Nowcasting dei ghiacci in Antartico e Artico

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Rio ha scritto:


Un campo magnetico dal "respiro" degli oceani, ci aiuterà a capire il global warming



Grazie alle misurazioni dei satelliti Esa della costellazione Swarm, gli scienziati hanno ottenuto la mappa più completa del debole segnale generato dalle grandi masse d'acqua salata quando si spostano con le maree. Con questo strumento potremo osservare le correnti e come si sposta il calore attraverso il globo.

di MATTEO MARINI




IL "RESPIRO" degli oceani trasforma le maree in una gigantesca dinamo, che genera un altro campo magnetico, molto più debole rispetto a quello terrestre. Per la prima volta il magnetismo degli oceani è stato mappato e misurato con grandissima precisione dai satelliti dell'Agenzia spaziale europea. E anche se si tratta di un segnale sfuggente, può dirci molto su come si comportano gli oceani e, come conseguenza, anche sui cambiamenti climatici in atto.


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I tre satelliti della costellazione Swarm dell'Esa, lanciati nel 2013, hanno misurato da una quota tra i 460 e i 530 chilometri, i lievi sussulti di questo campo magnetico. Il movimento di grandi masse d'acqua salata dovuto all'attrazione della Luna, infatti, oltre che a dar vita alle maree visibili a occhio nudo, genera una debolissima corrente elettrica interagendo con il campo magnetico terrestre. Questo dà origine a un altro campo che varia in base a come "respirano" i mari.


Immagine


I risultati di questa nuova mappa del campo magnetico oceanico sono stati presentati allo European Geosciences Union meeting di Vienna, in Austria: "Abbiamo usato i satelliti della missione Swarm per misurare il segnale delle maree oceaniche dalla superficie fino ai fondali - ha spiegato Nils Olsen, dell'Università tecnica della Danimarca - e questo ci dà una visione globale di come gli oceani scorrono a tutte le profondità. E questa è una novità".


Immagine


I satelliti Swarm sono in grado di mappare come cambia questo campo magnetico "supplementare" nel corso di 24 ore, con una precisione sorprendente, visto che il segnale (2-2,5 nanotesla) finora è rimasto nascosto da quello dominante. Infatti è qualcosa come 20.000 volte più debole rispetto al campo magnetico terrestre. Quello creato dai movimenti di un altro oceano, di ferro fuso, nascosto nel nucleo che ci protegge dalle radiazioni solari e che orienta le bussole da sud a nord.


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Come un elettrocardiogramma che ausculta i "battiti" oceanici, la missione Swarm ci mostra come fluiscono le acque e forse ci diranno come viaggia il calore tra le onde e le correnti marine. Un nuovo tassello per analizzare i cambiamenti climatici in atto: "Poiché gli oceani assorbono calore dall'aria, seguire come viene assorbito, distribuito e immagazzinato, principalmente in profondità è importante per capire il nostro clima che cambia" ha aggiunto Olsen.

Le misurazioni di Swarm hanno anche prodotto una nuova mappa della litosfera magnetica. Si tratta dei segnali generati dalle rocce che stanno sotto i nostri piedi, anch'esse producono un debolissimo campo magnetico, se confrontato con quello generato dal nucleo terrestre. Anche in questo caso, quella ottenuta dai dati satellitari è la più dettagliata mappa mai generata e ci aiuterà a comprendere meglio la storia evolutiva del nostro pianeta.


http://www.repubblica.it/scienze/2018/0 ... 193605661/


Ringrazio per la concessione - Repubblica.it
Letto pure io, molto interessante.

Da quello che ho capito in poche parole non sconfessa in alcun modo la teoria del GW ma anzi permette di capire in che modo il calore viene assorbito dagli oceani e come viene distribuito. Infatti è grazie agli oceani (serve molta più energia per scaldare l'acqua rispetto alla terraferma) che non abbiamo anomalie ancora superiori.

Fonte NOAA
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Comunque io sono aperto a qualunque idea :D Basta portare le dovute spiegazioni
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IMadeYouReadThis
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Rio ha scritto:


Un campo magnetico dal "respiro" degli oceani, ci aiuterà a capire il global warming



Grazie alle misurazioni dei satelliti Esa della costellazione Swarm, gli scienziati hanno ottenuto la mappa più completa del debole segnale generato dalle grandi masse d'acqua salata quando si spostano con le maree. Con questo strumento potremo osservare le correnti e come si sposta il calore attraverso il globo.

di MATTEO MARINI




IL "RESPIRO" degli oceani trasforma le maree in una gigantesca dinamo, che genera un altro campo magnetico, molto più debole rispetto a quello terrestre. Per la prima volta il magnetismo degli oceani è stato mappato e misurato con grandissima precisione dai satelliti dell'Agenzia spaziale europea. E anche se si tratta di un segnale sfuggente, può dirci molto su come si comportano gli oceani e, come conseguenza, anche sui cambiamenti climatici in atto.


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I tre satelliti della costellazione Swarm dell'Esa, lanciati nel 2013, hanno misurato da una quota tra i 460 e i 530 chilometri, i lievi sussulti di questo campo magnetico. Il movimento di grandi masse d'acqua salata dovuto all'attrazione della Luna, infatti, oltre che a dar vita alle maree visibili a occhio nudo, genera una debolissima corrente elettrica interagendo con il campo magnetico terrestre. Questo dà origine a un altro campo che varia in base a come "respirano" i mari.


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I risultati di questa nuova mappa del campo magnetico oceanico sono stati presentati allo European Geosciences Union meeting di Vienna, in Austria: "Abbiamo usato i satelliti della missione Swarm per misurare il segnale delle maree oceaniche dalla superficie fino ai fondali - ha spiegato Nils Olsen, dell'Università tecnica della Danimarca - e questo ci dà una visione globale di come gli oceani scorrono a tutte le profondità. E questa è una novità".


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I satelliti Swarm sono in grado di mappare come cambia questo campo magnetico "supplementare" nel corso di 24 ore, con una precisione sorprendente, visto che il segnale (2-2,5 nanotesla) finora è rimasto nascosto da quello dominante. Infatti è qualcosa come 20.000 volte più debole rispetto al campo magnetico terrestre. Quello creato dai movimenti di un altro oceano, di ferro fuso, nascosto nel nucleo che ci protegge dalle radiazioni solari e che orienta le bussole da sud a nord.


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Come un elettrocardiogramma che ausculta i "battiti" oceanici, la missione Swarm ci mostra come fluiscono le acque e forse ci diranno come viaggia il calore tra le onde e le correnti marine. Un nuovo tassello per analizzare i cambiamenti climatici in atto: "Poiché gli oceani assorbono calore dall'aria, seguire come viene assorbito, distribuito e immagazzinato, principalmente in profondità è importante per capire il nostro clima che cambia" ha aggiunto Olsen.

Le misurazioni di Swarm hanno anche prodotto una nuova mappa della litosfera magnetica. Si tratta dei segnali generati dalle rocce che stanno sotto i nostri piedi, anch'esse producono un debolissimo campo magnetico, se confrontato con quello generato dal nucleo terrestre. Anche in questo caso, quella ottenuta dai dati satellitari è la più dettagliata mappa mai generata e ci aiuterà a comprendere meglio la storia evolutiva del nostro pianeta.


http://www.repubblica.it/scienze/2018/0 ... 193605661/


Ringrazio per la concessione - Repubblica.it
Letto pure io, molto interessante.

Da quello che ho capito in poche parole non sconfessa in alcun modo la teoria del GW ma anzi permette di capire in che modo il calore viene assorbito dagli oceani e come viene distribuito. Infatti è grazie agli oceani (serve molta più energia per scaldare l'acqua rispetto alla terraferma) che non abbiamo anomalie ancora superiori.

Fonte NOAA
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vignaiolo
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Messaggio da vignaiolo »

sei aperto a ogi idea ma le smonti tutte... probabilmente hai anche ragione ma con te è difficile parlare girala come vuoi il risultato è sempre lo stesso: vinci tu...
vince1986
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Messaggio da vince1986 »

vignaiolo ha scritto:sei aperto a ogi idea ma le smonti tutte... probabilmente hai anche ragione ma con te è difficile parlare girala come vuoi il risultato è sempre lo stesso: vinci tu...
beh, se Imade spiega il suo punto di vista e l'unico modo per controbattere è riportare altri studi senza rispondere direttamente il confronto non esiste proprio.
vignaiolo
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Messaggio da vignaiolo »

ripeto probabilmente ha ragione ma è l'atteggiamento che per me è sbagliato sempre da primo della classe che non sbaglia mai... l'ultima parola è sempre la sua.. parlassimo di matematica non ci sono dubbi che 2 più 2 fa quattro ma nella climatologia non è cosi...
vignaiolo
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Messaggio da vignaiolo »

poi le sue fonti da per scontato che siano affidabili quelle degli altri invece sempre secondo lui fanno acqua da tutte le parti...mahh
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luca90
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Messaggio da luca90 »

vignaiolo ha scritto:poi le sue fonti da per scontato che siano affidabili quelle degli altri invece sempre secondo lui fanno acqua da tutte le parti...mahh
Le fonti sono sempre importanti. L'apprendimento quello vero, avviene mediante coloro che possono realmente aumentarci il bagaglio culturale o per lo meno darci un'idea Scientificamente corretta. Le fonti di IMade sono decisamente attendibili. :wink:
vignaiolo
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Messaggio da vignaiolo »

contro i made e luca ho perso in partenza inutile giocare con loro 2 ....
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

vignaiolo ha scritto:ripeto probabilmente ha ragione ma è l'atteggiamento che per me è sbagliato sempre da primo della classe che non sbaglia mai... l'ultima parola è sempre la sua.. parlassimo di matematica non ci sono dubbi che 2 più 2 fa quattro ma nella climatologia non è cosi...
Uh macchè spero non ti sia fatto un'idea sbagliato. Io non voglio assolutamente essere il primo della classe. Anzi mi stan proprio sul c... :wink:
Però se uno mi fa i risolini tentando di prendermi per il sedere non ci sto.

Comunque tutta la scienza è basata sullo smontare le teorie altrui :lol:
Rio

Messaggio da Rio »

E chi dice che sto sbagliando in partenza ????
Si faccia avanti 😎
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

Rio ha scritto:E chi dice che sto sbagliando in partenza ????
Si faccia avanti 😎
Rio ha scritto:

Ma non ci avevano detto che la neve sarebbe sparita, causa riscaldamento globale?!?
Dopo aver scritto questo ti ho solamente risposto che stavi sbagliando perchè nessuno ha mai detto che la neve sarebbe sparita nel 2018 a causa del GW

Nessuna polemica inutile.
Rio

Messaggio da Rio »

IMadeYouReadThis ha scritto:
Rio ha scritto:E chi dice che sto sbagliando in partenza ????
Si faccia avanti 😎
Rio ha scritto:

Ma non ci avevano detto che la neve sarebbe sparita, causa riscaldamento globale?!?
Dopo aver scritto questo ti ho solamente risposto che stavi sbagliando perchè nessuno ha mai detto che la neve sarebbe sparita nel 2018 a causa del GW

Nessuna polemica inutile.
È già un approccio costruttivo.. 👍🖐️🖐️
il conte
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Messaggio da il conte »

IMadeYouReadThis ha scritto:
il conte ha scritto:
vero.
a parte che ha sempre indicato data dal 2015, ecco qualcun altro

Prof Valentina Zharkova, of Northumbria University
Prof Simon Shepherd, of Bradford University
Dr E Popova, of Moscow State University
Prof Judah Cohen
Livingston e Penn
Indrani Roy, University of Exeter

Gray, L. J
Zharkova http://theconversation.com/the-mini-ice ... tion-45037
Simon Sheperd? Professore di Matematica Computazionale..
"In an experimental investigation, we demonstrated that temporarily activating system-justification motivation produced memory biases and exacerbated skepticism about global climate change. More specifically, we adapted a system-dependence manipulation developed by Kay, Gaucher, Peach et al. (2009; see also Shepherd & Kay, 2012) and found that when people were led to believe that the political system exerted a strong (vs. weak) impact on their life circumstances, they were more likely to misremember details from a newspaper article they read earlier in the session. Importantly, all of the memory errors were in a system-exonerating direction: The proportion of man-made carbon emissions was recalled as being less than actually reported, and the scientists who reported errors in the much-maligned 2007 report by the Intergovernmental Panel on Climate Change were misidentified as skeptics rather than believers in anthropogenic climate change (Hennes et al., 2011).
Poi vabbè nulla togliere al povero Simon Sheperd ma comincerei ad avere qualche dubbio a proposito della sanità mentale di un individuo che vede gli ebrei come causa di problemi della società occidentale. Oltre a questo è convinto che l'Olocausto non sia esistito :lol:
Judah Cohen? :lol: Quello che dell'amplificazione artica per spiegare le ondate fredde alle medie latitudini a causa del riscaldamento globale? Non penso sia tanto contrario alla teoria del riscaldamento globale per opera dell'uomo
https://www.nytimes.com/2010/12/26/opin ... .html?_r=0
Livingston e Penn. Avevano solamente previsto in un lavoro del 2009 la sparizione dei sunspot entro il 2015. A parte che non è avvenuto comunque non vedo dove si parli di cambiamento climatico
Il paper della Popova non è stato riconosciuto se non sbaglio

Su indrani Roy non ho trovato nulla
L'ultimo sicuro non sia William M. Gray?

Su Abdussamatov errore mio, ho confuso gli anni dei suoi scritti con il 2014 (primo anno della NuovaEraGlaciale), poi portata al 2015 e infine 2016. Nelle ultime dichiarazioni dell'anno scorso ha detto "the ice age has arrived". Chissà dove...

https://www.independent.co.uk/environme ... 13016.html
Questo è molto interessante (da cui è tratto il commentino su shepperd)
https://www.psychologicalscience.org/ob ... ge-skeptic

Solar cyclic variability can modulate winter Arctic climate
Indrani Roy
Scientific Reportsvolume 8, Article number: 4864 (2018)
doi:10.1038/s41598-018-22854-0
Download Citation
Atmospheric dynamicsClimate sciences
Received:
09 June 2017
Accepted:
01 March 2018
Published online:
20 March 2018
Abstract
This study investigates the role of the eleven-year solar cycle on the Arctic climate during 1979–2016. It reveals that during those years, when the winter solar sunspot number (SSN) falls below 1.35 standard deviations (or mean value), the Arctic warming extends from the lower troposphere to high up in the upper stratosphere and vice versa when SSN is above. The warming in the atmospheric column reflects an easterly zonal wind anomaly consistent with warm air and positive geopotential height anomalies for years with minimum SSN and vice versa for the maximum. Despite the inherent limitations of statistical techniques, three different methods – Compositing, Multiple Linear Regression and Correlation – all point to a similar modulating influence of the sun on winter Arctic climate via the pathway of Arctic Oscillation. Presenting schematics, it discusses the mechanisms of how solar cycle variability influences the Arctic climate involving the stratospheric route. Compositing also detects an opposite solar signature on Eurasian snow-cover, which is a cooling during Minimum years, while warming in maximum. It is hypothesized that the reduction of ice in the Arctic and a growth in Eurasia, in recent winters, may in part, be a result of the current weaker solar cycle.
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

il conte ha scritto:

Solar cyclic variability can modulate winter Arctic climate
Indrani Roy
Scientific Reportsvolume 8, Article number: 4864 (2018)
doi:10.1038/s41598-018-22854-0
Download Citation
Atmospheric dynamicsClimate sciences
Received:
09 June 2017
Accepted:
01 March 2018
Published online:
20 March 2018
Abstract
This study investigates the role of the eleven-year solar cycle on the Arctic climate during 1979–2016. It reveals that during those years, when the winter solar sunspot number (SSN) falls below 1.35 standard deviations (or mean value), the Arctic warming extends from the lower troposphere to high up in the upper stratosphere and vice versa when SSN is above. The warming in the atmospheric column reflects an easterly zonal wind anomaly consistent with warm air and positive geopotential height anomalies for years with minimum SSN and vice versa for the maximum. Despite the inherent limitations of statistical techniques, three different methods – Compositing, Multiple Linear Regression and Correlation – all point to a similar modulating influence of the sun on winter Arctic climate via the pathway of Arctic Oscillation. Presenting schematics, it discusses the mechanisms of how solar cycle variability influences the Arctic climate involving the stratospheric route. Compositing also detects an opposite solar signature on Eurasian snow-cover, which is a cooling during Minimum years, while warming in maximum. It is hypothesized that the reduction of ice in the Arctic and a growth in Eurasia, in recent winters, may in part, be a result of the current weaker solar cycle.
Oh finalmente. Bello questo studio.

L'unica cosa, peccato che pecchi in 2 punti a mio parere, o perlomeno è giusto se scremiamo la situazione attuale togliendo il GW. In poche parole, da quel poco che ho letto, Roy ha standardizzato i risultati ponendo lo studio in un clima "ideale" non condizionato dal warming

Partendo da:
It is hypothesized that the reduction of ice in the Arctic and a growth in Eurasia, in recent winters, may in part, be a result of the current weaker solar cycle.

Si dà la colpa all'aumento della nevosità in Eurasia e la diminuzione del ghiaccio artico a causa del ciclo debole corrente.
Ma qui parto subito una domanda:

Si dà la colpa ai massimi solari degli anni 70/80/90 per il riscaldamento. Con un massimo solare però a causa delle interazioni strato tropo secondo la Roy ci sarebbe dovuto essere un aumento dei ghiacci, ciò non c'è stato
Immagine

Stessa cosa se parliamo dello snow cover. Vedo dati discordanti con lo studio (senza ovviamente fare la scrematura che ha fatto la Roy togliendo gli effetti del GW)
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https://www.ncdc.noaa.gov/snow-and-ice/ ... eurasia/12

Comunque grazie, appena ho tempo provo a leggermelo bene :D
il conte
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Messaggio da il conte »

IMadeYouReadThis ha scritto:
il conte ha scritto:

Solar cyclic variability can modulate winter Arctic climate
Indrani Roy
Scientific Reportsvolume 8, Article number: 4864 (2018)
doi:10.1038/s41598-018-22854-0
Download Citation
Atmospheric dynamicsClimate sciences
Received:
09 June 2017
Accepted:
01 March 2018
Published online:
20 March 2018
Abstract
This study investigates the role of the eleven-year solar cycle on the Arctic climate during 1979–2016. It reveals that during those years, when the winter solar sunspot number (SSN) falls below 1.35 standard deviations (or mean value), the Arctic warming extends from the lower troposphere to high up in the upper stratosphere and vice versa when SSN is above. The warming in the atmospheric column reflects an easterly zonal wind anomaly consistent with warm air and positive geopotential height anomalies for years with minimum SSN and vice versa for the maximum. Despite the inherent limitations of statistical techniques, three different methods – Compositing, Multiple Linear Regression and Correlation – all point to a similar modulating influence of the sun on winter Arctic climate via the pathway of Arctic Oscillation. Presenting schematics, it discusses the mechanisms of how solar cycle variability influences the Arctic climate involving the stratospheric route. Compositing also detects an opposite solar signature on Eurasian snow-cover, which is a cooling during Minimum years, while warming in maximum. It is hypothesized that the reduction of ice in the Arctic and a growth in Eurasia, in recent winters, may in part, be a result of the current weaker solar cycle.
Oh finalmente. Bello questo studio.

L'unica cosa, peccato che pecchi in 2 punti a mio parere, o perlomeno è giusto se scremiamo la situazione attuale togliendo il GW. In poche parole, da quel poco che ho letto, Roy ha standardizzato i risultati ponendo lo studio in un clima "ideale" non condizionato dal warming

Partendo da:
It is hypothesized that the reduction of ice in the Arctic and a growth in Eurasia, in recent winters, may in part, be a result of the current weaker solar cycle.

Si dà la colpa all'aumento della nevosità in Eurasia e la diminuzione del ghiaccio artico a causa del ciclo debole corrente.
Ma qui parto subito una domanda:

Si dà la colpa ai massimi solari degli anni 70/80/90 per il riscaldamento. Con un massimo solare però a causa delle interazioni strato tropo secondo la Roy ci sarebbe dovuto essere un aumento dei ghiacci, ciò non c'è stato
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Stessa cosa se parliamo dello snow cover. Vedo dati discordanti con lo studio (senza ovviamente fare la scrematura che ha fatto la Roy togliendo gli effetti del GW)
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https://www.ncdc.noaa.gov/snow-and-ice/ ... eurasia/12

Comunque grazie, appena ho tempo provo a leggermelo bene :D

figurati!
grazie delle osservazioni, ci si ragionerà insieme...
buona giornata per ora!
:D :D
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