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Catastrofe ambientale nel paradiso della Nuova Zelanda

Una portacontainer a causa di una tempesta si è incagliata mercoledì scorso sulla barriera corallina e ora ha iniziato a perdere greggio.

Ti segnaliamo - 12 Ottobre 2011, ore 08.10

 Un dito di terra che emerge dalle profondità dell'oceano, con quella sua forma che assomiglia vagamente ad una Italia rovesciata vista allo specchio, pur nella sua figura frammentata in isole grandi e piccole, coronate da alte montagne e protette da incontaminate barriere coralline. Mai una brutta notizia, solo immagini di cieli tersi che si alternano a nubi cupe e piovose, quasi come i cieli d'Irlanda, o di sorprendenti montagne scintillanti che emergono dal nulla a 20 ore d'aereo dalla nostra quotidianità.

Questa è la Nuova Zelanda, purtroppo in questi giorni al centro di un gravissimo fatto di inquinamento ambientale. Una nave portacontainer, a causa di una tempesta, si è incagliata proprio a ridosso della barriera corallina. Il disastro ambientale potrebbe essere immenso, se finiranno nella baia le 1700 tonnellate di greggio pesante che la nave trasportava.

Sono cominciate intanto a pieno ritmo le operazioni di pulizia sulle spiagge, già raggiunte dalle prime dense bolle di petrolio. La marea nera ha già ucciso diversi uccelli marini, fra cui i celebri pinguini blu, mentre molti altri anomali acquatici sono stati portati in specializzati centri di salvataggio, dove verranno ripuliti dal petrolio.

Purtroppo le ultime notizie non sono buone: le Autorità infatti avvertono che il contenimento della perdita sarà una questione di settimane e non di giorni. La chiatta che era stata predisposta alla rimozione del greggio è rimasta a sua volta danneggiata. Inoltre, quando le operazioni di pompaggio del petrolio verranno portate a termine, si dovrà procedere all'estrazione del relitto dal luogo dell'incidente, dato che al momento la nave giace affondata per metà, proprio come un fantasma senza senso in un paradiso ormai senza parole.


Autore : Luca Angelini

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