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Piemonte 10 ottobre 2013: contrasti "estivi" trapiantati nel cuore dell'autunno

Nelle ultime 24 ore l'ingresso di una depressione ricolma d'aria fredda in quota, ha determinato la formazione di alcuni intensi temporali dalle caratteristiche ancora "estive" che hanno coinvolto diversi settori piemontesi tra Vercelli e Novara, raggiungendo ormai nelle ore di buio le zone ovest milanesi. Ecco alcune delle spettacolari fotografie relative ai temporali di giovedì 10 ottobre, sera.

Tutto temporali - 11 Ottobre 2013, ore 18.00

Il periodo compreso tra la seconda metà di aprile e la prima metà di settembre, rappresenta per la Valpadana la fase stagionale adibita ai contrasti termici maggiori. L'instabilità atmosferica tipicamente primaverile può iniziare a manifestarsi già dal mese di marzo ma con effetti generalmente contenuti. Proprio il mese di aprile rappresenta lo spartiacque ideale che separa condizioni atmosferiche dalle caratteristiche ancora invernali, da condizioni atmosferiche già tipiche della stagione avanzata, talvolta con differenze notevoli nel giro pochi giorni di tempo. Per questa zona dello stivale il periodo estivo risulta spesso dominato da intense ( e talvolta anche prolungate ) parentesi di caldo e stabilità, alternate a fasi atmosferiche decisamente più instabili provocate da infiltrazioni d'aria più fresca al di sopra del catino padano bollente, arroventato da un potente irraggiamento solare.
 

Per questa zona geografica d'Italia, l'arrivo dell'autunno determina un fisiologico "rilassamento" dell'atmosfera, attraverso la graduale interruzione dei contrasti caratteristici della stagione calda, fatti soprattutto di intensi temporali. Esistono tuttavia delle eccezioni; quando masse d'aria estremamente fredde alle quote superiori, penetrano nel catino padano in maniera brusca ed improvvisa, violenti contrasti possono divenire protagonisti del tempo anche in periodi poco consoni alla genesi temporalesca padana. 

La giornata di giovedì 10 ottobre 2013, ha rappresentato per alcuni settori piemontesi e marginalmente dell'ovest Lombardia, una di queste eccezioni. Nonostante il quantitativo decisamente scarso di energia disponibile alla formazione di temporali, il fortissimo gradiente termico verticale determinato dall'arrivo di una massa d'aria molto fredda in quota (-25 a 5400 metri) ha originato intensi moti convettivi. Quel poco di aria ancora tiepida presente negli strati prossimi al suolo, è stata scaraventata bruscamente verso l'alto, innescando la formazione di una linea di intensi temporali che hanno colpito le province di Vercelli e Novara, scaricando su limitati settori ingenti quantitativi di grandine

L'aria fredda sopraggiunta nella notte ha determinato l'attivazione di una vivace ventilazione favonica che ha ripulito il cielo dalle nubi in poche decine di minuti. Nel cuore delle ore notturne, l'attenuazione della ventilazione associata al cielo sereno e l'aria secca, ha determinato un calo della temperatura sino a valori abbondantemente sotto i 10 gradi. 


Autore : William Demasi

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