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Appassionato di meteorologia da 40 anni.
A dieci anni alla mia comunione tanto era risaputa la cosa...un mio zio mi ha regalato un cofanetto con due libri.. Il primo era un trattato di meteo ben fatto ma il secondo è stato quello che ha rinnovato la mia passione già pazzesca...si intitolava "Che tempo fa" di Edmondo Bernacca...vabbé non aggiungo altro.
Come molti di voi ho affinato la visione di tutte le forme di precipitazione ai lampioni ho provato tutti i tipi di termometro da quelli semplici a quelli a massima e a minima con la calamita per riposizionare gli aghi...non ci posso pensare le notti insonni...
Ho vissuto prevalentemente a Roma e passando a dare un contributo sul clima posso dirvi che ho osservato durante il passare degli inverni romani le seguenti cose:
Molti giorni di pioggia nei '70 e '80 con temperature intorno ai 5 gradi, quindi molte più nevicate ai castelli e colline laziali....ma pochissimi episodi di neve in città... Cioè dal 5 marzo '71 alla notte del 5 gennaio '85 non si sono avuti episodi significativi di neve nella capitale.
Aó, non so chi di voi la pensa come me , ma sono ancora combattuto nel pensare quanto incida un cambiamento del clima come dichiarano molti e quanto incida una modificazione delle correnti ciclica a livello emisferico...OK dai ci si aggiorna, a presto.
Massimo...
A dieci anni alla mia comunione tanto era risaputa la cosa...un mio zio mi ha regalato un cofanetto con due libri.. Il primo era un trattato di meteo ben fatto ma il secondo è stato quello che ha rinnovato la mia passione già pazzesca...si intitolava "Che tempo fa" di Edmondo Bernacca...vabbé non aggiungo altro.
Come molti di voi ho affinato la visione di tutte le forme di precipitazione ai lampioni ho provato tutti i tipi di termometro da quelli semplici a quelli a massima e a minima con la calamita per riposizionare gli aghi...non ci posso pensare le notti insonni...
Ho vissuto prevalentemente a Roma e passando a dare un contributo sul clima posso dirvi che ho osservato durante il passare degli inverni romani le seguenti cose:
Molti giorni di pioggia nei '70 e '80 con temperature intorno ai 5 gradi, quindi molte più nevicate ai castelli e colline laziali....ma pochissimi episodi di neve in città... Cioè dal 5 marzo '71 alla notte del 5 gennaio '85 non si sono avuti episodi significativi di neve nella capitale.
Aó, non so chi di voi la pensa come me , ma sono ancora combattuto nel pensare quanto incida un cambiamento del clima come dichiarano molti e quanto incida una modificazione delle correnti ciclica a livello emisferico...OK dai ci si aggiorna, a presto.
Massimo...
Ciao benvenutoMax 68 ha scritto:Appassionato di meteorologia da 40 anni.
A dieci anni alla mia comunione tanto era risaputa la cosa...un mio zio mi ha regalato un cofanetto con due libri.. Il primo era un trattato di meteo ben fatto ma il secondo è stato quello che ha rinnovato la mia passione già pazzesca...si intitolava "Che tempo fa" di Edmondo Bernacca...vabbé non aggiungo altro.
Come molti di voi ho affinato la visione di tutte le forme di precipitazione ai lampioni ho provato tutti i tipi di termometro da quelli semplici a quelli a massima e a minima con la calamita per riposizionare gli aghi...non ci posso pensare le notti insonni...
Ho vissuto prevalentemente a Roma e passando a dare un contributo sul clima posso dirvi che ho osservato durante il passare degli inverni romani le seguenti cose:
Molti giorni di pioggia nei '70 e '80 con temperature intorno ai 5 gradi, quindi molte più nevicate ai castelli e colline laziali....ma pochissimi episodi di neve in città... Cioè dal 5 marzo '71 alla notte del 5 gennaio '85 non si sono avuti episodi significativi di neve nella capitale.
Aó, non so chi di voi la pensa come me , ma sono ancora combattuto nel pensare quanto incida un cambiamento del clima come dichiarano molti e quanto incida una modificazione delle correnti ciclica a livello emisferico...OK dai ci si aggiorna, a presto.
Massimo...
Sul GW vs ciclicità climatica il discorso è lungo, io propendo per il GW
Sul discorso romano/laziale/castelli/neve collinare, a mio modesto avviso l'incremento della temperatura anno dopo anno ha abbassato i tempi di ritorno di episodi (brevi) di gelo crudo che quando si verificano riescono a portare la neve con accumulo anche in città e al piano oltre che in collina
l'aumento del caldo (generale) rende molto più difficile la via di messo ossia l'irruzione moderata che prima imbiancava e bene la bassa collina e bagnava di pioggia la città non è più sufficiente
questo discorso per la nostra regione in sostanza si traduce in un innalzamento dello zero termico e della QN a parità di irruzioni moderate del passato, mentre l'irruzione severa riesce a mantenere l'effetto di sempre
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GallagherRM
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I segnali sono chiari e presenti da giorni.
Questo non significa che vi siano certezze di gelo sull'Italia, si può parlare oggi solo di potenziale discesa di aria siberiana alle basse latitudini europee, a mio avviso piuttosto concrete.
Il tema forte è legato alla spinta azzoriana e la sua direttrice, guardando i singoli run perturbatori di GFS mostrano davvero tutte le ipotesi possibili. Sembra, volendo essere sintetici, ancora poco adeguata sia in spinta che posizionamento, per fornire ulteriori certezze.
Intanto la media dei perturbatori GFS indica la convergenza verso una crescente probabilità di aria continentale nel mediterraneo:

Questo non significa che vi siano certezze di gelo sull'Italia, si può parlare oggi solo di potenziale discesa di aria siberiana alle basse latitudini europee, a mio avviso piuttosto concrete.
Il tema forte è legato alla spinta azzoriana e la sua direttrice, guardando i singoli run perturbatori di GFS mostrano davvero tutte le ipotesi possibili. Sembra, volendo essere sintetici, ancora poco adeguata sia in spinta che posizionamento, per fornire ulteriori certezze.
Intanto la media dei perturbatori GFS indica la convergenza verso una crescente probabilità di aria continentale nel mediterraneo:

Segnali molto fumosi direi, almeno per ora.GallagherRM ha scritto:I segnali sono chiari e presenti da giorni.
Questo non significa che vi siano certezze di gelo sull'Italia, si può parlare oggi solo di potenziale discesa di aria siberiana alle basse latitudini europee, a mio avviso piuttosto concrete.
Il tema forte è legato alla spinta azzoriana e la sua direttrice, guardando i singoli run perturbatori di GFS mostrano davvero tutte le ipotesi possibili. Sembra, volendo essere sintetici, ancora poco adeguata sia in spinta che posizionamento, per fornire ulteriori certezze.
Intanto la media dei perturbatori GFS indica la convergenza verso una crescente probabilità di aria continentale nel mediterraneo:
Quando anche gli altri centri di calcolo, europeo in primis vireranno in quella direzione, allora ci si potrà dar peso.
E' da Novembre che GFS mostra carte stupende a 300 e passa ore e che si fanno proclami su queste ultime.
E quante se ne sono realizzate?
Zero.
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magiadellaneve
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Ben trovato a te....di sicuro qualcosa si è modificato...vedremo con i prox anni come si evolve la situazione.iniestas ha scritto:Ciao benvenutoMax 68 ha scritto:Appassionato di meteorologia da 40 anni.
A dieci anni alla mia comunione tanto era risaputa la cosa...un mio zio mi ha regalato un cofanetto con due libri.. Il primo era un trattato di meteo ben fatto ma il secondo è stato quello che ha rinnovato la mia passione già pazzesca...si intitolava "Che tempo fa" di Edmondo Bernacca...vabbé non aggiungo altro.
Come molti di voi ho affinato la visione di tutte le forme di precipitazione ai lampioni ho provato tutti i tipi di termometro da quelli semplici a quelli a massima e a minima con la calamita per riposizionare gli aghi...non ci posso pensare le notti insonni...
Ho vissuto prevalentemente a Roma e passando a dare un contributo sul clima posso dirvi che ho osservato durante il passare degli inverni romani le seguenti cose:
Molti giorni di pioggia nei '70 e '80 con temperature intorno ai 5 gradi, quindi molte più nevicate ai castelli e colline laziali....ma pochissimi episodi di neve in città... Cioè dal 5 marzo '71 alla notte del 5 gennaio '85 non si sono avuti episodi significativi di neve nella capitale.
Aó, non so chi di voi la pensa come me , ma sono ancora combattuto nel pensare quanto incida un cambiamento del clima come dichiarano molti e quanto incida una modificazione delle correnti ciclica a livello emisferico...OK dai ci si aggiorna, a presto.
Massimo...
Sul GW vs ciclicità climatica il discorso è lungo, io propendo per il GW
Sul discorso romano/laziale/castelli/neve collinare, a mio modesto avviso l'incremento della temperatura anno dopo anno ha abbassato i tempi di ritorno di episodi (brevi) di gelo crudo che quando si verificano riescono a portare la neve con accumulo anche in città e al piano oltre che in collina
l'aumento del caldo (generale) rende molto più difficile la via di messo ossia l'irruzione moderata che prima imbiancava e bene la bassa collina e bagnava di pioggia la città non è più sufficiente
questo discorso per la nostra regione in sostanza si traduce in un innalzamento dello zero termico e della QN a parità di irruzioni moderate del passato, mentre l'irruzione severa riesce a mantenere l'effetto di sempre
Intanto seguiamo il presente a livello nazionale.
Grazie per l'accoglienza.
Massimo.
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GallagherRM
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freddopungente
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freddopungente
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