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Dall'afa al nubifragio, tutti i perchè sui fenomeni violenti dell'estate

Il ripetersi di forti temporali soprattutto lungo i settori prealpini ci dà lo spunto per analizzarne a fondo le caratteristiche e spiegare i motivi del loro sviluppo.

Tutto temporali - 8 Luglio 2011, ore 09.18

 Mattinate estive lattiginose e con aria ferma, temperature non eccessivamente elevate ma clima afoso per alti quantitativi di umidità al suolo. Questa è la tipica situazione che può sfociare in pomeriggi estivi decisamente movimentati. Ovviamente la situazione generale a livello sinottico deve essere opportunamente predisposta e solitamente scaturisce da una ben precisa disposizione delle pedine atmosferiche.

Prima di tutto dobbiamo avere due masse d'aria che si fronteggiano, quindi scartiamo immediatamente il meccanismo "monsonico" di questi fenomeni, come troppo spesso si sente dire a riguardo. Punto secondo: la massa d'aria calda precede il sistema frontale e si deve originare sul nord Africa ma successivamente scorrere sulle acque del Mediterraneo. Questo serve a preservare il calore d'origine e il conseguente carico di energia, poichè il lungo il viaggio sul mare, durante il quale vengono assunti anche notevoli quantitativi di umidità, stabilizza temporaneamente la massa d'aria.

Tale status conferisce dal punto di vista termico notevole energia potenzialmente disponibile alla convezione alla massa d'aria che risale dai quadranti meridionali verso l'Italia. Dal putno di vista dinamico però tutto rimarrebbe inerte se alle quote superiori l'atmosfera non fosse carica di vorticità ciclonica e ciò avviene quando in altitudine scorre il ramo ascendente della Corrente a Getto, e precisamente il suo settore anteriore sinistro o posteriore destro (rispetto alla direzione di flusso). 

Punto terzo: dietro alla perturbazione deve spingere aria più fresca e secca a partire dalle quote superiori. Questo instabilizza ulteriormente la colonna d'aria sul piano verticale (od obliquo ma in questo caso la spiegazione ci complicherebbe un po' la vita). Tutto pronto? Per avere temporali si, ma per quei nubifragi che sembrano portare la fine del mondo (vedi il caso di Lecco del 7 luglio 2011 nell'immagine e nel video qui sotto) manca ancora un tassello.

Ricordate quel flusso caldo che preserva la sua energia lungo il viaggio sul mare? Ebbene quell'energia può liberare improvvisamente tutta la sua potenza solo in un modo: impattando contro una catena montuosa. Ecco dunque che soprattutto Alpi e Prealpi (ma può accadere anche in Appennino pur se con minor frequenza) in quei tipici pomeriggi di mezza estate diventano testata d'angolo e prendono su di sè tutta la violenza intrinseca di questi fenomeni, che possono anche sfociare in alluvioni lampo o in temporali accompagnati da violentissime raffiche di vento o da locali ma perfino impensabili grandinate.

 


Autore : Luca Angelini

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