Analizziamo i flussi di calore a 100hPa fra 45-75 N

I flussi presentano una decisa impennata bene al di sopra dei valori climatici osservati; dopo il picco si prevede una flessione con mantenimento di valori sopra media climatica.
Analizziamo le anomalie dei flussi di calore a 100hPa fra 45-75 N mediate su 40 gg antecedenti al riferimento temporale.
Grafico di mia implementazione

Si nota il superamento netto in previsione, della soglia media di condizionamento da ESE warm, in base alla teoria Waugh e Polvani.
Grafico a cura di CCT

Per CCT l’indice in oggetto supererà, in tendenza, di poco la soglia minima di condizionamento da ESE warm in base alla teoria Waugh e Polvani.
Appare quindi un’incongruenza fra i due grafici. Tuttavia noto che, mentre il grafico di mia implementazione ha subito cambiamenti nei valori con aggiornamento su base dati MERRA2 negli ultimi giorni, il grafico a cura di CCT, rimane fisso dimostrando tale fatto, che probabilmente lo stesso grafico non è aggiornato.
Monitoraggio e previsione indice NAM e SEI a 10 hPa 65-90 N

Inoltre, se si esamina il grafico a cura di CCT riguardante gli indici NAM e SEI, appare un deciso sforamento, da parte di entrambi gli indici, della soglia statistica di -3 per il condizionamento da ESE warm. Fatto questo, che avvalorerebbe ancor più la non congruenza del grafico delle anomalie di flusso a 100 hPa curato dallo stesso CCT, a cui per altro, il SEI si relaziona.
Passiamo agli effetti troposferici.
Esaminiamo la distribuzione di temperatura su tutta la colonna d’aria

Intensità e anomalia dei valori del vento zonale su tutta la colonna d’aria

Il valore standardizzato dell’anomalia di pressione fra i 65-90N per varie quote isobariche fino alla tropopausa

Si nota come, fino al 21febbraio circa, a tutte le quote esaminate, ci sia una salita in geopotenziale; mentre poi, seguirebbe una flessione, rimanendo comunque, la grandezza, sempre in valori postivi.
Occupiamoci ora degli effetti barici, termici e in vorticità potenziale indotta alle alte quote troposferiche.
Geopotenziale e temperatura sulla superficie Isobarica di 150 hPa – Reading 240 h

Si nota la bilobazione del vp con netta distinzione fra lobo canadese e siberiano; il primo presenta dei valori in geopotenziale al core di 1232 dam, mentre il secondo di 1286 dam; una differenza notevole.
Si vede inoltre un’intrusione di alti geopotenziali sull’oceano Atlantico ed un accenno in rotazione oraria del lobo siberiano a traslare timidamente verso O.
Vorticità potenziale sulla superficie Isoentropica di 380 K – Reading 240 h

Quanto esposto sopra, viene confermato anche nella relativa carta di vorticità potenziale sull’isoentropica di 380 K. Appaiono ben distinti due lobi, ma con il canadese caratterizzato da EPV di più alto valore rispetto al lobo siberiano. Appare inoltre, un’intrusione in vorticità potenziale “negativa” (anticiclonica) sull’oceano Atlantico; si nota (curva irregolare rossa) una zona di conflitto sulla parte orientale del lobo canadese, zona dove vorticità potenziali di valori molto diversi, si incontrano a poche centinaia di chilometri. In questa sede si originerebbero forti attriti e forti risalite di flussi di calore al polo, che sarebbero responsabili del riscaldamento in stratosfera nella stessa zona descritto nelle mappature strato alle 240 h circa.
In sintesi, appare ben avviata, anche se con processo piuttosto lento, la fase di trasmissione in troposfera del disturbo ESEwarm intervenuto in strato. La bilobazione netta in stratosfera, comunque caratterizzata da un lobo canadese ben più profondo ed esteso, appare timidamente anche alle alte quote troposferiche; tuttavia progredendo verso le superfici isobariche più basse, il disturbo tende ad assumere una connotazione sinottica displacement like, con vpt bilobato parzialmente e caratterizzato da vorticità potenziali concentrate per lo più nel lobo canadese. Come affermato sia ieri che stamane, tale fatto potrebbe non essere negativo, alla luce dei desiderata freddofili europei ed italici, in quanto proprio tale vorticità residua canadese, potrebbe fungere da nastro trasportatore di ingenti flussi di calore al polo e, nel contempo, limitare la possibile esasperata iniezione easterlies alta, dovuta al trasferimento tropo del ESE warm.
Continuiamo a monitorare questa affascinante dinamica, tenendo sempre un occhio attento, alle possibili ripercussioni troposferiche, esaminate con analisi specifica nella giornata di ieri.
















