley dove nella zona equatoriale si hanno moti ascendenti, mentre nella zona polare moti discendenti. Questa semplificazione della reale circolazione atmosferica rende l’idea del continuo scambio tra poli ed equatore per bilanciare il surplus energetico.
Analizzando l’ozono stratosferico nelle regioni polari, pare chiaro come questo gas abbia un vero e proprio ciclo stagionale, determinato da continue variazioni quantitative dipendenti dalla radiazione solare. Infatti il sole è responsabile della dissociazione dell’ozono, come della sua formazione. La quantità di ozono tende quindi a mantenersi costante in una sorta di equilibrio dinamico.
Già nella seconda parte dell’inverno la radiazione solare comincia ad aumentare, ne consegue un vortice polare disturbato, in quanto la chimica della stratosfera riguardante la quantità di ozono viene cambiata. Con l’avanzare della stagione estiva l’assorbimento delle radiazione da parte dell’ozono, riscalda la massa d’aria creando un anticiclone emisferico.
Discorso opposto quando il deficit di irradiazione solare comincia a diminuire. Ad inizio settembre si riscontra un minimo termico e di geopotenziale, con l’instaurarsi di correnti occidentali. L’ulteriore calo di radiazione apporta maggior vigore al Vortice Polare, il cui picco si registra a dicembre e gennaio. In questo periodo il VP è talmente forte da inibire disturbi provenienti dalla troposfera influenzando gli indici NAO e PNA.
In questa figura, si può osservare il ciclo annuale della quantità di ozono.
Il 90% dell’ozono atmosferico si trova nella stratosfera (il restante 10% nella troposfera). La quantità di questo gas viene misurata in Dobson (DU), misura che ne identifica lo spessore. Tale misurazione per convenienza viene standardizzata al livello del suolo, con una temperatura pari a 0 C° e una pressione di 1 atmosfera. Uno strato di ozono di appena 3 mm equivale a 300 DU.
La fluttuazione delle quantità di ozono è fondamentale per il clima nel nostro emisfero in inverno, in quanto determina raffreddamenti o riscaldamenti improvvisi nella stratosfera Polare. Basti pensare a l’inverno 2006/2007, quando uno stratcooling ha condizionato buona parte della stagione, consentendo al VPS di raggiungere una notevole potenza e apportando di conseguenza un clima anticiclonico alle nostre latitudini.
L’importanza della QBO e dei cicli solari nella distribuzione dell’ozono
Mi collego a ciò che ho scritto nella seconda parte della relazione “sole terra”:
Diversi studi sono stati fatti per cercare di trovare dei legami tra la QBO e il ciclo solare, tra le varie pubblicazioni spiccano i risultati ottenuti da KARIN LABITZKE del Stratospheric Research Group FU Berlin, Germany. Queste ricerche sono state eseguite utilizzando i dati disponibili dal 1950 della temperatura della stratosfera nell’emisfero nord.
L’insieme dei dati può essere raggruppato in quattro categorie basate sulla fase della QBO, si è visto che questo indice si comporta in modi diversi a seconda dell’intensità solare. Tutto questo ovviamente mantenendo lo stesso segno e quindi la medesima direzione dei venti.
La valutazione delle caratteristiche di segno positivo o negativo della QBO, senza tener conto dell’attività del sole, è a mio avviso incompleta e superficiale, di conseguenza non completamente attendibile.
Cerchiamo ora di vedere come e quanto incide il ciclo undecennale sul comportamento di questo importante indice. Partiamo da una Quasi Biennial Oscillation di segno positivo, quindi la direzione dei venti va da est a ovest (fase ovest) e supponiamo di essere in presenza di un massimo del ciclo solare. Si è visto che si hanno temperature “calde” al Polo e quindi possibilità di inverni freddi nelle nostre latitudini. Mantenendo la QBO con lo stesso segno, ma passando ad un minimo delle macchie solari, si è notato che il vortice polare risulta più profondo.
Cambiamo ora segno alla QBO, passiamo al segnale negativo (fase est): con una forte attività solare il vortice polare risulta più vigoroso, mentre con un minimo undecennale si sono registrate temperature calde al polo e freddo alle nostre latitudini.
Anche se la QBO è un fenomeno principalmente tropicale, gli effetti si riscontrano oltre i tropici.
Risulta da studi recenti che la grandezza delle concentrazioni di ozono all’interno del vortice polare antartico è collegata alle fasi della Quasi-Biennial Oscillation.
La distribuzione totale di ozono è influenzata da due fattori:
a) La QBO danneggia la struttura stratosferica di temperature, che a sua volta interessa l’equilibrio fotochimico della stratosfera superiore.
b) La QBO modica la BDC (accelerandola o indebolendola).
I due stadi distinti della QBO sono: una fase positiva con temperature più alte, e una negativa con temperature stratosferiche più basse (meno ozono per una BDC più forte). Queste due condizioni fanno parte della circolazione meridionale della QBO e sono in grado di modificare le temperature modulando i tassi fotochimici.
La chiave è la dipendenza della temperatura nelle reazioni che determinano la perdita dell’ozono. Un cambiamento di qualche grado nella stratosfera, comporta una variazione notevole del coefficiente di reazione che interessa i livelli fotochimici. Questo è un concetto generale, che vale anche per le diverse condizioni della Quasi-Biennial Oscillation. Tenendo in mente questa nozione e guardando la figura sopra, possiamo comprendere perché con una QBO positiva si hanno minori disturbi al VPS: cambia la temperatura e cambiano i quantitativi di ozono. Questa a mio parere è un’ulteriore conferma di quando siano rilevanti le fase della QBO nel determinare “il carattere” del vortice polare, specie se si accomuna tale indice con il ciclo solare.
In estate una QBO negativa contrasta la corrente occidentale del flusso delle latitudini temperate (legge di Coriolis per l’emisfero boreale). Questo fatto rallenta tali correnti, e favorisce le risalite dell’anticiclone Africano verso il Mediterraneo, in quanto l’aria calda nel dirigersi verso nord non viene ostacolata dal flusso occidentale. Teniamo conto che rispetto all’inverno in estate la cella di Hadley si sposta più a nord.
Ritornando alla QBO e alle modifiche dell’ozono, è accertato che la fase negativa aumenta di 2 gradi la temperatura nella stratosfera, come è altrettanto dimostrato che la QBO e il ciclo solare provocano variazioni dell’ordine 8% (alcune fonte parlano di 10%) della quantità di questo gas.
[...]
Climatologia : DINAMICHE STRATOSFERICHE : L’importanza dell’ozono
il 3/3/2007 17:40:00 (2127 letture)
DINAMICHE STRATOSFERICHE : L’importanza dell’ozono
a cura di Daniele Campello (Climate Prediction Staff di ***)
La circolazione atmosferica è una gigantesca macchina termica che ha come scopo quello di bilanciare il surplus energetico tra zona equatoriale e poli. Partendo da questa considerazione, ho iniziato ad occuparmi nelle mie precedenti ricerche del sole, fonte primaria di energia che guida tutti i processi atmosferici.
Studiando la variazione solare ho notato forti legami tra indici teleconnettivi e cicli solari, che mi hanno spinto ad approfondire i meccanismi che generano le dinamiche atmosferiche, in particolare le interazioni tra stratosfera e troposfera.
La mia intenzione ora è approfondire alcuni concetti fondamentali delle dinamiche stratosferiche, concentrandomi sui meccanismi che generano tali variazioni. Per fare questo è utile chiarire alcuni concetti riguardanti la stratosfera e la sua composizione.
Stratosfera e ozono
La stratosfera è un livello dell’atmosfera terrestre che si trova sopra la troposfera e che si estende fino a circa 50 km di altezza. Le caratteristiche principali sono: elevata stratificazione delle masse d’aria, aumento della temperatura con la quota (inversione termica), quindi assenza di moti convettivi.
Il fatto che nella stratosfera, contrariamente alla troposfera, il gradiente termico verticale sia positivo, è dovuto allo strato di OZONO O3 (un gas costituito da tre atomi di ossigeno) che filtra gli UV solari. La sua presenza è determinante, e in un certo senso si potrebbe dire che tale strato è il responsabile primario dell’esistenza della stratosfera.
Senza entrare nello specifico, le principali reazioni chimiche che provocano un aumento della temperatura stratosferica sono:
a) Fotodissociazione dell’ossigeno
b) Fotodissociazione dell’ozono
c) Reazione a 3 corpi.
Le radiazioni solari aventi una determinata lunghezza d’onda inducono la sintesi di ozono, dissociando l'ossigeno molecolare in ossigeno atomico che tende a combinarsi con le molecole di O2
originando ozono.
O + O2 -> O3.
Visto che la formazione di ozono è dipendente dalla irradiazione solare, si potrebbe pensare che una concentrazione maggiore sia presente nella zona equatoriale, mentre una bassa quantità ai poli, dove la radiazione e minore. Invece, succede l’esatto contrario, in quanto questo gas è trasportato dai venti.
Per capire questi processi di distribuzione, dobbiamo fare riferimento alla circolazione stratosferica denominata Brewer-Dobson (BDC). Essa è assimilabile ad una enorme cella di Hadley dove nella zona equatoriale si hanno moti ascendenti, mentre nella zona polare moti discendenti. Questa semplificazione della reale circolazione atmosferica rende l’idea del continuo scambio tra poli ed equatore per bilanciare il surplus energetico.
Analizzando l’ozono stratosferico nelle regioni polari, pare chiaro come questo gas abbia un vero e proprio ciclo stagionale, determinato da continue variazioni quantitative dipendenti dalla radiazione solare. Infatti il sole è responsabile della dissociazione dell’ozono, come della sua formazione. La quantità di ozono tende quindi a mantenersi costante in una sorta di equilibrio dinamico.
Già nella seconda parte dell’inverno la radiazione solare comincia ad aumentare, ne consegue un vortice polare disturbato, in quanto la chimica della stratosfera riguardante la quantità di ozono viene cambiata. Con l’avanzare della stagione estiva l’assorbimento delle radiazione da parte dell’ozono, riscalda la massa d’aria creando un anticiclone emisferico.
Discorso opposto quando il deficit di irradiazione solare comincia a diminuire. Ad inizio settembre si riscontra un minimo termico e di geopotenziale, con l’instaurarsi di correnti occidentali. L’ulteriore calo di radiazione apporta maggior vigore al Vortice Polare, il cui picco si registra a dicembre e gennaio. In questo periodo il VP è talmente forte da inibire disturbi provenienti dalla troposfera influenzando gli indici NAO e PNA.
In questa figura, si può osservare il ciclo annuale della quantità di ozono.
Il 90% dell’ozono atmosferico si trova nella stratosfera (il restante 10% nella troposfera). La quantità di questo gas viene misurata in Dobson (DU), misura che ne identifica lo spessore. Tale misurazione per convenienza viene standardizzata al livello del suolo, con una temperatura pari a 0 C° e una pressione di 1 atmosfera. Uno strato di ozono di appena 3 mm equivale a 300 DU.
La fluttuazione delle quantità di ozono è fondamentale per il clima nel nostro emisfero in inverno, in quanto determina raffreddamenti o riscaldamenti improvvisi nella stratosfera Polare. Basti pensare a l’inverno 2006/2007, quando uno stratcooling ha condizionato buona parte della stagione, consentendo al VPS di raggiungere una notevole potenza e apportando di conseguenza un clima anticiclonico alle nostre latitudini.
L’importanza della QBO e dei cicli solari nella distribuzione dell’ozono
Mi collego a ciò che ho scritto nella seconda parte della relazione “sole terra”:
Diversi studi sono stati fatti per cercare di trovare dei legami tra la QBO e il ciclo solare, tra le varie pubblicazioni spiccano i risultati ottenuti da KARIN LABITZKE del Stratospheric Research Group FU Berlin, Germany. Queste ricerche sono state eseguite utilizzando i dati disponibili dal 1950 della temperatura della stratosfera nell’emisfero nord.
L’insieme dei dati può essere raggruppato in quattro categorie basate sulla fase della QBO, si è visto che questo indice si comporta in modi diversi a seconda dell’intensità solare. Tutto questo ovviamente mantenendo lo stesso segno e quindi la medesima direzione dei venti.
La valutazione delle caratteristiche di segno positivo o negativo della QBO, senza tener conto dell’attività del sole, è a mio avviso incompleta e superficiale, di conseguenza non completamente attendibile.
Cerchiamo ora di vedere come e quanto incide il ciclo undecennale sul comportamento di questo importante indice. Partiamo da una Quasi Biennial Oscillation di segno positivo, quindi la direzione dei venti va da est a ovest (fase ovest) e supponiamo di essere in presenza di un massimo del ciclo solare. Si è visto che si hanno temperature “calde” al Polo e quindi possibilità di inverni freddi nelle nostre latitudini. Mantenendo la QBO con lo stesso segno, ma passando ad un minimo delle macchie solari, si è notato che il vortice polare risulta più profondo.
Cambiamo ora segno alla QBO, passiamo al segnale negativo (fase est): con una forte attività solare il vortice polare risulta più vigoroso, mentre con un minimo undecennale si sono registrate temperature calde al polo e freddo alle nostre latitudini.
Anche se la QBO è un fenomeno principalmente tropicale, gli effetti si riscontrano oltre i tropici.
Risulta da studi recenti che la grandezza delle concentrazioni di ozono all’interno del vortice polare antartico è collegata alle fasi della Quasi-Biennial Oscillation.
La distribuzione totale di ozono è influenzata da due fattori:
a) La QBO danneggia la struttura stratosferica di temperature, che a sua volta interessa l’equilibrio fotochimico della stratosfera superiore.
b) La QBO modica la BDC (accelerandola o indebolendola).
I due stadi distinti della QBO sono: una fase positiva con temperature più alte, e una negativa con temperature stratosferiche più basse (meno ozono per una BDC più forte). Queste due condizioni fanno parte della circolazione meridionale della QBO e sono in grado di modificare le temperature modulando i tassi fotochimici.
La chiave è la dipendenza della temperatura nelle reazioni che determinano la perdita dell’ozono. Un cambiamento di qualche grado nella stratosfera, comporta una variazione notevole del coefficiente di reazione che interessa i livelli fotochimici. Questo è un concetto generale, che vale anche per le diverse condizioni della Quasi-Biennial Oscillation. Tenendo in mente questa nozione e guardando la figura sopra, possiamo comprendere perché con una QBO positiva si hanno minori disturbi al VPS: cambia la temperatura e cambiano i quantitativi di ozono. Questa a mio parere è un’ulteriore conferma di quando siano rilevanti le fase della QBO nel determinare “il carattere” del vortice polare, specie se si accomuna tale indice con il ciclo solare.
In estate una QBO negativa contrasta la corrente occidentale del flusso delle latitudini temperate (legge di Coriolis per l’emisfero boreale). Questo fatto rallenta tali correnti, e favorisce le risalite dell’anticiclone Africano verso il Mediterraneo, in quanto l’aria calda nel dirigersi verso nord non viene ostacolata dal flusso occidentale. Teniamo conto che rispetto all’inverno in estate la cella di Hadley si sposta più a nord.
Ritornando alla QBO e alle modifiche dell’ozono, è accertato che la fase negativa aumenta di 2 gradi la temperatura nella stratosfera, come è altrettanto dimostrato che la QBO e il ciclo solare provocano variazioni dell’ordine 8% (alcune fonte parlano di 10%) della quantità di questo gas.
Warming stratosferici improvvisi
Un fenomeno che induce veloci cambiamenti della quantità di ozono sono i riscaldamenti stratosferici nel vortice polare. Ma quale è la causa di questi SW?
Prima di tutto è bene rimarcare che nella stratosfera non esistono moti convettivi, quindi gli unici disturbi nella sono imputabili alle onde planetarie (onde di Rossby).
Queste onde sono tipiche dell’emisfero boreale e segnano un disturbo al vortice polare. Per questi motivi il VPS del sud emisfero risulta meno disturbato, infatti le temperature sono inferiori all’Antartide, rispetto all’Artide. Questo spiega perché il “buco dell’ozono” si trovi in quella regione, in quanto le temperature basse sotto i -80 gradi formano le nubi stratosferiche polari (PSC), che distruggono l’ozono.
I motivi per cui il vortice polare dell’emisfero nord risulta più disturbato, sono dovuti alle caratteristiche topografiche su grande scala (le montagne rocciose e il complesso dell’ Himalaya) e ai contrasti terra-oceanici, fattori che generano le onde planetarie. Quando esse assumono caratteristiche di una certa ampiezza e staticità si propagano verticalmente, sempre che le velocità zonali non superino un certo valore (velocità critica di Rossby).
Nell’emisfero nordico invernale si estendono verticalmente un numero di onde planetarie che varia da 0 a 3. Una propagazione (wave1 pattern) è piuttosto comune, un wave2 pattern è sintomo di un vortice polare disturbato, un wave3 pattern indica un notevole disturbo al VPS, come in caso di SW.
Le onde di Rossby sono significative dell’aumento della BDC e, come spiegato prima, causano un vortice polare più debole e quindi di temperature polari più calde. Le onde planetarie stazionarie quando si propagano verticalmente fino a rompersi nella stratosfera polare, causano improvvisi riscaldamento (warming).
Nella figura qui sopra si può notare come l’onda planetaria si propaghi dalla troposfera (linea bianca sottile sotto i 16km) fino alla stratosfera. Tali forcing provengono quindi dal basso verso l’alto, tramite l’aria che con l’altezza diventa meno densa, ne consegue che all’aumentare della quota l’onda planetaria aumenta la sua ampiezza. Questo spiega come ondulazioni troposferiche apparentemente piccole, in media-alta stratosfera raggiungano ampiezze ragguardevoli.
L’onda è illustrata dalla freccia nera lungo l'asse del nucleo del VP, poi si piega verso i tropici. La linea bianca rappresenta la BDC. Il riscaldamento è la conseguenza del forcing troposferico: l'onda rallenta il VPS (nella regione circondata dalla linea blu) “depositando” una circolazione orientale (moto easterly) nel VPS che logicamente possiede correnti zonali (westerly).
La dispersione dell'onda si presenta tramite un processo che ricorda l’infrangersi delle onde del mare. In modo analogo, infatti, le onde atmosferiche assumono grandi dimensioni e la conseguente rottura è frutto della miscelazione della corrente proveniente dalla zona equatoriale (line rossa). Questo scambio provoca la rottura dell’onda, apportando cambiamenti notevoli alla concentrazione dell’ozono.
E’ corretto affermare quindi che riscaldamenti stratosferici sono causati da forcing troposferici. Questi warming sono il risultato dello spostamento del vortice polare da una circolazione approssimativamente simmetrica al polo, ad una circolazione che è asimmetrica ad esso.
Il flusso di Eliassen e Palm
EP flux è una grandezza vettoriale calcolata su un piano bidimensionale (y e z) la cui componente verticale assume un ruolo fondamentale nelle dinamiche stratosferiche invernali.
Nel caso in cui si venissero a creare condizioni favorevoli alla propagazione dell’onda planetaria (quindi con velocità zonali sufficienti per la diramazione), l’ EP flux tenderebbe a divenire convergente al limite della tropopausa per sfondare poi nella stratosfera, dove porterebbe modificazioni sostanziali alla circolazione emisferica.
Variabilità dell’ozono nella stratosfera superiore
Abbiamo visto che la variabilità di ozono modifica il comportamento stagionale della stratosfera polare. In inverno, la nascita, lo sviluppo e la fine del Vortice Polare dipendono dall’ozono, e di conseguenza dalla diversa modulazione della radiazione solare.
Indici di variabilità quantitative sono la QBO e il ciclo solare, e in misura minore l’ENSO.
Esistono anche eventi di breve durata in grado di modificare il tasso di Ozono stratosferico: si tratta delle tempeste solari, in grado di deformare il campo magnetico terreste, come risulta dalle variazione del “Planetary A index”.
Le tempeste solari sono essenzialmente composte da protoni, che nei pressi della terra viaggiano ad altissima velocità, con una densità di 1,10 protoni per centimetro cubo. Il Sole perde con il vento solare qualcosa come 100 miliardi di tonnellate di materia al giorno.
Emissioni particolarmente violente di vento solare, chiamati “solar flare”, portano con se grandi importi di protoni in grado di penetrare il campo magnetico terrestre vicino ai poli (tipicamente allo strato di 40-80 km), causando la ionizzazione delle molecole dell’aria. Tale processo fa si che le particelle ionizzate producano azoto e ossidi di idrogeno che distruggono l’ozono.
Poi ti farò vedere le anomalie termiche della stratosfera a tutte le quote e capirai che non è fuori tema
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Dopo tutta questa spiegazine ,la risposta è stata
Qui ci sono tutte le risposte alle tue domande, con grafici e spiegazioniFisico
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Inviato: Sat Sep 06, 2008 9:59 pm Oggetto:
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senza speranza
io lascio il disturbo...
Vedi Falco, penso che Fisico sia stato davvero trattato ingiustamente, ha semplicemente posto una domanda, ovvero come mai se si vuole riconoscere al sole la causa del riscaldamento anomalo, tale riscaldamento non si verifica anche in stratosfera.
Un utente che risponde facendo un copia incolla (non credo abbia scritto tutto di suo pugno) su tante nozioni ma senza comunque dare una risposta diretta di buona educazione, non so proprio cosa volesse dimostrare. Tu che dici?
Ora non tornerò più sull'argomento, grazie per il link, me lo leggerò attentamente.
Salutissimi
Un utente che risponde facendo un copia incolla (non credo abbia scritto tutto di suo pugno) su tante nozioni ma senza comunque dare una risposta diretta di buona educazione, non so proprio cosa volesse dimostrare. Tu che dici?
Ora non tornerò più sull'argomento, grazie per il link, me lo leggerò attentamente.
Salutissimi
- FALCO
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Può essere benissimo che lo scritto sia un C./I., ma è materia di studio e, certa Laurea in Scienze dell'atmosfera di Pubblico, perciò ritengo che ne sappia abbastanza e poi ,non ha molta importanza di chi ti dice le cose ,ma cosa viene detto.twuister ha scritto: Tu che dici?
In quanto a Fisico ,anche con me ha avuto delle risposte non eccelse ,come il negare che in trasmissione Cascioli abbia detto che c'era una regressione dei ghiacci del polo sud(hai sentito anche tu la trasmissione)tanto che Giugiacci gli ha risposto di andarsi a vedere il sito NOAA.Quando neghi l'evidenza ,capisci bene che a maggior ragione neghi il non evidente ,e questo è fastidioso e blocca la discussione.
Questa è una puntualizzazione ,visto che l'hai chiesto,non un voler giudicare nessuno sia chiaro, non mi ritengo tale da dare giudizi.
Aspettando l'autunno alle porte .Buona cena
-
pubblico
Non ti permettere di fare queste illazioni, cosa è la stratosfera lo so benissimo,twuister ha scritto:Vedi Falco, penso che Fisico sia stato davvero trattato ingiustamente, ha semplicemente posto una domanda, ovvero come mai se si vuole riconoscere al sole la causa del riscaldamento anomalo, tale riscaldamento non si verifica anche in stratosfera.
Un utente che risponde facendo un copia incolla (non credo abbia scritto tutto di suo pugno) su tante nozioni ma senza comunque dare una risposta diretta di buona educazione, non so proprio cosa volesse dimostrare. Tu che dici?
Ora non tornerò più sull'argomento, grazie per il link, me lo leggerò attentamente.
Salutissimi
Ho fatto un copia ed incolla solo per rispondere in maniera veloce avendo un collegamento gprs che mi costa fior di quatrini che a mala pena riesco a guadagnare...
Ho risposto al signore in questio facendogli vedere, perche la sua domanda era senza senso..., dimostrandogli che la troposfera e la stratosfera reagiscono in maniera diversa.... e mi ero ripromesso di postargli una carta della reanalisi storica dell'andamento termico in stratosfera, che ovviamente è quasi opposto a quello stratosferico...
Bisogna smettere di essere Nichilisti, noi su questa terra non siamo nessuno, siamo solo una variabile.
E non si può certo dare la colpa al 100% all'uomo e alla Co2 del rialzo delle temperature globali, visto la maggior parte dell'effetto serra è provocato/ostacolato da nubi/albedo (albedo il fenomeno non l'utente)
Una persona che si pone con le sue ragioni cercando di imporle sviando i discorsi, merita di essere trattato ingiustamente....
E poi caotico...andamento caotico? vogliamo scherzare
La co2 aumenta in maniera "direttamente proporzionale al tempo"
mentre le temperature aumentano sinusoidalmente fino agli anni 2000
dal 2000 a oggi? pluff ricomincia a scendere...
Ma è una contaddizione, la co2 aumenta costante perche le temperature cambiano trend? boo chi lo sa
non lo sanno i scienziati, perche dovrei saperlo io o fisico o chiunque altro....
Poi la Co2 in passato aveva valori 10-20 superiori a quello attuale eppure le temperature erano più basse, perché???
Un altro Boooooo....
Ma no è la Co2
ma no è il caos,
LLa colpa è dell'uomo che sta distruggendo il mondo, l'umanità è composta di 5 mld di Clark Kent.....
ma veramente nessuno si è accorto che questo "Fisico" è entrato qui dentro con il solo arrogante scopo di chiamarci negazionisti e farci vedere che la verità sta nel riscaldamento globale causato dall'uomo?
voglio dire neanche un nobel potrebbe dimostrare l'inconfutabilità di questa tesi e arriva sto "Fisico" che lo vuol fare?
su su
poi nello specifico
"Mi sono sempre chiesto in che relazione di causa effetto si ponessero l'aumento di gas serra e l'aumento di temperature globali, e nessuno prima d'ora mi aveva dato una risposta con cognizione di causa, questa davvero mi sorprende nella sua immediata semplicità ed inconfutabilità, ovvero una forzante lineare produce un andamento caotico sulle variabili su cui agisce, se ci pensate non può accadere mai il contrario, per cui la forzante lineare, in questo caso i gas serra, devono per forza essere la causa e non l'effetto."
che discorsi.. trarre una conclusione del genere da un grafico dal 1979 al 2008 è un pochino pochino pochino presuntuoso, ricorda i complottisti: tutti i migliori esperti al lavoro e un tizio con un sitarello che dice "ora vi spiego io perché gli americani si son buttati giù da soli le torri gemelle"
scusa eh c'è bisogno di "Fisico" per scoprire una cosa del genere se avesse qualche senso? non avresti trovato un articolo sul corriere.it "Vi spiego come ho dimostrato senza ombra di dubbi la correlazione tra co2 e temperatura".
se veramente la co2 fosse una "forzante lineare", come dice qualcuno (e poi ti incollo grafici a lunga scala dove questa linearità va a farsi benedire) non si capisce perché allora non sia l'incremento della popolazione terrestre a tirare su la temperatura della terra... o qualsiasi altro incremento lineare.. Non basta che la co2 su quel grafichino sia carina per aver trovato una correlazione. Pubblico ha mostrato quel grafico per chiedere spiegazione sull'arresto dell'aumento della temperatura negli ultimi anni, mentre la co2 continua a salire..
D'altra parte, la teoria che la co2 aumenti dopo l'aumento di temperatura è una teoria che non si BASA su grafici ma si ispira a questi e illustra dei meccanismi per cui all'incremento di temperatura si associa un incremento di co2.
Purtroppo anche questa teoria non ci spiega un sacco di altri avvenimenti climatologici passati e presenti e quindi è incompleta.
In altre parole non basta associare una retta e una curva in un grafico..
Come si vede da questo grafico che va indietro di circa 200 anni la "geniale intuizione" di "Fisico" va a farsi benedire e le cose sembrano un po' più complicate

se poi vuoi vedere dei grafici che vanno indietro di migliaia di anni c'è questa pagina per esempio
http://home.scarlet.be/~ping5859/co2_temp_ice.html
e qui poi tutto il discorso di "Fisico" crolla miseramente, davanti alla danza di co2 e T...
Io veramente non vorrei entrare in questo dibattito però non posso farne a meno se tu mi metti a santificare personaggi come "Fisico": non trovi perlomeno puerile che questo tizio venga qui a spiegarci che la teoria è inconfutabile?
Io dico armiamoci di santa pazienza tutti. Per ora non si è ancora capita la correlazione tra co2 e temperatura. Fine. Dobbiamo aspettare.
voglio dire neanche un nobel potrebbe dimostrare l'inconfutabilità di questa tesi e arriva sto "Fisico" che lo vuol fare?
su su
poi nello specifico
"Mi sono sempre chiesto in che relazione di causa effetto si ponessero l'aumento di gas serra e l'aumento di temperature globali, e nessuno prima d'ora mi aveva dato una risposta con cognizione di causa, questa davvero mi sorprende nella sua immediata semplicità ed inconfutabilità, ovvero una forzante lineare produce un andamento caotico sulle variabili su cui agisce, se ci pensate non può accadere mai il contrario, per cui la forzante lineare, in questo caso i gas serra, devono per forza essere la causa e non l'effetto."
che discorsi.. trarre una conclusione del genere da un grafico dal 1979 al 2008 è un pochino pochino pochino presuntuoso, ricorda i complottisti: tutti i migliori esperti al lavoro e un tizio con un sitarello che dice "ora vi spiego io perché gli americani si son buttati giù da soli le torri gemelle"
scusa eh c'è bisogno di "Fisico" per scoprire una cosa del genere se avesse qualche senso? non avresti trovato un articolo sul corriere.it "Vi spiego come ho dimostrato senza ombra di dubbi la correlazione tra co2 e temperatura".
se veramente la co2 fosse una "forzante lineare", come dice qualcuno (e poi ti incollo grafici a lunga scala dove questa linearità va a farsi benedire) non si capisce perché allora non sia l'incremento della popolazione terrestre a tirare su la temperatura della terra... o qualsiasi altro incremento lineare.. Non basta che la co2 su quel grafichino sia carina per aver trovato una correlazione. Pubblico ha mostrato quel grafico per chiedere spiegazione sull'arresto dell'aumento della temperatura negli ultimi anni, mentre la co2 continua a salire..
D'altra parte, la teoria che la co2 aumenti dopo l'aumento di temperatura è una teoria che non si BASA su grafici ma si ispira a questi e illustra dei meccanismi per cui all'incremento di temperatura si associa un incremento di co2.
Purtroppo anche questa teoria non ci spiega un sacco di altri avvenimenti climatologici passati e presenti e quindi è incompleta.
In altre parole non basta associare una retta e una curva in un grafico..
Come si vede da questo grafico che va indietro di circa 200 anni la "geniale intuizione" di "Fisico" va a farsi benedire e le cose sembrano un po' più complicate

se poi vuoi vedere dei grafici che vanno indietro di migliaia di anni c'è questa pagina per esempio
http://home.scarlet.be/~ping5859/co2_temp_ice.html
e qui poi tutto il discorso di "Fisico" crolla miseramente, davanti alla danza di co2 e T...
Io veramente non vorrei entrare in questo dibattito però non posso farne a meno se tu mi metti a santificare personaggi come "Fisico": non trovi perlomeno puerile che questo tizio venga qui a spiegarci che la teoria è inconfutabile?
Io dico armiamoci di santa pazienza tutti. Per ora non si è ancora capita la correlazione tra co2 e temperatura. Fine. Dobbiamo aspettare.