Cosa dobbiamo intendere per "normalità"?
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orsosiberiano93
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Cosa dobbiamo intendere per "normalità"?
Buongiorno ragazzi, oggi vorrei proporre alla vostra attenzione un quesito che da un pò mi fruga per la testa: cosa si deve intendere davvero per normalità climatica?
Spesso con questa accezione facciamo riferimento a ciò che è stato osservato in tempi più recenti, ad esempio alle medie del secolo scorso. Tuttavia il clima è in continuo cambiamento: mettendo da parte per un attimo ciò che comporta l'azione antropica, il clima e di conseguenza anche i fenomeni meteo sono sempre mutati nel tempo. Basti pensare che durante l'era glaciale di 10000-15000 anni fa, il centro-sud italiano fu forse uno dei luoghi più nevosi della Terra. Di conseguenza quando si dice che il Nord dovrebbe essere più nevoso del Sud, bisogna però pensare che se le diversità di freddo sono logiche per via di latitudine, a diverse età climatiche potrebbero corrispondere diverse disposizioni bariche, anche del tutto naturali, tali per cui il Sud potrebbe ricevere anche delle nevicate più ingenti del nord per lunghi periodi (o quest'ultimo, semplicemente, potrebbe risultare sensibilmente più secco rispetto a quando avveniva nel 900'). Secondo me nella valutazione delle medie, in termini di precipitazioni e temperature, si sbaglia nel tener conto soltanto delle medie più recenti, senza considerare che la Terra esiste da miliardi di anni e le medie di questi miliardi di anni potrebbero essere anche del tutto opposte, seppur noi non ne siamo a conoscenza.
Aspetto vostri interventi oggettivi e soprattutto costruttivi.
Buona giornata.
Spesso con questa accezione facciamo riferimento a ciò che è stato osservato in tempi più recenti, ad esempio alle medie del secolo scorso. Tuttavia il clima è in continuo cambiamento: mettendo da parte per un attimo ciò che comporta l'azione antropica, il clima e di conseguenza anche i fenomeni meteo sono sempre mutati nel tempo. Basti pensare che durante l'era glaciale di 10000-15000 anni fa, il centro-sud italiano fu forse uno dei luoghi più nevosi della Terra. Di conseguenza quando si dice che il Nord dovrebbe essere più nevoso del Sud, bisogna però pensare che se le diversità di freddo sono logiche per via di latitudine, a diverse età climatiche potrebbero corrispondere diverse disposizioni bariche, anche del tutto naturali, tali per cui il Sud potrebbe ricevere anche delle nevicate più ingenti del nord per lunghi periodi (o quest'ultimo, semplicemente, potrebbe risultare sensibilmente più secco rispetto a quando avveniva nel 900'). Secondo me nella valutazione delle medie, in termini di precipitazioni e temperature, si sbaglia nel tener conto soltanto delle medie più recenti, senza considerare che la Terra esiste da miliardi di anni e le medie di questi miliardi di anni potrebbero essere anche del tutto opposte, seppur noi non ne siamo a conoscenza.
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Re: Cosa dobbiamo intendere per "normalità"?
orsosiberiano93 ha scritto:Buongiorno ragazzi, oggi vorrei proporre alla vostra attenzione un quesito che da un pò mi fruga per la testa: cosa si deve intendere davvero per normalità climatica?
Spesso con questa accezione facciamo riferimento a ciò che è stato osservato in tempi più recenti, ad esempio alle medie del secolo scorso. Tuttavia il clima è in continuo cambiamento: mettendo da parte per un attimo ciò che comporta l'azione antropica, il clima e di conseguenza anche i fenomeni meteo sono sempre mutati nel tempo. Basti pensare che durante l'era glaciale di 10000-15000 anni fa, il centro-sud italiano fu forse uno dei luoghi più nevosi della Terra. Di conseguenza quando si dice che il Nord dovrebbe essere più nevoso del Sud, bisogna però pensare che se le diversità di freddo sono logiche per via di latitudine, a diverse età climatiche potrebbero corrispondere diverse disposizioni bariche, anche del tutto naturali, tali per cui il Sud potrebbe ricevere anche delle nevicate più ingenti del nord per lunghi periodi (o quest'ultimo, semplicemente, potrebbe risultare sensibilmente più secco rispetto a quando avveniva nel 900'). Secondo me nella valutazione delle medie, in termini di precipitazioni e temperature, si sbaglia nel tener conto soltanto delle medie più recenti, senza considerare che la Terra esiste da miliardi di anni e le medie di questi miliardi di anni potrebbero essere anche del tutto opposte, seppur noi non ne siamo a conoscenza.
Aspetto vostri interventi oggettivi e soprattutto costruttivi.
Buona giornata.
La normalità climatica è ovviamente un concetto relativo ma se vogliamo utilizzarlo dobbiamo fare riferimento a quanto si è verificato nel trentennio precedente.
ciao...
Guarda dal mio punta di vista questo ragionamento che è più di natura metafisica e filosofica non porta a nulla
Conosciamo il passato almeno nella misura in cui certi fenomeni sono misurabili, dimostrabili e certificabili, conosciamo il presente, possiamo con gli strumenti a nostra disposizione immaginare un futuro che abbia l'orizzonte temporale della nostra vita e di un paio di generazioni, ma certo nessuno di noi e nessun PC costruito dall'uomo può sapere cosa succederà alla terra tra un milione di anni, tanto per fare un esempio.
cui prodest?
risposta: a nessuno
Su questo concorso con Massi 72: è bene riferirsi alla normalità di un periodo facilmente osservabile, misurabile e nettamente a memoria d'uomo , un trentennio va più che bene e vale anche per una proiezione futuristica a trebnta0'nni, seppur con valore meramente predittivo tendenziale e non come previsione probabile
Ogni altro ragionamento svia, d'altronde a nessuno di noi interessa se tra un milione di anni il sole si spegnerà, ma non solo per il fatto che non ci saremo, ma semplicemente perché non esistono elementi, basi di qualsiasi natura o livello che ci permettono di ipotizzare simili scenari, se non a punto a livello di pura immaginazione e fantasia.
Guarda dal mio punta di vista questo ragionamento che è più di natura metafisica e filosofica non porta a nulla
Conosciamo il passato almeno nella misura in cui certi fenomeni sono misurabili, dimostrabili e certificabili, conosciamo il presente, possiamo con gli strumenti a nostra disposizione immaginare un futuro che abbia l'orizzonte temporale della nostra vita e di un paio di generazioni, ma certo nessuno di noi e nessun PC costruito dall'uomo può sapere cosa succederà alla terra tra un milione di anni, tanto per fare un esempio.
cui prodest?
risposta: a nessuno
Su questo concorso con Massi 72: è bene riferirsi alla normalità di un periodo facilmente osservabile, misurabile e nettamente a memoria d'uomo , un trentennio va più che bene e vale anche per una proiezione futuristica a trebnta0'nni, seppur con valore meramente predittivo tendenziale e non come previsione probabile
Ogni altro ragionamento svia, d'altronde a nessuno di noi interessa se tra un milione di anni il sole si spegnerà, ma non solo per il fatto che non ci saremo, ma semplicemente perché non esistono elementi, basi di qualsiasi natura o livello che ci permettono di ipotizzare simili scenari, se non a punto a livello di pura immaginazione e fantasia.
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In parte hai ragione, ma la vera anomalia climatica non sono le anomalie termiche in se per se ma il modo in cui avanzano da pochi decenni a questa parte, essenzialmente dal 1990 in poi.
Nessuno avrebbe immaginato nel 2010 di arrivare a questi livelli nel giro di pochi anni e ho scritto un articolo su questo: sopra-media-cronico-quando-siamo-partit ... 43282.html
Poi ancora sul discorso delle medie sono andato ad interpellare Alessio Grosso in persona affinché lui facesse pressioni su organizzazione meteorologiche che parlassero di tale problema a convegni ed incontri, suggerendo di adottare al alto alla media più recente, in questo caso la 1971-2000 le altre medie climatiche ovvero la 1931-1960, la 1951-1980, la 1961-1990.
Solo in questo modo possiamo avere un quadro più completo della VERA anomalia climatica e del veloce progresso!
caro-sig-alessio-grosso-domanda-su-medi ... 43838.html
Nessuno avrebbe immaginato nel 2010 di arrivare a questi livelli nel giro di pochi anni e ho scritto un articolo su questo: sopra-media-cronico-quando-siamo-partit ... 43282.html
Poi ancora sul discorso delle medie sono andato ad interpellare Alessio Grosso in persona affinché lui facesse pressioni su organizzazione meteorologiche che parlassero di tale problema a convegni ed incontri, suggerendo di adottare al alto alla media più recente, in questo caso la 1971-2000 le altre medie climatiche ovvero la 1931-1960, la 1951-1980, la 1961-1990.
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monte capanne
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orsosiberiano93
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Ciao a tutti. Come voi stessi avete affermato, anche io ritengo che la normalità climatica (nell'accezione oggettiva del termine) non esiste e che bisogna tener conto al più della sequenza degli ultimi 30 anni (normalità relativa) per effettuare tendenze a 20-30 anni sulla base di queste serie storiche. Tuttavia, il senso del mio td era proprio quello di enfatizzare il fatto che spesso ci si lamenta dell'anormalità dell'ultimo periodo, come se gli ultimi 30 anni rappresentassero la regola e il resto della storia meteo-climatica l'eccezione.
scusami ma la norma è un dato statistico che necessariamente si riferisce ad un segmento o periodo di riferimento.orsosiberiano93 ha scritto:Ciao a tutti. Come voi stessi avete affermato, anche io ritengo che la normalità climatica (nell'accezione oggettiva del termine) non esiste e che bisogna tener conto al più della sequenza degli ultimi 30 anni (normalità relativa) per effettuare tendenze a 20-30 anni sulla base di queste serie storiche. Tuttavia, il senso del mio td era proprio quello di enfatizzare il fatto che spesso ci si lamenta dell'anormalità dell'ultimo periodo, come se gli ultimi 30 anni rappresentassero la regola e il resto della storia meteo-climatica l'eccezione.
punto.
le anomalia si misurano convenzionalmente sulle medie trentennali
punto.
ciò che è accaduto 1 milione di anni fa o 500 anni fa e quello che potrebbe accadere tra un milione di anni o tra 500 anni sono esulanti dai nostri riferimenti, per cui risulta invece corretto parlare di anomalia e di normalità climatica ( in senso relativo) in quanto prendiamo un dato e lo confrontiamo con una media convenzionalmente riconosciuta
altro discorso è fare la storia del clima sulla terra, ma è appunto storia, non puoi parlare di norma o di anomalia in riferimento ad un periodo non convenzionalmente accettalo e privo dei requisiti basilari per poter fare un confronto attendibile( vedi ad esempio numero di abitanti della terra, etc etc)
ciao
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Lupo Silano
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