alcune riflessioni personali sul nuovo trend climatico

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tifone
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alcune riflessioni personali sul nuovo trend climatico

Messaggio da tifone »

PRIMI TASSELLI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO




Appare sotto gli occhi di tutti che lo schema circolatorio emisferico sia inesorabilmente cambiato,il monitoraggio deve essere costante e non ci si deve limitare ad una stagione,ma bensi'ad un campione di lungo periodo.Fa davvero impressione trovare in questi giorni valori sull'AO di oltre -6,ovviamente dopo un MAJOR WARMING tale evento puo' apparire del tutto normale ma non e' proprio questa la questione.Il fatto che deve far riflettere e' la perseveranza di tale sistema circolatorio legato alla salute del vortice polare ben presente lungo l'intera colonna isobarica.Sempre piu' negli ultimi anni si riscontra nel periodo autunnale una costituzione della struttura spesso defilata verso l'area siberiana,con forte innevamento autunnale,e circolazione invernale poi a ricalcare tale tipo di pattern,in connubio con un'estrema debolezza delle semi-permanenti,ed enfasi del pattern tipico del DIPOLO ARTICO POSITIVO.Tali configurazioni apparivano molto piu' frequenti in passato,con enfasi calde di blocco sull'area nord-atlantica,in appoggio alla fase di AMO positiva,e interazioni nel trimestre invernale tra componente atlantica e retrograda polare.Proprio un'asse del VP molto sbilanciato in area russo-siberiana sta rispolverando vecchie configurazioni,quelle storiche per intendersi,ma nelle quali per eventi sempre piu' estremi,vi e' il rovescio della medaglia,con la fine delle stagioni secche degli anni 2000,con il settore basso-atlantico spesso aperto a catalizzare masse d'aria molto fredde continentali.Proprio un tale assetto poco bilanciato,trova riscontro nel nuovo equilibrio che si va delineando e non crediamo che ne usciremo ancora per molto tempo,con un deficit artico estivo vero campanello d'allarme per il nuovo ciclo climatico.Per molti anni si e' parlato di surriscaldamento globale,generalizzando un trend del tutto ciclico,ma nel quale negli ultimi anni si e' dovuto innestare in termini di conseguenze un fattore di rapido impatto come il profondo MINIMO SOLARE,evidenziando appunto l'indebolimento del gradiente termico barico della stratosfera polare-equatoriale .Dal 2007 probabilmente abbiamo segnato il punto del non ritorno da questa nuova fase,e crediamo che le fasi didattiche da seguire non siano affatto terminate,con molte sorprese nelle prossime stagioni,meritevoli di tanti approfondimenti in quanto a mio avviso siamo solo all' inizio di qualcosa che potrebbe lasciare il segno.E' vero che dal punto di vista orticellistico per alcuni settori come quelli basso-balcanici ed adriatici c'e' uno scotto da pagare,basti pensare alla tanto conclamata ionio low ormai rara,ma d'altronde per simili manovre di largo respiro non potrebbe che essere cosi.Pensiamo che adesso dopo un profondo minimo artico della scorsa estate,stiamo avendo un VP a brandelli praticamente per la quasi totalita' della stagione,senza alcun segno di vera ripresa se non effimera,e in ottica di disfacimento stagionale,avremo un quadro disastroso sulla calotta gia' ad ora,prefigurando un nuovo pesante minimo misurabile agli inizi del prossimo autunno,per la serie un circolo vizioso inarrestabile.Non si osa immaginare cosa possa accadere la prossima stagione,ma chi parla di varco a nord-ovest indica una pesante verita',col settore canado-groenlandese vero polmone caldo in mezzo alla bolla artica.Tale strutturazione figlia del dipolo,trova basi nella diminuzione di salinita' del comparto nord-atlantico ove la spinta della corrente del golfo trova sempre piu' fatica,e con tale sistema ecco come trovano riscontro un susseguirsi di eventi super gelidi per il settore britannico,ubicato alla stessa latitudine del settore russo.Proprio il grande accumulo di calore estivo alle alte latitudini rappresenta poi nella stagione fredda,una spina nel fianco per la strutturazione del VP invernale,quando inizia tra l'altro il classico raffreddamento radiativo stratosferico.Dunque in quel momento l'accumulo caldo frena e ostacola la strutturazione delle masse d'aria artiche troposferiche,mentre in alto negli strati superiori a causa di strati antizonali contrapposti abbiamo un netto raffreddamento che sta contraddistinguendo le ultime partenze stagionali,di fatto definendo il termine di decoopling o disaccoppiamento tra stratosfera e troposfera nel periodo novembre/dicembre.Altro elemento non di poco conto e' rappresentato poi dalla grande potenza di sblocco successivo,per forza di cose abnorme in grado di resettare il tappo che si viene a creare tra le due dinamiche termiche e bariche contrapposte,enfatizzando poi eventi ESES sempre piu' frequenti nelle ultime stagioni,sia negli albori spesso appunto di tipo COLD,che nelle seconde parti stagionali di tipo Warm come il MAJOR WARMING dell'ultimo anno.Ovviamente poi vi sono fattori ulteriori che vanno calibrati col resto del quadro,come la dinamica in area ENSO,in grado di mitigare o acuire in base all'evoluzione il difficile equilibrio delle ultime stagioni.Con molta probabilita' avere eventi stile 2012 se non molto piu' tosti in termini di gelo,non appare assolutamente improbabile,ovviamente sono i tasselli di contorno che poi fanno le differenze da anno in anno,ma ben consapevoli che qualcosa e' cambiato,e che le potenzialita' per il ritorno di annate purtroppo nefaste per uomo e natura sono drasticamente aumentate,come testimoniano eventi stile 2009/2010/2012,appunto con una frequenza molto elevata.Su tale argomento nel corso della stagione seguiranno molti approfondimenti nel corso della stagione,ma chi crede che quanto accada in questo frangente non riguardi il proseguio stagionale scollega il fatto che il sistema atmosferico e climatico,recepisce e modula i vari imput in modo conseguenziale nel corso del tempo,niente avviene per caso,niente avviene senza conseguenze o dinamiche alla base.
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luca90
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Messaggio da luca90 »

Questa si che e una di quelle belle analisi sul cambio climatico! :wink:

Complimenti tifo :D
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Gelo Russo
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Re: alcune riflessioni personali sul nuovo trend climatico

Messaggio da Gelo Russo »

tifone ha scritto:PRIMI TASSELLI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO




Appare sotto gli occhi di tutti che lo schema circolatorio emisferico sia inesorabilmente cambiato,il monitoraggio deve essere costante e non ci si deve limitare ad una stagione,ma bensi'ad un campione di lungo periodo.Fa davvero impressione trovare in questi giorni valori sull'AO di oltre -6,ovviamente dopo un MAJOR WARMING tale evento puo' apparire del tutto normale ma non e' proprio questa la questione.Il fatto che deve far riflettere e' la perseveranza di tale sistema circolatorio legato alla salute del vortice polare ben presente lungo l'intera colonna isobarica.Sempre piu' negli ultimi anni si riscontra nel periodo autunnale una costituzione della struttura spesso defilata verso l'area siberiana,con forte innevamento autunnale,e circolazione invernale poi a ricalcare tale tipo di pattern,in connubio con un'estrema debolezza delle semi-permanenti,ed enfasi del pattern tipico del DIPOLO ARTICO POSITIVO.Tali configurazioni apparivano molto piu' frequenti in passato,con enfasi calde di blocco sull'area nord-atlantica,in appoggio alla fase di AMO positiva,e interazioni nel trimestre invernale tra componente atlantica e retrograda polare.Proprio un'asse del VP molto sbilanciato in area russo-siberiana sta rispolverando vecchie configurazioni,quelle storiche per intendersi,ma nelle quali per eventi sempre piu' estremi,vi e' il rovescio della medaglia,con la fine delle stagioni secche degli anni 2000,con il settore basso-atlantico spesso aperto a catalizzare masse d'aria molto fredde continentali.Proprio un tale assetto poco bilanciato,trova riscontro nel nuovo equilibrio che si va delineando e non crediamo che ne usciremo ancora per molto tempo,con un deficit artico estivo vero campanello d'allarme per il nuovo ciclo climatico.Per molti anni si e' parlato di surriscaldamento globale,generalizzando un trend del tutto ciclico,ma nel quale negli ultimi anni si e' dovuto innestare in termini di conseguenze un fattore di rapido impatto come il profondo MINIMO SOLARE,evidenziando appunto l'indebolimento del gradiente termico barico della stratosfera polare-equatoriale .Dal 2007 probabilmente abbiamo segnato il punto del non ritorno da questa nuova fase,e crediamo che le fasi didattiche da seguire non siano affatto terminate,con molte sorprese nelle prossime stagioni,meritevoli di tanti approfondimenti in quanto a mio avviso siamo solo all' inizio di qualcosa che potrebbe lasciare il segno.E' vero che dal punto di vista orticellistico per alcuni settori come quelli basso-balcanici ed adriatici c'e' uno scotto da pagare,basti pensare alla tanto conclamata ionio low ormai rara,ma d'altronde per simili manovre di largo respiro non potrebbe che essere cosi.Pensiamo che adesso dopo un profondo minimo artico della scorsa estate,stiamo avendo un VP a brandelli praticamente per la quasi totalita' della stagione,senza alcun segno di vera ripresa se non effimera,e in ottica di disfacimento stagionale,avremo un quadro disastroso sulla calotta gia' ad ora,prefigurando un nuovo pesante minimo misurabile agli inizi del prossimo autunno,per la serie un circolo vizioso inarrestabile.Non si osa immaginare cosa possa accadere la prossima stagione,ma chi parla di varco a nord-ovest indica una pesante verita',col settore canado-groenlandese vero polmone caldo in mezzo alla bolla artica.Tale strutturazione figlia del dipolo,trova basi nella diminuzione di salinita' del comparto nord-atlantico ove la spinta della corrente del golfo trova sempre piu' fatica,e con tale sistema ecco come trovano riscontro un susseguirsi di eventi super gelidi per il settore britannico,ubicato alla stessa latitudine del settore russo.Proprio il grande accumulo di calore estivo alle alte latitudini rappresenta poi nella stagione fredda,una spina nel fianco per la strutturazione del VP invernale,quando inizia tra l'altro il classico raffreddamento radiativo stratosferico.Dunque in quel momento l'accumulo caldo frena e ostacola la strutturazione delle masse d'aria artiche troposferiche,mentre in alto negli strati superiori a causa di strati antizonali contrapposti abbiamo un netto raffreddamento che sta contraddistinguendo le ultime partenze stagionali,di fatto definendo il termine di decoopling o disaccoppiamento tra stratosfera e troposfera nel periodo novembre/dicembre.Altro elemento non di poco conto e' rappresentato poi dalla grande potenza di sblocco successivo,per forza di cose abnorme in grado di resettare il tappo che si viene a creare tra le due dinamiche termiche e bariche contrapposte,enfatizzando poi eventi ESES sempre piu' frequenti nelle ultime stagioni,sia negli albori spesso appunto di tipo COLD,che nelle seconde parti stagionali di tipo Warm come il MAJOR WARMING dell'ultimo anno.Ovviamente poi vi sono fattori ulteriori che vanno calibrati col resto del quadro,come la dinamica in area ENSO,in grado di mitigare o acuire in base all'evoluzione il difficile equilibrio delle ultime stagioni.Con molta probabilita' avere eventi stile 2012 se non molto piu' tosti in termini di gelo,non appare assolutamente improbabile,ovviamente sono i tasselli di contorno che poi fanno le differenze da anno in anno,ma ben consapevoli che qualcosa e' cambiato,e che le potenzialita' per il ritorno di annate purtroppo nefaste per uomo e natura sono drasticamente aumentate,come testimoniano eventi stile 2009/2010/2012,appunto con una frequenza molto elevata.Su tale argomento nel corso della stagione seguiranno molti approfondimenti nel corso della stagione,ma chi crede che quanto accada in questo frangente non riguardi il proseguio stagionale scollega il fatto che il sistema atmosferico e climatico,recepisce e modula i vari imput in modo conseguenziale nel corso del tempo,niente avviene per caso,niente avviene senza conseguenze o dinamiche alla base.
Buonasera Tifone!
Complimenti...

Davide
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tifone
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Messaggio da tifone »

grazie
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

Ottimo td...Butto di quà le mie considerazioni sul nuovo ciclo dell'AO (che è relativo all'argomento, IMHO) che avevo già postato di là da te.


Da ML: "Secondo le elaborazioni del Remote Sensing System, il mese di gennaio 2013 è risultato il 4° più caldo dal 1979 a livello globale, con 4 decimi in più rispetto alla media 79-98; tra le più calde del mese le zone polari, ma anche parte dell'Australia e la Patagonia. Il riscaldamento dell'ultimo decennio si è manifestato con grande evidenza proprio a livello delle latitudini artiche."


Ecco il respondo dell'AO index, mediamente negativo per tutto l'inverno

Immagine

A conferma della grande difficoltà della calotta artica, alle prese con un deficit glaciometrico-nivologico di notevole entità..
Rimango convinto che le cause di AD+(Artic Dipole) reiterato vadano ricercate proprio in questo fattore..
Non bene, quindi. Un AO negativa scarsamente produttiva per le medie latitudini, in quanto se analizziamo meglio la questione il VP è sempre rimasto piuttosto compatto specie nella prima metà stagionale, non in prima armonica ma decentrato dal suo asse, compresso e a pieni giri sul comparto asiatico.
Soltanto un anno nefasto, oppure l'inizio di un'era in cui il singolo valore dell'AO inizia a perdere di significato e oserei dire fuorviante rispetto alla reale compattezza del vortice polare troposferico?


Sappiamo infatti che un Artic Oscillation negativo (60°N-90°N) è sempre stato sinonimo di Vortice Polare disturbato, perchè la differenza di pressione tra le latitudini polari e le medie latitudini produce un risultato negativo, questa è la solita regola..
Notiamo contestualmente un continuo surplus di calore difficile da smaltire nel semestre invernale entrante (vedi le condizioni pietose del pack artico nell'ottobre appena passato), supportato anche dai dati ufficiali.
Quindi le condizioni disastrose dell'estensione della banchisa, sembrano sempre più ostacolare il rafforzamento del VP a inizio semestre, e una sua tendenza a collocarsi fuori asse al Polo, dove risulta sempre più evidente la difficoltà a far defluire il calore latente..Questo fa si che il continente eurasiatico diventi quindi una meta sempre più percorribile e naturale per la costituzione del vortice freddo in quota, occupando uno spazio diverso dalle latitudini di riferimento calcolate dall'AO index.
Sempre più spesso ultimamente è capitato che benchè il valore dell'Artic oscillation viaggiasse su valori neutro-negativi, il vortice polare si trovasse in situazioni di estrema compattezza..
A questo punto mi sorge spontanea la domanda: se si continuerà su questa strada, non sarà forse il caso di "mandare in pensione" la nostra vecchia e cara AO, che in queste situazioni risulta solo che fuorviante, specie se si guarda solo il valore senza visionare la dinamica emisferica?

Altra considerazione personale: In cuor mio, ovviamente spero che sia solo un trend temporaneo, perchè questo meccanismo genera un feedback estremamente negativo, in quanto lo sbilanciamento del VP da un lato dell'asse, è ancora più sfavorevole di quanto possa essere un vortice polare forte e compatto in prima armonica, perchè vengono a mancare le fonti di gelo alle alte quote(riassumibili nei bassi gpt) nel comparto opposto che è quello canadese, che in questo modo fatica a generare instabilità baroclina(mancata generazione di vorticità potenziale, vengono a mancare le dinamiche di rotazione e stratificazione del fluido, detto in termini più semplici il nostro caro arricciamento del vortice canadese non s'ha da fare).
In sintesi, con un core principale sul continente asiatico, ci troveremo spesso e sovente in condizioni di getto atlantico invadente, senza spazio quindi per blocking in oceano..Senza il contributo di avvezione ad alta quota(gpt bassissimi in alta troposfera), non può avvenire il secondo e terzo passaggio che consentirebbero un arricciamento del VC, che riguardano l'allungamento e la rotazione del flusso..Ecco lì quindi che le vorticità partorite in zona Terranova, non possono far altro che deviare verso est(specie poi se ci troviamo in condizioni di ssta+ su RM), generando un getto furioso sull'oceano, arginando le velleità azzorriane(NAO-).
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luca90
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Messaggio da luca90 »

Sempre ottimo nei tuoi interventi cris.. E un piacere leggerti :wink:
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

Grazie Luca ;)
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Messaggio da Pinguino70 »

Belle anaisi, davvero.
Complimenti a tutti e due, tifone e cris.
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fabri82
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Messaggio da fabri82 »

complimenti a tutti e due sopratutto per la facile lettura per quelli come me che ne capiscono poco
con gente come voi si impara :D
grazie :D
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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

Giorgio Tifone e cris....
Da parte mia i più vivi complimenti...anche io imparo da voi.
Ovviamente ci sono altri bravissimi forumisti in questa stanza...
ma dovevo menzionare i due 'amici' che hanno egregiamente postato qui....

Uli.
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Steve64
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Messaggio da Steve64 »

Grandissimi complimenti a entrambi, per noi che ne sappiamo meno, sono analisi molto importanti.
Ultima modifica di Steve64 il ven mar 22, 2013 3:51 pm, modificato 1 volta in totale.
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luca90
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Messaggio da luca90 »

E veramente interessante vedere cosa potrà accadere nei prossimi mesi, anni con questo minimo solare ..
Snow blue
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Messaggio da Snow blue »

Mi aggiungo ai complimenti generali per le analisi di tifone e cris.
Butto anch’io ulteriori considerazioni sull’argomento molto interessante, infatti ho letto alcuni mesi fa di importanti scoperte di alcuni ricercatori italiani sul fenomeno dello scioglimento dei ghiacci polari, ed ora, cercando di sintetizzare i loro articoli, vi riporto in modo personalizzato (sperando di non dimenticare alcuni passaggi) le conclusioni a cui sono arrivati.

Grazie alla ricerca congiunta Russia/Stati Uniti sono anni che vengono monitorati i flussi di acqua in entrata, dall’oceano pacifico nello stretto di Bering verso il mare artico. Proprio a partire dal 2001 si è cominciato a registrare un anomalo e progressivo aumento dei flussi di acqua calda pacifica entranti nel bacino artico attraverso la porta di Bering.

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L’andamento del flusso pacifico, come si evidenzia bene nel grafico, è praticamente raddoppiato nel arco di un decennio, e, guarda caso, proprio dall’inizio del millennio ad oggi, si è registrato un crollo verticale dello scioglimento dei ghiacci, passando dai minimi di 6 KM quadri del 2001 ai 3,4 KM quadri del 2012.
La causa principale di questo improvviso quanto anomalo afflusso di acqua calda pacifica in pieno mare artico sarebbe da imputare ad un mutamento radicale della circolazione atmosferica nell’ambito del circolo polare artico. Nello specifico, a partire proprio dall’inizio degli anni 2000, ha iniziato a prendere piede e a divenire sempre più frequente il pattern atmosferico DA+ (“positive arctic dipole”), di cui tifone ha ben espresso le sue dinamiche, anche in sede europea ed italica.

Immagine
In questa carta è postata la posizione prevalente del DA+ nel periodo estivo che si è riscontrata prevalentemente nell’ultimo decennio. Come si vede, il Pattern DA+ estivo si è caratterizzato dalla presenza di alta pressione frequente in Islanda, Groenlandia ed arcipelago Canadese, e, viceversa basse pressioni sulle zone del Mar di Kara. Poiché nell’area di alta pressione i venti spirano in senso orario, mentre attorno ad un’area di bassa pressione spirano in senso antiorario: tra le due aree si sviluppano anomali venti meridionali la cui direttrice è quasi parallela allo stretto di Bering.

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Le conseguenze dirette di questo tipo di circolazione sono le seguenti:
1) gli intensi venti meridionali di provenienza pacifica tendono ad erodere la banchisa artica a partire dai settori più occidentali (Mar di Chukchi), favorendo un incremento della velocità di assottigliamento dei ghiacci (tale aumento è addirittura pari a 0.5 m/mese). In generale dunque, i venti meridionali tendono ad eliminare il ghiaccio marino dal bacino artico, mentre una maggiore quantità di ghiaccio è spinta verso i settori atlantici (attraverso lo stretto di Fram);
2) i venti anomali, la cui direttrice è quasi parallela allo stretto dei Bering, spirando da sud verso nord, trasportano maggiori flussi di acqua calda pacifica attraverso lo stretto stesso. Ciò spiega l’anomalo incremento dei flussi di acqua calda entranti nel polo rilevato dalle sonde americane e russe. Tale fattore accelera ulteriormente il drastico assottigliamento dei ghiacci marini.
Inoltre l’azione degli intensi flussi meridiani di calore, accelerando vistosamente la fusione della banchisa, favorisce, già al termine della primavera, un aumento consistente di area occupata da acqua libera e ghiaccio sottile. Tale circostanza consente, nel corso dell’intera stagione estiva, il riscaldamento solare su una superficie molto più ampia, innescando fenomeni di retroazione positiva associati alla riduzione dell’effetto albedo.
Per quanto detto sin ora, l’entità della fusione estiva dei ghiacci marini artici, non dipende solo dall’intensità del dipolo artico, ma anche dal suo orientamento.

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La figura sopra riporta la posizione del DA+ in alcune delle ultime estati. Si può notare, e non è casuale, che la posizione DA+ del 2007 sia stata la più favorevole alla formazione di venti meridionali e quindi di afflusso notevole di acque calde dal pacifico. Cosa simile è avvenuta anche nel 2012 in coincidenza con il nuovo record negativo della estensione dei ghiacci artici.
I due ricercatori sono riusciti anche, con l’utilizzo di particolari funzioni polinomiali di 4° grado, a ricostruire una curva che permettesse di rappresentare l’andamento medio dei geopotenziali sul bacino artico, in riferimento alle due aree di interesse (cioè quelle cerchiate in rosso e blu nel grafico precedente), nell’ultimo trentennio.

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Dal grafico si intuisce come si è passati da pattern DA-, anche molto forte negli anni 80’/90’, ad un DA+ vertiginosamente salito a valori molto positivi. La cosa stupefacente è il quasi parallelismo dell’evoluzione in termini di estensione minima dei ghiacci artici (da premettere il grafico è stato appositamente rovesciato per cui la curva in rosso va letta come crescita dello scioglimento medio).

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Infine i due ricercatori italiani hanno dimostrato che la vera fondamentale causa del mutamento del pattern DA, a partire dall’inizio degli anni 2000 è da imputare in modo preponderante al comportamento dell’attività solare.
Infatti con lo stesso criterio utilizzato per la determinazione della curva rappresentativa della media del pattern DA, hanno ricavato la curva comportamentale dell’attività solare arrivando, in modo stupefacente, a scoprire che anch’essa seguiva in modo similare quella del pattern DA.

Immagine
Anche in questo caso la curva, per motivi di facile visualizzazione, è stata ribaltata per cui la crescita va intesa come riduzione dell’attività solare. A maggiore riprova dei loro risultati hanno posto in correlazione le due variabili (flusso solare e DA) attraverso il calcolo del coefficiente di correlazione di Pearson ottenendo valori di elevatissima correlazione tra le due variabili e quindi tra i due fenomeni.

In sintesi dunque:
1) l’arctic dipole pattern (DA) è la chiave fondamentale per capire e prevedere la diminuzione di ghiaccio marino nel bacino artico;
2) l’andamento medio dell’attività solare è perfettamente correlato con l’andamento del DA pattern; ciò implica che tra i due fenomeni esiste uno stretta relazione di causa ed effetto e tale relazione è di tipo lineare.

Sperando di aver apportato un elemento in più di analisi su quanto già detto egregiamente da tifone e da cris vi saluto.
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

Grazie a tutti ;)
Ottimo intervento snow blue!
I plot emisferici che hai postato sono inequivocabili: la direzione da tempo intrapresa è quella. A riprova del fatto, il pattern DA- (vorticità maggiori dislocate in Canada/U.S.) che si è esplicato con maggior frequenza negli anni 90, a tratti esasperato, ha portato lunghi periodi anticiclonici sull'Europa centro-occidentale, con frequenti irruzioni da est specificatamente su Balcani e versante adriatico, con ciclogenesi molto meridionali (ionio low). Un pattern medio da NAO+/AOdeb+ .
Esattamente l'opposto di ciò che stiamo vivendo oggi.
bernese
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Messaggio da bernese »

Che dire amici????.....chapeau per tutti voi, tesi molto interessanti e ben spiegate!!!mi avete risvegliato l'amore per la meteorologia sopito da molti anni!!a presto un salutone dalla Toscana....ps lo Younger dryas si avvicina?????ai posteri l'ardua sentenza!!! :wink:
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