Monitoraggio dinamiche vp 2017-2018
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Anche stamane aggiornamenti stratosferici da annoverare negli episodi da ricordare negli archivi metereologici; riscaldamento repentino, di una potenza disarmante; vps, che pur venendo da una situazione strong (NAM >1.5), non puo' nulla contro la veemenza dei flussi di calore provenienti dal basso. Lo split termico e barico, risulta netto e probabilmente senza ritorno; l'incipit del disturbo termico e conseguentemente barico, e' di quelli ottimali per l'Europa, molto simile a quello di un anno innominabile.
È tutto predisposto, ora tocca alla tropo, un piccolo slancio verso un pattern meridiano, potrebbe rappresentare l'innesco per una risonanza S-T da ricordare, con una conseguente stazionarieta' che potrebbe condizionare il weather regime su tutto l'emisfero nord per settimane.
Mettiamoci a sedere, da umili e curiosi spettatori, e che la natura ci stupisca!
È tutto predisposto, ora tocca alla tropo, un piccolo slancio verso un pattern meridiano, potrebbe rappresentare l'innesco per una risonanza S-T da ricordare, con una conseguente stazionarieta' che potrebbe condizionare il weather regime su tutto l'emisfero nord per settimane.
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Scand ogni volta che ti quoto non posso far altro che rinnovarti i complimenti uno dei pochi obiettivi che cercava di mantenere a bada gli animi per l'attuale configurazione che in effetti visto quello che poteva essere si sta rilevando una normale passata invernale per un terzo d'Italia. La domanda che voglio farti è questa MMW simili a questo ci sono stati in anni passati? Forse 85? Però mai così in ritardo sul calendario giusto? Eventuali effetti in troposfera dal 20 o anche prima? Visto che dai grafici dei flussi calore già qualcosa sembra animarsi anche in troposfera?scand++ ha scritto:Grazie Yuko, dinamica tutta da vivere
Ciao Paolo86, come dici giustamente un Mmw di questa portata, gia' risulta una rarità per l'intensita' e probabilmente lo sara' anche per la collocazione temporale, tanto che potrebbe coincidere con un riscaldamento finale molto anticipato. Per gli effetti in tropo, come riportato nell'analisi di ieri (ho riportato 20-25), non credo che si andra' molto lontano dal target del 20, potremmo oscillare di qualche giorno ma nn di più'.Paolo86 ha scritto:Scand ogni volta che ti quoto non posso far altro che rinnovarti i complimenti uno dei pochi obiettivi che cercava di mantenere a bada gli animi per l'attuale configurazione che in effetti visto quello che poteva essere si sta rilevando una normale passata invernale per un terzo d'Italia. La domanda che voglio farti è questa MMW simili a questo ci sono stati in anni passati? Forse 85? Però mai così in ritardo sul calendario giusto? Eventuali effetti in troposfera dal 20 o anche prima? Visto che dai grafici dei flussi calore già qualcosa sembra animarsi anche in troposfera?scand++ ha scritto:Grazie Yuko, dinamica tutta da vivere
Qualche giorno fa mi è stata fatta la seguente domanda
Tuttavia, in virtù delle dinamiche che si stanno creando in strato, vorrei porre l'attenzione su l'effetto che, un'eventuale presa troposferica, delle dinamiche strato, potrebbe avere sulla convezione tropicale.
Partiamo dalla circolazione generale troposferica del globo. Il motore della circolazione generale e delle dinamiche atmosferiche, risiede nella radiazione solare e nelle differenti caratteristiche di emissione ed assorbimento della stessa, da parte delle varie fasce latitudinali del pianeta. Le zone equatoriali infatti, avranno un assorbimento maggiore ed una riflessione minore rispetto a le fasce in latitudine maggiore. Tutto ciò crea uno squilibrio termico che mette in moto una circolazione generale planetaria. Per semplificazione, supponiamo che la terra sia priva di rotazione e che la sua superficie sia omogenea (si trascura il diverso riscaldamento di continenti e oceani); questa configurazione, per quanto detto sopra, darebbe origine ad una singola cella convettiva a scala planetaria, con correnti ascendenti all’equatore e discendenti sui poli

Considerando invece, anche la rotazione terrestre, la circolazione generale si modifica con una configurazione a tre celle (Cella di Hadley, Cella di Ferrel, Cella polare)

Tuttavia la circolazione netta, al netto dei flussi ascendenti e discendenti intermedi di cella, rimane sempre caratterizzata da correnti ascendenti all’equatore e discendenti sui poli, come di seguito esplicato tramite una sezione meridiana ribaltata

Lo schema di circolazione di sezione di cui sopra, presenta un dominio in altezza compreso nei primi 15 km della colonna d'aria, vale a dire che, le dinamiche descritte, sono prettamente troposferiche, arrivano cioè, al limite della tropopausa.
Tornando alla MJO, l'indice in oggetto, descrive la locazione longitudinale e la magnitudo in intensità di flusso, della freccia rossa di destra (convezione equatoriale).
Torniamo ora alle dinamiche stratosferiche; sappiamo che si andrà incontro ad una dinamica di split con probabile inversione dei venti zonali fino a 60°N a 10 hPa. La domanda è: quale potrebbe essere l'effetto di un'eventuale propagazione troposferica della dinamica strato sulla MJO?
Analizziamo di seguito l'andamento delle temperature su tutta la colonna 0-30 km e a latitudini 0-90°N
Temperature ad oggi

Temperature a split conclamato e diffusione discendente degli effetti

Abbiamo visto, nella sezione di circolazione tipica, che il motore di flusso è il gradiente di temperatura meridionale; cioè se questo aumenta, aumenta anche il flusso di circolazione generale e quindi, anche il vettore rosso di destra di convezione equatoriale descritto dalla MJO. Per capirci meglio è come se in un fiume, a sezione d'alveo costante, si aumentasse o si diminuisse la pendenza; la pendenza è il motore del flusso d'acqua come il gradiente meridionale è il motore del flusso di circolazione generale.
Notiamo che nella distribuzione di temperatura ad oggi, il gradiente meridionale risulta essere di 50° mentre a 240 h, a split conclamato ed effetti discendenti lungo la verticale, si riduce a 35°. A questa riduzione di "motore" gradiente, deve seguire per forza una diminuzione del flusso generale e, pertanto, anche del flusso di convezione equatoriale e quindi, di magnitudo MJO.
Infatti questa è la previsione MJO su base ECMWF

Si nota come da oggi a 10 gg, si preveda una sostanziale riduzione della magnitudo, restando nella stessa fase di convezione.
Pertanto, si può concludere con ragionevole cognizione che, la riduzione sostanziale di magnitudo, prevista nei forecast della MJO, possa essere causata da una diminuzione sostanziale del gradiente termico meridionale, dovuto a sua volta, alla propagazione discendente lungo la verticale degli effetti del warming stratosferico in itinere.
La mia risposta era legata alla correlazione dinamica split strato - magnitudo MJO che, come detto, a mio parere risulta trascurabile; tranne forse per l'innesco iniziale di una sinottica scand+, che in particolari condizioni, può favorire la generazione di attriti fra masse oceaniche, in movimento zonale, e masse d'aria fredda termicizzate, in grado di generare flussi di calore in grado, a loro volta, di operare una dinamica di warming stratosferico. Pertanto, parliamo di una concatenazione di aventi successivi in numero crescente, che abbassa la correlazione fra l'evento input (fase e magnitudo MJO) e l'evento output (split vps).scand++ ha scritto:Mi è stata chiesta questa cosa anche da altre persone; tuttavia, a mio parere è una valutazione errata dell'indice descrittivo della convezione equatoriale.GallagherRM ha scritto:Invece stavo guardando la MJO prendendo in considerazione il fatto che il rientro in cerchio possa essere almeno in parte dovuto alle dinamiche da split, o meglio, se possa essere un momento transitivo legato all'eventuale inversione della zonalità Westerlies->Easterlies.
Il che, quindi, potrebbe preannunciare il passaggio in fase 8.
Per capirci: MJO in fase 7-cerchio -> split -> MJO fase 8
Che ne pensi?
Spesso si associa la MJO, direttamente alla locazione e presa, in geopotenziale e temperatura, dell'onda atlantica, scordandosi che, nel passaggio, fra la convezione equatoriale e weather regime euroatlantico, ci sono delle concatenazioni anche di altro tipo, che portano ad una correlazione causa effetto spesso sotto il 40% (come da tavola di Cossu allegata in analisi). In pratica, quello che noi vediamo nel grafico MJO, è la convezione equatoriale, che dovrebbe essere poco correlata con un'eventuale dinamica di split del vps; dinamica, che invece potrebbe portare ad un'amplificazione del regime tropo che l'ha provocata; quindi, patito l'innesco dal basso T-S (come da tempistica e dinamica riportata in analisi), il "compito" della mjo, sarebbe a quel punto, quello di cercare di favorire la presenza in tropo di una wave atlantica reattiva, al momento corrispondente al target temporale dell'eventuale split strato, in modo da creare, una riflessione e amplificazione di segnale in direzione opposta S-T, compiendo il ciclo T-S-T. A quel punto la convezione equatoriale descritta dalla MJO può tornare anche nel cerchio.
Tuttavia, in virtù delle dinamiche che si stanno creando in strato, vorrei porre l'attenzione su l'effetto che, un'eventuale presa troposferica, delle dinamiche strato, potrebbe avere sulla convezione tropicale.
Partiamo dalla circolazione generale troposferica del globo. Il motore della circolazione generale e delle dinamiche atmosferiche, risiede nella radiazione solare e nelle differenti caratteristiche di emissione ed assorbimento della stessa, da parte delle varie fasce latitudinali del pianeta. Le zone equatoriali infatti, avranno un assorbimento maggiore ed una riflessione minore rispetto a le fasce in latitudine maggiore. Tutto ciò crea uno squilibrio termico che mette in moto una circolazione generale planetaria. Per semplificazione, supponiamo che la terra sia priva di rotazione e che la sua superficie sia omogenea (si trascura il diverso riscaldamento di continenti e oceani); questa configurazione, per quanto detto sopra, darebbe origine ad una singola cella convettiva a scala planetaria, con correnti ascendenti all’equatore e discendenti sui poli

Considerando invece, anche la rotazione terrestre, la circolazione generale si modifica con una configurazione a tre celle (Cella di Hadley, Cella di Ferrel, Cella polare)

Tuttavia la circolazione netta, al netto dei flussi ascendenti e discendenti intermedi di cella, rimane sempre caratterizzata da correnti ascendenti all’equatore e discendenti sui poli, come di seguito esplicato tramite una sezione meridiana ribaltata

Lo schema di circolazione di sezione di cui sopra, presenta un dominio in altezza compreso nei primi 15 km della colonna d'aria, vale a dire che, le dinamiche descritte, sono prettamente troposferiche, arrivano cioè, al limite della tropopausa.
Tornando alla MJO, l'indice in oggetto, descrive la locazione longitudinale e la magnitudo in intensità di flusso, della freccia rossa di destra (convezione equatoriale).
Torniamo ora alle dinamiche stratosferiche; sappiamo che si andrà incontro ad una dinamica di split con probabile inversione dei venti zonali fino a 60°N a 10 hPa. La domanda è: quale potrebbe essere l'effetto di un'eventuale propagazione troposferica della dinamica strato sulla MJO?
Analizziamo di seguito l'andamento delle temperature su tutta la colonna 0-30 km e a latitudini 0-90°N
Temperature ad oggi

Temperature a split conclamato e diffusione discendente degli effetti

Abbiamo visto, nella sezione di circolazione tipica, che il motore di flusso è il gradiente di temperatura meridionale; cioè se questo aumenta, aumenta anche il flusso di circolazione generale e quindi, anche il vettore rosso di destra di convezione equatoriale descritto dalla MJO. Per capirci meglio è come se in un fiume, a sezione d'alveo costante, si aumentasse o si diminuisse la pendenza; la pendenza è il motore del flusso d'acqua come il gradiente meridionale è il motore del flusso di circolazione generale.
Notiamo che nella distribuzione di temperatura ad oggi, il gradiente meridionale risulta essere di 50° mentre a 240 h, a split conclamato ed effetti discendenti lungo la verticale, si riduce a 35°. A questa riduzione di "motore" gradiente, deve seguire per forza una diminuzione del flusso generale e, pertanto, anche del flusso di convezione equatoriale e quindi, di magnitudo MJO.
Infatti questa è la previsione MJO su base ECMWF

Si nota come da oggi a 10 gg, si preveda una sostanziale riduzione della magnitudo, restando nella stessa fase di convezione.
Pertanto, si può concludere con ragionevole cognizione che, la riduzione sostanziale di magnitudo, prevista nei forecast della MJO, possa essere causata da una diminuzione sostanziale del gradiente termico meridionale, dovuto a sua volta, alla propagazione discendente lungo la verticale degli effetti del warming stratosferico in itinere.
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Rio
sono in silenzio, perchè non sonfonda al di sotto del 50hpa???
Ma una nuova info. la posso dare
Si prevede una significativa interruzione del vortice polare stratosferico e sembra stia diventando un segnale sempre più robusto tra i modelli (SSW)... GEFS indica un rallentamento da 100 mph (ovest) a -40 mph (est), in poco più di una settimana.
Monitoriamo!!!!

Ma una nuova info. la posso dare
Si prevede una significativa interruzione del vortice polare stratosferico e sembra stia diventando un segnale sempre più robusto tra i modelli (SSW)... GEFS indica un rallentamento da 100 mph (ovest) a -40 mph (est), in poco più di una settimana.
Monitoriamo!!!!

Definizione di MMW:
indica un’anomalia significativa del Vortice Polare Stratosferico (VP), tramite un significativo aumento della temperatura media (almeno 25°C) in stratosfera (10 hPa) dal parallelo 60 verso nord. Inoltre deve essere presente una circolazione inversa (orientale).
La definizione di rottura del vortice polare è data dalla sostituzione delle normali correnti occidentali a 10 hpa con correnti orientali, con il centro del vortice polare spostato a Sud del 60-65°N



indica un’anomalia significativa del Vortice Polare Stratosferico (VP), tramite un significativo aumento della temperatura media (almeno 25°C) in stratosfera (10 hPa) dal parallelo 60 verso nord. Inoltre deve essere presente una circolazione inversa (orientale).
La definizione di rottura del vortice polare è data dalla sostituzione delle normali correnti occidentali a 10 hpa con correnti orientali, con il centro del vortice polare spostato a Sud del 60-65°N



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Bisognerà vedere se effettivamente si tenterà un ricompattamento del VPS o se magari i venti rimarranno orientali. Gli spaghi Attard su base gefs vedono un'apertura degli spaghi dopo la discesa. La nasa vede un'anomalia molto negativa dei venti zonali fino a fine previsione.scand++ ha scritto: La definizione di rottura del vortice polare è data dalla sostituzione delle normali correnti occidentali a 10 hpa con correnti orientali, con il centro del vortice polare spostato a Sud del 60-65°N
Di sicuro è una bella botta alla stratosfera
La mia idea è che il taglio operato dal warming sul vps è parziale. Dalle 120h alle 280 h ore abbiamo un lobo (siberiano) che percorre, in senso orario, almeno 120° fino quasi a ricongiungersi con il lobo canedese, che rimane, per 120 h, quasi fermo nella stessa posizione. Poi, anche il canadese tende a muoversi verso ovest e, al sopraggiungere del lobo siberiano, si crea di nuovo un altro potente warming sull'Atlantico settentrionale.IMadeYouReadThis ha scritto:Bisognerà vedere se effettivamente si tenterà un ricompattamento del VPS o se magari i venti rimarranno orientali. Gli spaghi Attard su base gefs vedono un'apertura degli spaghi dopo la discesa. La nasa vede un'anomalia molto negativa dei venti zonali fino a fine previsione.scand++ ha scritto: La definizione di rottura del vortice polare è data dalla sostituzione delle normali correnti occidentali a 10 hpa con correnti orientali, con il centro del vortice polare spostato a Sud del 60-65°N
Di sicuro è una bella botta alla stratosfera
Sono due tempi di warming, anche il secondo risulta potente.
Dopo il primo ci potrebbe essere la tendenza all'aumento dei venti zonali, ma subito dopo ci sarà di nuovo una ricaduta.
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Esattamente. Il primo calo è dovuto allo split iniziale, tentativo di ricompattamento, creazione di un warming molto forte, ricaduta venti. Dopodichè tenterà nuovamente di riaccentrarsi? Facendolo potrebbe provocare un altro warming dovuto allo spostamento dei residui del VPS. Se non dovesse farlo il FW di tipo early potrebbe essere il secondo tempo di warming di cui hai parlatoscand++ ha scritto: La mia idea è che il taglio operato dal warming sul vps è parziale. Dalle 120h alle 280 h ore abbiamo un lobo (siberiano) che percorre, in senso orario, almeno 120° fino quasi a ricongiungersi con il lobo canedese, che rimane, per 120 h, quasi fermo nella stessa posizione. Poi, anche il canadese tende a muoversi verso ovest e, al sopraggiungere del lobo siberiano, si crea di nuovo un altro potente warming sull'Atlantico settentrionale.
Sono due tempi di warming, anche il secondo risulta potente.
Dopo il primo ci potrebbe essere la tendenza all'aumento dei venti zonali, ma subito dopo ci sarà di nuovo una ricaduta.
Interessante questa animazione Rio, tuttavia la mappatura mostra il valore in evoluzione temporaledella vorticità potenziale sulla superficie isoentropica di 850K, espressa in PVU (unità di vorticità potenziale) (K*m^2)/ (kg*sec). Le linee rosse rappresentano le iso-geopotenziale di 11500 m e 11750mRio ha scritto:Anche la NASA Monitoriamo![]()
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