Monitoraggio dinamiche vp 2017-2018

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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scand++
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Messaggio da scand++ »

Riporto di seguito delle animazioni che fanno capire in maniera esplicita come si sia nella fase di risoluzione delle conseguenze del simil CW, seguita dalla fase dii riassorbimento degli effetti cold con ripartenze delle dinamiche di disturbo in termini di calore e geopotenziale il tutto coaudiuvato dalla genesi di riscaldamenti attritivi importanti in zona Siberia a 10 hPA.
-Flussi di calore su tutta la colonna d'aria del NH da latitudine 0 a 90°N:
si evince il trasferimento del flusso negativo e suo successivo riassorbimento con ripartenze dei flussi positivi
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-isobarica 10 hpa:
importante il costante riscaldamento stratosferico ad iniziare dalla Siberia in trasferimento in ampiezza ed intensità con rotazione antioraria verso lo stretto di Bering; inoltre si vede il tentativo di riaccentramento del vps ed approfondimento della pressione al baricentro dello stesso
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-isoentropica 850K circa 10 hpa:
si evince il tentativo di riaccentramento del vps tramite traslazione verso il polo delle vorticità potenziali positive con migrazione della geometria da una morfologia ellittica a simil circolare
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-isobarica 150 hpa (alta tropo bassa strato):
costante il disturbo portato dall'alta pacifica con convergenza poleward in alcune fasi; altalenante l'azione dell'onda atlantica che opera pulsazioni di geopotenziale e temperatura alterne; si nota la migrazione con rotazione antioraria del riscaldamento in zona Canada verso l'Atlantico settentrionale
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-isoentropica 380K circa 150 hpa:
tentativo di riaccentramento delle vorticità potenziali positive seguito da un nuovo sostanziale disturbo a carico dell'onda pacifica in vorticità potenziali positive (definizione di direzione del vettore rotazione di vorticità secondo la regola della mano destrorsa) e successiva nuova destabilizzazione con ellitticizzazione del contorno dell'inviluppo planimetrico della zona a vorticità potenziali positive e decentramento del baricentro della stessa
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tufaccio
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Messaggio da tufaccio »

Chapeau.... :shock:

La genesi del famoso Stratwarming del 1984/85 la conosci?
scand++
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Messaggio da scand++ »

Riporto di seguito delle animazioni che fanno capire in maniera esplicita come si sia nella fase di risoluzione delle conseguenze del simil CW, seguita dalla fase dii riassorbimento degli effetti cold con ripartenze delle dinamiche di disturbo in termini di calore e geopotenziale il tutto coaudiuvato dalla genesi di riscaldamenti attritivi importanti in zona Siberia a 10 hPA.
-Flussi di calore su tutta la colonna d'aria del NH da latitudine 0 a 90°N:
si evince il trasferimento del flusso negativo e suo successivo riassorbimento con ripartenze dei flussi positivi
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si evince il tentativo di riaccentramento del vps tramite traslazione verso il polo delle vorticità potenziali positive con migrazione della geometria da una morfologia ellittica a simil circolare
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costante il disturbo portato dall'alta pacifica con convergenza poleward in alcune fasi; altalenante l'azione dell'onda atlantica che opera pulsazioni di geopotenziale e temperatura alterne; si nota la migrazione con rotazione antioraria del riscaldamento in zona Canada verso l'Atlantico settentrionale
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tentativo di riaccentramento delle vorticità potenziali positive seguito da un nuovo sostanziale disturbo a carico dell'onda pacifica in vorticità potenziali positive (definizione di direzione del vettore rotazione di vorticità secondo la regola della mano destrorsa) e successiva nuova destabilizzazione con ellitticizzazione del contorno dell'inviluppo planimetrico della zona a vorticità potenziali positive e decentramento del baricentro della stessa
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Cosa mi aspetto dunque?

Per quanto sopra, ci si attende una migrazione del riscaldamento visto in alta strato, verso i settori canadesi; tale fatto, considerando che nel contempo i flussi di calore intrudenti la stratosfera dal basso, portati dalla stazionarietà della wave pacifica, interesseranno lo stesso settore, potrebbe permettere un attacco al vortice polare a tutte le quote. Inoltre, gli heat flux portati in bassa strato dalla stazionarietà della wave pacifica, causerebbero un riscaldamento alla quota di 150 hPa sul Canada, il quale, in migrazione, tramite rotazione antioraria, potrebbe raggiungere proprio la zona NATL a dar manforte allo slancio poleward della wave atlantica, sia in troposfera che in bassa stratosfera. A quel punto il vps sarebbe sotto attacco da due fronti, e si troverebbe in una configurazione critica, sia dal punto di vista posizionale (eccentrico), che di quello geometrico (ellittico). GLi effetti potrebbero vedere un ESE di tipo warm che potrebbe causare uno split del vp a tutte le quote isobariche (come visto dai gm nel long in alcune emissioni) o un displacement dello stesso se l'azione dell'onda atlantica non si rilevasse incisiva. L'incisività in tropo dell'onda atlantica può essere incentivata, con varie percentuali di correlazione a diversi lag temporali, della convezione equatoriale descitta dall'indice mjo. La MJO (Madden Julian Oscillation) è un indice descrittivo della convezione nelle zone equatoriali che tramite la cella di Hadley, è in grado di influenzare le altepressioni alle medie latitudini (nel modo indicato nella tavola di Cossu riportata).
gefs
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ecmwf
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Come si nota, mentre le gefs propendono per una mjo in fase 8-1 di buona magnitudo con possibile attivazione dei geopotenziali nordatlantici, le ecmwf esplicitano a lungo termine un rientro in fase 1 e 2 con buona magnitudo, fase non congeniale allo sviluppo di alti geopotenziali in nord Atlantico
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Veniamo alle percentuali di accadimento di ESE entro i prossimi 30gg:
- ESE cold 15%
- ESE warm 45%
Se ESE warm si manifestasse:
- split vp a tutte le quote 55%
- displacement 45% (percentuale in leggero aumento visto le frequentazioni non proprio congeniali all'attivazione dell'onda atlantica di ecmwf).

Tuttavia mi preme sottolineare che se anche avvenisse un ESE warm di tipo split, questo da solo non potrebbe condizionare la distribuzione delle masse artiche alle medie latitudini nei range temporali di riflessione amplificazione e ricaduta del TST event (circa 4 o 5 pulsazioni nei 60 gg successivi l'high heat flux event) ma al contrario, l'assetto stratosferico farebbe solo da riflessione e amplificazione di un assetto troposferico esistente; in pratica si trattrebbe di un'esasperazione del weather regime esistente.

Spero di essere stato chiaro.:roll:
Monitoriamo :wink:
iniestas
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Messaggio da iniestas »

scand++ ha scritto:Riporto di seguito delle animazioni che fanno capire in maniera esplicita come si sia nella fase di risoluzione delle conseguenze del simil CW, seguita dalla fase dii riassorbimento degli effetti cold con ripartenze delle dinamiche di disturbo in termini di calore e geopotenziale il tutto coaudiuvato dalla genesi di riscaldamenti attritivi importanti in zona Siberia a 10 hPA.
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Per quanto sopra, ci si attende una migrazione del riscaldamento visto in alta strato, verso i settori canadesi; tale fatto, considerando che nel contempo i flussi di calore intrudenti la stratosfera dal basso, portati dalla stazionarietà della wave pacifica, interesseranno lo stesso settore, potrebbe permettere un attacco al vortice polare a tutte le quote. Inoltre, gli heat flux portati in bassa strato dalla stazionarietà della wave pacifica, causerebbero un riscaldamento alla quota di 150 hPa sul Canada, il quale, in migrazione, tramite rotazione antioraria, potrebbe raggiungere proprio la zona NATL a dar manforte allo slancio poleward della wave atlantica, sia in troposfera che in bassa stratosfera. A quel punto il vps sarebbe sotto attacco da due fronti, e si troverebbe in una configurazione critica, sia dal punto di vista posizionale (eccentrico), che di quello geometrico (ellittico). GLi effetti potrebbero vedere un ESE di tipo warm che potrebbe causare uno split del vp a tutte le quote isobariche (come visto dai gm nel long in alcune emissioni) o un displacement dello stesso se l'azione dell'onda atlantica non si rilevasse incisiva. L'incisività in tropo dell'onda atlantica può essere incentivata, con varie percentuali di correlazione a diversi lag temporali, della convezione equatoriale descitta dall'indice mjo. La MJO (Madden Julian Oscillation) è un indice descrittivo della convezione nelle zone equatoriali che tramite la cella di Hadley, è in grado di influenzare le altepressioni alle medie latitudini (nel modo indicato nella tavola di Cossu riportata).
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Se ESE warm si manifestasse:
- split vp a tutte le quote 55%
- displacement 45% (percentuale in leggero aumento visto le frequentazioni non proprio congeniali all'attivazione dell'onda atlantica di ecmwf).

Tuttavia mi preme sottolineare che se anche avvenisse un ESE warm di tipo split, questo da solo non potrebbe condizionare la distribuzione delle masse artiche alle medie latitudini nei range temporali di riflessione amplificazione e ricaduta del TST event (circa 4 o 5 pulsazioni nei 60 gg successivi l'high heat flux event) ma al contrario, l'assetto stratosferico farebbe solo da riflessione e amplificazione di un assetto troposferico esistente; in pratica si trattrebbe di un'esasperazione del weather regime esistente.

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stai dicendo quindi che come da stagionali reading il wr nord atlantico potrebbe caratterizzare anche gennaio e febbraio?
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gippalippa
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Messaggio da gippalippa »

scand++ ha scritto:Riporto di seguito delle animazioni che fanno capire in maniera esplicita come si sia nella fase di risoluzione delle conseguenze del simil CW, seguita dalla fase dii riassorbimento degli effetti cold con ripartenze delle dinamiche di disturbo in termini di calore e geopotenziale il tutto coaudiuvato dalla genesi di riscaldamenti attritivi importanti in zona Siberia a 10 hPA.
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Tuttavia mi preme sottolineare che se anche avvenisse un ESE warm di tipo split, questo da solo non potrebbe condizionare la distribuzione delle masse artiche alle medie latitudini nei range temporali di riflessione amplificazione e ricaduta del TST event (circa 4 o 5 pulsazioni nei 60 gg successivi l'high heat flux event) ma al contrario, l'assetto stratosferico farebbe solo da riflessione e amplificazione di un assetto troposferico esistente; in pratica si trattrebbe di un'esasperazione del weather regime esistente.

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Quindi non vedi tanto possibile un'ESE cold, in giro per rete al contrario si parla di possibile sfondamento NAM, ma davanti ad un'analisi così argomentata e piena di dati sono decisamente rincuorato :D

Mai come prima d'ora vale il proverbiale "monitoriamo" 8)
GallagherRM
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Messaggio da GallagherRM »

@Iniestas: no non ha detto quello che scrivi, ha ipotizzato percentualmente diversi scenari.

@gippalippa: da parte mia non credo nello sfondamento

@scand++: leggerti è davvero edificante
scand++
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Messaggio da scand++ »

iniestas ha scritto:
scand++ ha scritto:Riporto di seguito delle animazioni che fanno capire in maniera esplicita come si sia nella fase di risoluzione delle conseguenze del simil CW, seguita dalla fase dii riassorbimento degli effetti cold con ripartenze delle dinamiche di disturbo in termini di calore e geopotenziale il tutto coaudiuvato dalla genesi di riscaldamenti attritivi importanti in zona Siberia a 10 hPA.
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Veniamo alle percentuali di accadimento di ESE entro i prossimi 30gg:
- ESE cold 15%
- ESE warm 45%
Se ESE warm si manifestasse:
- split vp a tutte le quote 55%
- displacement 45% (percentuale in leggero aumento visto le frequentazioni non proprio congeniali all'attivazione dell'onda atlantica di ecmwf).

Tuttavia mi preme sottolineare che se anche avvenisse un ESE warm di tipo split, questo da solo non potrebbe condizionare la distribuzione delle masse artiche alle medie latitudini nei range temporali di riflessione amplificazione e ricaduta del TST event (circa 4 o 5 pulsazioni nei 60 gg successivi l'high heat flux event) ma al contrario, l'assetto stratosferico farebbe solo da riflessione e amplificazione di un assetto troposferico esistente; in pratica si trattrebbe di un'esasperazione del weather regime esistente.

Spero di essere stato chiaro.:roll:
Monitoriamo :wink:

stai dicendo quindi che come da stagionali reading il wr nord atlantico potrebbe caratterizzare anche gennaio e febbraio?
Sto dicendo che allorché si manifestasse un ESE warm questo andrebbe, come nei più classici casi TST event, ad amplificare MEDIAMENTE il wr che lo ha prodotto, almeno nell'incipit d'innesco degli scambi di calore. Quindi se la scisisone del vp a tutte le quote avviene per un'azione intrusiva in 2 wave regime, occorre valutare il posizionamento della wave atlantica all'atto dell'innesco dell'ESEwarm; è chiaro che nell'arco dei 60 gg medi di condizionamento e dei circa 4 o 5 range temporali di touchdown troposferico della riflessione ed amplificazione stratosferica, può succedere di tutto ma comunque nell'ambito del wr medio istauratosi in troposfera. Tutto ciò per dire per l'ennesima volta che uno split del vp può non produrre effetti rilevanti in termini di freddo e neve sui nostri comparti; tuttavia è chiaro che un condizionamento di 60 gg con AO mediamente negativa esplicita una maggiore probabilità, in termini di accadimento di eventi rilevanti di gelo, rispetto ad un condizionamento di 60 gg con indice AO mediamente positivo :wink:
scand++
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Messaggio da scand++ »

scand++ ha scritto:Ecco il grafico di mia implementazione
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ed il grafico implementato da Waugh e Polvani sulla base dello studio di 49 ESE
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Ecco perchè in questi giorni ho ribadito con fermezza che non ci troviamo ad oggi davanti ad un ESE cold; se così fosse, ci sarebbe da rivedere tutta la teoria in nostro possesso e gli studi portati finora.
In fine un piccolo sassolino nella scarpa; il grafico da me riportato è frutto di uno studio da me portato ed implementato sulla base delle conoscenze in nostro possesso ad oggi; spesso sento parlare di quel forum di quell'altro, come riferimento nelle analisi delle dinamiche tropo strato; bene, vi posso dire che in tutto il web una sola persona (CCT) è riuscito ad implementare funzioni e algoritmi che con dati oggettivi rilevati in atmosfera possano dimostrare la genesi e lo sviluppo di un ESE come quello da me riportato.
Ma come si dice l'erba del vicino è sempre più verde.
Intanto in altri lidi chiedono informazioni su come reperire i valori giornalieri degli heat flux 45-75Na 100hPa...forse l'erba del vicino non era poi così verde :wink: :D
Lupo Silano
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Messaggio da Lupo Silano »

scand++ ha scritto:
scand++ ha scritto:Ecco il grafico di mia implementazione
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ed il grafico implementato da Waugh e Polvani sulla base dello studio di 49 ESE
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Ecco perchè in questi giorni ho ribadito con fermezza che non ci troviamo ad oggi davanti ad un ESE cold; se così fosse, ci sarebbe da rivedere tutta la teoria in nostro possesso e gli studi portati finora.
In fine un piccolo sassolino nella scarpa; il grafico da me riportato è frutto di uno studio da me portato ed implementato sulla base delle conoscenze in nostro possesso ad oggi; spesso sento parlare di quel forum di quell'altro, come riferimento nelle analisi delle dinamiche tropo strato; bene, vi posso dire che in tutto il web una sola persona (CCT) è riuscito ad implementare funzioni e algoritmi che con dati oggettivi rilevati in atmosfera possano dimostrare la genesi e lo sviluppo di un ESE come quello da me riportato.
Ma come si dice l'erba del vicino è sempre più verde.
Intanto in altri lidi chiedono informazioni su come reperire i valori giornalieri degli heat flux 45-75Na 100hPa...forse l'erba del vicino non era poi così verde :wink: :D
tu rimani su questi lidi...
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Messaggio da luca90 »

Incremento notevole delle quantità di Ozono a livello Siberiano, settore Pacifco e Nord US:

https://ozonewatch.gsfc.nasa.gov/ozone_ ... A2_LNH.mp4
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Messaggio da scand++ »

luca90 ha scritto:Incremento notevole delle quantità di Ozono a livello Siberiano, settore Pacifco e Nord US:

https://ozonewatch.gsfc.nasa.gov/ozone_ ... A2_LNH.mp4
Tutti settori in cui la reazione chimica di dissociazione dell'ozono
O3 + radiaz. UV -> O2 + O + calore
risulta molto utile...
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Messaggio da luca90 »

Risoluzione del disturbo Stratosferico con evidente rintocco sulle velocità Zonali nel Forecast:

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Siamo di fronte ad una mensilità Dicembrina in cui in Stratosfera è stato evidente in Forcing operato dall'azione di una cresta d'Onda anche piuttosto intrusiva

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Ciò viene alimentato dalla sede Troposferica ove appunto si concentreranno i nostri occhi nel momento in cui andremo incontro alla risoluzione del simil CW/CW.

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L'impostazione rispetto gli ultimi Inverni è evidente. Riscontriamo una migliore convergenza dell'Onda Pacifica verso il settore Polare conseguentemente ne deriva una migliore impostazione di "lavoro" da parte dell'Alta delle Azzorre che tende anch'essa a mantenersi ondulata.

SSTA Atlantiche che risultano sopra media su vaste porzioni territoriali:

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Messaggio da luca90 »

scand++ ha scritto: Tutti settori in cui la reazione chimica di dissociazione dell'ozono
O3 + radiaz. UV -> O2 + O + calore
risulta molto utile...
Ciò imprime appunto ad avere sul settore sopra citato importanti accumuli di Ozono, conseguenzialmente ci mette in ottica di potenziali disturbi in sede.
Altro spunto per cercare di non cadere in uno SC... :wink:
scand++
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Messaggio da scand++ »

luca90 ha scritto:
scand++ ha scritto: Tutti settori in cui la reazione chimica di dissociazione dell'ozono
O3 + radiaz. UV -> O2 + O + calore
risulta molto utile...
Ciò imprime appunto ad avere sul settore sopra citato importanti accumuli di Ozono, conseguenzialmente ci mette in ottica di potenziali disturbi in sede.
Altro spunto per cercare di non cadere in uno SC... :wink:
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Messaggio da luca90 »

Non particolarmente entusiasmanti gli aggiornamenti di Ecmwf circa la MJO con una fase di magnitudo verso la fase 8 ma subito a rientrare nel cerchio.

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