Cosa succede sul Sole? (sole ai minimi storici e ripercussioni sul clima)
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Ciao a tutti.Ho letto con molto interesse i messaggi che riguardano il sole, le tempeste solari. Vorrei aggiungere la mia opinione:da alcuni giorni ho iniziato a leggere un libro riguardante la fatitica data del 2012, e c'è un capitolo che intitola: IL NOSTRO SOLE: LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA. in questo capitolo viene spiegato che le tempeste solari sono cicliche ed hanno una durata di circa 11 anni; quella precedente è iniziata nel maggio del 1996 ed ha terminato improvvisamente i suoi cicli il 10 marzo del 2006; in quel giorno gli astronomi si accorsero che le macchie e i brillamenti solari cessarono di colpo lasciando un sole tranquillo. Ora siamo in un periodo di quiete, si prevede che a breve inizierà un nuovo ciclo di tempeste solari molto più forti di quelle precedenti, uno studioso americano scrive che." il prossimo ciclo di attività solare sarà maggiore del 30- 50 per cento del precedente" aumenterà anche l'intensità delle tempeste magnetiche. Gli studiosi prevedono che il culmine sarà proprio nel 2012.

scusate mi sono perso la maggior parte del messaggio che avevo scritto primaadriano ha scritto:quando vedrai che l'uomo soccomberà a causa della peg malederai l'uomo o la natura?
ovviamente questo non significa che io pensi si concretizzerà a breve una PEG
era qualcosa del tipo
quando hai visto il disastro di sarno hai maledetto l'uomo o la natura? cosa ha causato il disastro? l'irresponsabilità del nucleo sociale umano ivi vivente oppure le forti piogge?
una persona con una visione antropocentrica risponderebbe le forti piogge. Una persona con una visione più olistica direbbe che la causa del disastro non sono state le forti piogge, ma il comportamento incosciente del nucleo umano
http://www.youtube.com/watch?v=jm6rKXaSGVo
http://it.youtube.com/watch?v=shDIMvw0Dg8
ai familiari di queste persone chi glielo spiega che si conosceva perfettamente la caratteristica franosa di quelle montagne? chi glielo dice che tutti sarebbero ancora vivi se l'uomo fosse meno arrogante?
altri esempi
1. il Vesuvio. Almeno un milione di persone sotto un vulcano che può eruttare in qualsiasi momento. Quando succederà e moriranno uomini come mosche, che facciamo, ci mettiamo a dire "ah però cavolo il vulcano potevano non fare il vulcano"? Piuttosto, cosa cavolo ci fa ancora la gente lì sotto?
2. il maremoto di natale 2004. Chi glielo dice ai parenti di tutti quelli che sono morti che il maremoto non solo era prevedibile, ma che era monitorato e c'era tutto il tempo per salvarsi? che ciò non è successo sempre a causa dell'arroganza dell'uomo? Piuttosto a che punto è la costruzione di un sistema di monitoraggio e avviso di maremoto in quelle zone?
3. l'alluvione di new orleans. Chi glielo dice ai parenti dei morti che si sapeva benissimo che il sistema di dighe della città non avrebbe retto all'uragano?
Vi sembra possibile costruire così una città di un milione di persone in un luogo tra l'altro soggetto ad uragani? Piuttosto, non è ora di abbandonare quella città e ripristinare l'area umida originaria?
4. ....... (compilate voi)
...
per chiudere: i milioni di morti quotidiani per fame, malattie, denutrizione, guerre. A chi vogliamo dare la colpa? Alla peg? alla pog? alla pag? Alla pug? Piuttosto, non è ora di dare all'uomo la responsabilità che viene data ad altri (carestie, siccità, e compagnia bella).
Se l'uomo cercasse di essere un po' meno arrogante e un po' più rispettoso dell'ambiente in cui vive, le modificazioni della natura (glaciazioni, terremoti, alluvioni e così via) non farebbero queste stragi.
Per cui non mi si venisse a raccontare a me che la PEG provocherebbe ecatombi e morie.
L'arroganza dell'uomo PROVOCA ORA, natura o no, ecatombi e morie.
La PEG forse potrebbe dare una bella frustata in faccia a questa società morbosa, ma ne dubito altamente.
Perché? Perché non serve, l'uomo non impara dalla propria storia, anche in questo campo:
prima: http://www.youtube.com/watch?v=bqlF8Mkr9Sc
dopo: http://it.youtube.com/watch?v=mG8gnulTI ... re=related
Ora, io so che twister e fenrir sono brave persone. Ma mi preoccupa che pensino sinceramente che augurarsi l'arrivo di una glaciazione è come augurare una malattia ad una persona o un ecatombe ad un gruppo sociale. Purtroppo l'unica spiegazione che trovo a questo modo di pensare è che sono condizionati dall'atteggiamento collettivo.
Twister, fenrir, io, noi tutti, siamo abituati fin da piccoli al più grande disprezzo per la natura. Solo alla fine della seconda della metà del 19 secolo ha cominciato a svilupparsi un movimento di pensiero critico verso gli obblighi che ha l'uomo verso la natura se non altro per garantire al sopravvivenza di se stesso. Ma migliaia di anni di cultura antropocentrica non si cancellano così.
Per cui ancora oggi non si pensa, facendo per esempio riferimento ad una glaciazione "se c'è la possibilità che il clima cambi allora noi uomini, visto che diciamo di essere i più superiori degli animali, dobbiamo organizzare il nostro ri-equilibrio"
no, si spera che una glaciazione non arrivi! si spera che il clima non sia mutevole!
ma è quello che si fa oggigiorno ovunque: cito di nuovo il vesuvio. Non è che si dice "dobbiamo spostare la gente da qui, sulle pendici del vesuvio non ci può essere una metropoli, è troppo pericoloso"
No si spera che il vesuvio non erutti, si spera che il vulcano non faccia il vulcano!
Oppure si spera che la terra non tremi, si spera che la zolla non faccia la zolla!
Mah, io francamente spingo vivamente chi ha questa idea della posizione dell'uomo nella natura di farsi un esame di coscienza, prima di venire a fare moralismo.
Scusate lo sfogo, ma è lo sfogo di un autentico amante della natura (forse di tutta la natura tranne la specie homo sapiens...).
Saluti.
Allora Adriano, facciamo il punto della situazione, qui non si sta mettendo in discussione l'amore ed il rispetto per l'ambiente e la natura in genere, valori molto di moda oggigiorno ma che vengono spesso interpretati diversamente dai singoli individui, che ovviamente non rinuncerebbero mai al progresso ed alle comodità raggiunte a favore di un seppure minimo beneficio per l'ambiente.
Detto questo, sappiamo benissimo che l'evenienza di attività solare in deciso rallentamento (anche se estremamente improbabile) potrebbe innescare una serie di eventi che, per dirla alla Mad****li, accentuerebbero i presupposti per assistere ad importanti discese fredde durature penalizzando soprattutto i paesi del nord-Europa.
Allora, oggi a differenza dei secoli 600 o 700, viviamo in un'epoca di mercati globali, per cui una prima conseguenza di un tale cambiamento climatico sarebbe come sempre la scarsità di risorse energetiche per far fronte alle possibili emergenze, e poi la necessità di predisporre forse spostamenti di massa (non vorrai mica lasciar congelare l'amico fenrir). Ma pensiamo anche ai nostri guai, come affrontare gli inverni della p.e.g. in area mediterranea, forse l'emergenza dei paesi nord europei costringe a razionare gli approvvigionamenti di idrocarburi per riscaldamento (perchè questa è oggi la nostra dipendenza) e quindi accendere il riscaldamento per poche ore al giorno, la sera tutte le luci spente alle 20.00 per ordinanze comunali o addirittura nazionali per far fronte alla crisi, niente cinema o ristorante, interi esercizi commerciali ed attività costrette al fallimento, senza contare anche quanti cicli produttivi ed intere fabbriche ferme con migliaia di dipendenti per strada. Tutto questo ti sembra forse una rivincita della natura contro l'uomo? Forse mi dirai che si stava meglio quando si stava peggio, e su questo ti posso dar ragione, anche se personalmente non so chi sarebbe disposto a fare a cambio e vivere ad esempio gli anni che hanno vissuto i nostri nonni (per non andare poi troppo indietro nel tempo) con la guerra e la fame che imperversava. A giusto non ho menzionato la guerra, perchè poi quando si verificano situazioni di emergenza, non è che le nazioni fanno a gara di solidarietà, piuttosto si assiste a maggiori tensioni che possono poi sfociare in conflitti.
Ti è più chiaro ora il discorso? Qui non si sta parlando di concetti teorici od astratti di ambientalismo o antropocentrismo, qui si sta parlando di come oggi la nostra società è strutturata e di come ne risentirebbe (in peggio non ci sono altre strade) se si verificasse una nuova piccola era glaciale.
Salutissimi
Detto questo, sappiamo benissimo che l'evenienza di attività solare in deciso rallentamento (anche se estremamente improbabile) potrebbe innescare una serie di eventi che, per dirla alla Mad****li, accentuerebbero i presupposti per assistere ad importanti discese fredde durature penalizzando soprattutto i paesi del nord-Europa.
Allora, oggi a differenza dei secoli 600 o 700, viviamo in un'epoca di mercati globali, per cui una prima conseguenza di un tale cambiamento climatico sarebbe come sempre la scarsità di risorse energetiche per far fronte alle possibili emergenze, e poi la necessità di predisporre forse spostamenti di massa (non vorrai mica lasciar congelare l'amico fenrir). Ma pensiamo anche ai nostri guai, come affrontare gli inverni della p.e.g. in area mediterranea, forse l'emergenza dei paesi nord europei costringe a razionare gli approvvigionamenti di idrocarburi per riscaldamento (perchè questa è oggi la nostra dipendenza) e quindi accendere il riscaldamento per poche ore al giorno, la sera tutte le luci spente alle 20.00 per ordinanze comunali o addirittura nazionali per far fronte alla crisi, niente cinema o ristorante, interi esercizi commerciali ed attività costrette al fallimento, senza contare anche quanti cicli produttivi ed intere fabbriche ferme con migliaia di dipendenti per strada. Tutto questo ti sembra forse una rivincita della natura contro l'uomo? Forse mi dirai che si stava meglio quando si stava peggio, e su questo ti posso dar ragione, anche se personalmente non so chi sarebbe disposto a fare a cambio e vivere ad esempio gli anni che hanno vissuto i nostri nonni (per non andare poi troppo indietro nel tempo) con la guerra e la fame che imperversava. A giusto non ho menzionato la guerra, perchè poi quando si verificano situazioni di emergenza, non è che le nazioni fanno a gara di solidarietà, piuttosto si assiste a maggiori tensioni che possono poi sfociare in conflitti.
Ti è più chiaro ora il discorso? Qui non si sta parlando di concetti teorici od astratti di ambientalismo o antropocentrismo, qui si sta parlando di come oggi la nostra società è strutturata e di come ne risentirebbe (in peggio non ci sono altre strade) se si verificasse una nuova piccola era glaciale.
Salutissimi
Caro twister, ho capito benissimo tutto!
Ma se l'uomo vive pensando che ha il diritto di risiedere in un ambiente, e che questo ambiente non deve mutare, e di conseguenza non è capace di reagire a mutamenti, perché io devo pensarla così?
E soprattutto perché mi devo prendere delle frecciatine moralistiche? Specialmente la seconda cosa mi fa incazzare. Rispedisco al mittente qualsiasi addebito di tipo morale riguardo il mio desiderio di freddo.
Presto o tardi succederà quel che dico, oppure il contrario (il riscaldamento globale avrebbe effetti uguali e opposti) e allora, tutti a dire è colpa della natura?
Cominciare a pensare di dover SOTTOSTARE alla natura e non cercare di comandarla?
Vedila come vuoi, ma mi rifiuto di attaccarmi assurdamente alla speranza di staticità del clima, neanche la preoccupazione che i miei conspecifici in caso contrario sarebbero spazzati via come fuscelli mi fa cambiare idea. Cinico? Può darsi, e mi prendo la responsabilità di questo cinismo. E non solo non mi attacco ad una così illusoria speranza, ma scelgo anche! E preferisco che il clima, che cambia sempre, cambi verso il freddo, piuttosto che verso il caldo. Penso infatti che sia meglio un pianeta un po' più freddo che uno un po' più caldo, ma l'analisi di questa idea esula da questo post e potrebbe ovviamente essere errata. Ma non è che se la natura decidesse per un mondo un po' più caldo arriverei a pensare che il mio o gli altrui patimenti siano causati dalla natura.
Dirò di più, sarò immodesto, ma se il mio pensiero fosse "un po' più diffuso" neanche una glaciazione metterebbe in ginocchio una società umana. Ma una società umana di siffatta specie, una società umana che vive in SINERGIA con la natura è ancora al di là da venire. Ma io non l'aspetto, non mi interessa, né ovviamente deve aspettarla la natura...
Concludendo, la mia aspettativa di glaciazione è legittima e non ha niente a che vedere con gli effetti che avrebbe su una società marcia fino al midollo. Non mi prendo nessuna responsabilità di come si governano e si comportano i miei conspecifici. Se patirò eventi naturali (per. es. la glaciazione) saprò bene con chi prendermela, e cioè, come al solito, con i miei conspecifici.
Un fatto è certo, caro twister, che la tua difesa del consesso umano è la difesa del fallimento dell'homo sapiens, se nel 2008 si arriva a pensare che una glaciazione lo possa danneggiare così tanto.
L'homo sapiens, a mio parere, è un fallimento.
PS Perdonate eventuali refusi e sviste
Ma se l'uomo vive pensando che ha il diritto di risiedere in un ambiente, e che questo ambiente non deve mutare, e di conseguenza non è capace di reagire a mutamenti, perché io devo pensarla così?
E soprattutto perché mi devo prendere delle frecciatine moralistiche? Specialmente la seconda cosa mi fa incazzare. Rispedisco al mittente qualsiasi addebito di tipo morale riguardo il mio desiderio di freddo.
Presto o tardi succederà quel che dico, oppure il contrario (il riscaldamento globale avrebbe effetti uguali e opposti) e allora, tutti a dire è colpa della natura?
Cominciare a pensare di dover SOTTOSTARE alla natura e non cercare di comandarla?
Vedila come vuoi, ma mi rifiuto di attaccarmi assurdamente alla speranza di staticità del clima, neanche la preoccupazione che i miei conspecifici in caso contrario sarebbero spazzati via come fuscelli mi fa cambiare idea. Cinico? Può darsi, e mi prendo la responsabilità di questo cinismo. E non solo non mi attacco ad una così illusoria speranza, ma scelgo anche! E preferisco che il clima, che cambia sempre, cambi verso il freddo, piuttosto che verso il caldo. Penso infatti che sia meglio un pianeta un po' più freddo che uno un po' più caldo, ma l'analisi di questa idea esula da questo post e potrebbe ovviamente essere errata. Ma non è che se la natura decidesse per un mondo un po' più caldo arriverei a pensare che il mio o gli altrui patimenti siano causati dalla natura.
Dirò di più, sarò immodesto, ma se il mio pensiero fosse "un po' più diffuso" neanche una glaciazione metterebbe in ginocchio una società umana. Ma una società umana di siffatta specie, una società umana che vive in SINERGIA con la natura è ancora al di là da venire. Ma io non l'aspetto, non mi interessa, né ovviamente deve aspettarla la natura...
Concludendo, la mia aspettativa di glaciazione è legittima e non ha niente a che vedere con gli effetti che avrebbe su una società marcia fino al midollo. Non mi prendo nessuna responsabilità di come si governano e si comportano i miei conspecifici. Se patirò eventi naturali (per. es. la glaciazione) saprò bene con chi prendermela, e cioè, come al solito, con i miei conspecifici.
Un fatto è certo, caro twister, che la tua difesa del consesso umano è la difesa del fallimento dell'homo sapiens, se nel 2008 si arriva a pensare che una glaciazione lo possa danneggiare così tanto.
L'homo sapiens, a mio parere, è un fallimento.
PS Perdonate eventuali refusi e sviste
Guarda adrià, io maledico ora il lavoro che non mi permette di scrivere l'omelia che vorrei, ma vorrei per ora lasciarti a riflettere su questo-
Del resto voi state parlando di una P.E.G. come quella che è già avvenuta in epoche recenti, non di una glaciazione in piena regola nè tantomeno di un blocco della corrente del golfo. Se ciò accadesse non ci sarebbero sconvolgimenti catastrofici (niente foreste in Africa nè esodi dalla Scandinavia). Gli inverni avrebbero più momenti rigidi, ma non sarebbe il sogno proibito di ogni forumista, ovvero avere la scandinavia fuori dalla finestra. Insomma quelli che si augurano PEG per avere la nevina sotto casa, che poi alla fine tutti sti discorsi planetari e filosofici si riducono a questo, potrebbero rimanerci male - dati del passato alla mano, s'intende.
Leggendo la portata degli ultimi interventi ho come l'impressione che però voi stiate parlando di un evento molto più importante, paragonabile a glaciazioni vere e proprie o interruzione improvvisa della CdG. In tal caso Adriano sarebbe in serissimo difetto per molte sue considerazioni, mentre twuister addirittura starebbe prendendola troppo sotto gamba.
Torno a laurà :b
Ciò che dici è vero come ciò che dice twuister è altrettanto vero.adriano ha scritto:no dai twister, che dicitwuister ha scritto:[..]
Vorrei ricordare a chi si augura un ritorno alla P.E.G. che sarebbe devastante per le economie dell'intero pianeta, con ripercussioni sulla vita di milioni di persone.![]()
una glaciazione non fa che spostare i punti di equilibrio. Paesi che ora sono ricchi come la Norvegia (mi spiace per Fenrir) avranno di che lamentarsi, ma paesi che invece ora sono poco ospitali avrebbero un miglioramento del clima notevole (cfr. per esempio lo stato attuale del Nordafrica)
Del resto voi state parlando di una P.E.G. come quella che è già avvenuta in epoche recenti, non di una glaciazione in piena regola nè tantomeno di un blocco della corrente del golfo. Se ciò accadesse non ci sarebbero sconvolgimenti catastrofici (niente foreste in Africa nè esodi dalla Scandinavia). Gli inverni avrebbero più momenti rigidi, ma non sarebbe il sogno proibito di ogni forumista, ovvero avere la scandinavia fuori dalla finestra. Insomma quelli che si augurano PEG per avere la nevina sotto casa, che poi alla fine tutti sti discorsi planetari e filosofici si riducono a questo, potrebbero rimanerci male - dati del passato alla mano, s'intende.
Leggendo la portata degli ultimi interventi ho come l'impressione che però voi stiate parlando di un evento molto più importante, paragonabile a glaciazioni vere e proprie o interruzione improvvisa della CdG. In tal caso Adriano sarebbe in serissimo difetto per molte sue considerazioni, mentre twuister addirittura starebbe prendendola troppo sotto gamba.
Torno a laurà :b
Io mi riferivo invece proprio alla P.E.g., già ora che viviamo un optimum climatico siamo sull'orlo di una recessione mondiale, e quindi non oso pensare quali sarebbero le conseguenze se paesi come quelli del nord-europa fossero colpiti da condizioni climatiche molto severe. Ma il mio era un discorso puramente economico, nulla a che vedere con le colpe dell'uomo cui faceva riferimento Adriano.fenrir ha scritto: Leggendo la portata degli ultimi interventi ho come l'impressione che però voi stiate parlando di un evento molto più importante, paragonabile a glaciazioni vere e proprie o interruzione improvvisa della CdG. In tal caso Adriano sarebbe in serissimo difetto per molte sue considerazioni, mentre twuister addirittura starebbe prendendola troppo sotto gamba.
Torno a laurà :b
Salutissimi
Allora le due affermazioni cozzano tra loro. Se si verificasse una PEG di entità uguale a quella già accaduta, il nord europa dubito batterebbe ciglio. Un paese preparato ad affrontare un inverno scandinavo è molto più flessibile di un paese come l'Italia in cui gli inverni, specie in pianura, potrebbero diventare incubi anche solo con una variazione di 1 °C verso il basso che troverebbe città e milioni di persone impreparate a inverni atipici. In breve: da -10 a -20 di media di gennaio non cambia molto. Da +3 a -3 di media si stravolge un intero paese.twuister ha scritto:Io mi riferivo invece proprio alla P.E.g., già ora che viviamo un optimum climatico siamo sull'orlo di una recessione mondiale, e quindi non oso pensare quali sarebbero le conseguenze se paesi come quelli del nord-europa fossero colpiti da condizioni climatiche molto severe.
Il passaggio sarebbe graduale, la tecnologia è abbastanza avanzata per affrontare un problema di recrudescenza climatica tutt'altro che esagerata con efficacia. Non è che da un anno all'altro arriva the day after tomorrow... La catastrofe di cui tu parli non arriva con la PEG, arriva con il blocco della corrente del golfo - che ripeto, chiunque con un briciolo di cervello in testa dovrebbe non augurarsi, pur essendo un ciclo naturale. E' come augurarsi, per citare adriano, l'esplosione del Vesuvio.
E qui purtroppo arriva la parte peggiore, quella che mi fa detestare i ragionamenti sgangherati, egoistici e ipocriti del freddofilo a ogni costo, e che quindi ometterò avendo già scritto un intervento simile in passato
Quello che dici è vero, probabilmente ci troveremmo in difficoltà molto di più noi italiani che siamo abituati a tenere 24°C d'inverno come temperatura ambiente, davvero troppo lamentoni sul clima. Probabilmente il modo di reagire dei popoli nordici alle avversità climatiche, così come il modo di saper governare delle stesse nazioni del nord Europa (anche a livello di gestione delle risorse è questo secondo mè il vero punto interrogativo) è qualcosa che tu conosci molto meglio di mè e quindi ti dò anche in questo caso ragione (meglio così derresto).fenrir ha scritto:Allora le due affermazioni cozzano tra loro. Se si verificasse una PEG di entità uguale a quella già accaduta, il nord europa dubito batterebbe ciglio. Un paese preparato ad affrontare un inverno scandinavo è molto più flessibile di un paese come l'Italia in cui gli inverni, specie in pianura, potrebbero diventare incubi anche solo con una variazione di 1 °C verso il basso che troverebbe città e milioni di persone impreparate a inverni atipici. In breve: da -10 a -20 di media di gennaio non cambia molto. Da +3 a -3 di media si stravolge un intero paese.twuister ha scritto:Io mi riferivo invece proprio alla P.E.g., già ora che viviamo un optimum climatico siamo sull'orlo di una recessione mondiale, e quindi non oso pensare quali sarebbero le conseguenze se paesi come quelli del nord-europa fossero colpiti da condizioni climatiche molto severe.
Il passaggio sarebbe graduale, la tecnologia è abbastanza avanzata per affrontare un problema di recrudescenza climatica tutt'altro che esagerata con efficacia. Non è che da un anno all'altro arriva the day after tomorrow... La catastrofe di cui tu parli non arriva con la PEG, arriva con il blocco della corrente del golfo - che ripeto, chiunque con un briciolo di cervello in testa dovrebbe non augurarsi, pur essendo un ciclo naturale. E' come augurarsi, per citare adriano, l'esplosione del Vesuvio.
E qui purtroppo arriva la parte peggiore, quella che mi fa detestare i ragionamenti sgangherati, egoistici e ipocriti del freddofilo a ogni costo, e che quindi ometterò avendo già scritto un intervento simile in passato
Per quanto riguarda l'augurarsi una nuova era glaciale, con estinzioni di massa e altri discorsi sull'homo sapiens, non mi voglio proprio esprimere.
Buon ferragosto ed un saluto anche ad Adriano
Forse la prima macchia solare....
Se andate qua potete vedere il piccolo articolo
http://www.solarcycle24.com//
Cmq lo posto x intero...
New Sunspot / 30 Days Blank
08/21/2008 by Kevin VE3EN at 22:15
Solar activity remains at very low levels and the solar flux is at 67.
There is a small plage area that has formed towards the eastern part of the solar disk and two sunspots are visible. This region in the magnetogram shows black leading white, but is not high in latitude.
Click the link below to see what has "not" been happening in the past month. Thanks to Peter VK3JMP for the heads up as I almost forgot how long it has been without a sunspot.
http://www.sec.noaa.gov/ftpdir/indices/DSD.txt
New Sunspot ?


da queste altre immagini potete vedere il buchetto (è quello lucente a sx)




e qui (se non sbaglio) viene indicato con la freccia verde


Vediamo che succede nei prox giorni.
Marco
Se andate qua potete vedere il piccolo articolo
http://www.solarcycle24.com//
Cmq lo posto x intero...
New Sunspot / 30 Days Blank
08/21/2008 by Kevin VE3EN at 22:15
Solar activity remains at very low levels and the solar flux is at 67.
There is a small plage area that has formed towards the eastern part of the solar disk and two sunspots are visible. This region in the magnetogram shows black leading white, but is not high in latitude.
Click the link below to see what has "not" been happening in the past month. Thanks to Peter VK3JMP for the heads up as I almost forgot how long it has been without a sunspot.
http://www.sec.noaa.gov/ftpdir/indices/DSD.txt
New Sunspot ?


da queste altre immagini potete vedere il buchetto (è quello lucente a sx)




e qui (se non sbaglio) viene indicato con la freccia verde


Vediamo che succede nei prox giorni.
Marco
