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Il cielo prima e dopo un temporale

Prima un'atmosfera pesante e carica di umidità, dopo un cielo più limpido e clima più fresco. Ecco quello che avviene durante il passaggio di un temporale.

Tutto temporali - 5 Giugno 2007, ore 09.42

"Accidenti che nuvoloni! Le cime delle montagne non si vedono, tutto è appesantito e c’è una cappa! Ecco i primi tuoni. Come piove forte!” Dopo circa un’ora… “Guarda il cielo come è più chiaro! Finalmente si rivedono i monti dopo molto tempo, forse il tempo si è sfogato!”. Ecco un esempio di conversazione che spesso avviene durante il passaggio di un temporale estivo. Volendo fare un’analisi più approfondita, i temporali estivi possono essere divisi in due grandi categorie: i temporali pomeridiani, chiamati anche “di calore” e i temporali frontali, più organizzati ed estesi, facenti capo ad una perturbazione in transito. Per quanto riguarda i temporali di calore, questi possono essere anche molto intensi, ma si presentano in genere localizzati e non tendono a spostarsi dal loro luogo di origine, se non per pochi chilometri. Il cielo che precede un temporale di calore è spesso “colonizzato” da enormi cumulonembi che si gonfiano e si espandono a vista d’occhio. Se il sole li illumina, questi assumono un colore bianco brillante, con la base alla loro estremità inferiore molto scura. Dopo il fenomeno temporalesco, che può durare anche un’ora, il cielo si presenta “scarico”, cosparso di nubi sfilacciate e di tipo alto, con i maestosi cumuli di un’ora prima che sembrano letteralmente scomparsi nel nulla. L’umidità dell’aria in un primo tempo si riduce, per poi aumentare nuovamente con il sopraggiungere della sera. Ben diverso il discorso per i temporali frontali che, a differenza di quelli “di calore”, possono manifestarsi anche nelle ore notturne. In genere quando si è interessati da una perturbazione, la parte anteriore di essa è spesso poco spettacolare, con nubi alte e sottili in intensificazione e possibilità di piogge deboli. Il temporale frontale rappresenta il confine tra l’aria più calda che soffia davanti al fronte e l’aria fredda che lo segue. Quindi prima dell’arrivo di un temporale frontale anche intenso, il cielo si presenta in genere coperto da nubi alte e medie, con vento in rinforzo dai quadranti meridionali che può spostare anche dei cumuli. Di colpo, in direzione ponente ( di solito) il cielo tende a scurirsi e si percepiscono i primi tuoni in lontananza. L’atmosfera diventa turbolenta durante l’incedere del temporale verso la nostra postazione, con vento in rinforzo e addensamenti nuvolosi intensi. Dopo il suo passaggio, si ha un crollo quasi verticale dell’umidità dell’aria e della temperatura, una rotazione del vento dai quadranti settentrionali e la presenza di un cielo molto limpido, come se l’atmosfera si fosse “lavata”. I temporali frontali possono presentare notevole estensione e muoversi per parecchi chilometri, lungo la linea di separazione tra l’aria calda e quella fredda. Se nel loro incedere incontrano delle montagne, i fenomeni possono venire ulteriormente esaltati sui versanti sopravvento ed attenuati in quelli sottovento.

Autore : Paolo Bonino

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