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Inflow tail e tail cloud

Che differenza c’è fra queste due formazioni nuvolose?

Tutto temporali - 5 Maggio 2003, ore 09.29

Fra le varie nubi che si sviluppano al di sotto della base di una nube temporalesca riveste un ruolo di primaria importanza quella che fornisce una indicazione della posizione esatta nella quale si trova il “canale” di aria calda che alimenta dal basso il cumulonembo. Questa nube, denominata in inglese “INFLOW TAIL” (ossia tradotto letteralmente “coda d’affluenza”) la possiamo osservare anche in caso di temporali non particolarmente intensi, e si sviluppa dove l’aria calda in salita dal suolo verso la sommità della nube viene a contatto con l’aria fredda scaricata verso i bassi strati attraverso l’acquazzone, o più semplicemente (in caso di temporale ancora giovane e quindi in assenza di rovesci) dove si trova il canale di salita dell'aria calda. In generale inizialmente tale ammasso nuvoloso non ha una forma ben definita, ma si presenta sotto forma di piccoli cumuli bassi e frastagliati che corrono rapidamente verso il cuore del temporale; per quanto detto prima se notiamo la loro presenza sulle nostre teste probabilmente comincerà a piovere entro pochi minuti. Fatto sta che se il canale di aria più calda in risalita tende a diventare sempre più stretto ed impetuoso allora le nubi si organizzeranno prendendo appunto approssimativamente la forma di una coda più o meno inclinata rispetto al suolo. Un particolare curioso che ci può far capire meglio quando ci troviamo al di sotto di una inflow tail organizzata riguarda il vento che sentiamo sulla nostra pelle; dato che appunto l’aria calda tende a salire senza effettuare spostamenti drastici in orizzontale, in generale al di sotto di queste formazioni nuvolose avvertiremo una improvvisa ed “inquietante” calma relativa di vento, con la temperatura che tenderà rapidamente a crescere anche di 2-3°C. In qualche caso estremo alla formazione della inflow tail è associata anche la nascita di una tromba d’aria, ma dobbiamo allora concentrarci sui temporali più intensi; oltretutto la spiegazione della loro genesi non è ancora del tutto chiara. Noi sappiamo comunque che nel caso di supercelle non è raro osservare la formazione di “nubi a muro”, che hanno una genesi dettata sempre dal contrasto fra masse d’aria diverse, ma che in generale indicano una rotazione della nube su sé stessa; ebbene la massa d’aria fredda scaricata da un forte rovescio al suolo e poi “ri-agganciata” dal flusso d’aria in salita che alimenta la nube a muro, genera la “TAIL CLOUD” (nube a coda), che ha una forma simile alla inflow tail ma ha una genesi leggermente diversa. In poche parole la forma e l’estensione di inflow tail e tail cloud sono simili, ma diversa è l’indicazione che danno; in presenza di inflow tail possiamo dire che il temporale è in crescita e possiamo aspettarci l’arrivo della pioggia entro poco tempo (solo raramente potrà formarsi una tromba d’aria, comunque debole), mentre in caso di tail cloud siamo in presenza di un temporale particolarmente violento e quindi dobbiamo metterci al riparo da possibili forti colpi di vento, intense trombe d’aria, grandine e fulmini.

Autore : Lorenzo Catania

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