A tacere del fatto che i giovani crescono sulla scorta degli insegnamenti e dell’esempio - positivo o negativo - dei più grandi, te incluso (dunque ti stai dando dell’idiota da solo, ma non c’è da stupirsi) raccontaci che cosa hai combinato nella tua vita di così importante ed utile per la collettività da poterti arrogare il diritto di giudicare un’intera generazione.maxtempesta ha scritto:concordo su tutto l'editoriale di Grosso, tranne l'ultima frase.
L'anello debole sono proprio i giovani, sempre più ignoranti, presuntuosi e soprattutto scansafatiche!
di tutti quelli che scenderanno in piazza riempiendosi la bocca di slogan "green"
nemmeno l'1% avrà mai preso in mano una pala per spalare neve, fango o pulito le foglie davanti casa; gli importa solo fare foto e postare su i social ogni cazzat.a e avere più like;
una massa di utili idioti ahahah
Global Warming: una realtà accertata, quanto sappiamo su effetti e conseguenze?
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
beh maxtempesta non generalizzare
intanto giovani non significa nulla...chi sarebbero i giovani? i teen agers, i ventenni, i trentenni, i quarantenni?
poi non è che tutti " i giovani" sono scesi in piazza, la maggior parte non c'è andata
un ragazzo di 15 anni o anche di 18/20 è normale ami un po' "filosofeggiare" e magari farsi incantare dai grandi problemi planetari, quando spesso non si accorge che ne ha uno piccolo piccolo magari in famiglia, nella sua vita di relazione, nel suo profitto scolastico, nei suoi modi di fare, che non riesce a risolvere
col tempo si acquista la pragmatica necessaria per affrontare la vita nei suoi aspetto quotidiani e reali e si acquista una visione corretta, reale e adeguata dei problemi e delle priorità
il guaio è chi strumentalizza l'ingenuità e in qualche modo l'ignoranza intesa come mancanza di esperienza dei più giovani per difendere rendite di posizione e interessi personali , invece di metterli nelle condizioni di acquisire conoscenze e saperi, si esortano comportamenti liberi, inconcludenti e caciarosi
una scuola che invece di insegnare e formare la butta in "caciara" aprendo il recinto al grido...andate in piazza a manifestare è una scuola che fa schifo e mira solo a prendersi lo stipendio a fine mese
almeno nell'Attimo Fuggente il professore rivoluzionario gli faceva leggere le poesie di Walt Whitman, non gli diceva andate in piazza manifestare per il movimento di Greta ( ...così non mi state sulle palle in classe e io faccio il cavolo che mi pare, tanto mi pagano lo stesso)!
intanto giovani non significa nulla...chi sarebbero i giovani? i teen agers, i ventenni, i trentenni, i quarantenni?
poi non è che tutti " i giovani" sono scesi in piazza, la maggior parte non c'è andata
un ragazzo di 15 anni o anche di 18/20 è normale ami un po' "filosofeggiare" e magari farsi incantare dai grandi problemi planetari, quando spesso non si accorge che ne ha uno piccolo piccolo magari in famiglia, nella sua vita di relazione, nel suo profitto scolastico, nei suoi modi di fare, che non riesce a risolvere
col tempo si acquista la pragmatica necessaria per affrontare la vita nei suoi aspetto quotidiani e reali e si acquista una visione corretta, reale e adeguata dei problemi e delle priorità
il guaio è chi strumentalizza l'ingenuità e in qualche modo l'ignoranza intesa come mancanza di esperienza dei più giovani per difendere rendite di posizione e interessi personali , invece di metterli nelle condizioni di acquisire conoscenze e saperi, si esortano comportamenti liberi, inconcludenti e caciarosi
una scuola che invece di insegnare e formare la butta in "caciara" aprendo il recinto al grido...andate in piazza a manifestare è una scuola che fa schifo e mira solo a prendersi lo stipendio a fine mese
almeno nell'Attimo Fuggente il professore rivoluzionario gli faceva leggere le poesie di Walt Whitman, non gli diceva andate in piazza manifestare per il movimento di Greta ( ...così non mi state sulle palle in classe e io faccio il cavolo che mi pare, tanto mi pagano lo stesso)!
- the hurricane
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L'effetto serra della Terra è dovuto solamente ad alcuni presenti in tracce nell'atmosfera (vapor acqueo, CO2,metano, CFC...).giamo64 ha scritto:Sempre perseguendo un confronto pacato mi chiedo come possa la co2 rappresentare il primo indiziato del cambiamento climatico di cui siamo spettatori con un’incidenza dello 0,04% sul totale dei gas in atmosfera.
Questa dato percentuale è condiviso? Ho letto che l’apporto antropico con 400 ppm è responsabile del 4% della presenza di co2, quindi, a mio parere, non così significativo sul totale rappresentando lo 0,012%.
Do per scontato che mi perdo qualcosa sicuramente...
E l'effetto di questi gas, sebbene le concentrazioni siano basse. è molto importante, tanto che senza di essi la temperature terrestre sarebbe di -15°C circa.
Gas come l'azoto e l'ossigeno non interagiscono con la radiazione ad onda lunga emessa dalla Terra, per cui non incidono sull'effetto serra.
Poi è vero che le emissioni antropiche di co2 sono piccole rispetto a quelle naturali, ma quello che sfugge agli scettici è l'alterazione del ciclo naturale del carbonio.
In condizioni naturali, le emissioni di co2 coincidono grossomodo con l'assorbimento della co2 da parte degli oceani,vegetazione e suolo (al più c'è un minimo squilibrio).
Invece, con il contributo antropico, questo equilibrio viene rotto per cui le emissioni sono maggiori rispetto agli assorbimenti e una parte della co2 si accumula.
Le emissioni antropiche hanno porta un aumento della co2 da 300ppm circa a oltre le 400ppm, con un aumento del 30% circa rispetto al valore pre-industriale e non è poco.
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Scherzi, lui non mette mica like...Sordatino ha scritto:A tacere del fatto che i giovani crescono sulla scorta degli insegnamenti e dell’esempio - positivo o negativo - dei più grandi, te incluso (dunque ti stai dando dell’idiota da solo, ma non c’è da stupirsi) raccontaci che cosa hai combinato nella tua vita di così importante ed utile per la collettività da poterti arrogare il diritto di giudicare un’intera generazione.maxtempesta ha scritto:concordo su tutto l'editoriale di Grosso, tranne l'ultima frase.
L'anello debole sono proprio i giovani, sempre più ignoranti, presuntuosi e soprattutto scansafatiche!
di tutti quelli che scenderanno in piazza riempiendosi la bocca di slogan "green"
nemmeno l'1% avrà mai preso in mano una pala per spalare neve, fango o pulito le foglie davanti casa; gli importa solo fare foto e postare su i social ogni cazzat.a e avere più like;
una massa di utili idioti ahahah
Scrive su un forum dove fa figo esprimere 2 basilari concetti:
W il direttore e abbasso i giovani
Ahahahaha ma in quel film il prof era un vero delinquente, far strappare le pagine dei libri ai suoi studenti è la cosa peggiore che possa fare un docente, altro che mandarli a manifestare per la tutela dell'ambiente.iniestas ha scritto:
almeno nell'Attimo Fuggente il professore rivoluzionario gli faceva leggere le poesie di Walt Whitman, non gli diceva andate in piazza manifestare per il movimento di Greta ( ...così non mi state sulle palle in classe e io faccio il cavolo che mi pare, tanto mi pagano lo stesso)!
Del resto l'entusiasmo per quel film-monnezza è una prerogativa di quelli che voi chiamate radical chic de sinistra, ma che in realtà altro non sono che gente di destra con la puzza sotto al naso.
Tornando in topic, mi piacerebbe leggere un articolo serio della redazione sulla Co2 invece di affermazioni - che forse un sito meteo dovrebbe evitare di fare -sull'inquinamento come causa "prevalente" delle patologie tumorali a carico dell'essere umano e che denotano come non si sappia in alcun modo di cosa si stia parlando.
Ma infatti il riferimento al film era più ironico....come dire quello che la scuola non deve fare ... poi il contesto era diverso
Il clima e’ sempre cambiato dalla storia dell’ umanità ad oggi e continuerà a cambiare e a trasformarsi
Le intemperie o le ondate di caldo ci sono sempre state e sempre ci saranno
Se in questi ultimi 15 anni se ne sono verificate il 10% in più butto un dato a casaccio poiché nessuno e’ in grado di valorizzare questo eventuale aumento di frequenza questo può essere ricondotto verosimilmente all uomo ma verosimilmente anche a cause estranee e concomitanti che magari ci sarebbero state anche con tot meno emissioni
In ogni caso questo non rappresenta un problema nuovo ma un problema di sempre in quanto da sempre L’ uomo deve far fronte a estremi climatici
Il rispetto drll’ ambiente consiste in primis nell’ inquinare di meno visto che il rapporto danno salute e inquinamento e’ netto di causa effetto
La medicina non e’ la climatologia
In sintesi e’ fuorviante pensare che il climate change sia una nuova emergenza mondiale
Ancora peggio ipotizzare scenari da pianeta morente o ipotesi fantascientifiche ridicole
Il clima e’ sempre cambiato dalla storia dell’ umanità ad oggi e continuerà a cambiare e a trasformarsi
Le intemperie o le ondate di caldo ci sono sempre state e sempre ci saranno
Se in questi ultimi 15 anni se ne sono verificate il 10% in più butto un dato a casaccio poiché nessuno e’ in grado di valorizzare questo eventuale aumento di frequenza questo può essere ricondotto verosimilmente all uomo ma verosimilmente anche a cause estranee e concomitanti che magari ci sarebbero state anche con tot meno emissioni
In ogni caso questo non rappresenta un problema nuovo ma un problema di sempre in quanto da sempre L’ uomo deve far fronte a estremi climatici
Il rispetto drll’ ambiente consiste in primis nell’ inquinare di meno visto che il rapporto danno salute e inquinamento e’ netto di causa effetto
La medicina non e’ la climatologia
In sintesi e’ fuorviante pensare che il climate change sia una nuova emergenza mondiale
Ancora peggio ipotizzare scenari da pianeta morente o ipotesi fantascientifiche ridicole
- luca90
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Altro nuovo record dei livelli di gas serra. Lo dice l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) nel bollettino pubblicato oggi. Questa tendenza a lungo termine, dicono gli esperti, si traduce in "impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, con temperature in aumento, condizioni meteo più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri".
Inoltre "non vi è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo", afferma il segretario generale dell'Omm, Petteri Taalas. Il bollettino dei gas serra dell'Omm ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L'aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell'ultimo decennio. I livelli globali di CO2, che resta in atmosfera per secoli e negli oceani ancora più a lungo, hanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. Anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono aumentate in misura maggiore rispetto allo scorso decennio, secondo le osservazioni della rete Global Atmosphere Watch che comprende stazioni nell'Artico remoto, aree montane e isole tropicali. Dal 1990, c'è stato un aumento del 43% della forzatura radiativa totale - l'effetto del riscaldamento sul clima - da parte dei gas serra di lunga durata. La CO2 rappresenta circa l'80% di questo, secondo i dati dell'Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti citati nel Bollettino Omm. Nessun rallentamento, dunque, "per non parlare di un calo, nella concentrazione di gas serra nell'atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici", dice Taalas sottolineando che "dobbiamo tradurre gli impegni in azioni e aumentare il livello di ambizione per il bene del futuro benessere dell'umanità".
Esperto, riscaldamento inevitabile, prepariamoci. "Un aumento di mezzo grado - 1 grado delle temperature in Italia nei prossimi decenni sarà inevitabile. Dovremo adattarci al cambiamento climatico che verrà, gestire i danni. Le temperature medie nel nostro paese sono già salite di 2 gradi dai livelli pre-industriali, più della media globale (1 grado, n.d.r.). Il sistema è alterato, e questo rende più probabile gli eventi meteorologici estremi, come quelli di questi giorni". Lo spiega all'ANSA Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Proprio oggi l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha reso noto che l'anno scorso la concentrazione di CO2 nell'atmosfera a livello globale è aumentata, da 405,5 parti per milione nel 2017 a 407,8 ppm nel 2018. Per Caserini "il problema non è che aumenta la CO2, fatto inevitabile, visto che ci vorranno decenni per riassorbire tutta quella che c'è in atmosfera. Il problema è che aumenta così tanto. La concentrazione nell'atmosfera sale perché le emissioni non scendono e sono maggiori dell'assorbimento. Questo vuol dire un progressivo aumento delle temperature, della desertificazione e degli eventi estremi". "Nessun singolo caso di maltempo che si è verificato in questi giorni in Italia è direttamente attribuibile al riscaldamento globale - spiega lo studioso -. Ma un aumento delle temperature medie rende statisticamente più probabile il verificarsi di questi fenomeni".
Inoltre "non vi è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo", afferma il segretario generale dell'Omm, Petteri Taalas. Il bollettino dei gas serra dell'Omm ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L'aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell'ultimo decennio. I livelli globali di CO2, che resta in atmosfera per secoli e negli oceani ancora più a lungo, hanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. Anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono aumentate in misura maggiore rispetto allo scorso decennio, secondo le osservazioni della rete Global Atmosphere Watch che comprende stazioni nell'Artico remoto, aree montane e isole tropicali. Dal 1990, c'è stato un aumento del 43% della forzatura radiativa totale - l'effetto del riscaldamento sul clima - da parte dei gas serra di lunga durata. La CO2 rappresenta circa l'80% di questo, secondo i dati dell'Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti citati nel Bollettino Omm. Nessun rallentamento, dunque, "per non parlare di un calo, nella concentrazione di gas serra nell'atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici", dice Taalas sottolineando che "dobbiamo tradurre gli impegni in azioni e aumentare il livello di ambizione per il bene del futuro benessere dell'umanità".
Esperto, riscaldamento inevitabile, prepariamoci. "Un aumento di mezzo grado - 1 grado delle temperature in Italia nei prossimi decenni sarà inevitabile. Dovremo adattarci al cambiamento climatico che verrà, gestire i danni. Le temperature medie nel nostro paese sono già salite di 2 gradi dai livelli pre-industriali, più della media globale (1 grado, n.d.r.). Il sistema è alterato, e questo rende più probabile gli eventi meteorologici estremi, come quelli di questi giorni". Lo spiega all'ANSA Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Proprio oggi l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha reso noto che l'anno scorso la concentrazione di CO2 nell'atmosfera a livello globale è aumentata, da 405,5 parti per milione nel 2017 a 407,8 ppm nel 2018. Per Caserini "il problema non è che aumenta la CO2, fatto inevitabile, visto che ci vorranno decenni per riassorbire tutta quella che c'è in atmosfera. Il problema è che aumenta così tanto. La concentrazione nell'atmosfera sale perché le emissioni non scendono e sono maggiori dell'assorbimento. Questo vuol dire un progressivo aumento delle temperature, della desertificazione e degli eventi estremi". "Nessun singolo caso di maltempo che si è verificato in questi giorni in Italia è direttamente attribuibile al riscaldamento globale - spiega lo studioso -. Ma un aumento delle temperature medie rende statisticamente più probabile il verificarsi di questi fenomeni".
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un maestoso articolo che smonta tutte la palle del GW antropicoiniestas ha scritto:https://www.meteolive.it/news/Editorial ... me-/83105/
ho goduto troppo nel leggerlo, le vedove del GW passeranno un brutto quarto d'ora
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non ha influenza diretta sul clima.luca90 ha scritto:Altro nuovo record dei livelli di gas serra. Lo dice l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) nel bollettino pubblicato oggi. Questa tendenza a lungo termine, dicono gli esperti, si traduce in "impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, con temperature in aumento, condizioni meteo più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri".
Inoltre "non vi è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo", afferma il segretario generale dell'Omm, Petteri Taalas. Il bollettino dei gas serra dell'Omm ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L'aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell'ultimo decennio. I livelli globali di CO2, che resta in atmosfera per secoli e negli oceani ancora più a lungo, hanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. Anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono aumentate in misura maggiore rispetto allo scorso decennio, secondo le osservazioni della rete Global Atmosphere Watch che comprende stazioni nell'Artico remoto, aree montane e isole tropicali. Dal 1990, c'è stato un aumento del 43% della forzatura radiativa totale - l'effetto del riscaldamento sul clima - da parte dei gas serra di lunga durata. La CO2 rappresenta circa l'80% di questo, secondo i dati dell'Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti citati nel Bollettino Omm. Nessun rallentamento, dunque, "per non parlare di un calo, nella concentrazione di gas serra nell'atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici", dice Taalas sottolineando che "dobbiamo tradurre gli impegni in azioni e aumentare il livello di ambizione per il bene del futuro benessere dell'umanità".
Esperto, riscaldamento inevitabile, prepariamoci. "Un aumento di mezzo grado - 1 grado delle temperature in Italia nei prossimi decenni sarà inevitabile. Dovremo adattarci al cambiamento climatico che verrà, gestire i danni. Le temperature medie nel nostro paese sono già salite di 2 gradi dai livelli pre-industriali, più della media globale (1 grado, n.d.r.). Il sistema è alterato, e questo rende più probabile gli eventi meteorologici estremi, come quelli di questi giorni". Lo spiega all'ANSA Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Proprio oggi l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha reso noto che l'anno scorso la concentrazione di CO2 nell'atmosfera a livello globale è aumentata, da 405,5 parti per milione nel 2017 a 407,8 ppm nel 2018. Per Caserini "il problema non è che aumenta la CO2, fatto inevitabile, visto che ci vorranno decenni per riassorbire tutta quella che c'è in atmosfera. Il problema è che aumenta così tanto. La concentrazione nell'atmosfera sale perché le emissioni non scendono e sono maggiori dell'assorbimento. Questo vuol dire un progressivo aumento delle temperature, della desertificazione e degli eventi estremi". "Nessun singolo caso di maltempo che si è verificato in questi giorni in Italia è direttamente attribuibile al riscaldamento globale - spiega lo studioso -. Ma un aumento delle temperature medie rende statisticamente più probabile il verificarsi di questi fenomeni".
Ma oltre a riempirti la bocca di quanto scrive l’eminente GEOLOGO - che insegna a ingegneria - nell’intervento ospitato da ML (saranno contenti i lettori laureati in fisica dell’atmosfera, in metereologia etc.) riesci ad argomentare? Rispondi a Luca90 nel merito, spiegaci perché la Co2 non avrebbe influenza diretta sul clima, coraggio scienziato spiega spiegaSalento92 ha scritto:non ha influenza diretta sul clima.luca90 ha scritto:Altro nuovo record dei livelli di gas serra. Lo dice l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) nel bollettino pubblicato oggi. Questa tendenza a lungo termine, dicono gli esperti, si traduce in "impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, con temperature in aumento, condizioni meteo più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri".
Inoltre "non vi è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo", afferma il segretario generale dell'Omm, Petteri Taalas. Il bollettino dei gas serra dell'Omm ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L'aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell'ultimo decennio. I livelli globali di CO2, che resta in atmosfera per secoli e negli oceani ancora più a lungo, hanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. Anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono aumentate in misura maggiore rispetto allo scorso decennio, secondo le osservazioni della rete Global Atmosphere Watch che comprende stazioni nell'Artico remoto, aree montane e isole tropicali. Dal 1990, c'è stato un aumento del 43% della forzatura radiativa totale - l'effetto del riscaldamento sul clima - da parte dei gas serra di lunga durata. La CO2 rappresenta circa l'80% di questo, secondo i dati dell'Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti citati nel Bollettino Omm. Nessun rallentamento, dunque, "per non parlare di un calo, nella concentrazione di gas serra nell'atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici", dice Taalas sottolineando che "dobbiamo tradurre gli impegni in azioni e aumentare il livello di ambizione per il bene del futuro benessere dell'umanità".
Esperto, riscaldamento inevitabile, prepariamoci. "Un aumento di mezzo grado - 1 grado delle temperature in Italia nei prossimi decenni sarà inevitabile. Dovremo adattarci al cambiamento climatico che verrà, gestire i danni. Le temperature medie nel nostro paese sono già salite di 2 gradi dai livelli pre-industriali, più della media globale (1 grado, n.d.r.). Il sistema è alterato, e questo rende più probabile gli eventi meteorologici estremi, come quelli di questi giorni". Lo spiega all'ANSA Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Proprio oggi l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha reso noto che l'anno scorso la concentrazione di CO2 nell'atmosfera a livello globale è aumentata, da 405,5 parti per milione nel 2017 a 407,8 ppm nel 2018. Per Caserini "il problema non è che aumenta la CO2, fatto inevitabile, visto che ci vorranno decenni per riassorbire tutta quella che c'è in atmosfera. Il problema è che aumenta così tanto. La concentrazione nell'atmosfera sale perché le emissioni non scendono e sono maggiori dell'assorbimento. Questo vuol dire un progressivo aumento delle temperature, della desertificazione e degli eventi estremi". "Nessun singolo caso di maltempo che si è verificato in questi giorni in Italia è direttamente attribuibile al riscaldamento globale - spiega lo studioso -. Ma un aumento delle temperature medie rende statisticamente più probabile il verificarsi di questi fenomeni".
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Dare voce a questo soggetto è più allarmante del GW stesso. Spaventoso cosa viene riportato. Un Clima più caldo favorirebbe evaporazione e maggiori precipitazioni. Corretto, ma cosa c'entra con i deserti? Sono luoghi esenti da correnti Oceaniche e prive di umidità. Vengono alcuni definiti freddi per causa dovuta a fortissima escursione termica. E per sua informazione esistono anche i deserti caldi.iniestas ha scritto:https://www.meteolive.it/news/Editorial ... me-/83105/
Gli Incendi? Di una pochezza assoluta. Saranno si in diminuzione, ma forse è il caso di leggere qualcosa di concreto e del perchè mettono in allerta gli esperti.
"I numeri dall'inizio dell'estate sono veramente impressionanti: tra giugno e luglio sono bruciati 700.000 ettari di foreste boreali in Alaska, 150.000 ettari in Alberta (un'area grande più di Los Angeles), almeno 45.500 di ettari in Canada nei territori nordoccidentali in zone di permafrost, un minimo di 3 milioni di ettari in Siberia (secondo le stime ufficiali, ma Greenpeace Russia parla di 4,5 milioni). Un centinaio di grossi incendi si sono sviluppati anche in Groenlandia.
Sebbene secondo gli scienziati il numero globale di incendi sia diminuito nell'ultimo secolo, quello che desta preoccupazione è che questi anomali incendi nell'Artide contribuiscono allo scioglimento dei ghiacci polari e influenzano quindi ulteriormente il cambiamento climatico in corso diminuendo l'albedo, la riflessione dei raggi solari. In controtendenza col resto del pianeta infatti, secondo uno studio recente, i grandi incendi boreali sempre più numerosi non hanno precedenti negli ultimi 10.000 anni, ed è difficile stabilire le conseguenze ecologiche che potrebbero avere e che potrebbero essere drammatiche.
Solo in Groenlandia l'ondata di calore di luglio ha causato lo scioglimento di 197 miliardi di tonnellate di ghiaccio, riporta Time, e a questo bisogna aggiungere gli effetti sul clima della CO2 rilasciata dagli incendi: solo in Siberia si stima siano state immesse in atmosfera almeno 140 milioni tonnellate di biossido di carbonio. Per fare un confronto, un'automobile in media emette 5 tonnellate di CO2 all'anno.
"Per quanto riguarda l'emissione di anidride carbonica", dice a National Geographic Italia Antonello Provenzale, direttore dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR, "la World Meteorological Organization (WMO) ha stimato che gli incendi artici di giugno 2019 abbiano rilasciato in atmosfera tanta CO2 quanta ne emette la Svezia in un intero anno. Inoltre, le aree bruciate possono indurre grandi cambiamenti nell'ecosistema, nella vulnerabilità all'erosione e in generale nell'idrologia, cambiamenti che possono innescare effetti a catena difficili da prevedere e contrastare, specialmente quando l'area bruciata è immensa come in Siberia quest'anno".
In base ai dati raccolti dalla World Metereological Organization, il mese di luglio 2019 è stato il mese più caldo mai registrato nella storia, preceduto anche da un giugno caldissimo, portando aria calda e secca con temperature molto più alte della media stagionale a latitidini estreme. "Le condizioni meteo (e climatiche)", spiega Provenzale, "a parità di numero di inneschi, possono determinare una maggiore o minore estensione dell'area bruciata. Ma l'innesco è quasi sempre antropico, accidentale o doloso, almeno nel Mediterraneo".
Qualunque sia la causa degli incendi siberiani, il risultato è devastante proprio grazie alle temperature anormalmente alte e secche. "Gli studi più recenti basati sulle proiezioni climatiche indicano un potenziale forte aumento della siccità estiva e di conseguenza dell'area bruciata nei prossimi decenni, se non saranno ulteriormente incrementate le misure di controllo", continua Provenzale. "L'Artide, in particolare, è una regione che funge da sentinella dei cambiamenti, dove tutto è accelerato. Sono appena tornato dalla base italiana alle Svalbard, la stazione Dirigibile Italia del CNR, ed è impressionante constatare il rapido arretramento dei ghiacciai artici da un anno all'altro, le alte temperature e lo scongelamento del permafrost: il suolo, un tempo perennemente ghiacciato dell'Artide, ultimamente viene chiamato, con una battuta crudele, il perma-defrost. E quanto succede in Artide non rimane confinato, ma gli effetti si propagano alle medie latitudini attraverso la circolazione atmosferica e marina e, nel caso di rilascio di metano dal permafrost, a scala globale".
Cosa si può fare per contrastare gli incendi? La Russia è il quarto emettitore mondiale di CO2, ma sinora non aveva ratificato il trattato di Parigi sui cambiamenti climatici, lo stesso da cui il presidente Trump negli USA (secondo emettitore dopo la Cina) è uscito nel giugno 2017. Il presidente Putin pare abbia finalmente deciso di ratificarli il prossimo settembre. E' un po' come chiudere il cancello della stalla dopo che i buoi sono scappati, ma è meglio che niente. Ci si augura che presto lo seguano gli USA di Trump, l'Iran (ottavo emettitore mondiale) e la Turchia (18esimo).
Così come è stata lenta la risposta russa per ratificare gli accordi internazionali sul cambiamento climatico, è stata lenta anche la risposta per spegnere gli incendi, concentrati in quattro aree principali: Kamchatka (3.400Ha), Irkutsk, Amur e Yakutia. Dopo due mesi, e dopo che un fumo nero e denso ha invaso diverse città industriali dell'est della Siberia, rendendo alla popolazione difficile respirare e compromettendo i voli, finalmente il 31 luglio sono stati mobilitati circa 2800 vigili del fuoco e 21 aeromobili per spegnere gli incendi, ma solo per 116.000 ettari dei 3 milioni interessati, meno del 4% dell'area totale.
Dal Cremlino è anche partito l'ordine di inviare l'esercito, ma il compito delle forze armate non e' stato specificato, a parte il contributo dei 21 mezzi aerei. Mentre veniva dichiarato lo stato di emergenza in cinque regioni, Il 7 di agosto il ministro Russo delle Risorse Naturali ha specificato che il lavoro si stava concentrando per estinguere incendi in 69 foreste in Krasnoyarsk, 82 in Irkutsk, 15 in Sakha e 28 in un'altra area remota, e quello della difesa ha dichiarato che grazie all'uso di aeromobili sono stati spenti incendi in un'area di 752.000 ettari in quattro giorni, nella prima settimana di agosto. Malgrado ciò il governatore della regione di Krasnoyarsk, Alexander Uss, ha dichiarato alla stampa russa che sarebbe "inutile" e "forse anche dannoso" impiegare migliaia di persone per estinguere le fiamme e l'agenzia Federale delle foreste russa ha continuato a sostenere che i fuochi non erano una minaccia "per le zone urbanizzate e per le imprese economiche", dato che non sono stati registrati morti. Al momento in Krasnoyarsk gli incendi si stanno espandendo, e sono costati la vita ad un vigile del fuoco.
Ma non c'è in gioco solo la vita degli esseri umani. Milioni di animali si sono trovati a fronteggiare gli incendi e sicuramente il prezzo pagato è stato altissimo, anche se forse, data la difficoltà di raggiungere molte aree, non ne sapremo mai per certo le stime. Quel che sappiamo è che il 19 giugno i giornali e i social media sovietici riportavano che un orso polare stremato e affamato entrava in città a Norilsk alla ricerca di cibo, a centinaia di chilometri dal suo habitat naturale. Ci sono anche testimonianze di volpi e orsi bruni che entrano in città fuggendo dagli incendi nelle foreste, mentre gli animali più piccoli muoiono soffocati o bruciati.
Quello che rende l'ecosistema artico biologicamente ricco è anche quello che lo rende infiammabile, ovvero enormi giacimenti di torba ottenuti nel corso della decomposizione millenaria di sfagno, licheni, muschi e altre piante basse. Le torbiere di solito sono composte in massima parte di acqua e non bruciano, ma con la captazione dell'acqua a uso agricolo e le temperature sopra i 30 gradi la torba si asciuga e diventa estremamente infiammabile, provocando inferni da cui è impossibile per gli animali fuggire, aggiungendo una catastrofe biologica al disastro del riscaldamento globale."
Quella poi del riscaldamento globale che provoca eventi estremi è una contraddizione unica. Il fatto di avere un clima più caldo di per se aumenta la possibilità di evento estremo in caso di scambio masse d'aria. Ed è meglio non continuare.
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Eppure la sua influenza sul clima la si conosce già dalla fine del 1800Salento92 ha scritto:non ha influenza diretta sul clima.luca90 ha scritto:Altro nuovo record dei livelli di gas serra. Lo dice l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) nel bollettino pubblicato oggi. Questa tendenza a lungo termine, dicono gli esperti, si traduce in "impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, con temperature in aumento, condizioni meteo più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri".
Inoltre "non vi è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo", afferma il segretario generale dell'Omm, Petteri Taalas. Il bollettino dei gas serra dell'Omm ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L'aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell'ultimo decennio. I livelli globali di CO2, che resta in atmosfera per secoli e negli oceani ancora più a lungo, hanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. Anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono aumentate in misura maggiore rispetto allo scorso decennio, secondo le osservazioni della rete Global Atmosphere Watch che comprende stazioni nell'Artico remoto, aree montane e isole tropicali. Dal 1990, c'è stato un aumento del 43% della forzatura radiativa totale - l'effetto del riscaldamento sul clima - da parte dei gas serra di lunga durata. La CO2 rappresenta circa l'80% di questo, secondo i dati dell'Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti citati nel Bollettino Omm. Nessun rallentamento, dunque, "per non parlare di un calo, nella concentrazione di gas serra nell'atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici", dice Taalas sottolineando che "dobbiamo tradurre gli impegni in azioni e aumentare il livello di ambizione per il bene del futuro benessere dell'umanità".
Esperto, riscaldamento inevitabile, prepariamoci. "Un aumento di mezzo grado - 1 grado delle temperature in Italia nei prossimi decenni sarà inevitabile. Dovremo adattarci al cambiamento climatico che verrà, gestire i danni. Le temperature medie nel nostro paese sono già salite di 2 gradi dai livelli pre-industriali, più della media globale (1 grado, n.d.r.). Il sistema è alterato, e questo rende più probabile gli eventi meteorologici estremi, come quelli di questi giorni". Lo spiega all'ANSA Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Proprio oggi l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha reso noto che l'anno scorso la concentrazione di CO2 nell'atmosfera a livello globale è aumentata, da 405,5 parti per milione nel 2017 a 407,8 ppm nel 2018. Per Caserini "il problema non è che aumenta la CO2, fatto inevitabile, visto che ci vorranno decenni per riassorbire tutta quella che c'è in atmosfera. Il problema è che aumenta così tanto. La concentrazione nell'atmosfera sale perché le emissioni non scendono e sono maggiori dell'assorbimento. Questo vuol dire un progressivo aumento delle temperature, della desertificazione e degli eventi estremi". "Nessun singolo caso di maltempo che si è verificato in questi giorni in Italia è direttamente attribuibile al riscaldamento globale - spiega lo studioso -. Ma un aumento delle temperature medie rende statisticamente più probabile il verificarsi di questi fenomeni".
https://earthobservatory.nasa.gov/featu ... nius_2.php
Comunque ripeto, è corretto sottolineare che spesso nei media ci sia un eccessivo catastrofismo, però è anche giusto non minimizzare il problema, come fanno altrettanti media (vedi i blog e giornali vari).
Anche perchè quando si parla di cambiamenti climatici è necessario anche prevedere gli scenari futuri.
Io, ad esempio, sono ho collaborato con l'Università di Milano per un progetto sull'ottimizzazione della gestione dell'acqua del lago di Como e i principali enti presenti erano un po' preoccupati per la situazione futura, dove nel 2090-2100 potrebbe venire a mancare il contributo nevale, per cui si avrebbe un picco di portata a inizio primavera, mentre d'estate verrebbe a mancare l'acqua.
Nella tavola rotonda finale si discuteva su come ottimizzare la gestione del lago e su come fosse possibile adattarsi ai cambiamenti climatici.
Quindi, soprattutto in ambiente professionale e non mediatico si discute di questi problemi senza allarmismo, ma senza nemmeno negare il problema.
Ad esempio nell'articolo di Tito ci sono numerose lacune:
- il fenomeno della desertificazione non è legato solamente alle precipitazioni, ma anche e soprattutto allo sfruttamento del suolo in ambito agricolo e al consumo di acqua.
- la copertura nevosa ad oggi non ha avuto un trend di diminuzione, anche se ci sono notevoli differenze stagionali, ma in futuro? Alla lunga l'aumento delle temperature preverrà per cui nevicherà a latitudini sempre maggiori e l'aumento di precipitazioni non lo compenserà.
-per i ghiacciai il discorso è analogo, è vero che il singolo iceberg non è causato dal GW (poi dipende da caso a caso) però l'aumento di temperature comporta un generale assottigliamento dei ghiacciai e questo favorisce il distacco di iceberg
In questi esempi si vede come il problema va analizzato in modo oggettivo, senza minimizzare o negare.