Autunno 2019 - monitoriamolo
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Simo98
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Pazzesco...in val di susa raggiunti e superati i 30...non c'è limite al peggioInvernoPerfetto ha scritto:CLAMOROSO il quasi trentello appena sotto i 1000 m sulle Alpi occidentali piemontesi: ad ora 29,3 in località Chiomonte, ma con possibile crescita ulteriore e località potenzialmente più calde nei dintorni: potrebbe rivelarsi uno dei 30elli alpini più tardivi della storia delle Alpi occidentali, qualora si verificasse- e senza centralina urbana con isola di calore( chi vuol intendere, intenda)!! ;
numerosi cmq i 28 in valle di Susa e nell'alessandrino, zona oposta della regione. Torino città vira verso i 26 gradi.
Stamattina è uscito un articolo su LaStampa, corredato di dati scientifici, sui clamorosi cambiamenti climatici di Torino città degli ultimi 30 anni.
Eccone un estratto ( lo dedico a ventomoderato in particolare, mio concittadino ancora inconsapevole):
"TORINO Nei lunghi e freddi inverni del Settecento i Savoia raggiungevano Torino a bordo di una slitta. Immaginare oggi una cosa del genere è da folli. Senza scomodare l’ultima piccola era glaciale, terminata a metà dell’Ottocento, è sufficiente dare un’occhiata ai dati del capoluogo sabaudo per capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi trent’anni: perché se negli anni Ottanta cadevano, in media, 50 centimetri di neve all’anno, gli ultimi rapporti dei climatologi parlano di 19 centimetri. In tre decenni la neve è stata più che dimezzata.
Nessuna stagione è immune: è incominciato l’autunno e non ce ne siamo neppure accorti.
E allora, tra i numeri dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, l’ente intergovernativo che monitora i cambiamenti climatici del pianeta.......................................... vale la pena fotografare la situazione del cambiamento climatico in Piemonte. Partendo dai numeri. Delle neve si è detto: «Oggi questo tipo di precipitazione - spiega Luca Mercalli, meteorologo, a capo della Smi e uno dei massimi esperti sui cambiamenti climatici - è quasi sparita a Torino, città che vanta un record, la più lunga sequenza di registrazione dei dati nivometrici del mondo, a partire dal 1788». Neve, ma anche temperature e giorni di ghiaccio: se fino a trent’anni fa era usuale trascorrere inverni con almeno 100 giorni in cui il termometro scendeva sotto lo zero, ora questo numero si è ridotto: nel 2006-2007, l’inverno più caldo, ci sono stati appena 5 giorni sottozero. «Per tacere dei giorni di ghiaccio, quando minima e massima restano sottozero: spariti» dicono gli esperti.
Cambia il clima e cambiano le abitudini dei Torinesi. Le estati sono estremamente lunghe (la temperatura media è cresciuta, per tutte le stagioni, di 2 gradi), non finiscono più con i primi temporali post Ferragosto, ma si allungano ben oltre la prima parte di settembre. Il 2003 è stato l’anno di svolta: «Da allora in avanti - spiega Mercalli - il termometro è salito in alcuni casi oltre i 40 gradi centigradi, cosa mai accaduta prima. Ecco che le estati torinesi si sono così tropicalizzate». Fino ad allungare la durata.
Del resto ce ne possiamo accorgere dai colori autunnali che, a stagione già iniziata, autunnali non sono per niente. Si vede qualche timido cenno di cambiamento a livello cromatico, ma le foglie, quasi tutte verdi, sono ancora ben salde sui platani dei viali. Ai Santi una volta c’erano le prime brinate, si affacciava la nebbia, ci si muoveva in cappotto. Nella normalità climatica di oggi sarà facile poter circolare in maglietta o, al limite, con un pullover.
E poi arriverà presto l’inverno, oggi così veloce che volerà via in un soffio..."
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Bill Carson
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Nessuno vuole negare il cambiamento in corso, però vediamo di non esagerare. In Brianza (zona simile a Torino climaticamente) in ottobre non si è mai visto nessuno con il cappotto, né si sono mai viste (tranne rarissime eccezioni) le brinate ai primi di ottobre. Negli anni più freddi al limite arrivava qualche brinata a fine mese.InvernoPerfetto ha scritto:CLAMOROSO il quasi trentello appena sotto i 1000 m sulle Alpi occidentali piemontesi: ad ora 29,3 in località Chiomonte, ma con possibile crescita ulteriore e località potenzialmente più calde nei dintorni: potrebbe rivelarsi uno dei 30elli alpini più tardivi della storia delle Alpi occidentali, qualora si verificasse- e senza centralina urbana con isola di calore( chi vuol intendere, intenda)!! ;
numerosi cmq i 28 in valle di Susa e nell'alessandrino, zona oposta della regione. Torino città vira verso i 26 gradi.
Stamattina è uscito un articolo su LaStampa, corredato di dati scientifici, sui clamorosi cambiamenti climatici di Torino città degli ultimi 30 anni.
Eccone un estratto ( lo dedico a ventomoderato in particolare, mio concittadino ancora inconsapevole):
"TORINO Nei lunghi e freddi inverni del Settecento i Savoia raggiungevano Torino a bordo di una slitta. Immaginare oggi una cosa del genere è da folli. Senza scomodare l’ultima piccola era glaciale, terminata a metà dell’Ottocento, è sufficiente dare un’occhiata ai dati del capoluogo sabaudo per capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi trent’anni: perché se negli anni Ottanta cadevano, in media, 50 centimetri di neve all’anno, gli ultimi rapporti dei climatologi parlano di 19 centimetri. In tre decenni la neve è stata più che dimezzata.
Nessuna stagione è immune: è incominciato l’autunno e non ce ne siamo neppure accorti.
E allora, tra i numeri dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, l’ente intergovernativo che monitora i cambiamenti climatici del pianeta.......................................... vale la pena fotografare la situazione del cambiamento climatico in Piemonte. Partendo dai numeri. Delle neve si è detto: «Oggi questo tipo di precipitazione - spiega Luca Mercalli, meteorologo, a capo della Smi e uno dei massimi esperti sui cambiamenti climatici - è quasi sparita a Torino, città che vanta un record, la più lunga sequenza di registrazione dei dati nivometrici del mondo, a partire dal 1788». Neve, ma anche temperature e giorni di ghiaccio: se fino a trent’anni fa era usuale trascorrere inverni con almeno 100 giorni in cui il termometro scendeva sotto lo zero, ora questo numero si è ridotto: nel 2006-2007, l’inverno più caldo, ci sono stati appena 5 giorni sottozero. «Per tacere dei giorni di ghiaccio, quando minima e massima restano sottozero: spariti» dicono gli esperti.
Cambia il clima e cambiano le abitudini dei Torinesi. Le estati sono estremamente lunghe (la temperatura media è cresciuta, per tutte le stagioni, di 2 gradi), non finiscono più con i primi temporali post Ferragosto, ma si allungano ben oltre la prima parte di settembre. Il 2003 è stato l’anno di svolta: «Da allora in avanti - spiega Mercalli - il termometro è salito in alcuni casi oltre i 40 gradi centigradi, cosa mai accaduta prima. Ecco che le estati torinesi si sono così tropicalizzate». Fino ad allungare la durata.
Del resto ce ne possiamo accorgere dai colori autunnali che, a stagione già iniziata, autunnali non sono per niente. Si vede qualche timido cenno di cambiamento a livello cromatico, ma le foglie, quasi tutte verdi, sono ancora ben salde sui platani dei viali. Ai Santi una volta c’erano le prime brinate, si affacciava la nebbia, ci si muoveva in cappotto. Nella normalità climatica di oggi sarà facile poter circolare in maglietta o, al limite, con un pullover.
E poi arriverà presto l’inverno, oggi così veloce che volerà via in un soffio..."
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InvernoPerfetto
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ciao bill, se fai riferimento all'articolo, parla di brinate e cappotti ai Santi, quindi primi di novembre, no primi di ottobre. E infatti è tutto vero: ci fu un tempo che ai primi di novembre a Torino brinava e la nebbia fredda ti costringeva al cappotto. Oggi, ai primi di novembre fioccano i ventelli nelle giornate di sole e di notte si scende appena a una cifra. Ottobre poi non ne parliamo: a parte durante fasi temporanee e brevi di maltempo, sembra un infinito canto del cigno di tarda estate. E i 27 di ieri ( addirittura localmente 29/30 in media mobtagna) íe i 25 di questo pomeriggio ne sono l ennesima provaBill Carson ha scritto:Nessuno vuole negare il cambiamento in corso, però vediamo di non esagerare. In Brianza (zona simile a Torino climaticamente) in ottobre non si è mai visto nessuno con il cappotto, né si sono mai viste (tranne rarissime eccezioni) le brinate ai primi di ottobre. Negli anni più freddi al limite arrivava qualche brinata a fine mese.InvernoPerfetto ha scritto:CLAMOROSO il quasi trentello appena sotto i 1000 m sulle Alpi occidentali piemontesi: ad ora 29,3 in località Chiomonte, ma con possibile crescita ulteriore e località potenzialmente più calde nei dintorni: potrebbe rivelarsi uno dei 30elli alpini più tardivi della storia delle Alpi occidentali, qualora si verificasse- e senza centralina urbana con isola di calore( chi vuol intendere, intenda)!! ;
numerosi cmq i 28 in valle di Susa e nell'alessandrino, zona oposta della regione. Torino città vira verso i 26 gradi.
Stamattina è uscito un articolo su LaStampa, corredato di dati scientifici, sui clamorosi cambiamenti climatici di Torino città degli ultimi 30 anni.
Eccone un estratto ( lo dedico a ventomoderato in particolare, mio concittadino ancora inconsapevole):
"TORINO Nei lunghi e freddi inverni del Settecento i Savoia raggiungevano Torino a bordo di una slitta. Immaginare oggi una cosa del genere è da folli. Senza scomodare l’ultima piccola era glaciale, terminata a metà dell’Ottocento, è sufficiente dare un’occhiata ai dati del capoluogo sabaudo per capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi trent’anni: perché se negli anni Ottanta cadevano, in media, 50 centimetri di neve all’anno, gli ultimi rapporti dei climatologi parlano di 19 centimetri. In tre decenni la neve è stata più che dimezzata.
Nessuna stagione è immune: è incominciato l’autunno e non ce ne siamo neppure accorti.
E allora, tra i numeri dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, l’ente intergovernativo che monitora i cambiamenti climatici del pianeta.......................................... vale la pena fotografare la situazione del cambiamento climatico in Piemonte. Partendo dai numeri. Delle neve si è detto: «Oggi questo tipo di precipitazione - spiega Luca Mercalli, meteorologo, a capo della Smi e uno dei massimi esperti sui cambiamenti climatici - è quasi sparita a Torino, città che vanta un record, la più lunga sequenza di registrazione dei dati nivometrici del mondo, a partire dal 1788». Neve, ma anche temperature e giorni di ghiaccio: se fino a trent’anni fa era usuale trascorrere inverni con almeno 100 giorni in cui il termometro scendeva sotto lo zero, ora questo numero si è ridotto: nel 2006-2007, l’inverno più caldo, ci sono stati appena 5 giorni sottozero. «Per tacere dei giorni di ghiaccio, quando minima e massima restano sottozero: spariti» dicono gli esperti.
Cambia il clima e cambiano le abitudini dei Torinesi. Le estati sono estremamente lunghe (la temperatura media è cresciuta, per tutte le stagioni, di 2 gradi), non finiscono più con i primi temporali post Ferragosto, ma si allungano ben oltre la prima parte di settembre. Il 2003 è stato l’anno di svolta: «Da allora in avanti - spiega Mercalli - il termometro è salito in alcuni casi oltre i 40 gradi centigradi, cosa mai accaduta prima. Ecco che le estati torinesi si sono così tropicalizzate». Fino ad allungare la durata.
Del resto ce ne possiamo accorgere dai colori autunnali che, a stagione già iniziata, autunnali non sono per niente. Si vede qualche timido cenno di cambiamento a livello cromatico, ma le foglie, quasi tutte verdi, sono ancora ben salde sui platani dei viali. Ai Santi una volta c’erano le prime brinate, si affacciava la nebbia, ci si muoveva in cappotto. Nella normalità climatica di oggi sarà facile poter circolare in maglietta o, al limite, con un pullover.
E poi arriverà presto l’inverno, oggi così veloce che volerà via in un soffio..."
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Diamond_Sea
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- Iscritto il: gio mar 26, 2009 7:34 pm
- Località: Roseto Degli Abruzzi(TE)
Il caldo anomalo c'è ovunque in questi giorni. Non sono un esperto del clima del Piemonte ma con il Phoen si possono avere temperature eclatanti anche in Inverno, per non dimenticare i quasi +30 del Gennaio 2017 nel Cunese. Cosa che avviene anche nella mia zona con il Garbino. Come i +18 di minima nel Natale 2009 o i +26 del Febbraio 2014. Spesso sono situazioni locali legate al microclima che reiterano ad amplificare in determinate zone temperature estreme.InvernoPerfetto ha scritto:ciao bill, se fai riferimento all'articolo, parla di brinate e cappotti ai Santi, quindi primi di novembre, no primi di ottobre. E infatti è tutto vero: ci fu un tempo che ai primi di novembre a Torino brinava e la nebbia fredda ti costringeva al cappotto. Oggi, ai primi di novembre fioccano i ventelli nelle giornate di sole e di notte si scende appena a una cifra. Ottobre poi non ne parliamo: a parte durante fasi temporanee e brevi di maltempo, sembra un infinito canto del cigno di tarda estate. E i 27 di ieri ( addirittura localmente 29/30 in media mobtagna) íe i 25 di questo pomeriggio ne sono l ennesima provaBill Carson ha scritto:Nessuno vuole negare il cambiamento in corso, però vediamo di non esagerare. In Brianza (zona simile a Torino climaticamente) in ottobre non si è mai visto nessuno con il cappotto, né si sono mai viste (tranne rarissime eccezioni) le brinate ai primi di ottobre. Negli anni più freddi al limite arrivava qualche brinata a fine mese.InvernoPerfetto ha scritto:CLAMOROSO il quasi trentello appena sotto i 1000 m sulle Alpi occidentali piemontesi: ad ora 29,3 in località Chiomonte, ma con possibile crescita ulteriore e località potenzialmente più calde nei dintorni: potrebbe rivelarsi uno dei 30elli alpini più tardivi della storia delle Alpi occidentali, qualora si verificasse- e senza centralina urbana con isola di calore( chi vuol intendere, intenda)!! ;
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Stamattina è uscito un articolo su LaStampa, corredato di dati scientifici, sui clamorosi cambiamenti climatici di Torino città degli ultimi 30 anni.
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"TORINO Nei lunghi e freddi inverni del Settecento i Savoia raggiungevano Torino a bordo di una slitta. Immaginare oggi una cosa del genere è da folli. Senza scomodare l’ultima piccola era glaciale, terminata a metà dell’Ottocento, è sufficiente dare un’occhiata ai dati del capoluogo sabaudo per capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi trent’anni: perché se negli anni Ottanta cadevano, in media, 50 centimetri di neve all’anno, gli ultimi rapporti dei climatologi parlano di 19 centimetri. In tre decenni la neve è stata più che dimezzata.
Nessuna stagione è immune: è incominciato l’autunno e non ce ne siamo neppure accorti.
E allora, tra i numeri dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, l’ente intergovernativo che monitora i cambiamenti climatici del pianeta.......................................... vale la pena fotografare la situazione del cambiamento climatico in Piemonte. Partendo dai numeri. Delle neve si è detto: «Oggi questo tipo di precipitazione - spiega Luca Mercalli, meteorologo, a capo della Smi e uno dei massimi esperti sui cambiamenti climatici - è quasi sparita a Torino, città che vanta un record, la più lunga sequenza di registrazione dei dati nivometrici del mondo, a partire dal 1788». Neve, ma anche temperature e giorni di ghiaccio: se fino a trent’anni fa era usuale trascorrere inverni con almeno 100 giorni in cui il termometro scendeva sotto lo zero, ora questo numero si è ridotto: nel 2006-2007, l’inverno più caldo, ci sono stati appena 5 giorni sottozero. «Per tacere dei giorni di ghiaccio, quando minima e massima restano sottozero: spariti» dicono gli esperti.
Cambia il clima e cambiano le abitudini dei Torinesi. Le estati sono estremamente lunghe (la temperatura media è cresciuta, per tutte le stagioni, di 2 gradi), non finiscono più con i primi temporali post Ferragosto, ma si allungano ben oltre la prima parte di settembre. Il 2003 è stato l’anno di svolta: «Da allora in avanti - spiega Mercalli - il termometro è salito in alcuni casi oltre i 40 gradi centigradi, cosa mai accaduta prima. Ecco che le estati torinesi si sono così tropicalizzate». Fino ad allungare la durata.
Del resto ce ne possiamo accorgere dai colori autunnali che, a stagione già iniziata, autunnali non sono per niente. Si vede qualche timido cenno di cambiamento a livello cromatico, ma le foglie, quasi tutte verdi, sono ancora ben salde sui platani dei viali. Ai Santi una volta c’erano le prime brinate, si affacciava la nebbia, ci si muoveva in cappotto. Nella normalità climatica di oggi sarà facile poter circolare in maglietta o, al limite, con un pullover.
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Bill Carson
- Messaggi: 642
- Iscritto il: mer ago 16, 2017 11:29 am
- Località: Milano
Sì, chiedo scusa, errore mio.InvernoPerfetto ha scritto:ciao bill, se fai riferimento all'articolo, parla di brinate e cappotti ai Santi, quindi primi di novembre, no primi di ottobre. E infatti è tutto vero: ci fu un tempo che ai primi di novembre a Torino brinava e la nebbia fredda ti costringeva al cappotto. Oggi, ai primi di novembre fioccano i ventelli nelle giornate di sole e di notte si scende appena a una cifra. Ottobre poi non ne parliamo: a parte durante fasi temporanee e brevi di maltempo, sembra un infinito canto del cigno di tarda estate. E i 27 di ieri ( addirittura localmente 29/30 in media mobtagna) íe i 25 di questo pomeriggio ne sono l ennesima provaBill Carson ha scritto:Nessuno vuole negare il cambiamento in corso, però vediamo di non esagerare. In Brianza (zona simile a Torino climaticamente) in ottobre non si è mai visto nessuno con il cappotto, né si sono mai viste (tranne rarissime eccezioni) le brinate ai primi di ottobre. Negli anni più freddi al limite arrivava qualche brinata a fine mese.InvernoPerfetto ha scritto:CLAMOROSO il quasi trentello appena sotto i 1000 m sulle Alpi occidentali piemontesi: ad ora 29,3 in località Chiomonte, ma con possibile crescita ulteriore e località potenzialmente più calde nei dintorni: potrebbe rivelarsi uno dei 30elli alpini più tardivi della storia delle Alpi occidentali, qualora si verificasse- e senza centralina urbana con isola di calore( chi vuol intendere, intenda)!! ;
numerosi cmq i 28 in valle di Susa e nell'alessandrino, zona oposta della regione. Torino città vira verso i 26 gradi.
Stamattina è uscito un articolo su LaStampa, corredato di dati scientifici, sui clamorosi cambiamenti climatici di Torino città degli ultimi 30 anni.
Eccone un estratto ( lo dedico a ventomoderato in particolare, mio concittadino ancora inconsapevole):
"TORINO Nei lunghi e freddi inverni del Settecento i Savoia raggiungevano Torino a bordo di una slitta. Immaginare oggi una cosa del genere è da folli. Senza scomodare l’ultima piccola era glaciale, terminata a metà dell’Ottocento, è sufficiente dare un’occhiata ai dati del capoluogo sabaudo per capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi trent’anni: perché se negli anni Ottanta cadevano, in media, 50 centimetri di neve all’anno, gli ultimi rapporti dei climatologi parlano di 19 centimetri. In tre decenni la neve è stata più che dimezzata.
Nessuna stagione è immune: è incominciato l’autunno e non ce ne siamo neppure accorti.
E allora, tra i numeri dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, l’ente intergovernativo che monitora i cambiamenti climatici del pianeta.......................................... vale la pena fotografare la situazione del cambiamento climatico in Piemonte. Partendo dai numeri. Delle neve si è detto: «Oggi questo tipo di precipitazione - spiega Luca Mercalli, meteorologo, a capo della Smi e uno dei massimi esperti sui cambiamenti climatici - è quasi sparita a Torino, città che vanta un record, la più lunga sequenza di registrazione dei dati nivometrici del mondo, a partire dal 1788». Neve, ma anche temperature e giorni di ghiaccio: se fino a trent’anni fa era usuale trascorrere inverni con almeno 100 giorni in cui il termometro scendeva sotto lo zero, ora questo numero si è ridotto: nel 2006-2007, l’inverno più caldo, ci sono stati appena 5 giorni sottozero. «Per tacere dei giorni di ghiaccio, quando minima e massima restano sottozero: spariti» dicono gli esperti.
Cambia il clima e cambiano le abitudini dei Torinesi. Le estati sono estremamente lunghe (la temperatura media è cresciuta, per tutte le stagioni, di 2 gradi), non finiscono più con i primi temporali post Ferragosto, ma si allungano ben oltre la prima parte di settembre. Il 2003 è stato l’anno di svolta: «Da allora in avanti - spiega Mercalli - il termometro è salito in alcuni casi oltre i 40 gradi centigradi, cosa mai accaduta prima. Ecco che le estati torinesi si sono così tropicalizzate». Fino ad allungare la durata.
Del resto ce ne possiamo accorgere dai colori autunnali che, a stagione già iniziata, autunnali non sono per niente. Si vede qualche timido cenno di cambiamento a livello cromatico, ma le foglie, quasi tutte verdi, sono ancora ben salde sui platani dei viali. Ai Santi una volta c’erano le prime brinate, si affacciava la nebbia, ci si muoveva in cappotto. Nella normalità climatica di oggi sarà facile poter circolare in maglietta o, al limite, con un pullover.
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A margine: solo io ho notato una improvvisa svolta negazionista dell'AGW da parte dei gestori del sito? Sono già 3 articoli in pochi giorni.
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Dati Roma Urbe ultimi giorni di settembre
25 16 °C 26 °C
26 18 °C 26 °C
27 16 °C 27 °C
28 17 °C 26 °C
29 18 °C 26 °C
30 17 °C 25 °C
Media (71/00) 14.3/27.5 settembre 2019 17.2/27.2 (+2.9/-0.3)
Dati Pratica di Mare
media (71/00) 15.8/25.5 settembre 2019 19.4/26.4 (+3.6/+0.9)
Dati Guidonia Aeroporto (i dati sono parziali mancano alcuni giorni)
media (71/00) 14.2/27.4 settembre 2019 15.2/28.0 (+1.0/+0.6)
Dati Roma Fiumicino
media (71/00) 16.0/26.2 settembre 2019 17.3/27.3 (+1.3/+1.1)
Dati Vietrbo Aeroporto
media (71/00) 12.7/25.3 settembre 2019 15.7/27.6 (+3.0/+2.3)
E' curioso che emerge che proprio Roma Urbe nelle max è l'unica sottomedia
tornando semiseri è innegabile un settembre caldo nel lazio ma le max nelle stazioni ufficiali nei dintorni di Roma non mi sembra abbiano avute medie fuori controllo discorso diverso per le minime effettivamente molto alte.
Per quello che riguarda casa mia (aeroporto falconara) questi i dati:
Temp massima registrata proprio ieri 30 settembre con 29 gradi
medie (71/00) 14.0/24.5 settembre 2019 16.1/25.0 (+2.1/+0.5)
anche da me minime molto alte a fronte di max leggermente sopramedia.
Dati Roma Urbe ultimi giorni di settembre
25 16 °C 26 °C
26 18 °C 26 °C
27 16 °C 27 °C
28 17 °C 26 °C
29 18 °C 26 °C
30 17 °C 25 °C
Media (71/00) 14.3/27.5 settembre 2019 17.2/27.2 (+2.9/-0.3)
Dati Pratica di Mare
media (71/00) 15.8/25.5 settembre 2019 19.4/26.4 (+3.6/+0.9)
Dati Guidonia Aeroporto (i dati sono parziali mancano alcuni giorni)
media (71/00) 14.2/27.4 settembre 2019 15.2/28.0 (+1.0/+0.6)
Dati Roma Fiumicino
media (71/00) 16.0/26.2 settembre 2019 17.3/27.3 (+1.3/+1.1)
Dati Vietrbo Aeroporto
media (71/00) 12.7/25.3 settembre 2019 15.7/27.6 (+3.0/+2.3)
E' curioso che emerge che proprio Roma Urbe nelle max è l'unica sottomedia
Per quello che riguarda casa mia (aeroporto falconara) questi i dati:
Temp massima registrata proprio ieri 30 settembre con 29 gradi
medie (71/00) 14.0/24.5 settembre 2019 16.1/25.0 (+2.1/+0.5)
anche da me minime molto alte a fronte di max leggermente sopramedia.
- lities
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- Iscritto il: mar feb 05, 2013 7:12 pm
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Come da previsione qui 10 gocce in croce ieri sera con pluviometro fermo a 0 mm, poi ampie schiarite, nel pomeriggio/sera dovrebbe arrivare il fohn con calo termico a seguire.
Non capisco chi si meraviglia che al nw non ha piovuto, o se l'ha fatto, molto poco
L'ingresso con correnti settentrionali era chiaro!
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ventomoderato
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- Iscritto il: ven ago 19, 2016 9:27 pm
- Località: Venaria
ieri sera a torino nord una bella piovuta intorno le 20. Questa mattina nebbia e cielo coperto. Da circa 1 ora è sereno.lities ha scritto:Come da previsione qui 10 gocce in croce ieri sera con pluviometro fermo a 0 mm, poi ampie schiarite, nel pomeriggio/sera dovrebbe arrivare il fohn con calo termico a seguire.
Non capisco chi si meraviglia che al nw non ha piovuto, o se l'ha fatto, molto poco![]()
L'ingresso con correnti settentrionali era chiaro!