19:45 19 Marzo 2026

Arriva l’equinozio di primavera, ma con brutte notizie

Equinozio di primavera ad un passo, ma la bella stagione tarderà ad arrivare nel Mediterraneo.

Arriva l’equinozio di primavera, ma con brutte notizie

Mancano poche ore all’atteso equinozio di primavera che sancirà definitivamente il via alla “bella stagione”, la cui partenza così bella non sarà. L’alta pressione ha abbandonato l’Italia e sembra che non ritornerà dalle nostre parti addirittura fino all’inizio di aprile, eccetto 2-3 giornate più stabili grazie al passaggio di anticicloni mobili, ovvero le classiche pause più stabili tra una perturbazione e l’altra.

Nel corso dei prossimi giorni, infatti, continueranno a dominare le fredde correnti da est e anche quelle polari provenienti da nord, soprattutto nel finale del mese, a partire dal 26 marzo. Addirittura un’ondata di freddo fuori stagione rischia di avvolgere tutto il centro-nord, determinando un sostanzioso calo termico, piogge e nevicate a quote basse per il periodo.

L’equinozio di primavera, invece, arriverà nel corso di questo venerdì 20 marzo, esattamente alle 15.46.

L’equinozio rappresenta uno dei momenti astronomici più importanti dell’anno, poiché segna l’istante in cui il Sole si trova esattamente allo zenit dell’equatore terrestre. In altre parole i raggi solari colpiscono perpendicolarmente la fascia equatoriale e questo comporta una durata del giorno e della notte praticamente identica in tutto il pianeta. Da questo momento in poi, nell’emisfero boreale, le ore di luce inizieranno a prevalere sempre più su quelle di buio, innescando quel progressivo aumento dell’energia solare che porterà, solo col passare delle settimane, al vero consolidamento della stagione primaverile.

È importante sottolineare come l’equinozio sia un evento puramente astronomico e non meteorologico. L’atmosfera, infatti, non reagisce immediatamente a questo cambio di assetto geometrico tra Terra e Sole: le masse d’aria fredde accumulate durante l’inverno restano ancora ben presenti alle alte latitudini e possono essere richiamate verso sud con estrema facilità, soprattutto in annate dinamiche come questa. È proprio per questo motivo che spesso la fine di marzo e l’inizio di aprile risultano tra i periodi più instabili e imprevedibili dell’intero anno.

Non mancano esempi storici che confermano questa tendenza. In diverse annate del passato, proprio nei giorni immediatamente successivi all’equinozio, si sono verificate irruzioni fredde tardive capaci di riportare neve fino a quote molto basse o addirittura in pianura al nord. Episodi che dimostrano quanto il calendario possa essere fuorviante quando si parla di meteo e quanto la primavera, soprattutto nelle sue prime fasi, sia una stagione ancora fortemente influenzata dall’eredità dell’inverno.

Ma come detto, di primaverile ci sarà ben poco in questo finale di marzo. Altre fredde depressioni minacciano il Mediterraneo, come mostra il modello GFS su base grafica Meteociel.
Le belle giornate e i tepori sono rimandati, presumibilmente, al periodo post-Pasqua.

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