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L'inverno a fine mese? Ecco chi ci crede

Stiamo in particolare tenendo sotto controllo il run di controllo del modello americano, uno di quelli che ha più peso all'interno dell'analisi probabilistica a lungo termine.

Ti segnaliamo - 11 Febbraio 2014, ore 20.00

ANALISI della situazione attuale: il campo di pressione sul Mediterraneo è in fase di ripresa. Le perturbazioni legate al flusso atlantico seguitano a scorrere da ovest verso est, ma iniziano ad intraprendere traiettorie più settentrionali. Una perturbazione sta lasciando in queste ore il nostro meridione, un'altra si approssima ai nostri mari di ponente ma andrà in parziale disfacimento strada facendo, limitandosi ad apportare ulteriori condizioni di variabilità domani (mercoledì) al sud. Una terza perturbazione raggiungerà l'arco alpino occidentale nel corso di giovedì, dando luogo ad un modesto peggioramento in serata sul nostro settentrione. Il bel tempo guadagnerà invece centro e meridione.

 

 Calato il livello di allerta per le pessime condizioni meteorologiche che si sono susseguite nel mese per tutto il mese di gennaio fino a tutta la prima decade di febbraio, ora l'attenzione passa sulle linee di tendenza a lungo termine. Nel mezzo però non possiamo certo soprassedere su un primo importante passaggio tra il maltempo e quello che verrà.

Si tratta di quell'intermezzo anticiclonico che avevamo definito "quasi primaverile", e che subentrerà a partire dalle prossime ore, interessando in modo particolare centro e sud. Da giovedì 13 e almeno sino al 17 febbraio la risalita di un diaframma anticiclonico afro-mediterraneo darà luogo ad una fase meteorologicamente più tranquilla e con profilo termico quasi da prima decade di aprile.

Intorno al 18-19 febraio poi le strade simulate dai diversi modelli a nostra disposizione iniziano a disperdersi: per l'inglese, ad esempio, ci troveremmo dinnanzi ad un peggioramento che reintrodurrà una fase di tempo più movimenato, instabile e accompagnato da un (seppur modesto) calo delle temperature, per l'americano proseguirà il braccio di ferro tra le umide correnti atlantiche (a interessare soprattutto il nord) e l'anticiclone (a ricorpire soprattutto centro e sud.

Ma sarà proprio in quei giorni che si compiranno le manovre chiave di questo ultimo scorcio stagionale: l'anticiclone atlantico potrebbe erigersi lungo i meridiani e dar modo ad un blocco di aria fredda di rientrare dalle latitudini russo-scandinave fin sul Mediterraneo e l'Italia. Siamo intorno al 22-25 febbraio.

Probabilisticamente parlando siamo ancora molto bassi come possibilità di effettivo svolgimento della trama così descritta . C'è comunque da notare che il run di controllo del modello americano, e altre corse parallele, seguitano a impostare una architettura sinottica favorevole a questa fase fredda nell'ultima decade di febbraio. Una manovra simile, ma dalle conseguenze molto più modeste, si inizia ad intravvedere anche dalla corsa operativa del modello inglese.

Notate la progressione dell'aria fredda attraverso le mappe allegate, riferite al piano isobarico di 850hPa, circa 1500 metri di quota.

Tanto basta per mantenere il nostro livello di attenzione sufficientemente vigile. L'inverno potrebbe presentarsi all'appello proprio nei giorni del suo congedo. Se è per il buon andamento stagionale, e per scongiurare nuove pesanti anomalie meteo-climatiche, possiamo senz'altro dire fin d'ora: "Ben venga, meglio tardi che mai". 

 


Autore : Luca Angelini

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