speriamo arrivi altra neve al nord siamo golosi e affamati e più in la chissa magari anche a romaulisse55 ha scritto:Premesso che nei weekend sono quasi assente, ma leggo...inverno per tutti ha scritto:ulisse di la si lamentano sempre ma a me le carte dell immacolata e post mi sembrano ottime a te come sembrano?
eccomi qui:
attendevo le 'uscite' mattutine , sia di GFS, GEFS che di Reading...
poi un'occhiata a TLC e climatici, comprese stagionali (mensili)...
In generale sono alquanto soddisfatto, almeno in prospettiva...
infatti la cosiddetta 'imprevedibilità' configurativa e fenomenologica
sembra il LEITMOTIV che imperverserà nel quadro modellistico
almeno per un po'....e forse per tutto il mese in corso.
Considerando le forecast tlc, con AO--, NAO-, PNA+
e stagionali (ad esempio) NOAA con anomalie termiche
'in media', sempre di Dicembre parliamo, potremmo
sperare in un primo terzo invernale piuttosto dinamico,
dove Atlantico , Artico e misto, faranno comparsate
a più riprese , fermo restando movimenti propedeutici
dell'HP oceanico....
Termiche discount? Non credo....ma in prima fase
(ce ne saranno altre...) forse mancherà l'apporto da Est,
ma non escludo improvvisi cambiamenti in proposito,
proprio in virtù della 'imprevedibiltà' che ho da tempo
paventato...
Dunque...in sostanza , sarei fiducioso a sostenere Dicembre
come mese in grado di regalarci un bel trampolino
per i mesi 2018 come Gennaio e Febbraio, spesso
poi quelli 'decisivi' , nel bene come nel male...quest'ultimo
sempre da mettere in conto...
Vi posto la GIF
ecmwf ens T850a ...
Non male...no?
Buona giornata....a dopo.
Uli
Il grande ritorno del Buran...2012 (quasi) bis?
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se nevica al nord a roma non arriva mai sei sotto sciroccoinverno per tutti ha scritto:speriamo arrivi altra neve al nord siamo golosi e affamati e più in la chissa magari anche a romaulisse55 ha scritto:Premesso che nei weekend sono quasi assente, ma leggo...inverno per tutti ha scritto:ulisse di la si lamentano sempre ma a me le carte dell immacolata e post mi sembrano ottime a te come sembrano?
eccomi qui:
attendevo le 'uscite' mattutine , sia di GFS, GEFS che di Reading...
poi un'occhiata a TLC e climatici, comprese stagionali (mensili)...
In generale sono alquanto soddisfatto, almeno in prospettiva...
infatti la cosiddetta 'imprevedibilità' configurativa e fenomenologica
sembra il LEITMOTIV che imperverserà nel quadro modellistico
almeno per un po'....e forse per tutto il mese in corso.
Considerando le forecast tlc, con AO--, NAO-, PNA+
e stagionali (ad esempio) NOAA con anomalie termiche
'in media', sempre di Dicembre parliamo, potremmo
sperare in un primo terzo invernale piuttosto dinamico,
dove Atlantico , Artico e misto, faranno comparsate
a più riprese , fermo restando movimenti propedeutici
dell'HP oceanico....
Termiche discount? Non credo....ma in prima fase
(ce ne saranno altre...) forse mancherà l'apporto da Est,
ma non escludo improvvisi cambiamenti in proposito,
proprio in virtù della 'imprevedibiltà' che ho da tempo
paventato...
Dunque...in sostanza , sarei fiducioso a sostenere Dicembre
come mese in grado di regalarci un bel trampolino
per i mesi 2018 come Gennaio e Febbraio, spesso
poi quelli 'decisivi' , nel bene come nel male...quest'ultimo
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infatti ho detto più in la non penso che al momento ci sia l aria giusta per la neve a romanevofilo80 ha scritto:se nevica al nord a roma non arriva mai sei sotto sciroccoinverno per tutti ha scritto:speriamo arrivi altra neve al nord siamo golosi e affamati e più in la chissa magari anche a romaulisse55 ha scritto: Premesso che nei weekend sono quasi assente, ma leggo...
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attendevo le 'uscite' mattutine , sia di GFS, GEFS che di Reading...
poi un'occhiata a TLC e climatici, comprese stagionali (mensili)...
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almeno per un po'....e forse per tutto il mese in corso.
Considerando le forecast tlc, con AO--, NAO-, PNA+
e stagionali (ad esempio) NOAA con anomalie termiche
'in media', sempre di Dicembre parliamo, potremmo
sperare in un primo terzo invernale piuttosto dinamico,
dove Atlantico , Artico e misto, faranno comparsate
a più riprese , fermo restando movimenti propedeutici
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Termiche discount? Non credo....ma in prima fase
(ce ne saranno altre...) forse mancherà l'apporto da Est,
ma non escludo improvvisi cambiamenti in proposito,
proprio in virtù della 'imprevedibiltà' che ho da tempo
paventato...
Dunque...in sostanza , sarei fiducioso a sostenere Dicembre
come mese in grado di regalarci un bel trampolino
per i mesi 2018 come Gennaio e Febbraio, spesso
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Neve a Roma?
Certo...il titolo (nuovo) del TD è inequivocabile...
ma da qui ad essere realizzabile ce ne corre...
Per ora debbo basarmi su dati OGGETTIVI, come promesso...
dunque seguo con trepidazione il decorso stagionale
ma con i piedi ben saldati a terra.
Al momento , osservando i GM e quant'altro (TLC, eccetera),
sono fiducioso per un'evoluzione via via favorevole
a episodi meteo-climatici che potrebbero poi
'viaggiare' verso la Città Eterna...
Altrimenti non avrei cambiato il titolo....

Certo...il titolo (nuovo) del TD è inequivocabile...
ma da qui ad essere realizzabile ce ne corre...
Per ora debbo basarmi su dati OGGETTIVI, come promesso...
dunque seguo con trepidazione il decorso stagionale
ma con i piedi ben saldati a terra.
Al momento , osservando i GM e quant'altro (TLC, eccetera),
sono fiducioso per un'evoluzione via via favorevole
a episodi meteo-climatici che potrebbero poi
'viaggiare' verso la Città Eterna...
Altrimenti non avrei cambiato il titolo....
quest0anno appoggio totalmente questo TD
Roma dal 2017 è entrata in una fase di extreme event che durerà anche il prossimo anno
nell'ordine:
- gelo gennaio 2017, gelo storico, più forte dal 1985
- dicembre 2016- 31 agosto 2017: deficit idrico storico per la Capitale
- 3-10 agosto 2017: settimana più calda della storia moderna della Capitale con punte di 41 gradi, clima desertico con UR al 10%
- settembre 2017....Bomba d'acqua con accumuli record di oltre 100 mm in poche ore ina alcune zone del romano..
l'evento prossimo che mi aspetto....beh ...lo potete immaginare....
Roma dal 2017 è entrata in una fase di extreme event che durerà anche il prossimo anno
nell'ordine:
- gelo gennaio 2017, gelo storico, più forte dal 1985
- dicembre 2016- 31 agosto 2017: deficit idrico storico per la Capitale
- 3-10 agosto 2017: settimana più calda della storia moderna della Capitale con punte di 41 gradi, clima desertico con UR al 10%
- settembre 2017....Bomba d'acqua con accumuli record di oltre 100 mm in poche ore ina alcune zone del romano..
l'evento prossimo che mi aspetto....beh ...lo potete immaginare....
iniestas ha scritto:quest0anno appoggio totalmente questo TD
Roma dal 2017 è entrata in una fase di extreme event che durerà anche il prossimo anno
nell'ordine:
- gelo gennaio 2017, gelo storico, più forte dal 1985
- dicembre 2016- 31 agosto 2017: deficit idrico storico per la Capitale
- 3-10 agosto 2017: settimana più calda della storia moderna della Capitale con punte di 41 gradi, clima desertico con UR al 10%
- settembre 2017....Bomba d'acqua con accumuli record di oltre 100 mm in poche ore ina alcune zone del romano..
l'evento prossimo che mi aspetto....beh ...lo potete immaginare....
L'EVENTO primo è questo tuo post...
e non solo...anche quanto ha scritto Alessio Grosso qui
https://www.meteolive.it/news/Editorial ... si-/70432/
tra l'altro già sottoposto a discussione nel Live...
Che dire....ah, si....
Qualcun'altro vuole accettare di 'salire' su questo 'treno' virtuale
in direzione ROMA?
C'è posto per tutti...
Ragazzi....abbiamo Iniestas a bordo!
Scherzi a parte....oggi mi è scappato un gran bel sorriso.....
-
turbo_dif
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eh ma ricordiamo bene tutti che iniestas porta bene quando dice che è impossibile che nevichi a roma.. iniè ti prego scendi e schierati contro.. qua bisogna attaccarsi a tutto, scaramanzia compresaulisse55 ha scritto:iniestas ha scritto:quest0anno appoggio totalmente questo TD
Roma dal 2017 è entrata in una fase di extreme event che durerà anche il prossimo anno
nell'ordine:
- gelo gennaio 2017, gelo storico, più forte dal 1985
- dicembre 2016- 31 agosto 2017: deficit idrico storico per la Capitale
- 3-10 agosto 2017: settimana più calda della storia moderna della Capitale con punte di 41 gradi, clima desertico con UR al 10%
- settembre 2017....Bomba d'acqua con accumuli record di oltre 100 mm in poche ore ina alcune zone del romano..
l'evento prossimo che mi aspetto....beh ...lo potete immaginare....
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e non solo...anche quanto ha scritto Alessio Grosso qui
https://www.meteolive.it/news/Editorial ... si-/70432/
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Che dire....ah, si....
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in direzione ROMA?
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turbo_dif ha scritto:eh ma ricordiamo bene tutti che iniestas porta bene quando dice che è impossibile che nevichi a roma.. iniè ti prego scendi e schierati contro.. qua bisogna attaccarsi a tutto, scaramanzia compresaulisse55 ha scritto:iniestas ha scritto:quest0anno appoggio totalmente questo TD
Roma dal 2017 è entrata in una fase di extreme event che durerà anche il prossimo anno
nell'ordine:
- gelo gennaio 2017, gelo storico, più forte dal 1985
- dicembre 2016- 31 agosto 2017: deficit idrico storico per la Capitale
- 3-10 agosto 2017: settimana più calda della storia moderna della Capitale con punte di 41 gradi, clima desertico con UR al 10%
- settembre 2017....Bomba d'acqua con accumuli record di oltre 100 mm in poche ore ina alcune zone del romano..
l'evento prossimo che mi aspetto....beh ...lo potete immaginare....
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e non solo...anche quanto ha scritto Alessio Grosso qui
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Che dire....ah, si....
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Scherzi a parte....oggi mi è scappato un gran bel sorriso.....
IMPOSSIBILE...è farlo scendere, caro turbo....
l'ho chiuso nel vagone VIP (Very I...niestas Person)
e gettate le chiavi......
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salve Prof sempre presente poiché forse il post aperto inverni estremi, forse potrebbe avere riscontro sulla realta'ulisse55 ha scritto:turbo_dif ha scritto:eh ma ricordiamo bene tutti che iniestas porta bene quando dice che è impossibile che nevichi a roma.. iniè ti prego scendi e schierati contro.. qua bisogna attaccarsi a tutto, scaramanzia compresaulisse55 ha scritto:
L'EVENTO primo è questo tuo post...
e non solo...anche quanto ha scritto Alessio Grosso qui
https://www.meteolive.it/news/Editorial ... si-/70432/
tra l'altro già sottoposto a discussione nel Live...
Che dire....ah, si....
Qualcun'altro vuole accettare di 'salire' su questo 'treno' virtuale
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e gettate le chiavi......![]()
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A dirla tutta....ho notato 'buone nuove' tra 15 e 17 Dicembre...inverno per tutti ha scritto:ulisse gli spaghi di ecmwf per le mie zone sono molto buoni dall 11 al 15 puoi confermare questa mia sensazione o dici che anche quella dell immacolata subira degli ovest shift ? cosa e piu probabile per te ?
domanda riferita a tutti quelli più esperti ^^
in senso di neve-nevischio....però è presumibile che
qualcosa cambi all'improvviso...
E secondo me, già dai prossimi run ....vedremo.
*** L'angolo della didattica ****
Mi permetto di riportare qui una parte di un'articolo
che ho estratto dal web da altro sito, autore Anselmo Caputo,
e riguarda la DIFFERENZA tra modelli deterministici e stocastici
(e in parte climatici...),
ritenendo cio' fondamentale soprattutto per capire il funzionamento
dei GM , in particolare quelli che seguiamo nel Live ovvero deterministici,
ed il perchè le loro 'uscite' spesso contraddittorie che talvolta mettono in
difficoltà chi si accinge ad interpretarli....
***
La differenza fondamentale innanzitutto: i modelli deterministici usati in meteorologia per la previsione del tempo – sono modelli che da vent’anni a questa parte hanno assolutamente rivoluzionato questa scienza – non sono nient’altro che modelli fisico-matematici che tentano di prevedere l’evoluzione di un sistema (quello atmosferico) a breve (3 gg.), media (5 gg.), lunga e lunghissima scadenza (10 gg. e più) basandosi sulla risoluzione di equazioni fisico-matematiche, quella della fisica e della meccanica classica e della termodinamica. La peculiarità di questo tipo di modelli (ogni appassionato o meteorologo ne ha sotto gli occhi innumerevoli esempi: Gfs, Nogaps, Ukmo ecc., ecc.) è di avere bisogno esclusivamente di una gran moltitudine di dati numeri iniziali, ottenuti nella fattispecie attraverso l’analisi minuziosa dello stato dell’atmosfera in un determinato luogo, continente o sull’intero pianeta, attraverso palloni-sonda, analisi radar e altra strumentazione, i quali, inseriti nel sistema di equazioni vengono tradotti in un’analisi di previsione, ossia di sviluppo, di quel sistema entro le 24, 48, 72 ore e più.
La peculiarità di un modello stocastico, al contrario del modello deterministico, è di essere un modello probabilistico: in riferimento ad un unico parametro, generalmente quello del tempo, si raccolgono determinati dati risalenti al passato, quindi dati di natura statistica, correlati a più variabili casuali; per ogni singola variabile viene ad essere fatto, al tempo “t”, un vero e proprio calcolo probabilistico, e una volta ricostruita per tutte le variabili, per così dire, la “storia passata probabilistica” nell’evoluzione di un sistema o nell’accadimento di un determinato episodio, essa viene introdotta nel modello stocastico per prevederne la ragionevole evoluzione, probabilistica, futura.
La differenza, a questo punto, è evidente: il primo modello è deterministico, ossia procede su dati numerici presenti, certi, a prevedere l’evoluzione nel tempo del sistema dell’atmosfera, e compie tutto ciò fondamentalmente risolvendo delle equazioni lineari verso una sola soluzione, per ogni punto dello spazio considerato; il modello stocastico, invece, proietta, per così dire, dati probabilistici passati di un insieme di variabili, per un determinato spazio, in un tempo futuro, grazie alla soluzione puramente probabilistico-statistica di equazioni e variabili del modello. Per questo è necessario conoscere la storia del sistema (del clima, ad esempio) per poter prevederne l’evoluzione probabile futura. Il modello deterministico utilizza per le sue variabili valori numerici assoluti, certi; quello stocastico usa invece variabili casuali, innumerevoli, e che, per questo, hanno solo un valore probabile, non certo ed univoco.
La differenza fondamentale, però, consiste forse in questo: per i modelli deterministici è assolutamente indifferente, ai fini della previsione, conoscere la probabilità che un determinato evento ha avuto nel passato: l’importante è conoscere, numericamente, lo stato dell’atmosfera in un determinato spazio-tempo; per fare un esempio: se devo fare una previsione per il 21 marzo 2010, a niente mi serve sapere come l’atmosfera si è comportata negli ultimi 100 o più anni in corrispondenza di quella data, in Italia; devo, più plausibilmente, conoscere dati numerici che, inseriti nel sistema di equazioni della meccanica e della termodinamica, mi consentono di capire come evolveranno valori come pressione, temperatura, venti, precipitazioni, formazione di fronti ecc., ecc. Per il modello stocastico, al contrario, è proprio necessaria la conoscenza di quella storia passata.
Ora, la scienza della meteorologia, nel prestare il suo servizio, deve necessariamente astrarre dall’uso dei modelli stocastici: questi ultimi sono molto più utili, per esempio, nella climatologia: oggi siamo alla presenza di un vero e proprio abuso di modelli stocastici climatologici sul possibile clima futuro del pianeta. Ebbene, essi, se per un verso impiegano pure in larga parte modelli deterministici, sono fondamentalmente dei modelli stocastici, in quanto simulano la possibile evoluzione del clima e dell’atmosfera anche sulla base della conoscenza delle condizioni passate stanti certe condizioni probabili passate.
Da un punto di vista schiettamente fisico, dunque, la meteorologia deve assolutamente astrarre da una possibile premessa: che l’atmosfera ripresenti ricorsivamente determinate condizioni più o meno identiche al tempo “t” nello spazio “s”. Se possiamo chiamare questa ricorsività memoria dell’atmosfera, dobbiamo concludere che la meteorologia lavora sulla base necessaria di una premessa, quella per cui l’atmosfera non ha memoria, e ciò per un motivo essenziale: per quanto complessi, i modelli deterministici, per poter essere stilati, non possono compendiare indefinite variabili, quelle numeriche e quelle casuali insieme, ma devono fermarsi solo alle prime per poter essere sufficientemente maneggevoli – ossia poter evolvere non verso più soluzioni, ma verso un’unica soluzione. Essi devono essere, cioè, nei rispetti della realtà, necessariamente più poveri della stessa: è questo il motivo fondamentale per cui un modello deterministico non riesce a stare dietro all’evoluzione del sistema-atmosfera al di là dei 5-7 giorni; anzi: in linea di principio si può pensare che anche una carta modellistica a 6 ore non è assolutamente una perfetta ritraduzione matematica della realtà da attendersi e che poi si verifica, altrimenti questi modelli non sbaglierebbero mai, né i loro valori sarebbero valori “medi”, né vi sarebbero differenze tra l’uno e l’altro modello.
***
Spero di aver fatto cosa gradita , senza ledere il Regolamento,
almeno spero.
Uli
Mi permetto di riportare qui una parte di un'articolo
che ho estratto dal web da altro sito, autore Anselmo Caputo,
e riguarda la DIFFERENZA tra modelli deterministici e stocastici
(e in parte climatici...),
ritenendo cio' fondamentale soprattutto per capire il funzionamento
dei GM , in particolare quelli che seguiamo nel Live ovvero deterministici,
ed il perchè le loro 'uscite' spesso contraddittorie che talvolta mettono in
difficoltà chi si accinge ad interpretarli....
***
La differenza fondamentale innanzitutto: i modelli deterministici usati in meteorologia per la previsione del tempo – sono modelli che da vent’anni a questa parte hanno assolutamente rivoluzionato questa scienza – non sono nient’altro che modelli fisico-matematici che tentano di prevedere l’evoluzione di un sistema (quello atmosferico) a breve (3 gg.), media (5 gg.), lunga e lunghissima scadenza (10 gg. e più) basandosi sulla risoluzione di equazioni fisico-matematiche, quella della fisica e della meccanica classica e della termodinamica. La peculiarità di questo tipo di modelli (ogni appassionato o meteorologo ne ha sotto gli occhi innumerevoli esempi: Gfs, Nogaps, Ukmo ecc., ecc.) è di avere bisogno esclusivamente di una gran moltitudine di dati numeri iniziali, ottenuti nella fattispecie attraverso l’analisi minuziosa dello stato dell’atmosfera in un determinato luogo, continente o sull’intero pianeta, attraverso palloni-sonda, analisi radar e altra strumentazione, i quali, inseriti nel sistema di equazioni vengono tradotti in un’analisi di previsione, ossia di sviluppo, di quel sistema entro le 24, 48, 72 ore e più.
La peculiarità di un modello stocastico, al contrario del modello deterministico, è di essere un modello probabilistico: in riferimento ad un unico parametro, generalmente quello del tempo, si raccolgono determinati dati risalenti al passato, quindi dati di natura statistica, correlati a più variabili casuali; per ogni singola variabile viene ad essere fatto, al tempo “t”, un vero e proprio calcolo probabilistico, e una volta ricostruita per tutte le variabili, per così dire, la “storia passata probabilistica” nell’evoluzione di un sistema o nell’accadimento di un determinato episodio, essa viene introdotta nel modello stocastico per prevederne la ragionevole evoluzione, probabilistica, futura.
La differenza, a questo punto, è evidente: il primo modello è deterministico, ossia procede su dati numerici presenti, certi, a prevedere l’evoluzione nel tempo del sistema dell’atmosfera, e compie tutto ciò fondamentalmente risolvendo delle equazioni lineari verso una sola soluzione, per ogni punto dello spazio considerato; il modello stocastico, invece, proietta, per così dire, dati probabilistici passati di un insieme di variabili, per un determinato spazio, in un tempo futuro, grazie alla soluzione puramente probabilistico-statistica di equazioni e variabili del modello. Per questo è necessario conoscere la storia del sistema (del clima, ad esempio) per poter prevederne l’evoluzione probabile futura. Il modello deterministico utilizza per le sue variabili valori numerici assoluti, certi; quello stocastico usa invece variabili casuali, innumerevoli, e che, per questo, hanno solo un valore probabile, non certo ed univoco.
La differenza fondamentale, però, consiste forse in questo: per i modelli deterministici è assolutamente indifferente, ai fini della previsione, conoscere la probabilità che un determinato evento ha avuto nel passato: l’importante è conoscere, numericamente, lo stato dell’atmosfera in un determinato spazio-tempo; per fare un esempio: se devo fare una previsione per il 21 marzo 2010, a niente mi serve sapere come l’atmosfera si è comportata negli ultimi 100 o più anni in corrispondenza di quella data, in Italia; devo, più plausibilmente, conoscere dati numerici che, inseriti nel sistema di equazioni della meccanica e della termodinamica, mi consentono di capire come evolveranno valori come pressione, temperatura, venti, precipitazioni, formazione di fronti ecc., ecc. Per il modello stocastico, al contrario, è proprio necessaria la conoscenza di quella storia passata.
Ora, la scienza della meteorologia, nel prestare il suo servizio, deve necessariamente astrarre dall’uso dei modelli stocastici: questi ultimi sono molto più utili, per esempio, nella climatologia: oggi siamo alla presenza di un vero e proprio abuso di modelli stocastici climatologici sul possibile clima futuro del pianeta. Ebbene, essi, se per un verso impiegano pure in larga parte modelli deterministici, sono fondamentalmente dei modelli stocastici, in quanto simulano la possibile evoluzione del clima e dell’atmosfera anche sulla base della conoscenza delle condizioni passate stanti certe condizioni probabili passate.
Da un punto di vista schiettamente fisico, dunque, la meteorologia deve assolutamente astrarre da una possibile premessa: che l’atmosfera ripresenti ricorsivamente determinate condizioni più o meno identiche al tempo “t” nello spazio “s”. Se possiamo chiamare questa ricorsività memoria dell’atmosfera, dobbiamo concludere che la meteorologia lavora sulla base necessaria di una premessa, quella per cui l’atmosfera non ha memoria, e ciò per un motivo essenziale: per quanto complessi, i modelli deterministici, per poter essere stilati, non possono compendiare indefinite variabili, quelle numeriche e quelle casuali insieme, ma devono fermarsi solo alle prime per poter essere sufficientemente maneggevoli – ossia poter evolvere non verso più soluzioni, ma verso un’unica soluzione. Essi devono essere, cioè, nei rispetti della realtà, necessariamente più poveri della stessa: è questo il motivo fondamentale per cui un modello deterministico non riesce a stare dietro all’evoluzione del sistema-atmosfera al di là dei 5-7 giorni; anzi: in linea di principio si può pensare che anche una carta modellistica a 6 ore non è assolutamente una perfetta ritraduzione matematica della realtà da attendersi e che poi si verifica, altrimenti questi modelli non sbaglierebbero mai, né i loro valori sarebbero valori “medi”, né vi sarebbero differenze tra l’uno e l’altro modello.
***
Spero di aver fatto cosa gradita , senza ledere il Regolamento,
almeno spero.
Uli
Ultima modifica di ulisse55 il gio dic 07, 2017 4:27 pm, modificato 2 volte in totale.
Grazie, molto interessante e istruttivo per me che sono un dilettante...ulisse55 ha scritto:*** L'angolo della didattica ****
Mi permetto di riportare qui una parte di un'articolo
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e riguarda la DIFFERENZA tra modelli deterministici e stocastici
(e in parte climatici...),
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ed il perchè le loro 'uscite' spesso contraddittorie che talvolta mettono in
difficoltà chi si accinge ad interpretarli....
***
La differenza fondamentale innanzitutto: i modelli deterministici usati in meteorologia per la previsione del tempo – sono modelli che da vent’anni a questa parte hanno assolutamente rivoluzionato questa scienza – non sono nient’altro che modelli fisico-matematici che tentano di prevedere l’evoluzione di un sistema (quello atmosferico) a breve (3 gg.), media (5 gg.), lunga e lunghissima scadenza (10 gg. e più) basandosi sulla risoluzione di equazioni fisico-matematiche, quella della fisica e della meccanica classica e della termodinamica. La peculiarità di questo tipo di modelli (ogni appassionato o meteorologo ne ha sotto gli occhi innumerevoli esempi: Gfs, Nogaps, Ukmo ecc., ecc.) è di avere bisogno esclusivamente di una gran moltitudine di dati numeri iniziali, ottenuti nella fattispecie attraverso l’analisi minuziosa dello stato dell’atmosfera in un determinato luogo, continente o sull’intero pianeta, attraverso palloni-sonda, analisi radar e altra strumentazione, i quali, inseriti nel sistema di equazioni vengono tradotti in un’analisi di previsione, ossia di sviluppo, di quel sistema entro le 24, 48, 72 ore e più.
La peculiarità di un modello stocastico, al contrario del modello deterministico, è di essere un modello probabilistico: in riferimento ad un unico parametro, generalmente quello del tempo, si raccolgono determinati dati risalenti al passato, quindi dati di natura statistica, correlati a più variabili casuali; per ogni singola variabile viene ad essere fatto, al tempo “t”, un vero e proprio calcolo probabilistico, e una volta ricostruita per tutte le variabili, per così dire, la “storia passata probabilistica” nell’evoluzione di un sistema o nell’accadimento di un determinato episodio, essa viene introdotta nel modello stocastico per prevederne la ragionevole evoluzione, probabilistica, futura.
La differenza, a questo punto, è evidente: il primo modello è deterministico, ossia procede su dati numerici presenti, certi, a prevedere l’evoluzione nel tempo del sistema dell’atmosfera, e compie tutto ciò fondamentalmente risolvendo delle equazioni lineari verso una sola soluzione, per ogni punto dello spazio considerato; il modello stocastico, invece, proietta, per così dire, dati probabilistici passati di un insieme di variabili, per un determinato spazio, in un tempo futuro, grazie alla soluzione puramente probabilistico-statistica di equazioni e variabili del modello. Per questo è necessario conoscere la storia del sistema (del clima, ad esempio) per poter prevederne l’evoluzione probabile futura. Il modello deterministico utilizza per le sue variabili valori numerici assoluti, certi; quello stocastico usa invece variabili casuali, innumerevoli, e che, per questo, hanno solo un valore probabile, non certo ed univoco.
La differenza fondamentale, però, consiste forse in questo: per i modelli deterministici è assolutamente indifferente, ai fini della previsione, conoscere la probabilità che un determinato evento ha avuto nel passato: l’importante è conoscere, numericamente, lo stato dell’atmosfera in un determinato spazio-tempo; per fare un esempio: se devo fare una previsione per il 21 marzo 2010, a niente mi serve sapere come l’atmosfera si è comportata negli ultimi 100 o più anni in corrispondenza di quella data, in Italia; devo, più plausibilmente, conoscere dati numerici che, inseriti nel sistema di equazioni della meccanica e della termodinamica, mi consentono di capire come evolveranno valori come pressione, temperatura, venti, precipitazioni, formazione di fronti ecc., ecc. Per il modello stocastico, al contrario, è proprio necessaria la conoscenza di quella storia passata.
Ora, la scienza della meteorologia, nel prestare il suo servizio, deve necessariamente astrarre dall’uso dei modelli stocastici: questi ultimi sono molto più utili, per esempio, nella climatologia: oggi siamo alla presenza di un vero e proprio abuso di modelli stocastici climatologici sul possibile clima futuro del pianeta. Ebbene, essi, se per un verso impiegano pure in larga parte modelli deterministici, sono fondamentalmente dei modelli stocastici, in quanto simulano la possibile evoluzione del clima e dell’atmosfera anche sulla base della conoscenza delle condizioni passate stanti certe condizioni probabili passate.
Da un punto di vista schiettamente fisico, dunque, la meteorologia deve assolutamente astrarre da una possibile premessa: che l’atmosfera ripresenti ricorsivamente determinate condizioni più o meno identiche al tempo “t” nello spazio “s”. Se possiamo chiamare questa ricorsività memoria dell’atmosfera, dobbiamo concludere che la meteorologia lavora sulla base necessaria di una premessa, quella per cui l’atmosfera non ha memoria, e ciò per un motivo essenziale: per quanto complessi, i modelli deterministici, per poter essere stilati, non possono compendiare indefinite variabili, quelle numeriche e quelle casuali insieme, ma devono fermarsi solo alle prime per poter essere sufficientemente maneggevoli – ossia poter evolvere non verso più soluzioni, ma verso un’unica soluzione. Essi devono essere, cioè, nei rispetti della realtà, necessariamente più poveri della stessa: è questo il motivo fondamentale per cui un modello deterministico non riesce a stare dietro all’evoluzione del sistema-atmosfera al di là dei 5-7 giorni; anzi: in linea di principio si può pensare che anche una carta modellistica a 6 ore non è assolutamente una perfetta ritraduzione matematica della realtà da attendersi e che poi si verifica, altrimenti questi modelli non sbaglierebbero mai, né i loro valori sarebbero valori “medi”, né vi sarebbero differenze tra l’uno e l’altro modello.
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Spero di aver fatto cosa gradita , senza ledere il Regolamento,
almeno spero.
Uli.
Matese88 ha scritto:Grazie, molto interessante e istruttivo per me che sono un dilettante...ulisse55 ha scritto:*** L'angolo della didattica ****
Mi permetto di riportare qui una parte di un'articolo....
......omissis....
Spero di aver fatto cosa gradita , senza ledere il Regolamento,
almeno spero.
Uli.
Anni fa' ho collaborato con un Centro meteo ....come
analista/programmatore....ne so qualcosa....
Vi darò altre 'dritte' in proposito....by Ulisse però....
