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Come si distribuiscono i temporali in Italia durante l'anno?

Il temporale, un fenomeno atmosferico localizzato ma spesso intenso ed impressionante. Quali sono le aree d'Italia che hanno maggiori probabilità di assistere a questo fenomeno durante l'anno?

Tutto temporali - 6 Settembre 2012, ore 18.00

Quando pensiamo ad un temporale spesso ci ritornano alla mente notti (talvolta passate insonni per chi teme questo fenomeno atmosferico) squarciate da lampi accecanti e grossi rombi del tuono. Quando lo spettacolo del temporale non è ad appannaggio notturno, durante il giorno esso si presenta preceduto da tonalità del cielo spettacolari, nubi che si contorcono e contrasti cromatici spettacolari con sfumature rare e particolari del cielo.

Il tipo di fenomenologia che porta risulta altrettanto spettacolare ed impressionante. Fortissimi rovesci di pioggia, groppi di vento, grandinate distruttive e talvolta fenomeni vorticosi!

Tenendo in considerazione i dodici mesi dell'anno, quali sono le aree del Paese che hanno maggiore possibilità di osservare un temporale?

Discorso lungo e controverso poichè ogni stagione presenta delle caratteristiche a se stanti, risulta difficile dare una localizzazione precisa dei fenomeni atmosferici nel corso di un anno. Tuttavia immaginando di poter attraversare per intero una annata "standard" da poter essere presa come esempio per tutte le altre, potremmo riassumere così.

Periodo Gennaio-Febbraio: i mesi invernali solitamente non sono i più accreditati per osservare temporali di una certa intensità. L'atmosfera troppo raffreddata e la superficie marina anch'essa raffreddata dai primi episodi invernali e dalle perturbazioni transitate i mesi precedenti lasciano poco spazio alla genesi di questo fenomeno.

Tuttavia esso è sempre possibile! Solitamente i temporali più fotogenici in questo periodo dell'anno avvengono quando una massa d'aria polare-marittima con temperature estremamente fredde a 500hpa (circa 5000 metri di quota) si trova ad attraversare il Mediterraneo.

Trattandosi questo di un tipo di freddo presente soprattutto in quota, in condizioni di questo genere l'atmosfera viene a trovarsi in uno stato di forte gradiente termico verticale. La temperatura quindi diminuisce molto velocemente con l'aumentare della quota. Quando alla temperatura al suolo relativamente tiepida si contrappone una temperatura estremamente bassa degli strati alle quote superiori, analogamente a quanto succede in estate il risultato è convezione.

Temporali di questo tipo solitamente non sono molto elettrici anche se possono presentare una bella struttura con tutte le parti del cumulonembo ben visibili e chiare all'occhio. Solitamente le aree più colpite da questi temporali sono il basso e medio Tirreno. La Sicilia e la Sardegna.

Siccome tali masse di aria gelida polare-marittima giungono da nord, spesso e volentieri l'Italia settentrionale si trova a che fare una circolazione secca di venti settentrionali anche al suolo che rendono più rari questo tipo di temporali.

Quando l'aria fredda prende "un giro largo" presentandosi anche su penisola Iberica e Francia, ritorni umidi da sud-ovest possono portare questo i cumulonembi anche su Liguria e Toscana, di sovente associati ad episodi di neve a bassissima quota.

Mese di marzo:  spesso si sente dire di marzo come mese pazzerello fatto di contrasti e continui cambi di rotta. Se questo può essere in parte vero sotto il punto di vista del pattern barico, il quale segna un deciso passaggio da standard invernali a nuovi standard primaverili, sotto il punto di vista dei temporali non è proprio un gran mese!

Pochi e rari i fenomeni temporaleschi che possono avvenire. Oltre ad occasionali ma solitamente poco fotogenici temporali in sede di intensi passaggi frontali, l'aumento dell'irraggiamento solare può talvolta innescare i primi episodi "di calore" nelle aree interne e lontane da mare.

Aprile-maggio: questi due mesi segnano un deciso passaggio alla stagione primaverile. Possono presentarsi diverse occasioni per osservare temporali. Le localizzazioni più probabili sono quelle montuose e lontane dal mare. Settori appenninici ed alpini sono i settori più quotati per assistere a questo fenomeno atmosferico.

I temporali però diventano sempre più probabili anche nella val Padana durante il passaggio di linee di instabili o fronti freddi.

L'arrivo di maggio segna un'ulteriore passo in avanti su questa tendenza. A maggio il maggiore calore favorisce cumulonembi più spessi mentre nel periodo di aprile di sovente i primi cumulonembi sono definiti "low topped" con il limite superiore della nube che non riesce a spingersi a grandi altezze.

Giugno-luglio-agosto: per Alpi e val Padana si tratta dal periodo con maggior frequenza temporalesca dell'anno. I temporali lungo i settori alpini possono avvenire quasi tutti i giorni, comprese le giornate anticicloniche e di gran caldo. Quando poi abbiamo a che fare con un fronte atmosferico che "fa il pelo" alle Alpi oppure transita al di sopra del suolo arroventato della val Padana, intensi temporali possono sferzare le pianure portando fenomeni violenti e dannosi.

Solitamente durante il mese di giugno i fenomeni sono diffusi in ugual modo su val Padana occidentale ed orientale. Luglio, il mese più stabile del trittico, i fronti di sovente presentano un affondo minimo. L'aria fredda passa solo nelle aree dove il baluardo alpino è posto a quota più bassa. La frequenza temporalesca maggiore si concentra quindi nel Triveneto e sul nord-est.

Agosto il flusso atlantico inizia a scendere di latitudine, i fronti diventano più penetranti rimettendo in gioco anche i settori di nord-ovest. Inizia a diventare tempo anche per i primi temporali marittimi che possono interessare le coste di Liguria e Toscana soprattutto durante la notte ed il primo mattino.

Settembre-ottobre: per il nord sono i due mesi delle grandi piogge per eccellenza. Quando una saccatura si presenta intensa e spigolosa richiamando a se molta aria umida da sud-est possono formarsi fenomeni temporaleschi di natura alluvionale a sconvolgere le coste di Toscana e Liguria. Si tratta inoltre del periodo migliore per osservare i temporali marittimi più violenti, segnatamente per le regioni tirreniche del centro-nord.

Anche i settori adriatici possono assistere ad intensi temporali, a patto di avere un affondo ciclonico più "orientaleggiato" in grado di trasportare l'aria umida (carburante per i temporali) anche lungo le coste dell'Adriatico.

L'arrivo di ottobre sancisce infine l'innesco di intensi temporali marittimi anche su Sardegna, Sicilia (specie i settori orientali) e meridione in genere.

Novembre-dicembre:
in questo periodo dell'anno i temporali più intensi tendono a presentarsi soprattutto nelle regioni meridionali che risultano anche le più esposte ai fenomeni precipitativi più rilevanti.

Ovviamente questa non è la regola e nessuno toglie la possibilità che intensi temporali possano verificarsi nel mese di novembre anche al nord. Le due alluvioni liguri dell'anno 2011 a tal proposito ne sono un esempio calzante!

Dicembre è un mese molto difficile da catalogare. Può presentare caratteristiche ancora pienamente autunnali oppure dare il via ai rigori dell'inverno con cali consistenti delle temperature specialmente al nord e soprattutto concentrati nella seconda metà del mese.

Sotto il punto di vista dei temporali non offre molti spunti ma la frequenza risulta senza dubbio maggiore nelle regioni meridionali e nel medio-basso Tirreno.


Autore : William Demasi

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