Febbraio 2018 - Modelli Live

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

luca90 ha scritto:
IMadeYouReadThis ha scritto: Si. Come detto da scand sono dinamiche affascinanti.
Mi eccita il fatto che potrebbe risultare anche una dinamica che va ad aprire le possibilità di un FW Early a Febbraio. :P

Per ora la storia ci indica 2 soli avvenimenti tracciati secondo dati. 1979 e 1989.

http://www.geo.fu-berlin.de/en/met/ag/s ... index.html
si Luca, ricordi gli esiti?
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Telecuscino
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Messaggio da Telecuscino »

picchio70 ha scritto:
gemi65 ha scritto:Febbraio simile a dicembre e chi allora piangeva ora sorride.
Il tempo che passa rende saggi anche i muli.
Avevo ben ragione di piangere ed ora certo non sorrido. Che hai contro i muli?
:D
scand++
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Messaggio da scand++ »

tufaccio ha scritto:
nevofilo80 ha scritto:
scand++ ha scritto:@Paolo86 Ho risposto a questa tua domanda e, ad altre domande, nell'analisi portata stamane nel topic specifico :wink:
a fine mese a inverno finito
Questi interventi sono stupendi dopo scand++ ci ha dato una lezione,,,,ottimo modo di partecipare al forum..complimenti.
Capisco lo scoramento per un inverno fino ad ora fallimentare per taluni aspetti; tuttavia, interventi simili, tagliano un po' le gambe, a chi, come me, prova a portare, tramite delle analisi, un contributo scientifico al forum, mettendo a disposizione del tempo (ricavandolo dal lavoro famiglia, hobby, ecc), conoscenze e passione.
Alcuni utenti sembra, che entrino nel forum, e se non vedono previsioni di freddo e neve diffusa, "schifano" tutto, il buono e il cattivo; poi vanno in cerca di "ossigeno" in giro per il web, aggrappandosi alle parole di chi promette probabili eventi strong a distanze siderali.
Tutto va bene, tutto ci sta, però est modus in rebus, dicevano i latini... :roll:
Ultima modifica di scand++ il ven feb 02, 2018 3:37 pm, modificato 1 volta in totale.
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Come dicevo a Manu due giorni fa, le dinamiche che si presentavano non si prestavano a previsioni affidabili in termini di pioggia o neve se non in sede di now casting. Testimonianza ne è la neve prevista domani al nord est e Emilia Romagna.
fra2000
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Messaggio da fra2000 »

picchio70 ha scritto:Comunque il clima di Roma è davvero particolare, un mio amico è stato li la scorsa settimana e mi diceva che sembrava di stare ad aprile inoltrato. Anche a me quando capita di andare noto molta differenza .
Roma ha media di 3/12, clima mite, poi in caso di marcato sopramedia è ovvio che sembra aprile, ma quando fa freddo si sente eccome, il problema di Roma è la non concomitanza con il freddo e precipitazioni. Il record per Roma è - 11 :D nel 1985, credo valore impossibile da raggiungere oramai, - 8 sulla costa (Fiumicino)
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luca90
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Messaggio da luca90 »

picchio70 ha scritto: si Luca, ricordi gli esiti?
Bisognerebbe plottare i dati. Io sono di toccata e fuga, IMade se legge può dare una mano :lol:
scand++
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Messaggio da scand++ »

luca90 ha scritto:
picchio70 ha scritto: si Luca, ricordi gli esiti?
Bisognerebbe plottare i dati. Io sono di toccata e fuga, IMade se legge può dare una mano :lol:
Tu e Imade, nel forum, siete addetti al reclutamento dati via web? :D
Semmai ne approfitto :wink:
tufaccio
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Messaggio da tufaccio »

scand++ ha scritto:
tufaccio ha scritto:
nevofilo80 ha scritto: a fine mese a inverno finito
Questi interventi sono stupendi dopo scand++ ci ha dato una lezione,,,,ottimo modo di partecipare al forum..complimenti.
Capisco lo scoramento per un inverno fino ad ora fallimentare per taluni aspetti; tuttavia, interventi simili, tagliano un po' le gambe, a chi, come me, prova a portare, tramite delle analisi, un contributo scientifico al forum, mettendo a disposizione del tempo (ricavandolo dal lavoro famiglia, altri hobby, ecc), conoscenze e passione.
Alcuni utenti sembra, che entrino nel forum, e se non vedono previsioni di freddo e neve diffusa, "schifano" tutto, il buono e il cattivo; poi vanno in cerca di "ossigeno" in giro per il web, aggrappandosi alle parole di chi promette probabili eventi strong a distanze siderali.
Tutto va bene, tutto ci sta, però est modus in rebus, dicevano i latini... :roll:
hai mille ragioni scand
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Messaggio da scand++ »

tufaccio ha scritto:
scand++ ha scritto:
tufaccio ha scritto: Questi interventi sono stupendi dopo scand++ ci ha dato una lezione,,,,ottimo modo di partecipare al forum..complimenti.
Capisco lo scoramento per un inverno fino ad ora fallimentare per taluni aspetti; tuttavia, interventi simili, tagliano un po' le gambe, a chi, come me, prova a portare, tramite delle analisi, un contributo scientifico al forum, mettendo a disposizione del tempo (ricavandolo dal lavoro famiglia, altri hobby, ecc), conoscenze e passione.
Alcuni utenti sembra, che entrino nel forum, e se non vedono previsioni di freddo e neve diffusa, "schifano" tutto, il buono e il cattivo; poi vanno in cerca di "ossigeno" in giro per il web, aggrappandosi alle parole di chi promette probabili eventi strong a distanze siderali.
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hai mille ragioni scand
Che poi sono sicuro che tanti neanche le hanno lette...non sanno neanche che dicono le mie analisi; tuttavia si permettono di criticare
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

luca90 ha scritto:
IMadeYouReadThis ha scritto: Si. Come detto da scand sono dinamiche affascinanti.
Mi eccita il fatto che potrebbe risultare anche una dinamica che va ad aprire le possibilità di un FW Early a Febbraio. :P

Per ora la storia ci indica 2 soli avvenimenti tracciati secondo dati. 1979 e 1989.

http://www.geo.fu-berlin.de/en/met/ag/s ... index.html
2009?
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Messaggio da scand++ »

Prima di parlare, almeno documentatevi...
scand++ ha scritto:Qualcosa mi sta frullando in testa da alcuni giorni. Cercavo dei segnali che da piu' giorni si ripresentano; questi ad oggi, appaiono sufficienti per cominciare ad annoverare la possibilità' di realizzazione di una certa dinamica a larga scala strato-tropo.
Posto solo alcune carte alle quali abbino una breve riflessione.
Forse e, dico forse, esiste la concreta possibilità' che il lobo canadese del vp, dopo averci negato l'inverno per piu' di un mese, contribuisca in maniera importante, ad una simil "compensazione" invernale per l'Europa. In alta tropo bassa strato, si nota, in proiezione, un asse del vps 90W - 90E, isoipse strette e convergenti in Islanda, iniezione di calore e di momento negativo alle alte latitudini. Waves atlantica tropo, con input energetico in termini di geopotenziale e temperatura, dovuta ad una favorevole localizzazione e magnitudo della convezione equatoriale. Inoltre, noto da alcuni giorni, che le previsioni strato, ad esempio della FUBerlin, di solito piuttosto stabili anche nel range 8-10gg, presentano delle variazioni anche sostanziali da un giorno all'altro; segno che in strato esistono forzanti di grande magnitudo che variano in 12h in maniera cospicua le condizioni al contorno del problema differenziale non lineare in soluzione, output.
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Riscaldamento cospicuo a 1hPa in trasferimento con rotazione antioraria ai piani isoentropici ed isobarici piu' bassi.
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Non mi sorprenderebbe ritrovare, fra 10-15 gg, il polo geografico sotto una cupola altopressoria di 1050mbar con autostrada altopressorica, di alti valori in geopotenziale e temperatura, in direzione SO NE in Atlantico; il suo angolo d'inclinazione e la sua tenuta alla base farebbe la felicita' o la delusione dei Campanili italici. Se, come possibile, si arrivasse a tale configurazione, non sarebbe esclusa, la reiterazione e la stazionarieta' del pattern, per riflessione amplificazione strato del disturbo tropo, nell'ambito di una dinamica TST.
Per ora è una possibilità', era giusto esplicitarla.
Ci ritorneremo
scand++ ha scritto:Prima di portare un‘analisi long range con target i prossimi 10/15gg, si sono attesi alcuni segnali esplicativi (a dir la verità presenti anche negli scorsi giorni); tuttavia, se pur con le idee più chiare, ancora non si può certamente affermare di aver dipanato la matassa, ma sulla base di tali parametri appare lecito sbilanciarsi nei ranghi di una ragionevole affidabilità.

Procediamo come di consuetudine analizzando la situazione in stratosfera.

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Per quanto concerne il grafico dei flussi a cura della FU Berlin (grafico in alto a sx), si è esaminato, nella precedente analisi, come il vps sia stato caratterizzato da un permanente e stazionario forcing da parte della wave pacifica. Questo forcing, da un lato ha generato buoni valori del flusso di calore al polo, dall’altra ha causato una compressione e decentramento del vps, generandone un allungamento in forma ellissoidica del core con asse maggiore disteso tra America settentrionale ed Asia orientale, disposizione questa che ha caratterizzato i due mesi dell’inverno in itinere. Si è parlato inoltre, di una alta frequenza di contrazione ed allungamento da parte del vps (5-7gg), con fasi di allungamento coincidenti con l’attivazione di trasferimenti di vorticità potenziali sul Canada, ondate di freddo sull’America settentrionale e risposta zonale sull’Europa, mentre le fasi di contrazione sono contraddistinte da un accentramento delle vorticità potenziali ed un aumento di velocità zonale media u per conservazione del momento angolare. Queste fasi, a partire della fine anno, si sono ripresentate ciclicamente per tre volte con un intervallo temporale (periodo di forzante in vorticità potenziale vps-vpt e risposta in accentramento) di circa 7 giorni.
Nel grafico dei flussi si è evidenziato, tramite le 4 frecce verticali blu chiare, i 3 eventi di abbattimento dei flussi EPV, aumento delle velocità zonali a 1,10 e 30 hPa (con lag temporale di 1 gg e 3 gg fra le varie superfici isobariche), derivata nulla delle u e corrispondente valore nullo dei u change due EPV e abbattimento dei flussi di geopotenziale e temperatura a 30 hPa.
Come si evince dall’elaborazione grafica, si evidenziano tre fasi nelle quali i vettori di EPV mostrano dapprima un aumento nei flussi di calore (vedi riquadri gialli) diretti verso l’alto (e poi diretti verso i poli poleward) e un trasferimento all’equatore della componente del flusso di momento (uv>0) (vedi (1)), poi nella fase successiva (contrassegnata con i riquadri azzurri) si registra un significativo abbattimento dei flussi verticali (componente Fz della (1)) fino all’inversione, ed una rotazione della componente orizzontale degli EPV (componente Fy vedi (1)) verso il polo (90°N) (-uv>0).
Se si esaminano le mappe di vorticità potenziale della superficie isoentropica di 850 k, si evidenzia la curva corrispondente al parallelo dei 60°N (cerchio rosso) e l’inviluppo delle zone a vorticità potenziale > 800 Km2/(kg s) (curva verde). La prima mappa si riferisce ad oggi, mentre la seconda è una proiezione a 120 h; si nota come allo stato attuale, la curva verde si presenti allungata, di forma ellissoidica e con baricentro d’area distante dal polo geografico con lo stesso che appare addirittura tangente alla curva stessa. Tale conformazione è riscontrabile anche nella vicina mappa di geopotenziale e temperatura sulla superficie isobarica di 10 hPa; la disposizione in essere è frutto di alcuni giorni caratterizzati da flusso di calore verso l’alto e flusso di momento verso l’equatore (secondo quadrato giallo da sx); ora nei prossimi 5 giorni è previsto un abbattimento dei flussi di calore e l’inversione della direzione dei flussi di momento, i quali tenderanno a direzionarsi verso il polo. Il risultato è visibile nella mappa delle vorticità potenziali sulla superficie isoentropica di 850 k a 120 h, con la curva verde di forma piuttosto tondeggiante, con baricentro d’area più vicino al polo geografico e curva quasi tutta compresa entro il parallelo 60°N. Pertanto possiamo affermare che si prevede un flusso di vorticità potenziale positivo (verso il polo nord).
Di seguito si esplicita su base fisico - matematica questa dinamica.
Ci si riferisca alla (2): il primo termine rappresenta la circuitazione (integrale della proiezione del vettore lungo la tangente alla curva stessa, esteso a tutta la curva chiusa) del vettore velocità zonale, su di una curva che, per riferimento, facciamo coincidere con il parallelo 60°N; per il teorema di Stockes, si ha la prima uguaglianza che esplicita il fatto che la circuitazione in oggetto, è pari al flusso del rotore del campo vettoriale di velocità, all’interno della superficie racchiusa dalla curva in oggetto. Il rotore è un operatore differenziale di tipo vettoriale che indica, a livello fisico, il modulo, la direzione ed il verso, della “rotazionalità” di un campo vettoriale (vorticità); pertanto, sempre riferendosi alla (2), tramite la seconda uguaglianza, tale flusso è pari a quello della vorticità sulla superficie delimita al contorno dalla curva di ciruitazione. Nel presente caso, la curva si è detto essere il parallelo 60°N e la superficie quella dell’ellissoide terrestre compresa entro i 60°N e i 90°N. La (2) per quanto detto, mette quindi in relazione il valore medio della velocità zonale in corrispondenza del parallelo 60°N e la “quantità” di vorticità, connessa al vps, all’interno della zona polare (60-90°N). Quindi, più risulta alto il valore medio della velocità zonale, più, di contro, aumenta la vorticità. Ecco spiegato il perché del fatto che ad una contrazione del vps, si assiste ad un aumento del vento zonale e viceversa. La (2) esplicita alcune informazioni anche sul primo termine della (1) (componenti degli EPV Elliassen Palm Vector) che si riferisce come detto al trasporto di momento. Il momento in oggetto, risulta proporzionale alla velocità zonale (in quanto il momento è definito come integrale lungo una traiettoria del campo vettoriale delle velocità per la distanza dal centro di rotazione del punto di applicazione); il termine v indica la velocità di avanzamento di tale momento verso il polo (termine che definisce il flusso). Riferendosi alla (2) la Fy di EPV (1) può essere allora anche visto, come il prodotto di due circuitazioni, una che tiene conto delle proiezioni di u sulla tangente della curva ed, un’altra, che tiene conto della proiezione dei vettori u lungo la normale alla curva. Pertanto anche il terzo termine della (2) dovrebbe essere moltiplicato, per uguaglianza, con la circuitazione delle componenti ortogonali alla curva del campo vettoriale delle u; in tal modo, l’integrale delle vorticità sulla superficie racchiusa dalla curva, andrebbe moltiplicato per la quantità suddetta che definisce il flusso, esplicitando, in tal senso, il significato della prima componente di EPV come flusso di vorticità sulla superficie delimitata dalla curva di riferimento. Ecco quindi spiegato la relazione fra la direzione dei vettori EPV verso il polo, il riaccentramento delle vorticità potenziali (area 60°-90°N) e l’aumento delle velocità zonali in corrispondenza del parallelo 60°N.
Proseguendo nell’analisi, nel grafico del flussi si è evidenziato una quarta fase di azzeramento dei flussi di calore e riaccentramento di vorticità al polo (terzo quadrato azzurro da sx) preceduto da una fase di ripartenza dei flussi di calore (terzo riquadro giallo); tale fase è prevista per gli ultimi giorni di gennaio e primi di febbraio. La dinamica di risposta del vps probabilmente sarà sempre la stessa osservata finora: prima una fase di compressione del vps da parte dell’onda pacifica, vorticità potenziali in decentramento su Canada e Siberia orientale, divergenza dei flussi, contrazione del vps con riaccentramento di vorticità ed aumento degli zonal wind.


Passiamo ora all’analisi dell’alta troposfera bassa stratosfera, piano di comunicazione tropo-strato.

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Nel long range dei gm, viene vista da più giorni, ad un target temporale di circa 8/10gg da oggi, la formazione di un’onda di Rossby in Atlantico. Tale accadimento appare supportato anche dalla MJO (Madden Julian Oscillation -convezione equatoriale) che viene prevista in fase 6 con successiva migrazione fase 7 fuori dal cerchio, fasi compatibili con un Atlantic Ridge in migrazione verso una configurazione Scand+.
Si è parlato sopra della possibile formazione di un’onda di Rossby in Atlantico; di seguito si esplicitano con rigore fisico matematico le caratteristiche di stazionarietà, lunghezza d’onda e propagazione.
Si consideri la formula (3); questa esplicita la velocità di propagazione di un’onda, in funzione della velocità zonali u, della lunghezza d’onda della Rossby in oggetto L e del parametro di Rossby K, dipendente a sua volta dalla velocità di rotazione terrestre omega, la latitudine fi, il raggio terrestre R. Come si evince dalla (3), la velocità di propagazione aumenta con u e con L, cioè la stazionarietà (tempo di permanenza del campo di alti geopotenziali e temperatura nella stessa zona con blocking alle westerlies) aumenta al diminuire delle velocità zonali medie e all’aumentare dell’ampiezza L (parametro correlato all’energia tramite il quadrato dello stesso).
Si faccia ora riferimento alle mappe di geopotenziale e temperatura sulla superficie isobarica di 150 hPa a 96 h e 240h (target temporale sviluppo onda di Rossby); nella mappa a 96 h si evince una buona intrusione dell’onda pacifica e una corrente zonale tesa in Atlantico con l’anticiclone oceanico pronto a coricarsi lungo i paralleli europei; si noti inoltre la velocità zonale media a 60°N di 10.2 m/s.
Nella mappa a 240 h, si nota l’intrusione pacifica, meno potente ma comunque presente, e la formazione di un’ampia Rossby in Atlantico. Tramite la curva gialla si è inviluppata la linea di iso-potenziale di 1344 dam e tramite la line nera tratteggiata, il flusso medio delle velocità zonali in corrispondenza dei 50°N. Si nota inoltre, una traslazione della wave pacifica verso la costa ovest degli Usa, una pulsazione del vp sul Nord America e, una corrispondente risposta delle correnti zonali tese dall’est coast fino al medio Atlantico. Il valore delle velocità zonali medie in corrispondenza della curva di parallelo 60°N risulta essere di 13.9 m/s, valore ben più alto rispetto al corrispettivo previsto 6gg prima.
Procedendo con l’esame delle mappe di vorticità potenziale sulla superficie isoentropica di 380K, si nota come a 240 h si registri una contrazione, con accentramento delle vorticità potenziali, del vps con conseguente aumento della circuitazione delle velocità zonali e del loro valore medio secondo la (2).
Per quanto descritto sopra, appare ad oggi piuttosto probabile la formazione di una Rossby atlantica fra gli 8 e 10 gg. Tuttavia, risulta alquanto impervio ad oggi, il conseguimento dello status di stazionarietà della stessa; infatti, da un lato l’ampiezza non risulta così importante e, dall’altro, le velocità zonali appaiono con valori piuttosto alti e addirittura in rinforzo nel target previsionale. Dall’alta stratosfera, inoltre, non arrivano segnali incoraggianti, in quanto, il vps, incorrerà in una contrazione nei prossimi 5 gg, con incremento importante delle velocità zonali; successivamente sarà soggetto ad un nuovo ed ennesimo forcing ad una sola onda (pacifica), con l’effetto di compressione e allungamento della proiezione planimetrica del core, con asse principale Canada - Siberia orientale, rafforzamento del flusso atlantico alle medie latitudini, divergenza dei flussi di calore, nuovo approfondimento per conservazione del momento angolare, aumento delle velocità medie zonali e accentramento delle vorticità potenziali (target temporale primi giorni di febbraio). Questa nuova dinamica di contrazione potrebbe trovare un vpt predisposto, tramite l’ormai consolidato e cronico pattern a due perni di vorticità (uno sul Canada, uno in Siberia orientale) ad accogliere il trasferimento di vorticità potenziale periferico proveniente dall’alta stratosfera, inasprendo il weather regime troposferico e, inibendo, in tal modo, l’elevazione dei geopotenziali e temperatura dell’onda atlantica coadiuvata, in tal senso, dalla convezione equatoriale.
Concludendo, lo scenario sinottico risultante in troposfera potrebbe essere caratterizzato dalla formazione di una Rossby atlantica di discreta ampiezza, inserita in un contesto di alte velocità zonali e pertanto senza i crismi della stazionarietà; il blocco risulterebbe temporaneo e non efficace al fine del blocking duraturo delle westerlies, dopo una discesa meridiana di aria di estrazione artico marittimo parzialmente continentalizzata con target parzialmente orientale, ci sarebbe un rapido piegamento verso est della struttura anticiclonica in rotazione oraria, con un possibile rientro continentale basso, prettamente dai quadranti orientali.
Volgendo uno sguardo all’extra long range (oltre 5 febbraio), ci si potrebbe attendere un anticiclone Atlantico costretto a migrare in oceano e a distendersi lungo i paralleli con interessamento parziale del Mediterraneo occidentale, caratterizzato da alti valori di geopotenziale e temperatura, energia termodinamicamente in grado di intrudere il vpt al primo rallentamento del getto; da qui si potrebbero aprire degli spiragli per discese piuttosto meridiane di aria artico marittima con parziale continentalizzazione. Con una notte artica che tende ad accorciarsi e l’aumento del calore attritivo prodotto dalla deviazione del flusso zonale ad opera di eventuali anticicloni termici rafforzati da eventuali future avvezioni fredde cospicue sul continente asiatico centrale, sono da monitorare inoltre, eventuali riscaldamenti anche di tipo minor, in stratosfera, in grado tramite dinamiche d’interazione, riflessione ed amplificazione T-S-T, di coadiuvare eventuali slanci poleward dell’onda atlantica.
scand++ ha scritto:Breve aggiornamento in stratosfera che conferma l'analisi più approfondita portata ieri e che sembra acquisire probabilità di realizzazione

Questo quanto ipotizzato ieri
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Questo quanto previsto oggi
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Nel grafico dei flussi si è evidenziato, tramite le 2 frecce verticali blu chiare, i 2 eventi previsti di abbattimento dei flussi EPV, aumento delle velocità zonali a 1,10 e 30 hPa, derivata nulla delle u, corrispondente valore nullo dei u change due EPV e abbattimento dei flussi di geopotenziale e temperatura a 30 hPa.
Dal confronto con il primo grafico, si nota come appare nella coda deterministica il quarto evento di contrazione esaminato ieri.
Tuttavia il meccanismo si attuerebbe con un trasferimento di momento verso l'equatore con flusso negativo di vorticità potenziale; tale fatto viene poi evidenziato con il successivo esame delle carte isoentropiche a 850 K.

Si esaminano inoltre, come di consueto le mappe di vorticità potenziale della superficie isoentropica di 850 k, evidenziando la curva corrispondente al parallelo dei 60°N (cerchio rosso) e l’inviluppo delle zone a vorticità potenziale > 800 Km2/(kg s) (curva verde).
Si vede come al primo step temporale la configurazione in inviluppo planimetrico di vorticità potenziale di 800 (K*m^2)/(kg*s) ci sia una conferma in previsione con il primo riaccentramento e contrazione del vps (prima freccia da sx); inoltre si coglie nel determinismo, il secondo step di contrazione (quarta freccia da sx ipotizzata ieri).
Quest'ultimo step si manifesta oggi con un flusso di momento equatorward con prima componente negativa degli EPV esaminata ieri; infatti si nota come ci sia un accorpamento di vorticità potenziale, ma con baricentro di area inviluppo, molto decentrato rispetto al polo geografico, con flusso di vorticità esterno alla curva di riferimento del parallelo 60°N. Inoltre, la dislocazione appare come solito sbilanciata nella zona NATL, con un trasferimento verso i piano isoentropici più bassi di vorticità potenziale che potrebbe rinvigorire l'ormai cronico dislocamento del vpt, tramite l'accoppiamento periferico (ecco perché si riscontra un NAM sotto il valore di sogli 1.5 ed una AO non troppo positiva tendente al negativo) in vorticità potenziale sul piano isoentropico di 380K.
scand++ ha scritto:In stratosfera le cose si animano
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Vettori EPV (Fz>0, Fy<0> 12 (Kmq/kgs), vediamo come si evidenzia una lingua in vp relativamente basse, con curvatura positiva rivolta ad ovest ad intrudere il vp fino a raggiungere il polo geografico.

Geopotenziale e temperatura alla quota isobarica di 10 hPa a 240h
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Si sono evidenziate in rosso le zone con temperature e geopotenziali più elevati; in azzurro, le zone a temperatura e geopotenziale in valore minori.
Si nota come a 240 h, in alta strato, compare il movimento orario del sistema cui consegue l'arretramento del lobo canadese verso ovest, il conseguente shift longitudinale occidentale della presa della wave pacifica e, lo svuotamento, in vorticità, della zona atlantica, caratterizzata da un incipit di aumento di temperatura e geopotenziale; insomma un wave 2 regime in fieri a 10 hPa a 240 h.

Vorticità potenziale alla quota isoentropica di 850K a 240h
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Quanto esposto sopra, è bene rintracciabile anche alla isoentropica di 850 K a 240h; si nota infatti, una migrazione di vorticità potenziale verso l'America occidentale, con l'attivazione contemporanea, di due zone in vorticità potenziale abbattuta, rispettivamente sul Pacifico e, sull'Atlantico (accenno di wave 2 regime in vorticità potenziale). Da notare inoltre, come sul comparto siberiano centrale, si rilevi una zona (contorno verde) a basso valore di vorticità potenziale, racchiusa nel lobo del vps siberiano, eredità dell'impulso poleward di calore descritto sopra sulle mappe a150 hPa a 168h.

Geopotenziale alla quota isobarica di 10 hPa a 240h (NOAA)
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Temperatura alla quota isobarica di 10 hPa a 240h (NOAA)
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Si nota, anche dai dati NOAA, quanto descritto a 10 hPA su mappe Reading. Nette le zone con aumento di temperatura su Pacifico e Atlantico, meno pronunciata la curvatura positiva verso ovest del vps.

Geopotenziale e temperatura alla quota isobarica di 50 hPa a 240h (REading)
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Si nota l’incipit della rotazione oraria della struttura del vps (frecce nere), con la comparsa di una zona, ad alti valori di geopotenziali e temperatura, sull’Atlantico in accoppiamento con la corrispettiva sul Pacifico; 2 wave pattern in fieri.

Geopotenziale e temperatura alla quota isobarica di 150 hPa a 240h (REading)
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Anche in corrispondenza della quota isobarica di 150 hPa, si nota ancor più nettamente, l’incipit della rotazione oraria della struttura del vps (frecce nere), con l’incipit di un 2 wave pattern.

Geopotenziale alla quota isobarica di 100 hPa a 240h (NOAA)
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Anche su mappa NOAA si nota un accenno a bilobazione del vps.

Temperatura alla quota isobarica di 100 hPa a 240h (NOAA)
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Evidente il riscaldamento in zona pacifica con segnale di riscaldamento sul Canada orientale e sull'Europa settentrionale; distribuzione di temperatura congruente con le intrusioni di calore correlate ai flussi, esaminate su mappe 150 hPa REading.

Nelle mappe corrispondenti alla bassa stratosfera alta troposfera (150 hPa circa), si intravede, sia alle 168 h che alle 240 h, il trasferimento di calore al polo, con un'azione in wave2 regime; tale regime presuppone una buona presa dell'onda atlantica; questa, come è noto, risulta correlata anche alla convezione equatoriale, parametro descritto dalla MJO.

MJO REading
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Per Reading, sia avrebbe una passaggio dalla fase 6 a la 7, con buona magnitudo, poi tentativo di passaggio in 8, ma con diminuzione d'intensità nei pressi del cerchio.

MJO GEFS
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Per Gefs, passaggio dalla fase 6 alla 7, con magnitudo considerevole; difficile il passaggio in fase 8.

Tavola di Cossu (correlazione fra fase MJO e pattern euroatlantico)
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Entrambi i modelli, vedono un'uscita dalla fase 6 in fase 7, con buona ottima magnitudo. La fase 6 è correlata ad uno scand+ bloking (30%) a lag di qualche giorno; pattern NAO- a lag 12-15gg. La fase 7, risulta correlata ad una NAO- (50%) a lag 10 gg. Sembra probabile, anche su base MJO, l'attivazione, in buoni valori di geopotenziale e temperatura, dell'onda atlantica.

Passiamo all'analisi dello stato attuale in strato, dal punto di vista del NAM e delle anomalie dei flussi di calore a 100hPa.

Media su 40 gg antecedenti al target temporale, delle anomalie dei flussi di calore a 100hPa
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Si nota, il raggiungimento, in proiezione, di una valore molto vicino alla soglia media di condizionamento per ESEcold (-7 Km/s) (Waugh e Polvani); la soglia minima -5.5 Km/s è stata raggiunta.

Andamento previsto NAM e indice SEI
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Il grafico, elaborato da CCT, è stato preso come indice di accoppiamento far eventi superamento soglia NAM (>1.5) e, anomalie dei flussi di calore a 100hPa, nei 40 gg precedenti il target temporale (indice SEI). Nel presente caso, si nota uno sforamento congiunto della soglia, con possibile condizionamento cold; tuttavia, occorre ricordare che, CCT, usa come soglia delle anomalie di flusso, la soglia minima osservata da Waugh e Polvani, mentre, nel grafico da me implementato, è stata usata la soglia media di -7 Km/s.

Media su 40 gg antecedenti al target temporale, delle anomalie dei flussi di calore a 100hPa, secondo la th. Waugh e Polvani (soglia media condizionamento cold)
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Si nota come, su circa 40 eventi esaminati, la soglia media per condizionamento a seguito di un evento cold, risulta essere di circa -7 Km/s. Tuttavia, spesso si prende, come riferimento, la soglia minima osservata di circa -5.5 Km/s.

Proiezione indice NAM
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Passiamo alle proiezioni degli effetti che, quanto detto finora, potrebbe avere in strato.

Velocità venti zonali a 10 hPA 65N stagionali
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Netto, il calo previsto con crollo di alcuni cluster anche verso valori negativi.

Velocità venti zonali, a 65N, 15 gg (gefs)
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Netto il calo previsto, con crollo di alcuni cluster, anche verso valori negativi a partire dal 10 febbraio circa.

Velocità assolute ed anomalie, venti zonali 60N, su tutta la colonna strato-troposferica 15 gg
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Netto il calo previsto a partire dal 10 febbraio circa, con interessamento, in proiezione, di tutta la colonna anche con valori negativi di velocità (antizonalità).

Conclusioni
Stamane, facendo un breve sunto di quanto intravisto nelle carte, avevo ipotizzato degli step. Alla luce di tutto quanto riportato sopra, riporto gli step suddetti:
- in strato, abbattimento dei flussi di calore a 10 hPa 60N (1-3 febbraio);
- in strato, tentativo di riaccentramento al polo geografico delle vorticità potenziali, con vps disposto ad inizio target temporale con asse 90W-90E (2-4 febbraio);
- iniezione di calore troposferica al polo, per divergenza del flusso zonale, portato dal lobo canadese del vpt, in zona scandinava, con formazione, in collaborazione con l'onda pacifica, di un hp al polo geografico; (6-8 febbraio);
- flusso di calore in risalita lungo la colonna del vp, alle varie quote isobariche più alte, con contemporanei riscaldamenti (upperwarming) alle quote stratosferiche più alte (7-9 febbraio);
- in strato, migrazione delle vorticità potenziali con conseguente curvatura del lobo canadese rivolta ad ovest (9-10 febbraio);
- in strato, conseguente spostamento ad ovest della presa della wave pacifica e, conseguente rotazione oraria della sinusoide, descrivente il wave train emisferico (10-12 febbraio);
- in strato, presa della wave "atlantica", con bilobazione termica e barica del vps (12-15 febbraio);
-possibile inversione dei venti zonali a 60N a 10 hPa;
-possibile amplificazione del segnale tropo con TST event;
-possibile wave 2 regime su tutta la colonna in attacco al vp.
scand++ ha scritto:Ben ritrovati.
Anche oggi giungono conferme decise riguardo l'evento stratosferico warm individuato ed analizzato nelle precedenti analisi.
Vediamo la situazione degli output strato di oggi.

FU Berlin: grafico (1hPa, 10 hpa, 30 hPa) u, temp, u change, EPV

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Si nota:
un prossimo picco di velocità zonali u a 1hPa e a 10 hPa.
Il flusso di geopotenziale e temperatura a 30 hPa, viene visto in questi giorni, in ribasso per poi riprendere in maniera decisa; u change due EPV correlato inverso, con l'andamento di cui sopra.
EPV in abbattimento, con trasporto di momento -uv equatorward, poi netta ripresa dei flussi calore convergenti al polo con prima un trasporto di momento -uv poleward e poi di nuovo quatorward; convergenza dei flussi fino a fine target temporale.

FU Berlin: grafico andamento temperature a 1,5,10,30 hPa

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Valori attuali, tendenzialmente sotto media, tendenza successiva ad una forte risalita a 10 e 30 hPa.

FU Berlin: grafico andamento wave regime

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Si nota un andamento a frecce verticali tendenziali fortemente contrapposte per ogni settore (geopotenziale temperatura a 10 e 30 hPa); come detto nella precedente analisi, ciò sta ad indicare che, il wave 1 regime perde d'importanza, nell'analisi spettrale del segnale del wave train, mentre, lo acquista, la configurazione a 2 wave. Inoltre, nello schema di fase, è riscontrabile una tendenza del wave 1 regime alla fase 120°E, disposizione tendenziale molto più occidentalizzante rispetto all'attuale.

Nella ultima analisi erano stati ipotizzati degli step;
si verifica di seguito la congruenza degli step suddetti con gli output modellistici in essere:

- in strato, abbattimento dei flussi di calore a 10 hPa 60N (1-3 febbraio);

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- in strato, tentativo di riaccentramento al polo geografico delle vorticità potenziali, con vps disposto ad inizio target temporale con asse 90W-90E (2-4 febbraio);

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- iniezione di calore troposferica al polo, per divergenza del flusso zonale, portato dal lobo canadese del vpt, in zona scandinava, con formazione, in collaborazione con l'onda pacifica, di un hp al polo geografico; (6-8 febbraio);

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- flusso di calore in risalita lungo la colonna del vp, alle varie quote isobariche più alte, con contemporanei riscaldamenti (upperwarming) alle quote stratosferiche più alte (7-9 febbraio);

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- in strato, migrazione delle vorticità potenziali con conseguente curvatura del lobo canadese rivolta ad ovest (9-10 febbraio);

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- in strato, conseguente spostamento ad ovest della presa della wave pacifica e, conseguente rotazione oraria della sinusoide, descrivente il wave train emisferico (10-12 febbraio);

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- in strato, presa della wave "atlantica", con bilobazione termica e barica del vps (12-15 febbraio);

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-possibile inversione dei venti zonali a 60N a 10 hPa;

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-possibile amplificazione del segnale tropo con TST event;

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-possibile wave 2 regime su tutta la colonna in attacco al vp.

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Le cose stanno andando quindi, nella direzione individuata, anche con una sostanziale corrispondenza negli step temporali.

Tutti si chiedono, dopo l'inquadramento in un ragionevole range temporale di previsione, del possibile - probabile MMW, con possibile split termico e barico del vps, l'influenza che tale fenomeno può avere sul weather regime troposferico.
Come detto il maccanismo descritto sopra è il classico fenomeno T-S event; occorre inquadrare il secondo step, con la ricaduta con amplificazione e riflessione del segnale strato sul segnale tropsferico, S-T event.
Ricordiamo che la comunicazione tropo strato, avviene principalmente per flussi di calore; mentre, la comunicazione strato tropo, avviene per trasferimento di vorticità potenziale, nei settori tropo predisposti. Nel presente caso si auspica una presa della wave atlantica, in geopotenziale e temperatura, nella zona nord Europa poleward. Il fenomeno di risonanza S-T potrebbe avvenire, allorquando ci fosse uno spunto tropo della wave atlantica verso nord, in quel caso, la strato, potrebbe riflettere ed amplificare il segnale. Inoltre, verrebbero a crearsi anche le condizioni per una presa, in vorticità potenziale, dei lobi del vps sui corrispondenti settori tropo, imprimendo così, un impulso antiorario a tutta la struttura a tutte le quote isobariche.

Di seguito si esamina lo scenario sinottico medio previsto in strato e tropo a 10 gg.

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In strato, si notano nettamente due lobi del vps, uno sul Canada, con tendenza a curvarsi con curvatura positiva ad ovest, ed uno sulla Siberia centro orientale tendente al movimento verso SO.

Indaghiamo la possibile disposizione troposferica nello stesso step temporale

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A 10 giorni in media alta troposfera, si nota ancora la presenza ingombrante del lobo canadese del vp sul settore NATL; ciò è ben rappresentato in termini di vorticità potenziali sulla superficie isoentropica di 380K, geopotenziali medi a 500hPa e jet stream a 300hPA.
Quindi a 10 giorni appare ancora minoritaria la possibilità di TST event a seguito di un evento warm di tipo split stratosferico; tuttavia, in coda alle emissioni di alcuni modelli di calcolo, che contemplano scenari a 15 gg, sono apparse (5 run su 5x2 = 10 run, fra principale e controllo di GFS dallo 00z del 01.02 al 00z del 02.02) configurazioni consone ad una trasmissione del segnale di split su tutta la colonna del vp, con configurazione sinottiche troposferiche votate tendenzialmente ad una presa improvvisa della wave atlantica (range 15-18 febbraio), dopo un trasferimento troposferico in vorticità di parte del lobo canadese a quello siberiano, e discesa sul lato orientale della stessa di un ramo del vpt (target 18-22 febbraio). L'idea tendenziale è che, se tale dinamica avvenisse, potrebbe avere un incipit piuttosto meridiano, con intrusione azzorriana nel gap di geopotenziale e d’intensità del jetstraem, creatosi a seguito del precedente parziale svuotamento in vorticità del lobo canadese a favore del lobo siberiano, con tendenza alla retrogressione verso sud ovest della colata fredda, associata allo scambio di calore (20-25 febbraio).
Ne riparleremo
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Messaggio da LHODSE »

Ho letto l'articolo di meteolive .
Che c............loooo, domani tutto il nordest sotto la neve fino a Modenaaa beati voiiiiiiiii.
Vorrei abitare li per un giorno pero'. :D :!: :D :D :D .
Qui invece 13 gradi piove pure a 2000 m. manc'i can'. :shock: :shock: :shock: :shock: :D :D :D :lol: :lol: :lol:
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

luca90 ha scritto: Bisognerebbe plottare i dati. Io sono di toccata e fuga, IMade se legge può dare una mano :lol:
Essendo solo 2 eventi non si può fare neppure una media dei plot. Bisognerebbe avere più dati e confrontarli con NAO, AMO, ENSO, PDO, etc per poter avere un'idea di un possibile effetto di un FW cosi precoce. Ho provato a mettere anomalie gpt da febbraio ad aprile ma il risultato dei 2 anni è discordante
:lol:
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Secondo voi i segnali di comunicazione dell'eventuale split strato e tropo quali saranno sulle carte? Traslazione vpt in Russia?
scand++
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Messaggio da scand++ »

picchio70 ha scritto:Secondo voi i segnali di comunicazione dell'eventuale split strato e tropo quali saranno sulle carte? Traslazione vpt in Russia?
Per come è disposto ora il vpt, direi di si; ci vuole per forza una migrazione di vorticità dal Canada alla Siberia; nel gap di geopotenziale e caduta di jet stream, si potrebbe-dovrebbe infilare l'alta atlantica che poi potrebbe andare in risonanza con i piani alti.
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