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Situazione innevamento sulle Alpi
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Autore Messaggio
minenzino



Registrato: 01/10/12 13:50
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MessaggioInviato: Tue Jun 08, 2021 1:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dato che vi sono state, per la stragrande maggioranza del tempo dall'autunno ad ora, salvo brevi interruzioni, sempre correnti di libeccio, è normale che vi sia maggiore quantità di neve rispetto alle medie. Ma questo non è certo un bene. Proprio per niente.


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lities
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Registrato: 05/02/13 19:12
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Residenza: cantoira (to) 800 m. slm

MessaggioInviato: Tue Jun 08, 2021 1:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

GiulianoPhoto ha scritto:
freddopungente ha scritto:
è veramente strano che non si abbiano più aggiornamenti dalle dolomiti e dalla val belluna in particolare, ricordo reportage puntuali per constatare la grave situazione dei ghiacciai e la mancanza di cm di neve cumulati nelle varie stagioni, cosa è successo quest'anno?


I bilanci si fanno nelle prime settimane di giugno e poi a fine settembre, quindi è probabile che che occorra attendere qualche giorno prima di sapere qualcosa.

Inoltre la maggior parte dei ghiacciai italiani è sulle Alpi Centro occidentali di conseguenza sono più monitorati.

https://repo2.igg.cnr.it/ghiacciaiCGI/ghiacciai_new.html

Sicuramente i comparti glaciologici orientali quest'anno beneficiano di un inverno davvero straordinario, con accumuli nevosi davvero imponenti, se non dovesse fare un'estate particolarmente calda o almeno nella media si potrebbero avere dei locali avanzamenti, ma attenzione, non basta un solo anno positivo per far aumentare i fronti, in quanto il movimento dei bacini è a lungo termine, però potrebbe dare una bella boccata d'ossigeno sperando in un altro prossimo inverno nevoso.

Qui ad Ovest invece considerando l'inverno SECCO e scarsamente nevoso il bilancio sarà senz'altro negativo in quanto difficilmente un'estate anche solo nella media possa aiutare il regresso. Davvero un peccato ma le correnti sono state per mesi sfavorevoli.

Sicuramente bilancio negativo sul comparto alpino occidentale, a parte gennaio (molto buono e ricco di precipitazioni nella prima parte) non è praticamente nevicato in quota, soprattutto dopo un secchissimo novembre, mese principe per il fondo alle alte quote.
Parziale recupero tra aprile e maggio, grazie all'aumento delle precipitazioni e temperature inferiori alle medie per 2 mesi consecutivi, tranne brevissime parentesi.


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giulys
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Registrato: 01/01/70 01:00
Messaggi: 7732
Residenza: Torino - Lucento

MessaggioInviato: Mon Jun 14, 2021 11:34 am    Oggetto: Rispondi citando

Ecco il consueto report di inizio giugno sul ghiacciao del Ciardoney.
Come previsto le precipitazioni nevose sono state inferiori alla media degli ultimi anni, a causa di rare configurazioni favorevoli alle precipitazioni, con un lungo periodo di quasi totale assenza di precipitazioni nei mesi di gennaio e febbraio.

"Giovedì 10 giugno 2021 l'équipe della Società Meteorologica Italiana e dell'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso - in collaborazione con IREN Energia e nel quadro delle campagne di misura del Comitato Glaciologico Italiano - ha condotto i consueti rilievi di spessore e densità del manto nevoso per la determinazione del bilancio invernale sul ghiacciaio Ciardoney.

Sul versante piemontese del Gran Paradiso la stagione di alimentazione nevosa 2020-21 si è rivelata mediocre: a causa della prevalenza di alte pressioni o di venti provenienti tra Ovest, Nord e Nord-Est, sono state poche le occasioni di nevicate abbondanti, per lo più limitate agli episodi del 4-6 dicembre 2020, 1-5 gennaio e 10-11 maggio 2021, unici eventi di significativo sbarramento orografico da Sud e Sud-Est.

... durante i carotaggi per la valutazione della densità del manto nevoso al Colle Ciardoney. Qui lo spessore massimo della neve è di 370 cm (il 3 giugno 2020 era di 435 cm) con densità di circa 660 kg/m3, equivalenti a uno strato d'acqua di 2455 mm.
In questo sito, alla quota più elevata del ghiacciaio (3100 m), si misurano di solito gli spessori e le densità del manto più elevate, a causa del maggiore accumulo e compattazione della neve per effetto eolico. Sul resto del ghiacciaio gli spessori si riducono progressivamente, mostrando andamenti piuttosto omogenei (morfologia regolare e scarso rimaneggiamento da parte del vento), con densità solitamente dell'ordine dei 400-450 kg/m3, all'inizio di giugno.


Sul ghiacciaio la neve era spessa da un massimo di 375 cm (Colle Ciardoney) a un minimo di 220 cm in corrispondenza del cambio di pendenza presso il sito di misura n. 3 (settore mediano), mentre verso la fronte a 2900 m come di consueto gli spessori tornavano ad aumentare, avvicinandosi talora ai 300 cm, per locali effetti di accumulo eolico o di valanghe cadute dal versante destro (Grande Uja di Ciardoney).

L'accumulo medio tradotto in acqua equivalente (ponderato rispetto alle superfici di pertinenza dei singoli punti di misura) è stato valutato in 1180 mm, un valore modesto rispetto alla media di 1623 mm (periodo omogeneo 2012-2020 con utilizzo del catoriere "Valtecne"), come non si era più rilevato dalla stagione 2011-12 (730 mm).

Durante l'esecuzione del carotaggio al Colle Ciardoney si è riscontrata una tenace crosta (da fusione-rigelo e/o da vento) all'incirca a 2 m di profondità, corrispondente con buona probabilità alla superficie del manto rimasta a lungo esposta agli agenti atmosferici durante il lungo periodo pressoché privo di precipitazioni tra febbraio e marzo 2021.
Un'altra crosta, più profonda, era probabilmente riconducibile al primo strato nevoso formatosi con le perturbazioni, anche alluvionali, del 2-5 ottobre 2020 (55 cm di neve alla stazione meteorologica a 2850 m).

Più a valle, lungo il ghiacciaio, invece non si riscontravano rilevanti croste interne, e il manto era ormai umidificato, ammorbidito e probabilmente isotermo lungo tutto il suo spessore.


Serie degli accumuli invernali specifici sul ghiacciaio Ciardoney, espressi in mm di lama d’acqua equivalente, nelle stagioni idrologiche dal 1991-92 al 2020-21:
il valore di 1180 mm del 2020-21 si colloca al 27% sotto la media del periodo 2012-2020: l'utilizzo nel tempo di tubi carotieri con caratteristiche diverse potrebbe aver introdotto disomogeneità nella serie degli accumuli invernali, con possibili sottostime in alcune annate antecedenti il 2012 (anno di adozione dell'ottimo carotiere "Valtecne"), ma non vi sono comunque dubbi che gli accumuli nevosi di diversi inverni recenti, segnati da importanti precipitazioni, figurino tra i più abbondanti dal 1992, in particolare il 2016-17 e il 2017-18 (benché poi sempre vanificati dalla massiccia fusione di stagioni estive troppo calde). Eventuali disomogeneità nella valutazione degli accumuli invernali in ogni caso non inficiano la stima del bilancio complessivo, che dipende dalla misura della sporgenza dal ghiaccio delle paline ablatometriche a metà settembre.


Le temperature fresche della primavera 2021 (medie stagionali tra 1 e 2 °C sotto media ad alta quota), dovute alla ricorrenza di depressioni dal Nord Europa e alla latitanza di periodi anticiclonici salvo a fine marzo-inizio aprile, hanno rallentato l'avvio della fusione nivale, ma in ogni caso gli spessori nevosi residui alle porte dell'estate sono modesti dopo un inverno magro di precipitazioni e, qualora l'estate risultasse troppo calda come negli anni recenti, il ghiacciaio soffrirebbe di nuovo importanti perdite di massa.

Si tratta però di una situazione in marcato contrasto con quella di altri settori alpini e in particolare delle Alpi orientali, dove la concomitanza tra freddo inconsueto degli ultimi mesi e frequenti perturbazioni da Ponente (che hanno lasciato sottovento le Alpi Torinesi) si è tradotta in un innevamento straordinario (vedi la notizia sulle misure al Ghiacciaio orientale del Canin, Alpi Giulie).

Sul Ghiacciaio del Basòdino (Canton Ticino, confine con la Val Formazza) già il 20 aprile 2021, prima che nuove nevicate incrementassero la coltre nevosa, si misurava uno spessore medio di 358 cm di neve, equivalente a circa 1500 mm d'acqua, vicino alla media del periodo 1992-2020 (informazioni Giovanni Kappenberger, glaciologo ed ex-previsore MeteoSvizzera).

Anche sul versante nord-occidentale del Gran Paradiso, al Ghiacciaio del Grand Etret (Valsavarenche), il Corpo di Sorveglianza del Parco ha riscontrato una situazione migliore che al Ciardoney, probabilmente a causa di maggiori apporti nevosi con situazioni da Nord-Ovest che privilegiano le Alpi interne, nonché del corposo evento del 10-11 maggio che sulla cresta tra alta Valle Orco e Valsavarenche è stato parimenti intenso (accumulo nevoso, misurato il 28 maggio 2021, di 1426 mm di acqua equivalente, nella media degli ultimi 22 anni; vedi il report compilato dall'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso).


L'attuale carenza di neve nella zona del Ciardoney si evidenzia anche confrontando i dati di spessore nevoso all'asta nivometrica presso la stazione meteorologica a quota 2850 m (pianoro antistante la fronte del ghiacciaio): al sopralluogo del 10 giugno 2021 la neve era spessa 100 cm, assai meno rispetto alla media del giorno che è di 164 cm (periodo 2013-2020), e superiore solo al caso del 10 giugno 2015 (65 cm).

Il margine del pianoro proglaciale presso cui si trova la stazione meteorologica è anche opportuno per la teleosservazione del manto nevoso tramite webcam, poiché la morfologia pianeggiante e la posizione lontana da asperità riduce le irregolarità del manto nevoso dovute all'azione del vento. Negli ultimi nove anni, solo nel 2015 si era osservata meno neve che nel 2021 alla data del 10 giugno.

Già tra metà gennaio e metà marzo 2021, prima che la webcam smettesse di funzionare, si misurava uno spessore nevoso davvero modesto, compreso a seconda dei momenti tra 85 e 100 cm, rispetto ai 150-180 cm normali per la stagione.

L'avaria della webcam ha determinato la mancata acquisizione delle immagini dal 15 marzo 2021 in poi: a breve si tenterà una ricostruzione degli spessori nevosi giornalieri in base all'andamento meteorologico riscontrato sul posto e in località limitrofe."



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GiulianoPhoto
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MessaggioInviato: Mon Jun 14, 2021 2:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Si per il NW si profila una nuova estate drammatica per i ghiacciai, i ritiri quest'anno saranno imponenti, difficilmente l'estate farà come la primavera con un sottomedia.

Poi come giustamente si evince dalle misurazioni del Ciardoney è stata una stagione nevosa scarsa.

Faremo i bilanci a settembre ma di certo entro pochi anni ghiacciai come quello del Ciardoney scompariranno


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MessaggioInviato: Wed Jun 30, 2021 9:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

https://www.meteolive.it/news/Cronaca-meteo/30/maltempo-sulle-alpi-tormenta-di-neve-sulla-marmolada/90899/
A stare lì che goduria 👍


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MessaggioInviato: Wed Jun 30, 2021 10:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Oggi leggera spolverata allo Stelvio


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lities
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MessaggioInviato: Thu Jul 08, 2021 6:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Neve di luglio Wink
https://nivolet.panomax.com/


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GiulianoPhoto
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MessaggioInviato: Thu Jul 15, 2021 3:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Due giorni fa la neve si è spinta sin verso i 2000m sulle Alpi Occidentali. Non accadeva da diversi anni nel mese di Luglio.

Nessuno ne ha praticamente scritto, redazione compresa..





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