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L'instabilità colpisce anche i settori marittimi e costieri: come mai?

Cerchiamo di comprendere come mai i temporali di questi giorni riescono a spingersi anche verso i settori pianeggianti e costieri soprattutto durante la notte ed al primo mattino.

Tutto temporali - 18 Luglio 2013, ore 11.35

Queste giornate dominate dall'influenza sulla nostra penisola dell'anticiclone azzorriano, rispolverano vecchi schemi che non eravamo più abituati a vedere da diversi anni. Tra queste vecchie dinamiche ormai perdute, si fa notare la presenza piuttosto abbondante dei temporali di natura termo-convettiva. Durante le annate dominate dall'anticiclone africano, questo tipo di temporale presentava infatti un'incidenza assai minore rispetto all'attuale.

Cosa favorisce la formazione dei temporali durante le ore pomeridiane?

L'anticiclone delle Azzorre trova i propri massimi di pressione sul Regno Unito, settore del continente dove l'atmosfera risulta in assoluto più stabile. Su quest'area i forti moti di subsidenza innescati dall'alta pressione, scoraggiano i moti ascendenti dell'aria, agevolando al contrario quelli discendenti che dissolvono le nubi e favoriscono giornate di cielo sereno.

Spostando lo sguardo ai settori meridionali ed orientali del continente, l'alta pressione presenta una struttura più debole e risulta continuamente attraversata da alcuni impulsi di aria leggermente più fresca in quota. Si tratta in realtà di "strappi" che risulterebbero irrilevanti se inseriti in altri contrasti stagionali. La presenza di queste smagliature durante il cuore del periodo estivo tuttavia, accentua la tendenza temporalesca che si manifesta soprattutto durante le ore pomeridiane, attivata dal riscaldamento solare.

Che correlazione esiste tra i temporali diurni sui rilievi e quelli notturni / mattutini su pianure e coste?

La formazione dei temporali che questa mattina hanno colpito le aree pianeggianti del nord, estendendosi persino alle coste liguri, trova spiegazione in alcuni forti venti di outflow che si dipanano dalle vecchie celle senescenti diurne. La grossa mole di umidità messa in gioco dall'anticiclone invecchiato, porta come conseguenza una forte instabilità latente della massa d'aria. L'aria molto surriscaldata ed umida, può infatti reagire immediatamente al primo stimolo (in questo caso il vento di outflow), innescando la formazione di nuovi temporali che durante la notte prediligono le aree pianeggianti.

A loro volta i temporali di questa mattina sulla Liguria, traggono origine dagli outflow freschi delle celle temporalesche attive durante la notte su alcuni tratti di Piemonte e Lombardia. Il vento di outflow altro non è che la corrente più fresca e secca che discende dal cuore del cumulonembo dipanandosi verso il suolo in tutte le direzioni. Quando l'aria fresca dell'outflow raggiunge un'area ancora occupata da aria caldo-umida, quest'ultima grazie alla sollecitazione meccanica viene immediatamente agevolata nella sua risalita, generando nuove celle temporalesche.


Autore : William Demasi

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