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L'episodio 7 luglio 2001: supercella nel Veneto

Nella stessa giornata in cui la Lombardia è stata scossa da un forte tornado classificato come un F3, anche il Veneto ha vissuto il passaggio di una supercella di rara intensità, i cui effetti si sono manifestati in maniera assai decisa nelle province di Padova e Venezia.

Tutto temporali - 27 Giugno 2002, ore 08.09

SABATO, 7 LUGLIO 2001: ci troviamo nel veneziano, consci dell'intenso peggioramento previsto, controlliamo dal vivo la situazione alla ricerca di qualche indizio. La levataccia ha avuto i suoi frutti, perchè alle 4,50 si notano degli altocumuli che da S/SW muovono verso levante passando allo zenit lungo una ristretta striscia di cielo. Poi tutto ritorna come prima con il cielo sereno, ma comincia già a farsi sentire l'afa pretemporalesca. Fino alle 10 non si vede neppure un cirro ma ben presto spuntano con incredibile velocità cumuli medi un po' ovunque che evolveranno in cumuli congesti verso N e NE. Il vento si mantiene sempre molto debole da est. Arrivano ormai le 13, e verso il mare si nota un congesto più grosso degli altri con protuberanze sommitali ben visibili nonostante il cielo un po' fosco. Questo annuvolamento si sta intensificando assai velocemente ma scorre parallelo alla costa adriatica. E' il sentore del peggioramento. Ad ovest improvvisamente si nota la supercella, ancora poco visibile per l'elevata distanza: circa 50 km, ma si distingue la parete nel suo lato sud. Il vento è praticamente assente e c'è un'afa fin troppo avvertibile. Registro una max di 30°C con il 61% di umidità relativa, la pressione scende molto lentamente fino ad un minimo di 1009,5 mb. Il temporale da S-SW si fa notare con tuoni deboli ma frequenti: il cielo si fa scuro e l'incudine ha ormai ricoperto buona parte del cielo, mentre a NE il congesto della foto precedente è ormai evoluto in cumulonembo ad incudine (Cb incus) di moderata intensità, anch'esso con qualche tuono e in procinto di allontanarsi su Venezia senza quindi interessarci. Sono questi i minuti in cui aumenta il contrasto tra il cielo scuro e la supercella che procede spedita da SW a NE. Cominciamo però con il temporale da S-SW per poi parlare della supercella. Questo temporale proveniva dal rodigino, dove ha creato anche qualche fenomeno vorticoso come riporterà il Gazzettino del giorno seguente: "Tanta paura ma pochi danni per la tromba d'aria che nel primo pomeriggio di ieri si è abbattuta sul Polesine. Una ventina gli interventi eseguiti dai vigili del fuoco. La zona più colpita è stata quella a ovest di Rovigo, da Grignano a Lendinara quindi a Badia. Qualche albero abbattuto ed una impalcatura rovesciata, questi i danni maggiori". Insomma, nulla di rilevante ma sempre di tromba d'aria si parla. Veniamo invece agli effetti prodotti dalla supercella. Quanto segue è tratto dal "Gazzettino di Padova" del giorno dopo, di cui riportiamo le frasi più significative: "Tutto è avvenuto in pochi minuti. Ieri pomeriggio alle 15,30 il vento ha cominciato a soffiare sempre più forte e si è trasformato in una vera e propria tromba d'aria. L'evento atmosferico, che ha pochi precedenti nella nostra provincia, si è abbattutto con estrema violenza nell'alta padovana scoperchiando case, abbattendo alberi e pali della luce e rovinando in parte i raccolti di mais, soprattutto a Trebaseleghe e Massanzago. A Bronzola di Campodarsego un cipresso è caduto sul cimitero. Il vento è stato fortissimo anche a Cadoneghe. I danni non sono quantificabili ma già si sa che ammontano ad alcuni miliardi di lire [...]. La tromba d'aria ha gravemente danneggiato gli impianti sportivi del comune, i tetti di alcune abitazioni e persino una banca. Un vero disastro che spingerà il sindaco Flavio Frasson a chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale: si sono spezzate le vetrate della palestra di santa Eufemia -racconta- ed il tetto degli impianti sportivi del capoluogo in parte è volato via. Pezzi del tetto della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in via Roma hanno roteato in cielo e sono precipitati sulle abitazioni, attorcigliandosi fra le recinzioni e i pali della luce. Abitazioni danneggiate. Rotti i comignoli di parecchie case. Alberi spezzati e semafori in tilt [...]. A Pieve di Curtarolo un albero alto una quarantina di metri si è abbattuto ieri pomeriggio all'interno del cortile di un'abitazione schiacciando completamente un furgone ed il ripostiglio situato nelle adiacenze della casa". Credo che classificare questo tornado come un F2 non sia azzardato. "La nuova Venezia" riporta altri danni provocati da un probabile tornado a Santa Maria di Sala, nell'alto veneziano: "Alberi sradicati in mezzo alla strada, cartelloni pubblicitari abbattuti o sventrati, staccionate e guardrail piegati, tegole staccate dalle case, automobili ammaccate da grossi chicchi di grandine. Una tromba d'aria si è abbattuta ieri pomeriggio verso le 15,30 a S. Maria di Sala provocando fortunatamente più paura che danni. Non si registrano feriti, ma i vigili del fuoco di Mestre hanno avuto un bel daffare per togliere dalla strada grossi rami e interi alberi sradicati da violentissime raffiche di vento, superiori a 100 km/h [...]. Si sono registrati danni anche alle case, dalle quali si sono staccate alcune tegole dal tetto". Manuel Busetto segnalava violente grandinate con chicchi di 4-5 cm a Scorzè (VE), mentre Flavio Tolin da Padova Centro notava l'evidente moto antiorario della base del mesociclone che fortunatamente non ha interessato la sua zona. Ancora il "Gazzettino" riporta danni, provocati presumibilmente dalla stessa supercella vista l'ora e la direttrice SW-NE, nella zona di Portogruaro, sempre nell'alto veneziano: "Una casa scoperchiata e una strage di alberi sono il bilancio, ancora parziale, del fortunale abbattutosi ieri pomeriggio, verso le 16,30, a San Stino di Livenza [...]. Un albero, cadendo, ha spezzato la linea elettrica e telefonica: il colpo di frusta del cavo d'acciaio della Telecom ha frantumato il parabrezza di un autocarro di passaggio Fiat 65, lasciando fortunatamente illeso il conducente". L'articolo riporta anche l'abbattimento di numerosi ippocastani. Questi sono stati gli effetti della supercella presa in esame, la quale non ha interessato ilnostro punto di osservazione mantenendosi a NW per una ventina di km, non più. A cura di www.fenomenitemporaleschi.it

Autore : Alberto Gobbi

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