Grosso: “eventi estremi tra giugno e luglio? Ce ne saranno tanti, ecco dove”
Estate italiana: il cliché si ripete tra ondate africane sempre più aggressive e temporali estremi.

L’estate italiana degli ultimi anni ha assunto un’identità precisa, quasi un marchio climatico: l’anticiclone africano non è più un ospite occasionale, ma un protagonista ingombrante, capace di spingersi con decisione verso nord e di mantenere il controllo della scena per periodi sempre più lunghi. Le sue espansioni risultano ogni stagione più persistenti, più strutturate e più difficili da scalfire, pur alternate da fasi temporalesche brevi ma di intensità spesso elevatissima. Secondo i modelli più autorevoli, anche quest’anno il copione non cambierà.
Le prime proiezioni stagionali confermano infatti un’estate dominata da ondate di calore di matrice africana, intervallate da passaggi instabili rapidi ma potenzialmente violenti, soprattutto lungo i margini dell’alta pressione. È proprio su questi bordi che si generano i contrasti più esplosivi, con infiltrazioni fresche in quota capaci di innescare temporali improvvisi, talvolta accompagnati da grandinate, colpi di vento e accumuli di pioggia molto elevati in poche decine di minuti.
Le zone più calde: dove il caldo sarà più intenso
Le aree che sperimenteranno le temperature più elevate, con picchi localmente estremi, saranno:
- Toscana interna
- Sardegna, soprattutto le zone lontane dalle brezze
- Sicilia, in particolare l’entroterra
- Lazio
- Emilia-Romagna
- Foggiano
Qui la combinazione tra subsidenza, scarsa ventilazione e forte irraggiamento potrà portare a valori molto alti, con punte particolarmente significative nelle aree interne sarde e sicule e nel Tavoliere.
Temporali violenti: le aree più esposte secondo i modelli
Accanto al caldo, l’altra faccia dell’estate resta quella dei fenomeni estremi. Le zone che i modelli individuano come maggiormente vulnerabili ai nubifragi sono numerose e distribuite lungo gran parte del Paese.
Nord-Ovest e Nord-Est: Milanese, Torinese, Brianza, Bergamasca, Bresciano, Vicentino, Padovano, Veneziano, Pordenonese.
Romagna e medio Adriatico: Forlivese‑Cesenate, Ravennate, Riminese.
Liguria e Toscana: Spezzino, costa toscana, Carrarese, Aretino, Senese, Versilia.
Sud e Adriatico meridionale: Cilento, Foggiano, Murge, Barese.
Nel mese di agosto, secondo le tendenze attuali, anche Sardegna e Sicilia potrebbero rientrare nel mirino di fasi instabili più organizzate, specie lungo i settori interni e montuosi.
Non solo pianure: rischio elevato anche sulle Alpi
Le vallate alpine non saranno escluse: Valtellina, Dolomiti e area gardesana potrebbero sperimentare episodi temporaleschi intensi, con locali nubifragi e fenomeni grandinigeni, soprattutto nei pomeriggi caratterizzati da forte calura e infiltrazioni fresche in quota.
Conclusione
Il quadro che emerge è quello di un’estate ancora una volta divisa in due: da un lato il dominio dell’anticiclone africano, con ondate di caldo sempre più incisive; dall’altro fasi temporalesche brevi ma potenzialmente molto violente, concentrate soprattutto lungo i margini dell’alta pressione. Un cliché ormai consolidato, che sembra destinato a ripetersi anche quest’anno, con un’Italia costretta a convivere con estremi termici e idro‑meteorologici sempre più frequenti.

