06:27 19 Marzo 2026

CICLONI: Italia nel mirino dal 23 al 30 marzo, le zone più colpite

Maltempo frequente e a tratti severo su diverse regioni italiane.

CICLONI: Italia nel mirino dal 23 al 30 marzo, le zone più colpite

Depressioni mediterranee in serie, neve a quote basse e rischio fenomeni intensi secondo ECMWF

La settimana compresa tra il 23 e il 30 marzo si preannuncia estremamente dinamica e, per molte regioni italiane, anche perturbata in modo severo. Le ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF confermano un pattern barico anomalo per il periodo, con una serie di affondi depressionari diretti verso il Mediterraneo centrale e capaci di insediarsi sul nostro Centro-Sud. Si tratta di una configurazione insistente e ben strutturata, che potrebbe prolungare i suoi effetti anche nella prima settimana di aprile.

Una dinamica barica “bloccata”: depressioni sul Mediterraneo e alta pressione defilata

Le anomalie pressorie settimanali mostrano un quadro molto chiaro: l’alta pressione rimane posizionata appena a ovest della Penisola, tra Iberia e Atlantico orientale, mentre sul Mediterraneo centrale persiste un’area depressionaria con minimi spesso collocati tra Tirreno e Ionio. Il flusso atlantico riesce così a inserirsi nel bacino mediterraneo, segno che l’anticiclone non è abbastanza robusto da bloccare le perturbazioni.

Questa configurazione favorisce richiami umidi meridionali verso il Centro-Sud, instabilità diffusa anche al Nord con maggiore coinvolgimento del Triveneto e frequenti episodi di Favonio sul Nord-Ovest, dove i fenomeni tendono a essere più brevi e irregolari.
Ecco la mappa settimanale riassuntiva delle anomalie bariche sull’Europa secondo ECMWF, su base grafica Meteociel, espresse con una scala di colori in quota in cui si nota la presenza dell’anticiclone ad ovest del Continente e il Mediterraneo sede di depressioni:

Le aree più esposte al maltempo

Centro-Sud: il cuore dell’instabilità

Le regioni più coinvolte saranno il medio e basso Adriatico, il Sud peninsulare, la Basilicata, la Calabria e parte della Sicilia orientale. Sono attese piogge frequenti, localmente intense nei momenti di maggiore affondo depressionario, temporali, venti sostenuti dai quadranti orientali o meridionali e mareggiate lungo i versanti esposti.

Nord Italia: fenomeni più irregolari

Il Triveneto risulterà più esposto ai rientri freschi orientali e ai passaggi perturbati, con piogge e neve sulle Alpi centro-orientali. Il Nord-Ovest rimarrà spesso ai margini, con precipitazioni discontinue e talvolta indebolite dal Favonio.

Neve: ritorno a quote basse su Appennino e Alpi orientali

La circolazione fresca e umida favorirà nuove nevicate. Sull’Appennino centrale e meridionale la neve potrà scendere a quote relativamente basse per il periodo, soprattutto su Abruzzo, Molise e Lucania, con possibili episodi intorno ai 700–900 metri nei momenti più freddi. Sulle Alpi centro-orientali sono attese nevicate intermittenti, più probabili su Dolomiti, Carnia e Alpi Giulie, con fiocchi possibili anche sotto i 1200 metri nelle fasi di maggiore instabilità.

Ecco una mappa delle anomalie precipitative previste nella settimana 23-30 marzo sempre del modello ECMWF su base grafica Meteociel, dalla quale si evince la possibilità di fenomeni superiori alla norma su gran parte d’Italia, ma soprattutto al centro-sud:

Uno sguardo oltre: instabilità possibile anche a inizio aprile

Le proiezioni ECMWF a medio termine indicano che l’anomalia barica mediterranea, pur attenuata, potrebbe proseguire anche nella prima settimana di aprile. Al momento non si intravede un ritorno deciso dell’alta pressione primaverile.

Quadro riassuntivo (23–30 marzo)

AspettoDettagli
Scenario baricoDepressioni sul Mediterraneo centrale, alta pressione defilata a ovest
Regioni più colpiteCentro-Sud, medio-basso Adriatico, Sud peninsulare, clima fresco
Nord ItaliaTriveneto più esposto; Nord-Ovest spesso favonico
Fenomeni attesiPiogge frequenti, temporali, vento forte, mareggiate
NeveAppennino a quote basse; nevicate su Alpi centro-orientali
Tendenza successivaPersistenza dell’instabilità anche nei primi giorni di aprile