Autunno 2019 - monitoriamolo
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Continuano le giornate gradevoli di fine estate con temperature massime fino a toccare i 20 gradi, ottime per la raccolta di funghi (quest'anno moltissimi
) e prime castagne.
A metà settimana calo effimero della temperatura con probabili venti di fohn e ciao ciao funghi, nella notte tra martedì e mercoledì forse 4 gocce.

Ufficiale reading caldofilo.

A metà settimana calo effimero della temperatura con probabili venti di fohn e ciao ciao funghi, nella notte tra martedì e mercoledì forse 4 gocce.

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MarMediterraneo
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CLAMOROSO il quasi trentello appena sotto i 1000 m sulle Alpi occidentali piemontesi: ad ora 29,3 in località Chiomonte, ma con possibile crescita ulteriore e località potenzialmente più calde nei dintorni: potrebbe rivelarsi uno dei 30elli alpini più tardivi della storia delle Alpi occidentali, qualora si verificasse- e senza centralina urbana con isola di calore( chi vuol intendere, intenda)!! ;
numerosi cmq i 28 in valle di Susa e nell'alessandrino, zona oposta della regione. Torino città vira verso i 26 gradi.
Stamattina è uscito un articolo su LaStampa, corredato di dati scientifici, sui clamorosi cambiamenti climatici di Torino città degli ultimi 30 anni.
Eccone un estratto ( lo dedico a ventomoderato in particolare, mio concittadino ancora inconsapevole):
"TORINO Nei lunghi e freddi inverni del Settecento i Savoia raggiungevano Torino a bordo di una slitta. Immaginare oggi una cosa del genere è da folli. Senza scomodare l’ultima piccola era glaciale, terminata a metà dell’Ottocento, è sufficiente dare un’occhiata ai dati del capoluogo sabaudo per capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi trent’anni: perché se negli anni Ottanta cadevano, in media, 50 centimetri di neve all’anno, gli ultimi rapporti dei climatologi parlano di 19 centimetri. In tre decenni la neve è stata più che dimezzata.
Nessuna stagione è immune: è incominciato l’autunno e non ce ne siamo neppure accorti.
E allora, tra i numeri dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, l’ente intergovernativo che monitora i cambiamenti climatici del pianeta.......................................... vale la pena fotografare la situazione del cambiamento climatico in Piemonte. Partendo dai numeri. Delle neve si è detto: «Oggi questo tipo di precipitazione - spiega Luca Mercalli, meteorologo, a capo della Smi e uno dei massimi esperti sui cambiamenti climatici - è quasi sparita a Torino, città che vanta un record, la più lunga sequenza di registrazione dei dati nivometrici del mondo, a partire dal 1788». Neve, ma anche temperature e giorni di ghiaccio: se fino a trent’anni fa era usuale trascorrere inverni con almeno 100 giorni in cui il termometro scendeva sotto lo zero, ora questo numero si è ridotto: nel 2006-2007, l’inverno più caldo, ci sono stati appena 5 giorni sottozero. «Per tacere dei giorni di ghiaccio, quando minima e massima restano sottozero: spariti» dicono gli esperti.
Cambia il clima e cambiano le abitudini dei Torinesi. Le estati sono estremamente lunghe (la temperatura media è cresciuta, per tutte le stagioni, di 2 gradi), non finiscono più con i primi temporali post Ferragosto, ma si allungano ben oltre la prima parte di settembre. Il 2003 è stato l’anno di svolta: «Da allora in avanti - spiega Mercalli - il termometro è salito in alcuni casi oltre i 40 gradi centigradi, cosa mai accaduta prima. Ecco che le estati torinesi si sono così tropicalizzate». Fino ad allungare la durata.
Del resto ce ne possiamo accorgere dai colori autunnali che, a stagione già iniziata, autunnali non sono per niente. Si vede qualche timido cenno di cambiamento a livello cromatico, ma le foglie, quasi tutte verdi, sono ancora ben salde sui platani dei viali. Ai Santi una volta c’erano le prime brinate, si affacciava la nebbia, ci si muoveva in cappotto. Nella normalità climatica di oggi sarà facile poter circolare in maglietta o, al limite, con un pullover.
E poi arriverà presto l’inverno, oggi così veloce che volerà via in un soffio..."
numerosi cmq i 28 in valle di Susa e nell'alessandrino, zona oposta della regione. Torino città vira verso i 26 gradi.
Stamattina è uscito un articolo su LaStampa, corredato di dati scientifici, sui clamorosi cambiamenti climatici di Torino città degli ultimi 30 anni.
Eccone un estratto ( lo dedico a ventomoderato in particolare, mio concittadino ancora inconsapevole):
"TORINO Nei lunghi e freddi inverni del Settecento i Savoia raggiungevano Torino a bordo di una slitta. Immaginare oggi una cosa del genere è da folli. Senza scomodare l’ultima piccola era glaciale, terminata a metà dell’Ottocento, è sufficiente dare un’occhiata ai dati del capoluogo sabaudo per capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi trent’anni: perché se negli anni Ottanta cadevano, in media, 50 centimetri di neve all’anno, gli ultimi rapporti dei climatologi parlano di 19 centimetri. In tre decenni la neve è stata più che dimezzata.
Nessuna stagione è immune: è incominciato l’autunno e non ce ne siamo neppure accorti.
E allora, tra i numeri dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, l’ente intergovernativo che monitora i cambiamenti climatici del pianeta.......................................... vale la pena fotografare la situazione del cambiamento climatico in Piemonte. Partendo dai numeri. Delle neve si è detto: «Oggi questo tipo di precipitazione - spiega Luca Mercalli, meteorologo, a capo della Smi e uno dei massimi esperti sui cambiamenti climatici - è quasi sparita a Torino, città che vanta un record, la più lunga sequenza di registrazione dei dati nivometrici del mondo, a partire dal 1788». Neve, ma anche temperature e giorni di ghiaccio: se fino a trent’anni fa era usuale trascorrere inverni con almeno 100 giorni in cui il termometro scendeva sotto lo zero, ora questo numero si è ridotto: nel 2006-2007, l’inverno più caldo, ci sono stati appena 5 giorni sottozero. «Per tacere dei giorni di ghiaccio, quando minima e massima restano sottozero: spariti» dicono gli esperti.
Cambia il clima e cambiano le abitudini dei Torinesi. Le estati sono estremamente lunghe (la temperatura media è cresciuta, per tutte le stagioni, di 2 gradi), non finiscono più con i primi temporali post Ferragosto, ma si allungano ben oltre la prima parte di settembre. Il 2003 è stato l’anno di svolta: «Da allora in avanti - spiega Mercalli - il termometro è salito in alcuni casi oltre i 40 gradi centigradi, cosa mai accaduta prima. Ecco che le estati torinesi si sono così tropicalizzate». Fino ad allungare la durata.
Del resto ce ne possiamo accorgere dai colori autunnali che, a stagione già iniziata, autunnali non sono per niente. Si vede qualche timido cenno di cambiamento a livello cromatico, ma le foglie, quasi tutte verdi, sono ancora ben salde sui platani dei viali. Ai Santi una volta c’erano le prime brinate, si affacciava la nebbia, ci si muoveva in cappotto. Nella normalità climatica di oggi sarà facile poter circolare in maglietta o, al limite, con un pullover.
E poi arriverà presto l’inverno, oggi così veloce che volerà via in un soffio..."
In casa non vincete mai fuori si come mai?Salento92 ha scritto:Ennesima giornata estiva quest'oggi con spiagge ancora piene e mare spettacolare, peccato solo per la sconfitta del Lecce
minima 15.6, massima 28.5
Sfondato il muro dei 30 gradi a Castrignano dei Greci con 31.3, Lecce Ovest e Cavallino 30.2
Tornato oggi da Torino e devo ammettere che c'era davvero caldo di giorno e la sera molto mite, stamattina alle 8 sono uscito in camicia e si stava benissimo, tra 18 giorni ci torno vediamo se la temperatura calerà, qua a Sarzana invece umidità alle stelle effetto cambogia, se lavi per terra non si asciuga più, oggi 25° stra umidi con nuvolosità irregolare.