Guerra all’isola di calore: al via la “cacciata del cemento”

Deimpermeabilizzare vuol dire rimuovere superfici impermeabili (asfalto, cemento, pavimentazioni compatte) e sostituirle con suolo naturale o rinaturalizzato, aiuole, rain garden, aree verdi, materiali drenanti, alberature e vegetazione.
L’obiettivo è ripristinare le funzioni ecosistemiche del suolo, come spiegato anche da progetti e seminari nazionali dedicati al tema :
assorbire l’acqua piovana, ridurre il rischio di allagamenti, abbassare le temperature urbane, aumentare biodiversità e qualità dell’aria
Cosa stanno facendo i Comuni italiani
Le iniziative sono in forte crescita, spinte da fondi nazionali, regionali e strategie climatiche locali.
Esempio emblematico: Monza, dove il Comune e Legambiente hanno depavimentato via Molise creando cinque aiuole verdi al posto dell’asfalto, con alberi nativi e piante di copertura. L’obiettivo è ridurre le isole di calore e migliorare la capacità del suolo di assorbire l’acqua piovana.
Regioni come la Toscana hanno avviato programmi strutturati per rinaturalizzare suoli degradati, in linea con la Strategia UE per il suolo 2030 e il Regolamento europeo sul ripristino della natura. Gli interventi finanziati includono: rimozione di coperture asfaltate, scarificazione e aratura di suoli compattati.
Perché tutto questo è urgente
L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto tasso di consumo di suolo: 2 m² al secondo vengono impermeabilizzati, secondo ISPRA. La deimpermeabilizzazione è quindi una strategia essenziale per: contrastare alluvioni improvvise, mitigare le ondate di calore, migliorare vivibilità e salute urbana, aumentare resilienza climatica (e magari consentire alla neve di tornare a cadere in città).
In sintesi
La deimpermeabilizzazione urbana è la nuova frontiera della rigenerazione urbana. I Comuni italiani stanno:
- togliendo asfalto
- creando micro-ecosistemi urbani
- installando rain garden e suoli drenanti
- coinvolgendo cittadini e associazioni
- sfruttando fondi regionali e nazionali
È un cambiamento culturale oltre che tecnico: restituire spazio alla natura dentro le città.
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