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Estate 2012: il grande caldo ha fatto meno vittime rispetto al 2003

L'estate 2012 in Italia è stata la seconda più calda dal 180, ma l'effetto delle ondate di calore sulla mortalità è risultato molto inferiore a quello osservato nel 2003, che rimane pertanto l'annata record. Ad affermarlo è lo studio ''Ondate di calore ed effetti sulla salute'', prodotto dal dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio e protezione civile, in collaborazione con il ministero della Salute e il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Ti segnaliamo - 6 Novembre 2012, ore 09.40

 Estate bollente ma non da record, almeno per quanto riguarda la triste piaga dei decessi legati alla calura eccessiva. Quella del 2012 è stata la seconda estate più calda dal 1850 ad oggi, subito dopo quella del 2003 e appena sopra a quella del 2010, ma l'impatto delle ondate di calore sulla mortalità è fortunatamente risultato in proporzione molto inferiore a quello osservato nel 2003

Ad affermarlo uno studio prodotto dal dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio e protezione civile, in collaborazione con il Ministero della Salute e il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie. La ricerca ''Ondate di calore ed effetti sulla salute'' è parte integrante di un piano nazionale per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute in collaborazione con Ministero della Salute e la Protezione Civile.

Al centro del progetto c'è anche un monitoraggio in tempo quasi reale della mortalità legata alle temperature (ondate di caldo ma anche di freddo) e la variazione nel tempo dei fenomeni. L'estate 2012 ha fatto registrare una temperatura superiore di ben quasi 2,5°C gradi rispetto alla media del periodo di riferimento 1971-2000, mentre quella del 2003 rimane in vetta alla classifica delle più roventi con uno scarto di ben +3,7°C rispetto alla media.

''L'estate 2012, spiega l'esperta, ha visto ondate di calore soprattutto nelle regioni del centro e del sud, mentre nel 2003 tutto il Paese era stato interessato da ripetute ondate di calore eccezionali''. Secondo lo studio inoltre, nel 2003 si registrarono 34 giorni di caldo intenso, mentre nel 2012 la media è stata di 17 giorni. Unica eccezione: Bolzano e Roma, che  nel 2012 hanno sofferto di un numero di giorni di caldo estremo maggiore, rispettivamente con 49 e 35 giorni, contro i 45 e 28 del 2003.

Nelle città analizzate, l'impatto sulla mortalità è stata complessivamente inferiore all'annata record del 2003, con un aumento statisticamente significativo solo a Roma e Bolzano. Il numero di casi in eccesso infatti sono stati 2704 nel 2003 (+46%) e 226 nel 2012 (+7%).

Si muore di caldo ma anche di freddo. ''La mortalità dell'inverno 2011/2012, continua la Michelozzi, è stata molto elevata" Il clima estremo del periodo gelido relativo alla prima metà di febbraio 2012 aveva già falcidiato la popolazione più debole. L'estate del 2003 invece non aveva alle spalle un periodo invernale così rigido.

I cambiamenti climatici in Italia e il progressivo invecchiamento della popolazione, rendono la prevenzione legata agli eccessi di temperatura una delle priorità che la Sanità Pubblica, in stretta collaborazione con i Servizi Meteo, non può prescindere.


Autore : Luca Angelini

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