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Le supercelle da dry line appennica

Sono forse tra le supercelle più spettacolari che sono possibili osservare in Italia. Vediamone assieme le caratteristiche morfologiche e la genesi più comune.

Tutto temporali - 7 Settembre 2012, ore 18.00

La supercella è un tipo di temporale che è possibile osservare anche in Italia a patto che vi siano determinate condizioni a sostenerla. Le aree del Paese dove è più facile osservare supercelle è la val Padana ed i settori alto adriatici.

In questo articolo cercherò di spiegare la genesi delle supercelle che nascono dal contrasto tra l'aria secca da sud-ovest che discende dal versante padano dell'Appennino con l'aria umida della val Padana.

Il vento di caduta appenninico si verifica di sovente quando la coda di un sistema frontale transita su alta val Padana facendo il pelo ai settori alpini e prealpini. In tutte queste condizioni solitamente il vento di "marino" è sempre ben attivo sulla bassa val Padana rendendo ventosa e secca l'atmosfera dell'oltrepò.

Si tratta di una condizione standard ed ordinaria che è molto frequente durante il pieno dell'estate e che salvo rari casi porta i temporali più intensi ad interessare le alte pianure a nord del fiume Pò con scarso o nullo coinvolgimento delle aree di bassa pianura. In queste condizioni solitamente il vento di marino riesce a salire molto verso nord seccando l'atmosfera in buona parte della pianura.

In determinate condizioni però la bassa val Padana, con particolare riferimento a basso Piemonte e le zone pedemontane appenniniche dell'Emilia Romagna possono presentare temporali supercellulari incredibilmente ben formati

Per soddisfare questo tipo di genesi temporalesca occorre avere l'ingresso deciso di una depressione posizionata con i suoi minimi di geopotenziale nel Mediterraneo occidentale. Occorre quindi che il fronte freddo associato a suddetta depressione non si limiti a sfiorare le alte pianure a nord del Po ed i settori alpini, ma si dimostri capace di possedere un'azione penetrativa maggiore, sostenuto da un forte calo dei geopotenziali di fronte e dopo di esso.

Questo tipo di condizioni si verificano più facilmente durante il primo periodo estivo (giugno) e nel momento in cui l'estate inizia la sua fase di decadenza. La seconda quindicina di agosto e la prima metà di settembre sono quindi il secondo periodo più quotato per poter osservare questo tipo di supercelle.

Quando sul Mediterraneo si verificano affondi di questo tipo il vento di marino ha meno capacità di risalire le zone di alta pianura limitandosi ad interessare le aree del basso Piemonte e dell'Emilia Romagna vicine all'Appennino. Il vento di marino trae origine dal vento di libeccio durante gli affondi ciclonici sul Mediterraneo occidentale si attiva sulla Liguria e la Toscana.

Lungo i versanti tirrenici questo vento si presenta umido e carico di nubi. Analogamente a quanto succede per il favonio alpino da nord-ovest, una volta che il vento di libeccio scavalca il baluardo appenninico subisce un processo di compressione adiabatica lungo l'Appennino arrivando a valle secco e tiepido.

Le supercelle da dry line appenninica nascono quando al suolo su bassa val Padana è attiva una zona di convergenza tra l'aria secca da sud-ovest che tende ad invadere l'oltrepò ed aria più umida che dall'alto mar Adriatico entra nella val Padana fornendo umidità.

L'innesco della convezione a questo punto è resa possibile a patto che il vento da sud-ovest abbia una temperatura pari o più fresca di quella della massa d'aria in arrivo dall'alto Adriatico. Infatti per rendere fisicamente possibile la convezione, l'aria secca in caduta dall'Appennino ha il ruolo di "emulare" un fronte freddo e secco al suolo, il quale per forza di cose deve possedere una temperatura non troppo elevata altrimenti la linea di convergenza finirebbe per non produrre alcun tipo di temporale!

Questo tipo di supercelle infatti, nascono spesso in un contesto atmosferico già parzialmente raffreddato e fresco che non presenti ancora i picchi di calore tipici della piena estate.

Nello stesso tempo in cui al livello del suolo accadono questi avvenimenti, un sensibile calo della temperatura a 500hpa (circa 5000 metri) corrispondente all'ingresso del fronte freddo sulla pianura deve procedere da ovest verso est fornendo lo "starting" fondamentale all'innesco della convezione.

In caso di wind-shear positivo le supercelle che si producono dalla dry line in discesa dall'Appennino possono essere incredibilmente spettacolari! La forma striata e arrotolata del mesociclone infatti, viene resa più evidente dalle intrusioni di aria secca che anche a media quota "consumano" il cumulonembo e lo scolpiscono.

Questo processo favorisce la formazione di updraft (corrente convettiva del temporale) esili corrispondenti ad un tipo di supercella definita LP. (low precipitation)

Si tratta di una serie di condizioni che difficilmente si verificano tutte assieme allo stesso tempo. Motivo per cui questo tipo di supercella è in realtà un temporale molto raro. Al contrario è relativamente più comune osservare supercelle nell'alta val Padana durante tutto il periodo estivo, le quali però difficilmente si rendono così evidenti come quelle lungo la dry line dell'Appennino.

Nel video qui proposto possiamo osservare la struttura completamente avvitata di una supercella da dry line appenninica l'otto settembre 2010 tra Piacenza e Parma.

 

 


Autore : William Demasi

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