non ci credo, Schifani eletto Presidente del Senato !

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cammach
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non ci credo, Schifani eletto Presidente del Senato !

Messaggio da cammach »

dio mio no....una democrazia che pone Schifani tra le prime cariche dello Stato,.....scusate senza offesa veramente......non mi stupisco piu veramente di niente :lol: :lol: :lol: :lol:
cammach
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Re: non ci credo, Schifani eletto Presidente del Senato !

Messaggio da cammach »

incredibile veramente :shock: :shock:

ma non era meglio Bondi a questo punto :roll:


p.s. premetto che non voglio offendere nessun politico, ma e´ troppo buffa questa :)
cammach
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Re: non ci credo, Schifani eletto Presidente del Senato !

Messaggio da cammach »

e pensare che quella carica era stata ricoperta da on. della caratura di Spadolini, come siamo caduti in basso gente :shock:
PIERDIAVOLO2
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Messaggio da PIERDIAVOLO2 »

Stavolta devo congratularmi,con voi..
qs è un vero scempio e sarà una vergogna a livello non internazionale...ma planetario!!!
perlomeno difenderà il berlusca :twisted: :roll:
ciaooooo
pubblico

Messaggio da pubblico »

meno male che siamo rimasti nei confini della terra, se fossimo a conoscenza di altre forme di vita su altri pianeti diventava uno scandalo intergalattico :lol: una cosa, ma se facevano bondi difendeva veltroni ? :?
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cristiano69
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Messaggio da cristiano69 »

Moriremo tutti per effetto Schifani Presidente :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Ma smettetela di fare i bambini e piangere su :wink:
cammach
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Messaggio da cammach »

tra l´altro, forse un po´ stupito, ho notato che l´elezione di Schifani al soglio del Senato e´ avvenuta nell´indifferenza generale di opinione pubblica. :shock: Siamo in democrazia si dira´! sara anche vero :) l´opposizione di centrosinistra avrebbe votato scheda bianca, ma non me ne puo fregar di meno. Quello che pensavo e´ che ci fosse maggior indignazione popolare fuori dalle aule parlamentari, non tanto per i trascorsi di Schifani ( mi pare abbia una fedina per lo piu´ pulita....) quanto per la mediocrita´ del personaggio (che ho potuto constatare nel tempo sia come statista che come politico) che in questo modo viene ad inficiare una delle massime cariche dello Stato ridicolizzando questa carica dai trascorsi illustri (se non sbaglio la terza dopo Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio).
Quella su Bondi, ovvero il "pallore gonfiato" la mia era per lo piu´ una battuta ma nemmeno tanto; Bondi -per quanto sia stato folgorato sulla via di Arcore- rimane una persona di cultura e per quanto non condivida le sue idee...ci poteva anche stare una sua elezione. Ma Schifani no, c´e´ un limte a tutto ! E l´ávrei detto anche se fossi elettore del PdL :wink:
cammach
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Messaggio da cammach »

alla fine i cortigiani del Cavaliere hanno fatto quadrato attorno a lui affinche´ fosse stato dato il contentino a quello -che a detta del Cavaliere. e´ stato per anni un eccellente capogruppo di FI , ovvero il cortigiano prediletto che si e´ meritato la promozione :lol: ma fatemi il piacere !

meno male che alla Camera e´ stata eletto Presidente una persona almeno degna di questa carica :wink:
PIERDIAVOLO2
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Messaggio da PIERDIAVOLO2 »

Diciamo che la sua elezione contrasta pienamente con il senso democratico storico attribuito al nostro parlamento;i ns vecchi si rivolterebbero nella tomba..
ma i tempi son cambiati:la moralità è divenuta"morbida",i valori del tempo poco diffusi,x cui l'elezione di schifani è a capo di qualcosa che è stato storicamente fondamentale nel passato,ma che ora non lo è più.
I tempi corron e,forse,il parlamento stesso cambierà forma:in tal caso,l'elezione di schifani mi farà meno schifo;se nn altro x 1 bel pudore storico...
cammach
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Messaggio da cammach »

mesdames messieurs, ecco chi é´Schifani ! :)

Chi è Schifani, quindi, lo ricordiamo noi...

"Schifani disse a La Loggia: ‘senti Enrico, dovresti telefonare a Nino Mandalà, perché ha detto che a Villabate Gaspare Giudice non ci deve mettere piede... e quindi c'è la possibilità di recuperare Nino Mandalà, telefonagli'. Il mafioso è quasi divertito. Tanta confusione intorno al suo nome in fondo lo fa sentire importante. Alzare la voce con i politici è sempre un sistema che funziona. E, secondo lui, anche Renato Schifani ne sa qualcosa. Dice Mandalà: ‘Simone, hai presente che Schifani, attraverso questo [il candidato di Misilmeri]... aveva chiesto di avere un incontro con me, se potevo riceverlo. E io gli ho detto no, gli ho detto che ho da fare e che non ho tempo da perdere con lui. Quindi, quando ha capito che lui con me non poteva fare niente, si è rivolto al suo capo Enrico La Loggia che, secondo lui, mi dovrebbe telefonare. Ma vedrai che lui non mi telefonerà. Mi può telefonare che io, una volta, l'ho fatto piangere?
Nell'auto di Simone Castello la domanda del boss di Villabate è seguita da qualche secondo di silenzio. Poi le microspie dei carabinieri registrano la storia di un'amicizia tradita. Una storia di mafia in cui i capibastone minacciano e i politici, terrorizzati, chiedono piangendo perdono.
Mandalà la narra con astio, tutta d'un fiato. Torna con la mente al 1995, l'anno in cui suo figlio Nicola era stato arrestato per la prima volta. Accusa La Loggia di averlo lasciato solo, di averlo ‘completamente abbandonatoì, forse nel timore che qualcuno scoprisse un segreto a quel punto divenuto inconfessabile: lui e Nino Mandalà non solo si conoscevano fin da bambini, ma per anni erano anche stati soci, avevano lavorato fianco a fianco in un'agenzia di brokeraggio assicurativo.
‘Non mi aspettavo che dovesse fare niente, che dovesse fare dichiarazioni alla stampa, ma almeno un messaggio, ‘ti do la mia solidarietà', [mr lo poteva mandare]. Stiamo parlando di un rapporto che risale alla notte dei tempi, quando eravamo tutti e due piccoli - lui è più piccolo di me - [nemmeno] mi ricordo quando ci siamo conosciuti. [Ma] suo padre... era mio padre, lui era un cristiano con i cazzi, non [come] questo pezzo di ****... [Poi siamo stati] soci in affari perché abbiamo avuto assieme una società di brokeraggio assicurativo, lui presidente e io amministratore delegato. [Andavamo] in vacanza assieme...'
Il portaordini di Provenzano cerca d'interromperlo, sembra voler tentare di calmarlo: ‘Va bene, magari è il presidente [dei senatori di Forza Italia e non si può esporre]...'
‘D'accordo, però, dico, in una situazione come questa... Dio mio mandami un messaggio. [Poteva farlo attraverso] ‘sto cornuto di Schifani che [allora] non era [ancora senatore], [ma faceva] l'esperto [il consulente in materie urbanistiche] qua al Comune di Villabate a 54 milioni [di lire] l'anno. Me lo aveva mandato [proprio] il signor La Loggia. Lui [Schifani] mi poteva dire, mi chiamava e mi diceva: ‘Nino vedi che, capisci che non si può esporre però è con te, ti manda '. No, e invece non solo non mi manda [a dire] niente lui, ma Schifani...'
‘Dice che non ti conosce...'
‘Schifani, quando quelli là in Forza Italia, gli chiedono ‘ma che è successo all'amico tuo, al figlio dell'amico tuo' risponde ‘amico mio?...no, manco lo conosco, lo conosco a mala pena'. [Così] il signor Schifani [quando veniva a Villabate] per motivi di lavoro [la consulenza per il Comune] vedeva a me e, minchia, scantonava, scivolava, si spaventava come se... come se prendeva la rogna, capisci? Poi, un giorno, dopo la scarcerazione di Nicola, [io e La Loggia] ci siamo incontrati a un congresso di Forza Italia. Lui viene e mi dice: ‘Nino, io sai per questo incidente di tuo figlio...'.
Gli ho detto: ‘Senti una cosa, tu mi devi fare una cortesia, pezzo di **** che sei, di non permetterti più di rivolgermi la parola'.
‘Ma Nino, ma è mai possibile che tu mi tratti così?'.
‘E perché come si deve trattare? Perché non è possibile spiegarmelo. Chi sei?'
‘No, ma io non dico questo, ma i nostri rapporti...'
‘Ma quale rapporto.'
‘Senti possiamo fare una cosa, ne possiamo parlare in ufficio da me?', ‘Si perché no...' E ci siamo trasferiti in via Duca della Verdura [lo studio di La Loggia].
[...]
Da un certo punto di vista l'astio dell'avvocato Mandalà è perfettamente comprensibile. Lui Schifani e La Loggia li aveva sempre considerati degli amici, tanto che erano stati tra gli ospiti importanti del suo secondo matrimonio, avvenuto nei primi anni Ottanta. A quell'epoca Nino Mandalà era appena rientrato in Sicilia da Bologna, dove lavorava nel mondo delle concessionarie d'auto e dove anche suo figlio Nicola era nato. Con loro aveva fondato la Sicula Brokers, una strana società in cui i suoi futuri leader di Forza Italia sedevano fianco a fianco di imprenditori di odor di mafia e boss di Cosa Nostra.
A scorrere le pagine ingiallite di quei documenti societari c'è da rimanere a bocca aperta: la Sicula Brokers viene creata nel 1979 e tra i soci, accanto a Mandalà, La Loggia e Schifani, compaiono i nomi dell'ingegnere Benny D'Agostino, il titolare delle più grandi imprese di costruzioni marittime italiane, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e di Giuseppe Lombardo, l'amministratore delle società di Nino e Ignazio Salvo, i re delle esattorie siciliane arrestati nel 1984 da Giovanni Falcone perché capi della famiglia mafiosa di Salemi.
La Sicula Brokers è insomma una società simbolo di quella zona grigia nella quale, per anni, borghesia e boss hanno fatto affari.
Palermo del resto è sempre stata così: nel dopoguerra i mafiosi erano i campirei dei ricchi, erano gli uomini di fatica ai quali la borghesia e l'aristocrazia delegavano l'amministrazione delle terre e dei beni. Un rapporto quasi simbiotico, spesso caratterizzato da reciproci scambi di favori. Ecco quindi che Benny D'Agostino, il socio di La Loggia, Schifani e Mandalà, viaggia nei primi anni Ottanta in Ferrari con don Michele Greco, il "papa della mafia"; ospita nelle sue proprietà i latitanti; si dedica con i prestanome di Provenzano, come il boss Pino Lipari, al controllo della spartizione degli appalti pubblici. Ecco quindi che il senatore Giuseppe La Loggia, il padre di Enrico, stando al racconto di Mandalà, si presenta da un capomafia come Turiddu Malta per domandare il suo appoggio elettorale.
Un fatto quasi normale per l'epoca, tanto che del sostegno dato da Cosa Nostra a La Loggia senior parlerà anche Nick Gentile, un pezzo da novanta nella Cosa Nostra made in USA, consigliere di Al Capone e Lucky Luciano.
[...]
Il problema è che la mafia, al contrario della politica, non dimentica. Anche a distanza di anni, anzi di decenni, è difficile scrollarsi di dosso certi rapporti, certe antiche relazioni. Ed è difficile anche per Enrico La Loggia che pure, a metà degli anni Ottanta, fa parte come assessore della prima giunta del sindaco Leoluca Orlando e, per diretta ammissione di Nino Mandalà, in quelle vesti risponde di no alle sue richieste di aiuto.
Così le vittorie elettorali di Forza Italia nelle zone di Villabate e Bagheria, feudi di Provenzano e della famiglia Mandalà, diventano pericolose.
Francesco Campanella, che osserva quanto accade dalla sua poltrona privilegiata di presidente del consiglio comunale, se ne accorge quasi subito. Nel 1994 l'avvocato Nino Mandalà sbandiera i suoi legami importanti. Se ne fa vanto. Dice a Francesco di avere ‘strettissimi rapporti con il senatore', gli parla del suo matrimonio al quale anche lui e Schifani avevano partecipato, e Campanella capisce che non mente. Il nuovo segretario comunale viene scelto dal sindaco Navetta su ‘segnalazione di La Loggia' e la stessa cosa accade con Schifani: ‘I rapporti tra loro erano ancora ottimi durante l'inizio dell'attività politica del Mandalà nel '94, tant'è vero che La Loggia era il suo riferimento all'interno di Forza Italia [...]; a un certo punto Schifani fu segnalato da La Loggia come consulente e quindi nominato dal sindaco come esperto in materia urbanistica. [...] Le quattro varianti al piano regolatore di cui abbiamo parlato, parco suburbano, la variante commerciale, la viabilità, furono tutte concordate dal punto di vista anche di modulazione, di componimento, insomma dal punto di vista giuridico con lo stesso Schifani'.
[...]
Lì Mandalà organizzò tutto per filo e per segno interagendo in prima persona. [...] Mi disse che aveva fatto una riunione con Schifani e con La Loggia e che aveva trovato un accordo per il quale i due segnalavano il progettista del piano regolatore generale, incassando anche una parcella di un certo rilievo [...]. L'accordo, che Mandalà aveva definito con i suoi amici Schifani e La Loggia, era quello di manipolare il piano regolatore, affinché tutte le sue istanze - che poi erano [la richiesta] di variare i terreni dove c'erano gli affari in corso e addirittura di penalizzare quelle della famiglia mafiosa avversaria o delle persone a cui si voleva fare uno sgarbo - fossero prese in considerazione dal progettista e da Schifani [...] Cosa che avvenne, perché poi cominciò questa attività di stesura del piano regolatore e io mi trovai a partecipare a tutte le riunioni che si tennero con lo stesso Schifani, qualche volta allo studio di Schifani e qualche altra volta al Comune. Io [poi] partecipai anche alle riunioni, più tipiche della famiglia mafiosa, in cui Schifani non c'era...'
[...]
Il clan di Villabate si butta a capofitto nell'affare. Dal Nord torna il costruttore che se ne era andato dal paese quando era scoppiata la faida con i Montalto. Si mette in società con Nino Mandalà, assieme a lui contatta tutti i proprietari degli appezzamenti di terreno che sarebbero dovuti diventare edificabili e fa loro firmare dei preliminari di vendita. In buona sostanza la mafia si accaparra tutte le zone in cui si potrà costruire. In un incontro con il sindaco Navetta e i due Mandalà, Francesco discute il piano regolatore e ‘gli inserimenti fatti dal progettista con i pareri di Schifani'.
Domanda il pubblico ministero [a Francesco Campanella]: ‘Io volevo capire questo: le risulta che Schifani fosse al corrente all'epoca degli interessi di Mandalà in relazione all'attività di pianificazione urbanistica del Comune di Villabate?'
‘Assolutamente sì, il Mandalà mi disse che aveva fatto questa riunione con La Loggia e con lo stesso Schifani e l'accordo era appunto nominare, attraverso loro, questo progettista che avrebbe incassato questa grossa parcella che in qualche modo avrebbe condiviso con lo stesso Schifani e La Loggia [...]'
‘Quindi la parcella non sarebbe andata soltanto al progettista?'
‘No, il progettista era il titolare di un interesse economico che era condiviso dallo stesso Schifani e La Loggia'.
[...]
‘...però rimane da capire, signor Campanella, esattamente in che epoca si collocano o si colloca, se colo una, quella riunione tra Mandalà, La Loggia e Schifani in relazione alla pianificazione urbanistica del Comune di Villabate'.
‘Questa si colloca sicuramente in epoca successiva all'arresto di Mandalà Nicola, nell'epoca in cui stavamo adottando questi atti..."

Niente male: ora Renato Schifani è presidente del Senato, seconda carica della Repubblica. Al momento (chissà come mai?!?) nessuno dei "curriculum" pubblicati dai giornali on line cita questi fatti. Mentre i media italiani unanimemente lodano il neo presidente del Senato e si mostrano smemorati (o ignoranti) sul suo passato in Sicilia, i giornali on line esteri, come ad esempio El Pais, pubblicano tutta la biografia di Renato Schifani... compresi i suoi legami con Cosa Nostra!
...e poi qualcuno diceva che il "V2 Day" per la "libera Informazione in libero Stato" era ingiustificato!
ciampinoi
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Messaggio da ciampinoi »

Requisitoria lunga ed esaustiva stile Marco Travaglio, beato chi come te ha tutto questo tempo a disposizione. Comunque mi ripeto per l'ennesima volta, solo per fare un esempio visto che parli di sud Italia e mafia ritengo più grave quello che sta facendo la Regione Calabria (in mano al centrosinistra) che sostiene da anni una commissione per la realizzazione del ponte sullo stretto con sede a Reggio dove vengono pagati profumatamente una cinquantina di professionisti. Questi stanno percependo lo stipendio senza fare assolutamente nulla! Non c'è puzza sotto secondo te?
Inoltre ne abbiamo avuti in passato presidenti di camera e senato "non all'altezza" come sostieni, dalla Pivetti che ora è in giro per le televisioni "gambe all'aria" a Bertinotti che spesso a difeso personaggi dell'estremismo di sinistra dai centri sociali ai condannati all'ergastolo.
Inoltre ti ci metto anche quelli che molti hanno elogiato in passato ed anche adesso tipo Giovanni Spadolini personaggio di cultura che in politica ha commesso molti errori favorendo come molti altri il sistema di corruzione italiano. Ed anche poco educato: una notte di natale negli anni ottanta rientrando nella sua mega villa sulle colline fiorentine (nota bene) con una temp. abbondantemente sottozero passò in auto davanti ai carabinieri che giornalmente facevano la guardia nel giardino e neanche si degnò di alzare lo sguardo; solamente un'ora dopo una delle cameriere al suo servizio ebbe il garbo di offrire loro qualcosa da mangiare e bere per riscaldare questi poveri disgraziati.
Nella mia filosofia di vita ho sempre cercato di espormi nei dialoghi quando non ho "scheletri nell'armadio", altrimenti è meglio parlare di altro.
Ti auguro una buona giornata.
Andrea.
PIERDIAVOLO2
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Messaggio da PIERDIAVOLO2 »

Avete visto,in tv,che putiferio??
Ora voglio proprio vedere quel che succederà..
l'amico "sputtanatore"verrà severamente processato e condannato in qk bunker mentre sulla vicenda calerà il silenzio assoluto!!E Fabio Fazio dovrà prender qk invisibile provvedimento ke non lascerà traccia!!E ne vedrem delle belle,tra poco,che cambierà il cda rai!!Al diavolo la mafia e i mafiosissimi Schifani..
Ciaoo a tutti..
PIERDIAVOLO2
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Messaggio da PIERDIAVOLO2 »

Avete visto,in tv,che putiferio??
Ora voglio proprio vedere quel che succederà..
l'amico "sputtanatore"verrà severamente processato e condannato in qk bunker mentre sulla vicenda calerà il silenzio assoluto!!E Fabio Fazio dovrà prender qk invisibile provvedimento ke non lascerà traccia!!E ne vedrem delle belle,tra poco,che cambierà il cda rai!!Al diavolo la mafia e i mafiosissimi Schifani..
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doctor2
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Messaggio da doctor2 »

non avevo letto quel passo di un libro, penso, di Travaglio , utile ricordare le sue frequentazioni , non lo sapevo, mi era solo antipatico a pelle :D
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RG_sixtyseven
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Messaggio da RG_sixtyseven »

cammach ha scritto:mesdames messieurs, ecco chi é´Schifani ! :)
Niente male: ora Renato Schifani è presidente del Senato, seconda carica della Repubblica. Al momento (chissà come mai?!?) nessuno dei "curriculum" pubblicati dai giornali on line cita questi fatti. Mentre i media italiani unanimemente lodano il neo presidente del Senato e si mostrano smemorati (o ignoranti) sul suo passato in Sicilia, i giornali on line esteri, come ad esempio El Pais, pubblicano tutta la biografia di Renato Schifani... compresi i suoi legami con Cosa Nostra!
...e poi qualcuno diceva che il "V2 Day" per la "libera Informazione in libero Stato" era ingiustificato!
Io sottoscrivo in pieno quello che ha detto Marco Travaglio su Schifani alla trasmissione "Che tempo che fa", cioe' semplicmente la VERITA'.
Mi fanno schifo le subdole scuse di Fabio Fazio, adesso che cambia il CDA Rai anche lui si assoggetta a questo pietoso clima di buonismo.
Santoro continua a parlare....Travaglio continua a scrivere.... Antonio Di Pietro difendici in parlamento......ci sono tanti Italiani che NON DIMENTICANO MANI PULITE e NON DIMENTICANO GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO. :!: :!: :!:

Anche se gli anni passano e i reati si prescrivono, uno puo' avere diritto all'impunita' giuridica ma NON ALLA CANCELLAZIONE DELLA VERITA' STORICA, ricordatevi che i BERLUSCONI, gli SCHIFANI, i DELL'UTRI, NON CAMBIANO CON IL TEMPO CHE PASSA.

Vogliamo la liberta' dell'informazione, l'Italia non è solo quella dell' inciucio Berluscon - Veltroniano... :evil: :evil: :evil:

CASINI... e tu che hai fatto tutta la campagna elettorale su Veltrusconi che fai, adesso stai a guardare ?.....a beh tu hai candidato CUFFARO :wink: :wink: :wink:
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