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Impressionante valanga di ghiaccio precipita nelle Alpi vallesane, intanto nel gruppo del Bianco è atteso un altro crollo

Una intera seraccata è crollata sulle montagne di Saas Fee nella Svizzera Vallese, mentre lungo la parete delle Grandes Jorasses sopra Courmayeur sono partite le rilevazioni per monitorare il ghiacciaio sospeso.

Ti segnaliamo - 7 Ottobre 2011, ore 09.07

 Era una mattina come tutte le altre, poi d'improvviso un fragore impressionante scuote la tranquillità della valle di Saas in Vallese, non distante in linea d'aria dal confine ossolano. Oltre 50 mila metri cubi di ghiaccio precipitano verso valle, fortunatamente senza causare danni.

L'evento è stato tanto spettacolare quanto raro in queste proporzioni. I glaciologi e gli abitanti della graziosa località di Saas Fee, spettatori di prima fila dello spettacolo,  tirano un sospiro di sollievo, dato che il seracco in questione era monitorato da tempo. La causa, secondo gli esperti locali, è da ricercare nelle abbondanti nevicate degli ultimi inverni e il caldo prolungato di agosto e settembre. Ora i numerosi impianti e le strutture ricettive abbarbicati come nidi d'aquila sui costoni di quelle grandi montagne possono riaprire i battenti.

L'attenzione adesso si sposta in Italia e precisamente in val Ferret, alta Valle d'Aosta vicino a Courmayeur. Qui un altro enorme seracco sospeso sulla valle ad una quota intorno a 3800 metri rischia di far precipitare a valle 30 mila metri cubi di ghiaccio. l fenomeno avviene con cadenza pluridecennale piuttosto regolare. La prima notizia di questi crolli risale al 21 dicembre 1952, ma il più tragico fu l'evento del 2 agosto 1993, quando 8 alpinisiti furono sorpresi all'alba lungo la via di salita alle Grandes Jorasses. I loro corpi giacciono ancora lassù sul gigante bianco.

Ora il seracco (qui a fianco un primo piano) è attentamente monitorato con sofisticatissime apparecchiature con tecnologia satellitare Gps, unite a un sismografo. Questo anche perchè il suo eventuale crollo durante la prossima stagione invernale, quando l'enorme muraglia delle Grandes Jorasses è carica di neve, potrebbe creare valanghe a catena di dimensioni catastrofiche su una zona turistica molto frequentata.


Autore : Luca Angelini

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