Puntata di Matrix sui cambiamenti climatici............

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Fisico
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Messaggio da Fisico »

Non si può negare il GW osservando gli ultimi anni, stiamo parlando di trend a lungo termine, non serve la laurea per capirlo - con buona pace di *****, che mi riprende - .
E sto benedetto sole ha i suoi cicli ma è assodato da studi a decine che il solo influsso solare non è sufficiente a speigare l'innalzamento osservato. Nessuno nega i cicli, ma non bastano a spiegare tutte le osservazioni.

A questo proposito una domanda ve la rigiro io: se il sole avesse un influenza così forte sul clima degli ultimi decenni, perchè il riscaldamento osservato in troposfera non si trova in stratosfera? Se il GW fosse spiegabile in termini di attvità solare, infatti dovremmo troavre in startosfera un innalzamento della temperatura ben maggiore di quello a terra, ma così non è... mi spiegate perchè?

@falco: ti riferisci alle critiche mosse da Guidi alla mazza da hockey? In effetti sto verificando che fine abbiano fatto le curve che lui dice troncate.a presto
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FALCO
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Messaggio da FALCO »

Fisico...falco: ti riferisci alle critiche mosse da Guidi alla mazza da hockey? In effetti sto verificando che fine abbiano fatto le curve che lui dice troncate.a presto
Yes :wink: ad ogni modo Fisico ,abbi pazienza se ti porgo domade un pò alla votla ,ma devo leggere ,capire ,cercare le risposte e se non trovo nulla te le giro :wink:
Ultima modifica di FALCO il sab set 06, 2008 12:26 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da FALCO »

Fisico...perchè il riscaldamento osservato in troposfera non si trova in stratosfera?
Vapore acqueo e non co2 :?: potrebbe essere benissimo,Metano.. dato dallo scioglimenteo di varie zone di permafrost , che dipende da cicli normali ,tipo l'interglaciale di ora :wink:
pubblico

Messaggio da pubblico »

Fisico ha scritto:
pubblico ha scritto:
Fisico ha scritto: Ma non buttarla sempre in rissa! Dire "andamento caotico" non significa "offendere il tuo grafico", semplicemente si definisce così - matematicamente parlando - un fenomeno come quello descritto dal grafico.
Da che mondo è mondo, non esiste un sistema caotico (leggi: sistema fisico regolato da equazioni differenziali altamente non lineare) che produce in output un andamento lineare... ergo se temperature e co2 sono correlate, è molto improbabile, in base proprio al grafico, che l'andamento della temperatura sia causa dell'andamento della co2, semmai il contrario.

Vedo comunque che nei vari post si fanno troppe affermazioni perentorie senza base certa o perlomeno scientifica. Persino io, che sono stato bollato come il serrista di professione, ho sempre parlato delle "ipotesi" dell'IPCC e dei gradi di incertezza degli studi... e dopo decine e decine di post dobbiamo ancora leggere interventi in cui si dice, così bellamente, senza motivazioni particolari, "io non credo che la co2 aumenti, o che la co2 sia causa del riscaldamento, o che l'uomo ha una influenza minima, o che il sole influisce di più", tutte affermazioni che sono in contrasto con più del 50% (stiamo pure bassi) delle pubblicazioni scientifiche che si sono occupate delle varie questioni citate. Ma come si fa a dire così, semplicemente: non è vero. Argomentiamo, ok, ma apportando contributi utili.

Scusate lo sfogo. Prima di rieclissarmi, vorrei riferirmi all'articolo di Guidi postato da Falco. Qualcuno l'ha letto? Premesso che trattasi di articolo schierato, l'osservazione sulle temperature dell'alta troposfera, mi interessa. Infatti, ad un primo esame, sembrerebbe un vecchio e ormai abbandonato cavallo di battaglia negazionista, ma poi ho letto alcuni dettagli differenti. Qualcuno riesce a capire o risalire alla finte dei grafici riportati a riguardo?
Il mio grafico??? :lol: :lol: :lol: Magari fosse il mio a quest'ora non starei qui a discutere con te...

Vuoi un contributo utile all'argomento?

eccolo

https://www.meteolive.it/meteo-notizia.php?id=25245

:lol:
caspita pubblico, sei recidivo! Ma le leggi le virgolette o no? Il tuo intevento sembrava di uno che si era offeso perchè si definiva offensivamente caotico un grafico. Ti ho fatto notare che non era un'offesa ma una definizione scientifica...
Anche te sei recidivo per la scienza caotico è ben altro, quello è un chiaro trend oscillatorio sinusoidale per la scienza

Ovviamente esendo tu ingegnere saprai benissimo cosa vuol dire sinusoide
pubblico

Messaggio da pubblico »

Fisico ha scritto:Non si può negare il GW osservando gli ultimi anni, stiamo parlando di trend a lungo termine, non serve la laurea per capirlo - con buona pace di *****, che mi riprende - .
E sto benedetto sole ha i suoi cicli ma è assodato da studi a decine che il solo influsso solare non è sufficiente a speigare l'innalzamento osservato. Nessuno nega i cicli, ma non bastano a spiegare tutte le osservazioni.

A questo proposito una domanda ve la rigiro io: se il sole avesse un influenza così forte sul clima degli ultimi decenni, perchè il riscaldamento osservato in troposfera non si trova in stratosfera? Se il GW fosse spiegabile in termini di attvità solare, infatti dovremmo troavre in startosfera un innalzamento della temperatura ben maggiore di quello a terra, ma così non è... mi spiegate perchè?

@falco: ti riferisci alle critiche mosse da Guidi alla mazza da hockey? In effetti sto verificando che fine abbiano fatto le curve che lui dice troncate.a presto
A questa ti rispondo io, infatti l'attiva solare va ad influire anche sulla temperatura in stratosfera, modificando la circolazione di "dubson"

Interferendo nella parte fisica e chimica


La stratosfera è un livello dell’atmosfera terrestre che si trova sopra la troposfera e che si estende fino a circa 50 km di altezza. Le caratteristiche principali sono: elevata stratificazione delle masse d’aria, aumento della temperatura con la quota (inversione termica), quindi assenza di moti convettivi.
Il fatto che nella stratosfera, contrariamente alla troposfera, il gradiente termico verticale sia positivo, è dovuto allo strato di OZONO O3 (un gas costituito da tre atomi di ossigeno) che filtra gli UV solari. La sua presenza è determinante, e in un certo senso si potrebbe dire che tale strato è il responsabile primario dell’esistenza della stratosfera.
Senza entrare nello specifico, le principali reazioni chimiche che provocano un aumento della temperatura stratosferica sono:
a) Fotodissociazione dell’ossigeno
b) Fotodissociazione dell’ozono
c) Reazione a 3 corpi.

Le radiazioni solari aventi una determinata lunghezza d’onda inducono la sintesi di ozono, dissociando l'ossigeno molecolare in ossigeno atomico che tende a combinarsi con le molecole di O2
originando ozono.

O + O2 -> O3.

Visto che la formazione di ozono è dipendente dalla irradiazione solare, si potrebbe pensare che una concentrazione maggiore sia presente nella zona equatoriale, mentre una bassa quantità ai poli, dove la radiazione e minore. Invece, succede l’esatto contrario, in quanto questo gas è trasportato dai venti.
Per capire questi processi di distribuzione, dobbiamo fare riferimento alla circolazione stratosferica denominata Brewer-Dobson (BDC). Essa è assimilabile ad una enorme cella di Hadley dove nella zona equatoriale si hanno moti ascendenti, mentre nella zona polare moti discendenti. Questa semplificazione della reale circolazione atmosferica rende l’idea del continuo scambio tra poli ed equatore per bilanciare il surplus energetico.


Ebbene l'attività solare insieme alla qbo influiscono su tale circolazione
raffreddando o riscaldando porzioni di stratosfera

Domanda che rivolgo a te.

Perche se la Co2 dovrebbe influire così tanto nonostante gli scienziati attribbuiscono il 70% all'umidita e alle nubi nei bassi strati della capacità "serra"?
Fisico
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Messaggio da Fisico »

Confusione sovrana!

1. o si parla di oscillazioni o si parla di trend (= tendenze), trend oscillatori vorrei proprio capire cosa siano...

2. forse non ci capiamo: io mi riferisco agli andamenti puntuali delle temperature nei grafici, cioè quelli che indicano i valori veri, NON le curve polinomiali che ci sono disegnati sopra e che non corrispondono alle osservazioni, ma servono per mostrare possibili andamenti a lungo termine... possibili andamenti che puoi tracciare su blocchi di dati e che se consideri blocchi temporali di dati non vanno più bene. Insomma, il clima è un sistema CAOTICO, almeno questo smettila di contestarlo, sennò potremmo anche discutere degli asini che volano.

3. stratosfera: grazie per la lezione di meteorologia. Ma anche qui fuori tema. Non stiamo discutendo se e come il sole scalda l'aria (anche qui tutte cose assodate), ma della entità della forzante solare sul sistema climatico, ok? Se, come molti sostengono, il sole e le oscillazioni della sua attività (macchie, raggi cosmici, capisci il contesto?) sono la causa preponderante del riscaldamento (climatico, neh, quello "global"), allora, proprio per come funziona la stratosfera (cosa che vedo conosci bene), la tendenza e la risposta al GW dovrebbe essere maggiore nella stato che nella tropo. Ebbene succede esattamente il contrario. Morale: l'attività solare influisce, ma non così tanto come altri fattori che ci sono nella tropo e non nella strato... quiz: quale fattore c'è a terra e non nella strato?

4. non sono un ingegnere
:D
pubblico

Messaggio da pubblico »

Fisico ha scritto:Confusione sovrana!

1. o si parla di oscillazioni o si parla di trend (= tendenze), trend oscillatori vorrei proprio capire cosa siano...

2. forse non ci capiamo: io mi riferisco agli andamenti puntuali delle temperature nei grafici, cioè quelli che indicano i valori veri, NON le curve polinomiali che ci sono disegnati sopra e che non corrispondono alle osservazioni, ma servono per mostrare possibili andamenti a lungo termine... possibili andamenti che puoi tracciare su blocchi di dati e che se consideri blocchi temporali di dati non vanno più bene. Insomma, il clima è un sistema CAOTICO, almeno questo smettila di contestarlo, sennò potremmo anche discutere degli asini che volano.

3. stratosfera: grazie per la lezione di meteorologia. Ma anche qui fuori tema. Non stiamo discutendo se e come il sole scalda l'aria (anche qui tutte cose assodate), ma della entità della forzante solare sul sistema climatico, ok? Se, come molti sostengono, il sole e le oscillazioni della sua attività (macchie, raggi cosmici, capisci il contesto?) sono la causa preponderante del riscaldamento (climatico, neh, quello "global"), allora, proprio per come funziona la stratosfera (cosa che vedo conosci bene), la tendenza e la risposta al GW dovrebbe essere maggiore nella stato che nella tropo. Ebbene succede esattamente il contrario. Morale: l'attività solare influisce, ma non così tanto come altri fattori che ci sono nella tropo e non nella strato... quiz: quale fattore c'è a terra e non nella strato?

4. non sono un ingegnere
:D
E no caro mio,

non puoi parlare dei valori presi singolarmente, i quali sono influiti da fattori che possono essere un NINO strong eccetera,

Si deve sempre prendere come riferimento un trend un decennio almeno, e nell'ultimo decennio non si può non notare la frenata del GW che non ha niente a che vedere con le oscillazioni climatiche Annuali.

Visto che ne vuoi sapere di più ssu come il sole influisce sulla stratosfera ti inserisco la parte finale dell'articolo di Campello MTV

Analizzando l’ozono stratosferico nelle regioni polari, pare chiaro come questo gas abbia un vero e proprio ciclo stagionale, determinato da continue variazioni quantitative dipendenti dalla radiazione solare. Infatti il sole è responsabile della dissociazione dell’ozono, come della sua formazione. La quantità di ozono tende quindi a mantenersi costante in una sorta di equilibrio dinamico.
Già nella seconda parte dell’inverno la radiazione solare comincia ad aumentare, ne consegue un vortice polare disturbato, in quanto la chimica della stratosfera riguardante la quantità di ozono viene cambiata. Con l’avanzare della stagione estiva l’assorbimento delle radiazione da parte dell’ozono, riscalda la massa d’aria creando un anticiclone emisferico.
Discorso opposto quando il deficit di irradiazione solare comincia a diminuire. Ad inizio settembre si riscontra un minimo termico e di geopotenziale, con l’instaurarsi di correnti occidentali. L’ulteriore calo di radiazione apporta maggior vigore al Vortice Polare, il cui picco si registra a dicembre e gennaio. In questo periodo il VP è talmente forte da inibire disturbi provenienti dalla troposfera influenzando gli indici NAO e PNA.

La fluttuazione delle quantità di ozono è fondamentale per il clima nel nostro emisfero in inverno, in quanto determina raffreddamenti o riscaldamenti improvvisi nella stratosfera Polare. Basti pensare a l’inverno 2006/2007, quando uno stratcooling ha condizionato buona parte della stagione, consentendo al VPS di raggiungere una notevole potenza e apportando di conseguenza un clima anticiclonico alle nostre latitudini.

L’importanza della QBO e dei cicli solari nella distribuzione dell’ozono



Climatologia : DINAMICHE STRATOSFERICHE : L’importanza dell’ozono
il 3/3/2007 17:40:00 (2127 letture)

DINAMICHE STRATOSFERICHE : L’importanza dell’ozono




a cura di Daniele Campello (Climate Prediction Staff di ***)



La circolazione atmosferica è una gigantesca macchina termica che ha come scopo quello di bilanciare il surplus energetico tra zona equatoriale e poli. Partendo da questa considerazione, ho iniziato ad occuparmi nelle mie precedenti ricerche del sole, fonte primaria di energia che guida tutti i processi atmosferici.
Studiando la variazione solare ho notato forti legami tra indici teleconnettivi e cicli solari, che mi hanno spinto ad approfondire i meccanismi che generano le dinamiche atmosferiche, in particolare le interazioni tra stratosfera e troposfera.
La mia intenzione ora è approfondire alcuni concetti fondamentali delle dinamiche stratosferiche, concentrandomi sui meccanismi che generano tali variazioni. Per fare questo è utile chiarire alcuni concetti riguardanti la stratosfera e la sua composizione.



Stratosfera e ozono


La stratosfera è un livello dell’atmosfera terrestre che si trova sopra la troposfera e che si estende fino a circa 50 km di altezza. Le caratteristiche principali sono: elevata stratificazione delle masse d’aria, aumento della temperatura con la quota (inversione termica), quindi assenza di moti convettivi.
Il fatto che nella stratosfera, contrariamente alla troposfera, il gradiente termico verticale sia positivo, è dovuto allo strato di OZONO O3 (un gas costituito da tre atomi di ossigeno) che filtra gli UV solari. La sua presenza è determinante, e in un certo senso si potrebbe dire che tale strato è il responsabile primario dell’esistenza della stratosfera.
Senza entrare nello specifico, le principali reazioni chimiche che provocano un aumento della temperatura stratosferica sono:
a) Fotodissociazione dell’ossigeno
b) Fotodissociazione dell’ozono
c) Reazione a 3 corpi.

Le radiazioni solari aventi una determinata lunghezza d’onda inducono la sintesi di ozono, dissociando l'ossigeno molecolare in ossigeno atomico che tende a combinarsi con le molecole di O2
originando ozono.

O + O2 -> O3.

Visto che la formazione di ozono è dipendente dalla irradiazione solare, si potrebbe pensare che una concentrazione maggiore sia presente nella zona equatoriale, mentre una bassa quantità ai poli, dove la radiazione e minore. Invece, succede l’esatto contrario, in quanto questo gas è trasportato dai venti.
Per capire questi processi di distribuzione, dobbiamo fare riferimento alla circolazione stratosferica denominata Brewer-Dobson (BDC). Essa è assimilabile ad una enorme cella di Hadley dove nella zona equatoriale si hanno moti ascendenti, mentre nella zona polare moti discendenti. Questa semplificazione della reale circolazione atmosferica rende l’idea del continuo scambio tra poli ed equatore per bilanciare il surplus energetico.


Analizzando l’ozono stratosferico nelle regioni polari, pare chiaro come questo gas abbia un vero e proprio ciclo stagionale, determinato da continue variazioni quantitative dipendenti dalla radiazione solare. Infatti il sole è responsabile della dissociazione dell’ozono, come della sua formazione. La quantità di ozono tende quindi a mantenersi costante in una sorta di equilibrio dinamico.
Già nella seconda parte dell’inverno la radiazione solare comincia ad aumentare, ne consegue un vortice polare disturbato, in quanto la chimica della stratosfera riguardante la quantità di ozono viene cambiata. Con l’avanzare della stagione estiva l’assorbimento delle radiazione da parte dell’ozono, riscalda la massa d’aria creando un anticiclone emisferico.
Discorso opposto quando il deficit di irradiazione solare comincia a diminuire. Ad inizio settembre si riscontra un minimo termico e di geopotenziale, con l’instaurarsi di correnti occidentali. L’ulteriore calo di radiazione apporta maggior vigore al Vortice Polare, il cui picco si registra a dicembre e gennaio. In questo periodo il VP è talmente forte da inibire disturbi provenienti dalla troposfera influenzando gli indici NAO e PNA.



In questa figura, si può osservare il ciclo annuale della quantità di ozono.
Il 90% dell’ozono atmosferico si trova nella stratosfera (il restante 10% nella troposfera). La quantità di questo gas viene misurata in Dobson (DU), misura che ne identifica lo spessore. Tale misurazione per convenienza viene standardizzata al livello del suolo, con una temperatura pari a 0 C° e una pressione di 1 atmosfera. Uno strato di ozono di appena 3 mm equivale a 300 DU.


La fluttuazione delle quantità di ozono è fondamentale per il clima nel nostro emisfero in inverno, in quanto determina raffreddamenti o riscaldamenti improvvisi nella stratosfera Polare. Basti pensare a l’inverno 2006/2007, quando uno stratcooling ha condizionato buona parte della stagione, consentendo al VPS di raggiungere una notevole potenza e apportando di conseguenza un clima anticiclonico alle nostre latitudini.





L’importanza della QBO e dei cicli solari nella distribuzione dell’ozono


Mi collego a ciò che ho scritto nella seconda parte della relazione “sole terra”:

Diversi studi sono stati fatti per cercare di trovare dei legami tra la QBO e il ciclo solare, tra le varie pubblicazioni spiccano i risultati ottenuti da KARIN LABITZKE del Stratospheric Research Group FU Berlin, Germany. Queste ricerche sono state eseguite utilizzando i dati disponibili dal 1950 della temperatura della stratosfera nell’emisfero nord.
L’insieme dei dati può essere raggruppato in quattro categorie basate sulla fase della QBO, si è visto che questo indice si comporta in modi diversi a seconda dell’intensità solare. Tutto questo ovviamente mantenendo lo stesso segno e quindi la medesima direzione dei venti.
La valutazione delle caratteristiche di segno positivo o negativo della QBO, senza tener conto dell’attività del sole, è a mio avviso incompleta e superficiale, di conseguenza non completamente attendibile.
Cerchiamo ora di vedere come e quanto incide il ciclo undecennale sul comportamento di questo importante indice. Partiamo da una Quasi Biennial Oscillation di segno positivo, quindi la direzione dei venti va da est a ovest (fase ovest) e supponiamo di essere in presenza di un massimo del ciclo solare. Si è visto che si hanno temperature “calde” al Polo e quindi possibilità di inverni freddi nelle nostre latitudini. Mantenendo la QBO con lo stesso segno, ma passando ad un minimo delle macchie solari, si è notato che il vortice polare risulta più profondo.
Cambiamo ora segno alla QBO, passiamo al segnale negativo (fase est): con una forte attività solare il vortice polare risulta più vigoroso, mentre con un minimo undecennale si sono registrate temperature calde al polo e freddo alle nostre latitudini.

Anche se la QBO è un fenomeno principalmente tropicale, gli effetti si riscontrano oltre i tropici.
Risulta da studi recenti che la grandezza delle concentrazioni di ozono all’interno del vortice polare antartico è collegata alle fasi della Quasi-Biennial Oscillation.
La distribuzione totale di ozono è influenzata da due fattori:
a) La QBO danneggia la struttura stratosferica di temperature, che a sua volta interessa l’equilibrio fotochimico della stratosfera superiore.
b) La QBO modica la BDC (accelerandola o indebolendola).

I due stadi distinti della QBO sono: una fase positiva con temperature più alte, e una negativa con temperature stratosferiche più basse (meno ozono per una BDC più forte). Queste due condizioni fanno parte della circolazione meridionale della QBO e sono in grado di modificare le temperature modulando i tassi fotochimici.
La chiave è la dipendenza della temperatura nelle reazioni che determinano la perdita dell’ozono. Un cambiamento di qualche grado nella stratosfera, comporta una variazione notevole del coefficiente di reazione che interessa i livelli fotochimici. Questo è un concetto generale, che vale anche per le diverse condizioni della Quasi-Biennial Oscillation. Tenendo in mente questa nozione e guardando la figura sopra, possiamo comprendere perché con una QBO positiva si hanno minori disturbi al VPS: cambia la temperatura e cambiano i quantitativi di ozono. Questa a mio parere è un’ulteriore conferma di quando siano rilevanti le fase della QBO nel determinare “il carattere” del vortice polare, specie se si accomuna tale indice con il ciclo solare.
In estate una QBO negativa contrasta la corrente occidentale del flusso delle latitudini temperate (legge di Coriolis per l’emisfero boreale). Questo fatto rallenta tali correnti, e favorisce le risalite dell’anticiclone Africano verso il Mediterraneo, in quanto l’aria calda nel dirigersi verso nord non viene ostacolata dal flusso occidentale. Teniamo conto che rispetto all’inverno in estate la cella di Hadley si sposta più a nord.
Ritornando alla QBO e alle modifiche dell’ozono, è accertato che la fase negativa aumenta di 2 gradi la temperatura nella stratosfera, come è altrettanto dimostrato che la QBO e il ciclo solare provocano variazioni dell’ordine 8% (alcune fonte parlano di 10%) della quantità di questo gas.

[...]




Climatologia : DINAMICHE STRATOSFERICHE : L’importanza dell’ozono
il 3/3/2007 17:40:00 (2127 letture)

DINAMICHE STRATOSFERICHE : L’importanza dell’ozono




a cura di Daniele Campello (Climate Prediction Staff di ***)



La circolazione atmosferica è una gigantesca macchina termica che ha come scopo quello di bilanciare il surplus energetico tra zona equatoriale e poli. Partendo da questa considerazione, ho iniziato ad occuparmi nelle mie precedenti ricerche del sole, fonte primaria di energia che guida tutti i processi atmosferici.
Studiando la variazione solare ho notato forti legami tra indici teleconnettivi e cicli solari, che mi hanno spinto ad approfondire i meccanismi che generano le dinamiche atmosferiche, in particolare le interazioni tra stratosfera e troposfera.
La mia intenzione ora è approfondire alcuni concetti fondamentali delle dinamiche stratosferiche, concentrandomi sui meccanismi che generano tali variazioni. Per fare questo è utile chiarire alcuni concetti riguardanti la stratosfera e la sua composizione.



Stratosfera e ozono


La stratosfera è un livello dell’atmosfera terrestre che si trova sopra la troposfera e che si estende fino a circa 50 km di altezza. Le caratteristiche principali sono: elevata stratificazione delle masse d’aria, aumento della temperatura con la quota (inversione termica), quindi assenza di moti convettivi.
Il fatto che nella stratosfera, contrariamente alla troposfera, il gradiente termico verticale sia positivo, è dovuto allo strato di OZONO O3 (un gas costituito da tre atomi di ossigeno) che filtra gli UV solari. La sua presenza è determinante, e in un certo senso si potrebbe dire che tale strato è il responsabile primario dell’esistenza della stratosfera.
Senza entrare nello specifico, le principali reazioni chimiche che provocano un aumento della temperatura stratosferica sono:
a) Fotodissociazione dell’ossigeno
b) Fotodissociazione dell’ozono
c) Reazione a 3 corpi.

Le radiazioni solari aventi una determinata lunghezza d’onda inducono la sintesi di ozono, dissociando l'ossigeno molecolare in ossigeno atomico che tende a combinarsi con le molecole di O2
originando ozono.

O + O2 -> O3.

Visto che la formazione di ozono è dipendente dalla irradiazione solare, si potrebbe pensare che una concentrazione maggiore sia presente nella zona equatoriale, mentre una bassa quantità ai poli, dove la radiazione e minore. Invece, succede l’esatto contrario, in quanto questo gas è trasportato dai venti.
Per capire questi processi di distribuzione, dobbiamo fare riferimento alla circolazione stratosferica denominata Brewer-Dobson (BDC). Essa è assimilabile ad una enorme cella di Hadley dove nella zona equatoriale si hanno moti ascendenti, mentre nella zona polare moti discendenti. Questa semplificazione della reale circolazione atmosferica rende l’idea del continuo scambio tra poli ed equatore per bilanciare il surplus energetico.


Analizzando l’ozono stratosferico nelle regioni polari, pare chiaro come questo gas abbia un vero e proprio ciclo stagionale, determinato da continue variazioni quantitative dipendenti dalla radiazione solare. Infatti il sole è responsabile della dissociazione dell’ozono, come della sua formazione. La quantità di ozono tende quindi a mantenersi costante in una sorta di equilibrio dinamico.
Già nella seconda parte dell’inverno la radiazione solare comincia ad aumentare, ne consegue un vortice polare disturbato, in quanto la chimica della stratosfera riguardante la quantità di ozono viene cambiata. Con l’avanzare della stagione estiva l’assorbimento delle radiazione da parte dell’ozono, riscalda la massa d’aria creando un anticiclone emisferico.
Discorso opposto quando il deficit di irradiazione solare comincia a diminuire. Ad inizio settembre si riscontra un minimo termico e di geopotenziale, con l’instaurarsi di correnti occidentali. L’ulteriore calo di radiazione apporta maggior vigore al Vortice Polare, il cui picco si registra a dicembre e gennaio. In questo periodo il VP è talmente forte da inibire disturbi provenienti dalla troposfera influenzando gli indici NAO e PNA.



In questa figura, si può osservare il ciclo annuale della quantità di ozono.
Il 90% dell’ozono atmosferico si trova nella stratosfera (il restante 10% nella troposfera). La quantità di questo gas viene misurata in Dobson (DU), misura che ne identifica lo spessore. Tale misurazione per convenienza viene standardizzata al livello del suolo, con una temperatura pari a 0 C° e una pressione di 1 atmosfera. Uno strato di ozono di appena 3 mm equivale a 300 DU.


La fluttuazione delle quantità di ozono è fondamentale per il clima nel nostro emisfero in inverno, in quanto determina raffreddamenti o riscaldamenti improvvisi nella stratosfera Polare. Basti pensare a l’inverno 2006/2007, quando uno stratcooling ha condizionato buona parte della stagione, consentendo al VPS di raggiungere una notevole potenza e apportando di conseguenza un clima anticiclonico alle nostre latitudini.





L’importanza della QBO e dei cicli solari nella distribuzione dell’ozono


Mi collego a ciò che ho scritto nella seconda parte della relazione “sole terra”:

Diversi studi sono stati fatti per cercare di trovare dei legami tra la QBO e il ciclo solare, tra le varie pubblicazioni spiccano i risultati ottenuti da KARIN LABITZKE del Stratospheric Research Group FU Berlin, Germany. Queste ricerche sono state eseguite utilizzando i dati disponibili dal 1950 della temperatura della stratosfera nell’emisfero nord.
L’insieme dei dati può essere raggruppato in quattro categorie basate sulla fase della QBO, si è visto che questo indice si comporta in modi diversi a seconda dell’intensità solare. Tutto questo ovviamente mantenendo lo stesso segno e quindi la medesima direzione dei venti.
La valutazione delle caratteristiche di segno positivo o negativo della QBO, senza tener conto dell’attività del sole, è a mio avviso incompleta e superficiale, di conseguenza non completamente attendibile.
Cerchiamo ora di vedere come e quanto incide il ciclo undecennale sul comportamento di questo importante indice. Partiamo da una Quasi Biennial Oscillation di segno positivo, quindi la direzione dei venti va da est a ovest (fase ovest) e supponiamo di essere in presenza di un massimo del ciclo solare. Si è visto che si hanno temperature “calde” al Polo e quindi possibilità di inverni freddi nelle nostre latitudini. Mantenendo la QBO con lo stesso segno, ma passando ad un minimo delle macchie solari, si è notato che il vortice polare risulta più profondo.
Cambiamo ora segno alla QBO, passiamo al segnale negativo (fase est): con una forte attività solare il vortice polare risulta più vigoroso, mentre con un minimo undecennale si sono registrate temperature calde al polo e freddo alle nostre latitudini.

Anche se la QBO è un fenomeno principalmente tropicale, gli effetti si riscontrano oltre i tropici.
Risulta da studi recenti che la grandezza delle concentrazioni di ozono all’interno del vortice polare antartico è collegata alle fasi della Quasi-Biennial Oscillation.
La distribuzione totale di ozono è influenzata da due fattori:
a) La QBO danneggia la struttura stratosferica di temperature, che a sua volta interessa l’equilibrio fotochimico della stratosfera superiore.
b) La QBO modica la BDC (accelerandola o indebolendola).




I due stadi distinti della QBO sono: una fase positiva con temperature più alte, e una negativa con temperature stratosferiche più basse (meno ozono per una BDC più forte). Queste due condizioni fanno parte della circolazione meridionale della QBO e sono in grado di modificare le temperature modulando i tassi fotochimici.
La chiave è la dipendenza della temperatura nelle reazioni che determinano la perdita dell’ozono. Un cambiamento di qualche grado nella stratosfera, comporta una variazione notevole del coefficiente di reazione che interessa i livelli fotochimici. Questo è un concetto generale, che vale anche per le diverse condizioni della Quasi-Biennial Oscillation. Tenendo in mente questa nozione e guardando la figura sopra, possiamo comprendere perché con una QBO positiva si hanno minori disturbi al VPS: cambia la temperatura e cambiano i quantitativi di ozono. Questa a mio parere è un’ulteriore conferma di quando siano rilevanti le fase della QBO nel determinare “il carattere” del vortice polare, specie se si accomuna tale indice con il ciclo solare.
In estate una QBO negativa contrasta la corrente occidentale del flusso delle latitudini temperate (legge di Coriolis per l’emisfero boreale). Questo fatto rallenta tali correnti, e favorisce le risalite dell’anticiclone Africano verso il Mediterraneo, in quanto l’aria calda nel dirigersi verso nord non viene ostacolata dal flusso occidentale. Teniamo conto che rispetto all’inverno in estate la cella di Hadley si sposta più a nord.
Ritornando alla QBO e alle modifiche dell’ozono, è accertato che la fase negativa aumenta di 2 gradi la temperatura nella stratosfera, come è altrettanto dimostrato che la QBO e il ciclo solare provocano variazioni dell’ordine 8% (alcune fonte parlano di 10%) della quantità di questo gas.



Warming stratosferici improvvisi


Un fenomeno che induce veloci cambiamenti della quantità di ozono sono i riscaldamenti stratosferici nel vortice polare. Ma quale è la causa di questi SW?
Prima di tutto è bene rimarcare che nella stratosfera non esistono moti convettivi, quindi gli unici disturbi nella sono imputabili alle onde planetarie (onde di Rossby).
Queste onde sono tipiche dell’emisfero boreale e segnano un disturbo al vortice polare. Per questi motivi il VPS del sud emisfero risulta meno disturbato, infatti le temperature sono inferiori all’Antartide, rispetto all’Artide. Questo spiega perché il “buco dell’ozono” si trovi in quella regione, in quanto le temperature basse sotto i -80 gradi formano le nubi stratosferiche polari (PSC), che distruggono l’ozono.
I motivi per cui il vortice polare dell’emisfero nord risulta più disturbato, sono dovuti alle caratteristiche topografiche su grande scala (le montagne rocciose e il complesso dell’ Himalaya) e ai contrasti terra-oceanici, fattori che generano le onde planetarie. Quando esse assumono caratteristiche di una certa ampiezza e staticità si propagano verticalmente, sempre che le velocità zonali non superino un certo valore (velocità critica di Rossby).
Nell’emisfero nordico invernale si estendono verticalmente un numero di onde planetarie che varia da 0 a 3. Una propagazione (wave1 pattern) è piuttosto comune, un wave2 pattern è sintomo di un vortice polare disturbato, un wave3 pattern indica un notevole disturbo al VPS, come in caso di SW.

Le onde di Rossby sono significative dell’aumento della BDC e, come spiegato prima, causano un vortice polare più debole e quindi di temperature polari più calde. Le onde planetarie stazionarie quando si propagano verticalmente fino a rompersi nella stratosfera polare, causano improvvisi riscaldamento (warming).


Nella figura qui sopra si può notare come l’onda planetaria si propaghi dalla troposfera (linea bianca sottile sotto i 16km) fino alla stratosfera. Tali forcing provengono quindi dal basso verso l’alto, tramite l’aria che con l’altezza diventa meno densa, ne consegue che all’aumentare della quota l’onda planetaria aumenta la sua ampiezza. Questo spiega come ondulazioni troposferiche apparentemente piccole, in media-alta stratosfera raggiungano ampiezze ragguardevoli.
L’onda è illustrata dalla freccia nera lungo l'asse del nucleo del VP, poi si piega verso i tropici. La linea bianca rappresenta la BDC. Il riscaldamento è la conseguenza del forcing troposferico: l'onda rallenta il VPS (nella regione circondata dalla linea blu) “depositando” una circolazione orientale (moto easterly) nel VPS che logicamente possiede correnti zonali (westerly).
La dispersione dell'onda si presenta tramite un processo che ricorda l’infrangersi delle onde del mare. In modo analogo, infatti, le onde atmosferiche assumono grandi dimensioni e la conseguente rottura è frutto della miscelazione della corrente proveniente dalla zona equatoriale (line rossa). Questo scambio provoca la rottura dell’onda, apportando cambiamenti notevoli alla concentrazione dell’ozono.
E’ corretto affermare quindi che riscaldamenti stratosferici sono causati da forcing troposferici. Questi warming sono il risultato dello spostamento del vortice polare da una circolazione approssimativamente simmetrica al polo, ad una circolazione che è asimmetrica ad esso.



Il flusso di Eliassen e Palm


EP flux è una grandezza vettoriale calcolata su un piano bidimensionale (y e z) la cui componente verticale assume un ruolo fondamentale nelle dinamiche stratosferiche invernali.
Nel caso in cui si venissero a creare condizioni favorevoli alla propagazione dell’onda planetaria (quindi con velocità zonali sufficienti per la diramazione), l’ EP flux tenderebbe a divenire convergente al limite della tropopausa per sfondare poi nella stratosfera, dove porterebbe modificazioni sostanziali alla circolazione emisferica.




Variabilità dell’ozono nella stratosfera superiore


Abbiamo visto che la variabilità di ozono modifica il comportamento stagionale della stratosfera polare. In inverno, la nascita, lo sviluppo e la fine del Vortice Polare dipendono dall’ozono, e di conseguenza dalla diversa modulazione della radiazione solare.
Indici di variabilità quantitative sono la QBO e il ciclo solare, e in misura minore l’ENSO.
Esistono anche eventi di breve durata in grado di modificare il tasso di Ozono stratosferico: si tratta delle tempeste solari, in grado di deformare il campo magnetico terreste, come risulta dalle variazione del “Planetary A index”.

Le tempeste solari sono essenzialmente composte da protoni, che nei pressi della terra viaggiano ad altissima velocità, con una densità di 1,10 protoni per centimetro cubo. Il Sole perde con il vento solare qualcosa come 100 miliardi di tonnellate di materia al giorno.
Emissioni particolarmente violente di vento solare, chiamati “solar flare”, portano con se grandi importi di protoni in grado di penetrare il campo magnetico terrestre vicino ai poli (tipicamente allo strato di 40-80 km), causando la ionizzazione delle molecole dell’aria. Tale processo fa si che le particelle ionizzate producano azoto e ossidi di idrogeno che distruggono l’ozono.


Poi ti farò vedere le anomalie termiche della stratosfera a tutte le quote e capirai che non è fuori tema
Fisico
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Messaggio da Fisico »

:shock:
senza speranza
io lascio il disturbo...
pubblico

Messaggio da pubblico »

Fisico ha scritto::shock:
senza speranza
io lascio il disturbo...
Ci mancherai molto, sopratutto quando i prossimi anni brucieremo affumicati dalla Co2

Piuttosto la tua domanda è sbagliata al singolare!

Quali elementi ci sono all'interno della troposfera?

70 % circa Di azoto 20% di Ossigeno 8% anidride carbonica e 2% gas vari/nobili

La conosci la Teoria di Svansmark visto che fai tanto il serrista?
Penso che ccnosci anche la correlazione Effetto serra-nubi-albedo....
Illustracele che siamo curiosi ;)
adriano
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Messaggio da adriano »

pubblico ha scritto: Ci mancherai molto[...]
visto il contributo "arrogante" che ha dato nel forum, ci sto riflettendo se mi mancherà..

PS fisico, ci sono le virgolette eh :lol:
ginghe

Messaggio da ginghe »

adriano ha scritto:
pubblico ha scritto: Ci mancherai molto[...]
visto il contributo "arrogante" che ha dato nel forum, ci sto riflettendo se mi mancherà..

PS fisico, ci sono le virgolette eh :lol:
aggiungo, poi, limitato solo a questo 3D (di argomentazioni ce ne sono tante altre, forse sono poco scientifiche :-)).

Comunque il forum rimane sempre aperto alle tue argomentazioni, ti riprendesse la voglia in futuro, magari con un pochetta di umiltà e pazienza allegata, che non guasta mai :-)


Saluti e buona domenica
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ponente
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Messaggio da ponente »

Certo che dire brucieremo nella co2 ...mah?! Tempo al tempo che le nespole maturano

:cry:

:roll:
pubblico

Messaggio da pubblico »

ponente ha scritto:Certo che dire brucieremo nella co2 ...mah?! Tempo al tempo che le nespole maturano

:cry:

:roll:
Perche non hai capito la battuta....

Brucieremo per colpa dell effetto serra e del riscaldamento globale
Ovviamente affumicati dalla Co2 per colpa della sua elevata quantità ;)
ginghe

Messaggio da ginghe »

riporto da ut. clayco (scrive pure qui ma con un altro nick che non ricordo..) dal forum mnw
l' Italia doveva abbattere le emissioni del 6,5% e invece le aumentate del 12% quindi entro il 2012 dovrebbe abbatterle del 18,5% e poi secondo la direttiva UE dovrebbe abbatterle ancora del 20% entro il 2020. in totale l'abbattimento dovrebbe essere del 38,5% a partire da adesso entro il 2020 ( a spanne)

Il maggiore G. Guidi ha riferito di una multa stimata entro il 2012 di 7 miliardi di euro ( il 30 % delle tasse annue degli italiani)

Ora c'è uno studio interessante di alcuni economisti tra cui 5 nobel.

link per l'articolo

http://graffitidaberlino.corriere.it...ffreddare.html

link per lo studio

http://www.copenhagenconsensus.com/Default.aspx?ID=953
adriano
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Messaggio da adriano »

ponente ha scritto:Certo che dire brucieremo nella co2 ...mah?! Tempo al tempo che le nespole maturano

:cry:

:roll:
certo che rispondere a pubblico "senza speranza".. mah?! le nespole matureranno ma l'educazione non la si coglie dagli alberi
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