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Aumento delle temperature in corso sulla Scandinavia

Correnti umide e miti dall'Atlantico stanno portando ad una fase di disgelo su gran parte della Penisola Scandinava. Al contrario su Russia e Siberia resiste il freddo.

Webcam-clic - 28 Novembre 2003, ore 14.58

Dopo il gelo intenso dei giorni scorsi, con valori termici che nelle zone interne e sulle rive del Mar Baltico hanno sfondato il muro dei –10°C, per toccare punte di –25°C sulla Lapponia, le correnti atlantiche stanno riprendendo ad imperversare su gran parte della Penisola Scandinava. Sulle coste norvegesi, la Svezia occidentale e la Finlandia meridionale si sfiorano i +6, +7°C, o addirittura si toccano i +10°C sui fiordi; nelle zone interne svedesi ed in Lapponia invece resistono valori negativi, fino a –5°C. Ovviamente ritrovare temperature relativamente elevate su zone che in questo periodo non vedono quasi mai il sole, fa un po’ “impressione”; d’altra parte i venti umidi e miti dall’Atlantico quando soffiano con raffiche fino a 70 km/h sulle coste non perdonano, e lasciano spazio a temporanei raffreddamenti dell’aria solo quando la corrente tende ad indebolirsi. Chiaramente le coste esposte alle correnti sono investite da piogge sparse, mentre nelle zone più interne nevica, o addirittura si hanno episodi di gelicidio. Andando verso la Russia settentrionale e la Siberia invece si nota come il freddo resista più tenacemente, grazie alla presenza di un robusto anticiclone, che permette all’aria fredda di ristagnare al suolo; nei dintorni della Catena degli Urali la temperatura scende fino a –17, -20°C ed il cielo appare quasi perennemente coperto, proprio a causa dell’inversione termica dovuta alla presenza della figura di alta pressione. Se le correnti dall’Atlantico non arriveranno al cuore del Continente, andando a distruggere questo “cuscino” freddo, entro poco tempo l’anticiclone Russo-Siberiano, quello che in inverno porta il “Burian” (il vento gelido dalle steppe siberiane), potrebbe iniziare a fare qualche passo avanti verso l’Europa. Tuttavia almeno per adesso non ci sono tracce o segnali evidenti di una siffatta evoluzione del tempo, pertanto almeno per una decina di giorni non dovremo sentir parlare di gelo di origine siberiana sull’Europa.

Autore : Lorenzo Catania

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