Meteo e modelli...oggettivamente! (x esperti)

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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scand++
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Messaggio da scand++ »

Buon giorno a tutti.
Nulla di nuovo stamane rispetto all'analisi portata ieri sera.
Si rileva una crescente probabilità di un blocco temporaneo delle correnti zonali in Atlantico
Eloquente a riguardo la mappa di probabilità per pressione >1030 mbar di gefs

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Per il proseguo guarderei anche questa
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mappa che andrebbe a rinforzare la tesi portata ieri.
scand++
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Messaggio da scand++ »

Visto che il forum risulta alquanto dispersivo e che molti utenti consultano principalmente i tread dei live, riporto, per chiarezza e conseguenzialità con i miei interventi futuri, la mia proiezione esplicata nel tread "monitoraggio dinamiche vp 2017-2018" anche in questi lidi.

Prima di portare un‘analisi long range con target i prossimi 10/15gg, si sono attesi alcuni segnali esplicativi (a dir la verità presenti anche negli scorsi giorni); tuttavia, se pur con le idee più chiare, ancora non si può certamente affermare di aver dipanato la matassa, ma sulla base di tali parametri appare lecito sbilanciarsi nei ranghi di una ragionevole affidabilità.

Procediamo come di consuetudine analizzando la situazione in stratosfera.

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Per quanto concerne il grafico dei flussi a cura della FU Berlin (grafico in alto a sx), si è esaminato, nella precedente analisi, come il vps sia stato caratterizzato da un permanente e stazionario forcing da parte della wave pacifica. Questo forcing, da un lato ha generato buoni valori del flusso di calore al polo, dall’altra ha causato una compressione e decentramento del vps, generandone un allungamento in forma ellissoidica del core con asse maggiore disteso tra America settentrionale ed Asia orientale, disposizione questa che ha caratterizzato i due mesi dell’inverno in itinere. Si è parlato inoltre, di una alta frequenza di contrazione ed allungamento da parte del vps (5-7gg), con fasi di allungamento coincidenti con l’attivazione di trasferimenti di vorticità potenziali sul Canada, ondate di freddo sull’America settentrionale e risposta zonale sull’Europa, mentre le fasi di contrazione sono contraddistinte da un accentramento delle vorticità potenziali ed un aumento di velocità zonale media u per conservazione del momento angolare. Queste fasi, a partire della fine anno, si sono ripresentate ciclicamente per tre volte con un intervallo temporale (periodo di forzante in vorticità potenziale vps-vpt e risposta in accentramento) di circa 7 giorni.
Nel grafico dei flussi si è evidenziato, tramite le 4 frecce verticali blu chiare, i 3 eventi di abbattimento dei flussi EPV, aumento delle velocità zonali a 1,10 e 30 hPa (con lag temporale di 1 gg e 3 gg fra le varie superfici isobariche), derivata nulla delle u e corrispondente valore nullo dei u change due EPV e abbattimento dei flussi di geopotenziale e temperatura a 30 hPa.
Come si evince dall’elaborazione grafica, si evidenziano tre fasi nelle quali i vettori di EPV mostrano dapprima un aumento nei flussi di calore (vedi riquadri gialli) diretti verso l’alto (e poi diretti verso i poli poleward) e un trasferimento all’equatore della componente del flusso di momento (uv>0) (vedi (1)), poi nella fase successiva (contrassegnata con i riquadri azzurri) si registra un significativo abbattimento dei flussi verticali (componente Fz della (1)) fino all’inversione, ed una rotazione della componente orizzontale degli EPV (componente Fy vedi (1)) verso il polo (90°N) (-uv>0).
Se si esaminano le mappe di vorticità potenziale della superficie isoentropica di 850 k, si evidenzia la curva corrispondente al parallelo dei 60°N (cerchio rosso) e l’inviluppo delle zone a vorticità potenziale > 800 Km2/(kg s) (curva verde). La prima mappa si riferisce ad oggi, mentre la seconda è una proiezione a 120 h; si nota come allo stato attuale, la curva verde si presenti allungata, di forma ellissoidica e con baricentro d’area distante dal polo geografico con lo stesso che appare addirittura tangente alla curva stessa. Tale conformazione è riscontrabile anche nella vicina mappa di geopotenziale e temperatura sulla superficie isobarica di 10 hPa; la disposizione in essere è frutto di alcuni giorni caratterizzati da flusso di calore verso l’alto e flusso di momento verso l’equatore (secondo quadrato giallo da sx); ora nei prossimi 5 giorni è previsto un abbattimento dei flussi di calore e l’inversione della direzione dei flussi di momento, i quali tenderanno a direzionarsi verso il polo. Il risultato è visibile nella mappa delle vorticità potenziali sulla superficie isoentropica di 850 k a 120 h, con la curva verde di forma piuttosto tondeggiante, con baricentro d’area più vicino al polo geografico e curva quasi tutta compresa entro il parallelo 60°N. Pertanto possiamo affermare che si prevede un flusso di vorticità potenziale positivo (verso il polo nord).
Di seguito si esplicita su base fisico - matematica questa dinamica.
Ci si riferisca alla (2): il primo termine rappresenta la circuitazione (integrale della proiezione del vettore lungo la tangente alla curva stessa, esteso a tutta la curva chiusa) del vettore velocità zonale, su di una curva che, per riferimento, facciamo coincidere con il parallelo 60°N; per il teorema di Stockes, si ha la prima uguaglianza che esplicita il fatto che la circuitazione in oggetto, è pari al flusso del rotore del campo vettoriale di velocità, all’interno della superficie racchiusa dalla curva in oggetto. Il rotore è un operatore differenziale di tipo vettoriale che indica, a livello fisico, il modulo, la direzione ed il verso, della “rotazionalità” di un campo vettoriale (vorticità); pertanto, sempre riferendosi alla (2), tramite la seconda uguaglianza, tale flusso è pari a quello della vorticità sulla superficie delimita al contorno dalla curva di ciruitazione. Nel presente caso, la curva si è detto essere il parallelo 60°N e la superficie quella dell’ellissoide terrestre compresa entro i 60°N e i 90°N. La (2) per quanto detto, mette quindi in relazione il valore medio della velocità zonale in corrispondenza del parallelo 60°N e la “quantità” di vorticità, connessa al vps, all’interno della zona polare (60-90°N). Quindi, più risulta alto il valore medio della velocità zonale, più, di contro, aumenta la vorticità. Ecco spiegato il perché del fatto che ad una contrazione del vps, si assiste ad un aumento del vento zonale e viceversa. La (2) esplicita alcune informazioni anche sul primo termine della (1) (componenti degli EPV Elliassen Palm Vector) che si riferisce come detto al trasporto di momento. Il momento in oggetto, risulta proporzionale alla velocità zonale (in quanto il momento è definito come integrale lungo una traiettoria del campo vettoriale delle velocità per la distanza dal centro di rotazione del punto di applicazione); il termine v indica la velocità di avanzamento di tale momento verso il polo (termine che definisce il flusso). Riferendosi alla (2) la Fy di EPV (1) può essere allora anche visto, come il prodotto di due circuitazioni, una che tiene conto delle proiezioni di u sulla tangente della curva ed, un’altra, che tiene conto della proiezione dei vettori u lungo la normale alla curva. Pertanto anche il terzo termine della (2) dovrebbe essere moltiplicato, per uguaglianza, con la circuitazione delle componenti ortogonali alla curva del campo vettoriale delle u; in tal modo, l’integrale delle vorticità sulla superficie racchiusa dalla curva, andrebbe moltiplicato per la quantità suddetta che definisce il flusso, esplicitando, in tal senso, il significato della prima componente di EPV come flusso di vorticità sulla superficie delimitata dalla curva di riferimento. Ecco quindi spiegato la relazione fra la direzione dei vettori EPV verso il polo, il riaccentramento delle vorticità potenziali (area 60°-90°N) e l’aumento delle velocità zonali in corrispondenza del parallelo 60°N.
Proseguendo nell’analisi, nel grafico del flussi si è evidenziato una quarta fase di azzeramento dei flussi di calore e riaccentramento di vorticità al polo (terzo quadrato azzurro da sx) preceduto da una fase di ripartenza dei flussi di calore (terzo riquadro giallo); tale fase è prevista per gli ultimi giorni di gennaio e primi di febbraio. La dinamica di risposta del vps probabilmente sarà sempre la stessa osservata finora: prima una fase di compressione del vps da parte dell’onda pacifica, vorticità potenziali in decentramento su Canada e Siberia orientale, divergenza dei flussi, contrazione del vps con riaccentramento di vorticità ed aumento degli zonal wind.


Passiamo ora all’analisi dell’alta troposfera bassa stratosfera, piano di comunicazione tropo-strato.

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Nel long range dei gm, viene vista da più giorni, ad un target temporale di circa 8/10gg da oggi, la formazione di un’onda di Rossby in Atlantico. Tale accadimento appare supportato anche dalla MJO (Madden Julian Oscillation -convezione equatoriale) che viene prevista in fase 6 con successiva migrazione fase 7 fuori dal cerchio, fasi compatibili con un Atlantic Ridge in migrazione verso una configurazione Scand+.
Si è parlato sopra della possibile formazione di un’onda di Rossby in Atlantico; di seguito si esplicitano con rigore fisico matematico le caratteristiche di stazionarietà, lunghezza d’onda e propagazione.
Si consideri la formula (3); questa esplicita la velocità di propagazione di un’onda, in funzione della velocità zonali u, della lunghezza d’onda della Rossby in oggetto L e del parametro di Rossby K, dipendente a sua volta dalla velocità di rotazione terrestre omega, la latitudine fi, il raggio terrestre R. Come si evince dalla (3), la velocità di propagazione aumenta con u e con L, cioè la stazionarietà (tempo di permanenza del campo di alti geopotenziali e temperatura nella stessa zona con blocking alle westerlies) aumenta al diminuire delle velocità zonali medie e all’aumentare dell’ampiezza L (parametro correlato all’energia tramite il quadrato dello stesso).
Si faccia ora riferimento alle mappe di geopotenziale e temperatura sulla superficie isobarica di 150 hPa a 96 h e 240h (target temporale sviluppo onda di Rossby); nella mappa a 96 h si evince una buona intrusione dell’onda pacifica e una corrente zonale tesa in Atlantico con l’anticiclone oceanico pronto a coricarsi lungo i paralleli europei; si noti inoltre la velocità zonale media a 60°N di 10.2 m/s.
Nella mappa a 240 h, si nota l’intrusione pacifica, meno potente ma comunque presente, e la formazione di un’ampia Rossby in Atlantico. Tramite la curva gialla si è inviluppata la linea di iso-potenziale di 1344 dam e tramite la line nera tratteggiata, il flusso medio delle velocità zonali in corrispondenza dei 50°N. Si nota inoltre, una traslazione della wave pacifica verso la costa ovest degli Usa, una pulsazione del vp sul Nord America e, una corrispondente risposta delle correnti zonali tese dall’est coast fino al medio Atlantico. Il valore delle velocità zonali medie in corrispondenza della curva di parallelo 60°N risulta essere di 13.9 m/s, valore ben più alto rispetto al corrispettivo previsto 6gg prima.
Procedendo con l’esame delle mappe di vorticità potenziale sulla superficie isoentropica di 380K, si nota come a 240 h si registri una contrazione, con accentramento delle vorticità potenziali, del vps con conseguente aumento della circuitazione delle velocità zonali e del loro valore medio secondo la (2).
Per quanto descritto sopra, appare ad oggi piuttosto probabile la formazione di una Rossby atlantica fra gli 8 e 10 gg. Tuttavia, risulta alquanto impervio ad oggi, il conseguimento dello status di stazionarietà della stessa; infatti, da un lato l’ampiezza non risulta così importante e, dall’altro, le velocità zonali appaiono con valori piuttosto alti e addirittura in rinforzo nel target previsionale. Dall’alta stratosfera, inoltre, non arrivano segnali incoraggianti, in quanto, il vps, incorrerà in una contrazione nei prossimi 5 gg, con incremento importante delle velocità zonali; successivamente sarà soggetto ad un nuovo ed ennesimo forcing ad una sola onda (pacifica), con l’effetto di compressione e allungamento della proiezione planimetrica del core, con asse principale Canada - Siberia orientale, rafforzamento del flusso atlantico alle medie latitudini, divergenza dei flussi di calore, nuovo approfondimento per conservazione del momento angolare, aumento delle velocità medie zonali e accentramento delle vorticità potenziali (target temporale primi giorni di febbraio). Questa nuova dinamica di contrazione potrebbe trovare un vpt predisposto, tramite l’ormai consolidato e cronico pattern a due perni di vorticità (uno sul Canada, uno in Siberia orientale) ad accogliere il trasferimento di vorticità potenziale periferico proveniente dall’alta stratosfera, inasprendo il weather regime troposferico e, inibendo, in tal modo, l’elevazione dei geopotenziali e temperatura dell’onda atlantica coadiuvata, in tal senso, dalla convezione equatoriale.
Concludendo, lo scenario sinottico risultante in troposfera potrebbe essere caratterizzato dalla formazione di una Rossby atlantica di discreta ampiezza, inserita in un contesto di alte velocità zonali e pertanto senza i crismi della stazionarietà; il blocco risulterebbe temporaneo e non efficace al fine del blocking duraturo delle westerlies, dopo una discesa meridiana di aria di estrazione artico marittimo parzialmente continentalizzata con target parzialmente orientale, ci sarebbe un rapido piegamento verso est della struttura anticiclonica in rotazione oraria, con un possibile rientro continentale basso, prettamente dai quadranti orientali.
Volgendo uno sguardo all’extra long range (oltre 5 febbraio), ci si potrebbe attendere un anticiclone Atlantico costretto a migrare in oceano e a distendersi lungo i paralleli con interessamento parziale del Mediterraneo occidentale, caratterizzato da alti valori di geopotenziale e temperatura, energia termodinamicamente in grado di intrudere il vpt al primo rallentamento del getto; da qui si potrebbero aprire degli spiragli per discese piuttosto meridiane di aria artico marittima con parziale continentalizzazione. Con una notte artica che tende ad accorciarsi e l’aumento del calore attritivo prodotto dalla deviazione del flusso zonale ad opera di eventuali anticicloni termici rafforzati da eventuali future avvezioni fredde cospicue sul continente asiatico centrale, sono da monitorare inoltre, eventuali riscaldamenti anche di tipo minor, in stratosfera, in grado tramite dinamiche d’interazione, riflessione ed amplificazione T-S-T, di coadiuvare eventuali slanci poleward dell’onda atlantica.
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Pinguino70
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Messaggio da Pinguino70 »

I miei complimenti, davvero.
SAME74
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Messaggio da SAME74 »

@scand++: complimenti!!! Ora so cosa fare oggi :lol:

Se non dico una fesseria, mi ricordo che non sei un semplice appassionato, giusto??
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luca90
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Messaggio da luca90 »

Le Ens ci mostrano delle conferme circa il Pattern Atlantic Ridge in vista per gli inizi I decade di Febbraio. Si conferma la possibilità di correnti Cicloniche e mediamente più fredde su Europa Centrale:

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Da annotare la successiva e ipotetica spinta del Jet con conseguente slancio Zonale dell'Alta Atlantica:

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Ossignore, ma quanto hai scritto Scand+ :lol: Con più tempo darò una lettura pure io.
scand++
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Messaggio da scand++ »

luca90 ha scritto:Ossignore, ma quanto hai scritto Scand+ :lol: Con più tempo darò una lettura pure io.
Ok, attendo tuo parere e contributo nel topic specifico "monitoraggio dinamiche vp 2017-2018".
:wink:
BrixiaFidelis
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Messaggio da BrixiaFidelis »

scand++ ha scritto:
luca90 ha scritto:Ossignore, ma quanto hai scritto Scand+ :lol: Con più tempo darò una lettura pure io.
Ok, attendo tuo parere e contributo nel topic specifico "monitoraggio dinamiche vp 2017-2018".
:wink:
ottimo lavoro scand!

poi purtroppo non è il forum dispersivo, sono gli utenti che lo incasinano per bene :wink:
gemi65
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Messaggio da gemi65 »

Uno sguardo quasi distratto al run12 dei GM
Ukmo a 96 ore
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Ukmo12 a 120 ore
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Messaggio da gemi65 »

Ukmo12 a 144 ore
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Messaggio da gemi65 »

Esagero e aggiungo anche Gem12 a 144 ore
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:lol:
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IMadeYouReadThis
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

Grazie del contributo scand++

Ripescando un po' di commenti sul GW e sul thread del sondaggio mi ha portato a riparlarne.
Niente studi questa volta, solo dati.

Si parla spesso di record di freddo, ogni anno, portando a pensare che magari non è vero che il mondo si sta scaldando tanto quanto si sente in giro. Magari è tutto un complotto.

Beh questi sono i record principali di freddo e caldo caduti dal 2002 al 2017
http://www.mherrera.org/temp.htm

Cosa si può notare?
Beh nel periodo 2002-2010 questo è il risultato tra caldo e freddo:

2073 record di caldo
219 record di freddo

Nel periodo 2011-2017:
2018 record di caldo
159 record di freddo

Se non mi credete potete pure contarli, buona fortuna :wink:

E cosi per dire:

Artico
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Freddo sulla east coast a dicembre?
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Beh guardiamo ad esempio l'alaska, costa opposta

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15,5 gradi di anomalia MEDIA mensile calcolata su tutta la regione. Certo, influenzata dall'hp pacifico addossato sulle coste occidentali nord americane però non è la prima volta che succede che si formi un pattern del genere. Mai si sono raggiunte anomalie del genere.

Le svalbard sennò, ormai simbolo dei cambiamenti climatici

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Quasi libere dai ghiacci al 23 gennaio. 74-81 parallelo nord, pieno artico.
Non va meglio nel mar di Kara

Ma non si pensi che siano anomalie passeggere. Queste sono le temperature registrate dal primo gennaio 2017 (con la media relativa al periodo) alla stazione aeroportuale dell'arcipelago
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8 giorni con temperature positive e pioggia alle Svalbard a gennaio.

E per completare oltre alla mappa delle anomalie del 2017 (che abbiamo visto abbastanza volte), ecco il grafico di anomalia media in base alla latitudine.
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Inverno possibile con artico sempre sopramedia? Si ovvio, qualche botta di gelo ce la possiamo beccare ma andrà sempre peggio se il trend si manterrà o peggiorerà (possibile, effetto cascata). Magari cambiare qualcosa nel nostro piccolo non migliorerà la situazione ma l'essere consapevoli di cosa succede al di fuori del nostro giardino è importante.
Alberto13
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Messaggio da Alberto13 »

IMadeYouReadThis ha scritto:Grazie del contributo scand++

Ripescando un po' di commenti sul GW e sul thread del sondaggio mi ha portato a riparlarne.
Niente studi questa volta, solo dati.

Si parla spesso di record di freddo, ogni anno, portando a pensare che magari non è vero che il mondo si sta scaldando tanto quanto si sente in giro. Magari è tutto un complotto.

Beh questi sono i record principali di freddo e caldo caduti dal 2002 al 2017
http://www.mherrera.org/temp.htm

Cosa si può notare?
Beh nel periodo 2002-2010 questo è il risultato tra caldo e freddo:

2073 record di caldo
219 record di freddo

Nel periodo 2011-2017:
2018 record di caldo
159 record di freddo

Se non mi credete potete pure contarli, buona fortuna :wink:

E cosi per dire:

Artico
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Freddo sulla east coast a dicembre?
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Beh guardiamo ad esempio l'alaska, costa opposta

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15,5 gradi di anomalia MEDIA mensile calcolata su tutta la regione. Certo, influenzata dall'hp pacifico addossato sulle coste occidentali nord americane però non è la prima volta che succede che si formi un pattern del genere. Mai si sono raggiunte anomalie del genere.

Le svalbard sennò, ormai simbolo dei cambiamenti climatici

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Quasi libere dai ghiacci al 23 gennaio. 74-81 parallelo nord, pieno artico.
Non va meglio nel mar di Kara

Ma non si pensi che siano anomalie passeggere. Queste sono le temperature registrate dal primo gennaio 2017 (con la media relativa al periodo) alla stazione aeroportuale dell'arcipelago
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8 giorni con temperature positive e pioggia alle Svalbard a gennaio.

E per completare oltre alla mappa delle anomalie del 2017 (che abbiamo visto abbastanza volte), ecco il grafico di anomalia media in base alla latitudine.
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Inverno possibile con artico sempre sopramedia? Si ovvio, qualche botta di gelo ce la possiamo beccare ma andrà sempre peggio se il trend si manterrà o peggiorerà (possibile, effetto cascata). Magari cambiare qualcosa nel nostro piccolo non migliorerà la situazione ma l'essere consapevoli di cosa succede al di fuori del nostro giardino è importante.
Sinceramente un Artico con temperature sopramedia è un bene
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Alberto13 ha scritto: Sinceramente un Artico con temperature sopramedia è un bene
Come mai secondo te? :?
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luca90
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Messaggio da luca90 »

Un buonissimo lavoro di reportage caro IMade. Lascio in allegato questo breve articolo:

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