domande su amplificazione artica e circolazione atmosferica

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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baraonda
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domande su amplificazione artica e circolazione atmosferica

Messaggio da baraonda »

salve.
sono nuovo e inesperto e vorrei cordialmente chiedere dei chiarimenti sulla questione amplificazione artica e circolazione atmosferica generale.
in particolare, nel caso reale questo fenomeno stia portando a variazioni della suddetta circolazione (non voglio discutere su quanto e' vero e no), mi chiedo perchè, considerando la sempre maggiore superficie oceanica scoperta da ghiaccio che accumula e rilascia sempre piu' calore, il vortice polare negli ultimi anni ha visto un incremento degli eventi ese cold con conseguente compattamento dello stesso? il maggior calore rilasciato non dovrebbe destrutturare lo stesso vortice polare invece di raffreddarlo?
forse questo e' dovuto al fatto che il maggior calore scende all'equatore alimentando la cella di hadley che tende a far ristringere sempre piu' le basse pressioni polari che, per la conservazione del moto, accellerano?

spero di essere stato chiaro e non troppo indisponente.
chiedo lumi ai piu' esperti che se ne avranno voglia potranno rispondermi.


grazie in anticipo :D
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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

Intanto, posso consigliarti questo articolo di Alessio Grosso
del 4 Giugno 2014 che, a parte il titolo, rappresenta un sunto
di didattica anche sulle correnti atmosferiche :

https://www.meteolive.it/news/In-primo- ... la-/42843/

e , per dovere, ecco un'altra versione (articolo del 2017...):

https://buntekuh.it/2017/06/03/riscaldamento-globale/

dove, oltre al resto, cita l'amplificazione artica e suoi (?) meccanismi...

A mio avviso, la principale circolazione atmosferica (es. jet polare)
dell'emisfero boreale, ha una forzante naturale in grado di modificarla e
spiegare in buona parte i fenomeni annessi al riscaldamento
artico come al suo raffreddamento , quest'ultimo coincidente
con la quiescenza di tale forzante: IL SOLE.

Uli
:wink:
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IMadeYouReadThis
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Re: domande su amplificazione artica e circolazione atmosferica

Messaggio da IMadeYouReadThis »

baraonda ha scritto:salve.
sono nuovo e inesperto e vorrei cordialmente chiedere dei chiarimenti sulla questione amplificazione artica e circolazione atmosferica generale.
in particolare, nel caso reale questo fenomeno stia portando a variazioni della suddetta circolazione (non voglio discutere su quanto e' vero e no), mi chiedo perchè, considerando la sempre maggiore superficie oceanica scoperta da ghiaccio che accumula e rilascia sempre piu' calore, il vortice polare negli ultimi anni ha visto un incremento degli eventi ese cold con conseguente compattamento dello stesso? il maggior calore rilasciato non dovrebbe destrutturare lo stesso vortice polare invece di raffreddarlo?
forse questo e' dovuto al fatto che il maggior calore scende all'equatore alimentando la cella di hadley che tende a far ristringere sempre piu' le basse pressioni polari che, per la conservazione del moto, accellerano?

spero di essere stato chiaro e non troppo indisponente.
chiedo lumi ai piu' esperti che se ne avranno voglia potranno rispondermi.


grazie in anticipo :D
La conseguenza di un aumento di ese cold in periodo di gw (agw) è "facilmente spiegabile".

Le porzioni di atmosfera che prendiamo in considerazione quando parliamo di clima sono la troposfera e la stratosfera.
Dagli anni '80 stiamo attraversando un periodo di riduzione dell'attività solare. La stratosfera essendo meno influenzata dai fattori climatici troposferici e grazie anche al fatto che l'aria è decisamente più rarefatta viene influenzato in modo molto maggiore di cambiamenti anche minimi di radiazione solare.
Immagine

Immagine
Guardando infatti i grafici si può notare come la temperatura in stratosfera sia decisamente scesa negli ultimi anni. Al contrario la troposfera ha continuato a riscaldarsi a causa principalmente della forzante antropica. I due sistemi stanno andando in opposizione di fase e per questo seppur una diminuzione dei ghiacci artici dovrebbe portare ad un indebolimento del vortice polare troposferico spesso siamo incappati in ese cold anche da record a causa di un raffreddamento della stratosfera. Il vortice polare stratosferico quindi influenza spesso quello troposferico.

Dopo se mi ricordo te lo spiego bene. Questo è il mio parere

Questo è il report artico 2017
http://www.arctic.noaa.gov/Report-Card/ ... -Headlines
scand++
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Messaggio da scand++ »

D'accordo con Imade, ed aggiungerei alcune cose:
L'anomalia positiva di temperature superficiali alle latitudini polari, va a ridurre il gradiente termico meridionale con l'equatore, soprattutto nelle fasi autunnali di sviluppo del vpt; il gradiente termico meridionale è il vero propulsore del vpt, infatti lo scambio di calore, per riequilibrio termico, genera, per le forze di Coriolis, le westerlies o venti geostrofici di quota che sottendono la forza del vpt. Nel mentre, la stratosfera è soggetta al raffreddamento radiativo dall'alto, dovuto all'inclinazione stagionale dei raggi solari e, pertanto ad un raffreddamento e ad un approfondimento in termini di pressione e quindi di aumento d'intensità dei venti zonali, per così dire proprio o autogeno.
Pertanto, soprattutto nei mesi autunnali assistiamo a questo squilibrio fra la strato e la tropo con spesso un vpt disturbato e scambi meridiani di calore anticipati. Poi, con il procedere della stagione, l'artico in troposfera prosegue con il naturale raffreddamento stagionale, recuperando, in parte, il gap di riscaldamento accumulato tramite una maggiore estensione dei ghiacci e tutti gli effetti a cascata che ne conseguono, che portano ad un raffreddamento in loco; alle medie e basse latitudini invece, ancora si osserva un surplus di calore, dipendente dalla maggiore estensione in latitudine, nei mesi estivi, degli anticicloni subtropicali e, ad esempio in periodi di nino, anche da specifiche condizioni teleconnettive stagionali; pertanto, in questa fase di maturazione della stagione fredda, il gradiente meridionale di temperatura in troposfera aumenta in maniera importante. Quando la stagione è progredita (dicembre) spesso il vpt tende a rafforzarsi, e ad inviare flussi di calore sempre più deboli in strato; pertanto da una parte il vps è ben sviluppato e dall'altra in troposfera si assiste ad un rinforzo del vpt con diminuzione degli heat flux, accadimenti che accoppiati portano spesso una comunicazione nello scambio di vorticità potenziali fra strato e tropo; quindi ad una sollecitazione cold da parte della strato, spesso la tropo soccombe, perché accoppiata alla stessa, nel trasferimento di vorticità potenziali; tuttavia lo scorso anno abbiamo avuto un episodio inverso, in cui al tropo è apparsa disaccoppiata alla strato nel trasferimento cold.
Comunque tematica importante che andrebbe approfondita.
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the hurricane
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Re: domande su amplificazione artica e circolazione atmosferica

Messaggio da the hurricane »

IMadeYouReadThis ha scritto: La conseguenza di un aumento di ese cold in periodo di gw (agw) è "facilmente spiegabile".

Le porzioni di atmosfera che prendiamo in considerazione quando parliamo di clima sono la troposfera e la stratosfera.
Dagli anni '80 stiamo attraversando un periodo di riduzione dell'attività solare. La stratosfera essendo meno influenzata dai fattori climatici troposferici e grazie anche al fatto che l'aria è decisamente più rarefatta viene influenzato in modo molto maggiore di cambiamenti anche minimi di radiazione solare.

Guardando infatti i grafici si può notare come la temperatura in stratosfera sia decisamente scesa negli ultimi anni. Al contrario la troposfera ha continuato a riscaldarsi a causa principalmente della forzante antropica. I due sistemi stanno andando in opposizione di fase e per questo seppur una diminuzione dei ghiacci artici dovrebbe portare ad un indebolimento del vortice polare troposferico spesso siamo incappati in ese cold anche da record a causa di un raffreddamento della stratosfera. Il vortice polare stratosferico quindi influenza spesso quello troposferico.

Dopo se mi ricordo te lo spiego bene. Questo è il mio parere

Questo è il report artico 2017
http://www.arctic.noaa.gov/Report-Card/ ... -Headlines
ottimo intervento imade, poi oltre alla diminuzione dell' attività solare, il raffreddamento della stratosfera è dovuto molto probabilmente anche all' aumento dei gas serra; infatti visto che la radiazione solare viene maggiormente intrappolata nei bassi strati, per il bilancio energetico, si ha un deficit di radiazione alle alte quote con conseguente raffreddamento della stratosfera e maggior probabilità di ese cold.

Poi, per le temperature stratosferiche, hanno un ruolo fondamentale anche le eruzioni vulcaniche e le sostanze che distruggono l' ozono.

Qui c'è un bell' articolo scientifico dove sono analizzati tutti i fattori che hanno causato il raffreddamento della stratosfera.

http://onlinelibrary.wiley.com/wol1/doi ... 1/abstract

Questo è il grafico riassuntivo, ovviamente è da prendere con le pinze, visto che sono stime con alti margini di errori.

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Già che ci sono, auguro buon Natale e buone feste a tutti!
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IMadeYouReadThis
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

Grazie a scand e hurricane che hanno completato molto bene il mio frettoloso intervento :lol: :wink:
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luca90
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Messaggio da luca90 »

Ulteriormente, rispetto a quanto inizialmente veniva detto sull'AA circa un Jet Stream che andrebbe incontro un indebolimento e favorire la formazione di Blocking c'è un lavoro dove viene evidenziato un diverso risultato:

http://www.people.fas.harvard.edu/~kuan ... 014GRL.pdf

Ad una riduzione del gradiente dei GPT ci si aspetterebbe di osservare con maggiore facilità un inversione del gradiente meridionale e quindi un aumento nella formazione di Blocking.

Praticamente invece, tramite utilizzo di un Modello, ad una riduzione del gradiente termico meridionale corrisponde una riduzione dei venti zonali ma non un aumento degli episodi di blocking ne un jet stream più ondulato e anzi, pare confermare la tesi per cui il Jet Stream negli ultimi Inverni tenda a risultare teso.

Riporto un'esposizione presentata qualche giorno fa in un Twitter di Cohen:

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baraonda
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Messaggio da baraonda »

Un grazie immenso a tutti...troppo gentili...approfondiro' l'argomento...ma già questi piccoli resoconti mi hanno chiarito molto...grazie ancora :wink:
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

luca90 ha scritto:Ulteriormente, rispetto a quanto inizialmente veniva detto sull'AA circa un Jet Stream che andrebbe incontro un indebolimento e favorire la formazione di Blocking c'è un lavoro dove viene evidenziato un diverso risultato:

http://www.people.fas.harvard.edu/~kuan ... 014GRL.pdf

Ad una riduzione del gradiente dei GPT ci si aspetterebbe di osservare con maggiore facilità un inversione del gradiente meridionale e quindi un aumento nella formazione di Blocking.

Praticamente invece, tramite utilizzo di un Modello, ad una riduzione del gradiente termico meridionale corrisponde una riduzione dei venti zonali ma non un aumento degli episodi di blocking ne un jet stream più ondulato e anzi, pare confermare la tesi per cui il Jet Stream negli ultimi Inverni tenda a risultare teso.

Riporto un'esposizione presentata qualche giorno fa in un Twitter di Cohen:

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Vero, visto anche io quel tweet di judah cohen, molto interessante, grazie luca.
tufaccio
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Messaggio da tufaccio »

IMadeYouReadThis ha scritto:Grazie a scand e hurricane che hanno completato molto bene il mio frettoloso intervento :lol: :wink:
Imade, quindi la correlazione peg minimi solari verrebbe meno?
BrixiaFidelis
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Messaggio da BrixiaFidelis »

tufaccio ha scritto:
IMadeYouReadThis ha scritto:Grazie a scand e hurricane che hanno completato molto bene il mio frettoloso intervento :lol: :wink:
Imade, quindi la correlazione peg minimi solari verrebbe meno?
prima di tutto complimenti per gli interventi ragazzi, poi sono curioso anche io, stavo aspettando il grande gelo data l'attività spotless solare :wink:
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the hurricane
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Messaggio da the hurricane »

tufaccio ha scritto:
IMadeYouReadThis ha scritto:Grazie a scand e hurricane che hanno completato molto bene il mio frettoloso intervento :lol: :wink:
Imade, quindi la correlazione peg minimi solari verrebbe meno?
ad oggi è molto improbabile che un minimo solare prolungato ci possa riportare le temperature globali a livello della peg a causa della forzante antropica.

invece, è possibile che alcune zone del mondo risentano maggiormente della bassa attività solare, ad esempio è possibile che gli inverni europei possano essere più freddi o comunque si possano riscaldare meno ad altre zone.

questi sono i punti punti principali di simulazioni climatiche, il loro margine d' errore è molto elevato

ad esempio questo è estratto di un articolo del metoffice del 2015
The new study used a climate model to simulate conditions between 2050 and 2099 under the RCP 8.5 scenario (which assumes 'high-end' future carbon concentrations), but crucially includes a solar output decreasing to Maunder Minimum levels.

Like other studies, they found the global impact from reduced solar output was relatively small - with a cooling effect of around -0.1 °C. This is much smaller than the amount of warming expected due to greenhouse gases, which is several degrees for this experiment.

On a regional level, the study found a bigger cooling effect for northern Europe, the UK and eastern parts of North America - particularly during winter. For example, for northern Europe the cooling is in the range -0.4 to -0.8 °C.

Winters will be warmer overall, but this suggests a relative increase in the risk of colder winters for these areas during a possible grand solar minimum.
https://www.metoffice.gov.uk/news/relea ... r-activity
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Messaggio da Burian2012 »

the hurricane ha scritto:
tufaccio ha scritto:
IMadeYouReadThis ha scritto:Grazie a scand e hurricane che hanno completato molto bene il mio frettoloso intervento :lol: :wink:
Imade, quindi la correlazione peg minimi solari verrebbe meno?
ad oggi è molto improbabile che un minimo solare prolungato ci possa riportare le temperature globali a livello della peg a causa della forzante antropica.

invece, è possibile che alcune zone del mondo risentano maggiormente della bassa attività solare, ad esempio è possibile che gli inverni europei possano essere più freddi o comunque si possano riscaldare meno ad altre zone.

questi sono i punti punti principali di simulazioni climatiche, il loro margine d' errore è molto elevato

ad esempio questo è estratto di un articolo del metoffice del 2015
The new study used a climate model to simulate conditions between 2050 and 2099 under the RCP 8.5 scenario (which assumes 'high-end' future carbon concentrations), but crucially includes a solar output decreasing to Maunder Minimum levels.

Like other studies, they found the global impact from reduced solar output was relatively small - with a cooling effect of around -0.1 °C. This is much smaller than the amount of warming expected due to greenhouse gases, which is several degrees for this experiment.

On a regional level, the study found a bigger cooling effect for northern Europe, the UK and eastern parts of North America - particularly during winter. For example, for northern Europe the cooling is in the range -0.4 to -0.8 °C.

Winters will be warmer overall, but this suggests a relative increase in the risk of colder winters for these areas during a possible grand solar minimum.
https://www.metoffice.gov.uk/news/relea ... r-activity

Ai livelli della PEG no ma a livello degli anni 50? :roll: Non sarebbe malaccio?
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Messaggio da IMadeYouReadThis »

Burian2012 ha scritto:
Ai livelli della PEG no ma a livello degli anni 50? :roll: Non sarebbe malaccio?
Meh. Più che altro mi accontenterei di uno stop temporaneo del riscaldamento che sarebbe già tanto. La forzante antropica potrebbe annullare gli effetti di un minimo solare prolungato anche nelle regioni che in teoria ne sarebbero maggiormente colpite.
Poi aggiungiamoci il riscaldamento degli oceani+acidificazione che portano ad un decadimento dell'efficienza di assorbimento della CO2 in eccesso (quella antropica) da parte dell'acqua marina.
Gli oceani infatti sono stati molto d'aiuto fin'ora per rallentare il riscaldamento atmosferico immagazzinando buona parte dell'energia e della CO2 in eccesso (secondo alcuni studi anche fino al 90%).
Inevitabilmente questa CO2 e questa energia verranno prima o poi riconsegnate all'atmosfera.
E questa è solo una delle forzanti...
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the hurricane
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Messaggio da the hurricane »

Burian2012 ha scritto:

Ai livelli della PEG no ma a livello degli anni 50? :roll: Non sarebbe malaccio?
non sarebbe male, però anche questo sembra abbastanza improbabile.

Tra l' altro, conoscendo un paio di persone all' università, ho scoperto che è possibile che ci siano degli errori nelle ricerche di Svensmark che hanno mostrato una correlazione tra raggi cosmici e le nubi basse; sembra che siano state fatte correzioni ai dati originali per aumentarne la correlazione.

Io stesso sono curioso di vedere quali saranno le conclusioni finali...
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